Santo del giorno 17 maggio: chi era san Pasquale Baylón

Condividi l'articolo

Il 17 maggio il calendario della tradizione cattolica ricorda san Pasquale Baylón, frate francescano spagnolo del Cinquecento, divenuto patrono dei congressi eucaristici. La sua figura ha avuto una grande diffusione in Italia, in particolare nel Sud, dove a lui sono dedicate decine di chiese, feste patronali e proverbi popolari. Lo raccontiamo qui in chiave storico-culturale, ricostruendo la vita, le opere e l’eredità di una delle figure più amate della spiritualità mediterranea moderna.

Chi era Pasquale Baylón

Pasquale Baylón nacque a Torrehermosa, piccolo borgo dell’Aragona in Spagna, il 17 maggio 1540, giorno di Pentecoste. Figlio di una famiglia di contadini modesti, perse il padre da bambino e dovette lavorare come pastore fin dall’infanzia. Secondo i biografi, imparò a leggere e scrivere da autodidatta usando come supporto un libro di salmi che portava sempre con sé al pascolo. La leggenda popolare racconta che chiedesse agli altri pastori di insegnargli le lettere disegnandole sulla sabbia, ma le fonti storiche su questi episodi sono spesso agiografiche e vanno prese con cautela.

L’ingresso tra i francescani

A ventiquattro anni Pasquale entrò nell’ordine dei Frati Minori, nella corrente più rigorosa chiamata degli alcantarini, fondata da san Pietro d’Alcántara. Si stabilì nel convento di Loreto, vicino a Valencia, scegliendo per sé i compiti più umili: portinaio, cuoco, infermiere, questuante. Non volle mai diventare sacerdote, restando sempre frate laico. Questa scelta era coerente con l’ideale francescano della povertà radicale e dell’umiltà del lavoro manuale.

Convento francescano e chiostro in pietra
Pasquale Baylón visse in conventi francescani della corrente alcantarina.

L’eucaristia al centro della vita spirituale

La caratteristica più nota della spiritualità di Pasquale Baylón è la sua intensa devozione all’eucaristia. Secondo i suoi biografi del Seicento trascorreva ore davanti al tabernacolo, anche di notte. Scrisse alcuni opuscoli teologici sull’eucaristia che, pur essendo di un autodidatta, mostrano una conoscenza solida della dottrina del Concilio di Trento, allora recente. Proprio per questa centralità del culto eucaristico, il 28 novembre 1897 papa Leone XIII lo proclamò patrono universale dei congressi e delle associazioni eucaristiche.

Il viaggio in Francia

Negli anni Settanta del Cinquecento Pasquale fu inviato dai superiori in una delicata missione in Francia, in piena epoca di guerre di religione tra cattolici e ugonotti. Doveva consegnare lettere al ministro generale dell’ordine. Il viaggio fu pericoloso: secondo le cronache, i soldati protestanti tentarono in più occasioni di catturarlo. Tornato in Spagna ne uscì rafforzato spiritualmente, e il suo nome cominciò a circolare oltre i confini regionali.

La morte a Villarreal

Pasquale Baylón morì il 17 maggio 1592 nel convento di Villarreal, oggi Vila-real, vicino a Castellón nella Comunità Valenciana. Stranamente, il giorno della morte coincise sia con la data di nascita sia con quella della Pentecoste, particolare che gli agiografi del tempo interpretarono come segno di predestinazione. Aveva 52 anni. Fu beatificato da papa Paolo V nel 1618 e canonizzato da papa Alessandro VIII nel 1690.

Le tradizioni italiane legate al santo

In Italia il culto di Pasquale Baylón si diffuse rapidamente, soprattutto grazie ai conventi francescani. Le aree in cui la devozione è ancora oggi più viva sono il Sud, in particolare la Sicilia, la Campania, la Calabria e la Puglia, ma esistono comunità devote anche in Sardegna e in alcune zone del Centro Italia. Tra le feste patronali più note ricordiamo quelle di Cerreto Sannita in provincia di Benevento, di Pollutri in Abruzzo – famosa per la sagra delle fave – e di Villaurbana in Sardegna.

Processione religiosa tradizionale in un borgo italiano
Le feste patronali italiane mantengono viva la memoria del santo.

San Pasquale e le donne nubili

Una tradizione popolare diffusa in Italia meridionale fa di san Pasquale Baylón il protettore delle ragazze in cerca di marito. In alcuni paesi si recitavano filastrocche e si compivano piccoli riti propiziatori la sera della vigilia, soprattutto tra Sette e Ottocento. La frase «San Pasquale Baylonne, protettore delle donne, manda mariti a tonnellate, bianchi, neri e colorati» è registrata da studiosi del folklore in numerose varianti regionali. Si tratta di un tratto della religiosità popolare, non di una dottrina ufficiale, ma testimonia il radicamento profondo del culto nel tessuto sociale.

L’iconografia

Nell’arte sacra Pasquale Baylón è quasi sempre raffigurato in adorazione di fronte all’ostia consacrata, oppure inginocchiato con un calice e un’ostia sospesi in aria, secondo un episodio leggendario della sua vita riportato dagli agiografi. L’abito è quello francescano marrone, con corona del rosario e crocifisso. È spesso rappresentato giovane, con barba leggera, in atteggiamento estatico. Numerose le tele dedicate al santo dai pittori del barocco spagnolo e italiano, tra cui opere di Antonio Crespí Pou e di Paolo de Matteis.

Dove è venerato oggi in Italia

Tra i luoghi italiani in cui il culto è ancora attivo, il Santuario di San Pasquale a Cerreto Sannita ne custodisce reliquie e ospita ogni anno una processione partecipata. A Napoli la chiesa di San Pasquale a Chiaia, costruita nel Settecento, è un punto di riferimento storico della devozione cittadina. A Pollutri (CH) ogni 16 e 17 maggio si svolge la sagra delle fave, evento popolare che unisce tradizione religiosa e cultura contadina. Anche in Sardegna, soprattutto nell’Oristanese, esistono feste storiche.

Il santo e i ciechi

Oltre alla protezione dei congressi eucaristici, papa Pio XII nel 1952 lo nominò patrono delle associazioni eucaristiche. La devozione popolare gli attribuisce inoltre la protezione delle pastori, dei cuochi e di chi ha problemi alla vista, anche se queste tradizioni hanno carattere folklorico e non sono dottrina ufficiale. Secondo la tradizione cattolica, durante la sua vita avrebbe operato guarigioni di persone non vedenti, ma anche su questi episodi le fonti storiche moderne mantengono prudenza.

Tabernacolo e altare di una chiesa italiana
L’eucaristia è al centro dell’iconografia di san Pasquale Baylón.

Cosa resta del 17 maggio dedicato a Pasquale Baylón

Oggi il 17 maggio è ancora festa per molte comunità italiane che hanno Pasquale Baylón come patrono. Le celebrazioni includono processioni, messe solenni, sagre dei prodotti tipici locali – in particolare nei paesi abruzzesi e sanniti – e momenti culturali con conferenze sul suo significato storico. Per chi vuole approfondire la figura sotto il profilo storico, la voce dedicata su Wikipedia offre un buon punto di partenza con bibliografia critica.

Se ti interessa l’argomento dei santi nel calendario italiano, leggi anche il nostro articolo sul santo del giorno 16 maggio, Ubaldo da Gubbio.

Domande frequenti su san Pasquale Baylón

Quando si festeggia?

Il 17 maggio, data che coincide sia con la sua nascita nel 1540 sia con la sua morte nel 1592, secondo le cronache francescane.

Di cosa è patrono?

È patrono universale dei congressi eucaristici e delle opere e associazioni eucaristiche, titolo conferito da papa Leone XIII nel 1897. La tradizione popolare lo invoca anche per altre cause, di carattere folklorico.

Era un sacerdote?

No, fu sempre frate laico francescano. Scelse di non diventare sacerdote per umiltà, dedicandosi a compiti come la cucina, l’infermeria e la questua.

Dove è sepolto?

Le sue reliquie principali sono conservate a Vila-real, in Spagna, nella Real Capilla de San Pascual. Frammenti di reliquie sono presenti in numerose chiese italiane a lui dedicate.

Perché la sagra delle fave a Pollutri?

Secondo la tradizione locale, durante la festa del santo a Pollutri si distribuiscono fave cotte come voto sciolto per la liberazione del paese da una carestia. La sagra raccoglie ogni anno migliaia di persone.

Cosa simboleggia l’ostia sospesa nelle sue raffigurazioni?

Rimanda all’intensa devozione eucaristica del santo, secondo l’iconografia barocca che voleva tradurre visivamente la centralità del culto del Santissimo Sacramento nella sua spiritualità.