Una buona notizia per chi ama la natura e la geologia: i parchi della Maiella in Abruzzo e dell’Aspromonte in Calabria continuano a far parte della rete dei Geoparchi Mondiali UNESCO. Dopo le ispezioni della commissione internazionale, entrambi mantengono lo status che li rende patrimonio della scienza e del turismo sostenibile. L’Italia consolida così la sua presenza nella rete e diventa uno dei Paesi europei più rappresentati.
Cosa significa essere «Geoparco UNESCO»
Un Geoparco Mondiale UNESCO non è una semplice area protetta. È un territorio che racchiude un patrimonio geologico di rilevanza internazionale e che, allo stesso tempo, lo valorizza attraverso educazione, ricerca scientifica e sviluppo sostenibile delle comunità locali. La rete è stata istituita nel 2015 dall’UNESCO e oggi conta oltre duecento siti distribuiti in quasi cinquanta Paesi.
Per ottenere e mantenere il riconoscimento, ogni Geoparco viene rivalidato ogni quattro anni da una commissione di esperti che valuta gestione, comunicazione, coinvolgimento delle comunità, infrastrutture educative e qualità dei geositi.
Maiella Geopark: il cuore di pietra dell’Abruzzo
Il Geoparco della Maiella coincide con il territorio del Parco Nazionale della Maiella, che si estende per circa 740 chilometri quadrati nelle province di Chieti, Pescara e L’Aquila. È un’area di altissima geodiversità: il dossier UNESCO elenca 95 geositi, almeno 22 dei quali di valore internazionale.
Cosa rende speciale la Maiella
La «Montagna Madre» degli abruzzesi è un imponente complesso carbonatico nato dal sollevamento dei fondali oceanici della Tetide. Qui si possono leggere, letteralmente, milioni di anni di storia: fossili di ammoniti, faglie attive, vallate glaciali, grotte carsiche, sorgenti termominerali e l’unico campo di rocce moutonnées del centro Italia.
A questa ricchezza geologica si aggiunge una biodiversità eccezionale: l’orso bruno marsicano, il lupo appenninico, il camoscio d’Abruzzo, lupi e aquile reali.

Aspromonte Geopark: la montagna mediterranea
L’Aspromonte UNESCO Global Geopark occupa l’estremità meridionale dell’Appennino calabrese ed è uno dei pochissimi geoparchi al mondo costruito su rocce metamorfiche paleozoiche, fra le più antiche d’Italia.
Scisti, gneiss e marmi raccontano una storia che inizia oltre 500 milioni di anni fa, quando ciò che oggi è la Calabria faceva parte di un microcontinente staccato dall’antica Africa. Qui si trovano cascate spettacolari, gole profonde, foreste di abete bianco e cime che superano i 1.900 metri a poche decine di chilometri dal mare.
Il legame con i grecanici
Il Geoparco dell’Aspromonte non è solo geologia: comprende decine di borghi, tra cui le comunità storiche di lingua grecanica che ancora oggi tramandano un dialetto di origine bizantina. Il riconoscimento UNESCO valorizza anche questo patrimonio culturale immateriale, legandolo alla narrazione geologica del territorio.
L’Italia tra i Paesi più riconosciuti
Dopo le ultime conferme, l’Italia conta dodici Geoparchi Mondiali UNESCO. Oltre a Maiella e Aspromonte, fanno parte della rete il Beigua in Liguria, il Geoparco delle Alpi Apuane, il Madonie e Rocca di Cerere in Sicilia, l’Adamello-Brenta in Trentino, il Sesia Val Grande in Piemonte, il Parco del Pollino fra Calabria e Basilicata, il Parco Naturale delle Alpi Marittime in Piemonte, le Tepui (con riferimento ai geositi corrispondenti) e il Geoparco Sardegna Atlantica.
Questa concentrazione fa dell’Italia uno dei Paesi europei più rappresentati nella rete UNESCO Global Geoparks, dietro solo a Cina e Spagna in termini assoluti.
Perché la conferma è una buona notizia
La rivalidazione non è scontata. Ogni quattro anni la commissione UNESCO può rilasciare un «cartellino giallo» (chiedendo correzioni in due anni) o addirittura revocare il titolo. Negli ultimi cicli alcuni geoparchi europei sono stati esclusi per mancata adesione agli standard di sostenibilità e comunicazione.
La conferma della Maiella e dell’Aspromonte certifica che il modello italiano funziona: educazione ambientale nelle scuole, sentieristica curata, centri visita aggiornati, ricerca scientifica continua e collaborazione con enti, università e produttori locali.

Cosa fa, in pratica, un Geoparco
Spesso si confondono i Geoparchi con i Parchi Nazionali. La differenza è importante.
Tutela del paesaggio geologico
I Geoparchi proteggono geositi, fossili, formazioni rocciose e morfologie del territorio: oggetti naturali che non possono essere ricostruiti e che raccontano la storia della Terra.
Coinvolgimento delle comunità
Un Geoparco non vive di vincoli ma di partecipazione: pastori, artigiani, ristoratori, guide ambientali e amministrazioni locali entrano in una rete che condivide il marchio UNESCO e i suoi standard di qualità.
Educazione e turismo lento
I sentieri tematici, i laboratori per le scuole, i festival scientifici e le pubblicazioni didattiche sono strumenti centrali. L’obiettivo è far capire ai visitatori che cammina su un libro aperto di geologia, e che ogni roccia ha una storia da raccontare.
Cosa significa per il turismo sostenibile
I dati pre-pandemici e post-2022 confermano una tendenza chiara: i Geoparchi attraggono un turismo qualificato, distribuito nell’arco dell’anno e particolarmente interessato a esperienze autentiche. Per territori montani spesso fragili sotto il profilo demografico, questo si traduce in nuove opportunità per le guide locali, gli alberghi diffusi, le piccole produzioni agroalimentari e i musei minori.
La Maiella e l’Aspromonte, in particolare, sono aree dove l’invecchiamento della popolazione e lo spopolamento dei borghi rappresentano problemi seri. Il riconoscimento UNESCO è uno strumento concreto per invertire la rotta.

Cosa visitare nei due geoparchi
Per chi vuole conoscere da vicino questi territori, ecco alcuni punti di partenza.
- Maiella: la Valle dell’Orfento, gli eremi rupestri di Celestino V, il Bosco di Sant’Antonio, le Gole del Sagittario, il Blockhaus.
- Aspromonte: Pietra Cappa (il monolite più grande d’Europa), le Cascate del Maesano, Gambarie, i borghi grecanici di Bova e Roghudi vecchio, l’altopiano di Zomaro.
Le buone notizie hanno bisogno di lettori attenti
Le notizie ambientali positive raramente fanno rumore, ma sono importanti tanto quanto gli allarmi sul clima. Sapere che due aree montane italiane continuano a essere riconosciute come patrimonio della Terra è una rassicurazione concreta: significa che la cura del territorio paga, che la collaborazione fra enti pubblici e comunità locali funziona, e che la cultura geologica sta diventando un asset turistico riconosciuto.
Se ti interessano le buone notizie sulla natura italiana, leggi anche il nostro racconto sul salvataggio della manta gigante a Procida, esempio di tutela del Mediterraneo che mette in luce il lavoro silenzioso delle reti di ricerca.
Domande frequenti su Maiella e Aspromonte UNESCO
Da quando Maiella e Aspromonte sono Geoparchi UNESCO?
Entrambi sono stati riconosciuti come Geoparchi Mondiali UNESCO nel 2021, al termine di un percorso istruttorio iniziato negli anni precedenti.
Quanti Geoparchi UNESCO ci sono in Italia?
Sono dodici. Oltre alla Maiella e all’Aspromonte, includono Beigua, Alpi Apuane, Adamello-Brenta, Sesia Val Grande, Madonie, Rocca di Cerere, Parco del Pollino, Alpi Marittime, Tepui (con riferimento ai geositi specifici) e Sardegna Atlantica.
Cosa cambia tra Parco Nazionale e Geoparco UNESCO?
Il Parco Nazionale è uno strumento di tutela italiano gestito dallo Stato. Il Geoparco UNESCO è un riconoscimento internazionale del valore geologico e culturale del territorio, basato su standard di gestione, partecipazione comunitaria e divulgazione scientifica.
Si paga un biglietto per entrare nei geoparchi?
No, l’accesso al territorio è libero. Possono essere a pagamento alcune visite guidate, l’ingresso ai centri visita o ai musei. Le aree dei parchi nazionali coincidenti restano gratuite per il transito.
Quando è il periodo migliore per visitarli?
La Maiella offre il meglio in primavera ed estate per il trekking, e in inverno per gli sport sulla neve. L’Aspromonte è splendido in primavera per le fioriture, in autunno per i colori delle faggete e per gli itinerari brevi.
Come si può sostenere la candidatura italiana?
Visitando i geoparchi rispettando le regole, scegliendo strutture certificate, partecipando a eventi scientifici, sostenendo i produttori locali e segnalando comportamenti scorretti agli enti gestori.