Sotto il prato di un tranquillo cimitero dello Stato di New York viveva, nascosta, una delle più grandi comunità di api selvatiche mai documentate al mondo: circa 5,5 milioni di esemplari. La scoperta, raccontata in un recente studio scientifico, è una bella notizia per chi ama la natura, perché ricorda quanto la biodiversità possa prosperare proprio negli angoli più silenziosi e indisturbati delle nostre città.
Una scoperta nata da una passeggiata
Tutto è cominciato per caso. Rachel Fordyce attraversava ogni giorno l’East Lawn Cemetery di Ithaca per raggiungere il laboratorio di entomologia della Cornell University, dove lavorava. Una mattina di primavera notò qualcosa di insolito: c’erano api dappertutto, che entravano e uscivano dal terreno.
Incuriosita, ne raccolse alcune in un barattolo e le portò al suo supervisore, Bryan Danforth, professore di entomologia alla Cornell. Da quel piccolo gesto è nata un’indagine durata diversi anni, che ha rivelato la straordinaria dimensione della colonia nascosta sotto l’erba.
Chi sono le api scavatrici
Le protagoniste di questa storia non sono le comuni api da miele. Si tratta di Andrena regularis, una specie di ape scavatrice selvatica che nidifica nel terreno. Appartengono al vasto e poco conosciuto mondo delle api solitarie.
Solitarie, ma vicine di casa
A differenza delle api da miele, che vivono in alveari organizzati con un’unica regina, le api scavatrici sono solitarie: ogni femmina costruisce il proprio nido e si occupa da sola della propria prole. Non producono miele e non hanno una vita sociale strutturata. Tuttavia, quando trovano un terreno adatto, tendono a scavare i nidi una accanto all’altra, formando enormi aggregazioni come quella di Ithaca.

Numeri da capogiro
Secondo lo studio, guidato da Steve Hoge e pubblicato sulla rivista scientifica Apidologie, l’aggregazione conta circa 5,5 milioni di api concentrate in un appezzamento di poco più di mezzo ettaro. È, parole degli autori, una delle più grandi mai riportate nella letteratura scientifica.
Per rendere l’idea: in quello spazio ristretto vive un numero di api equivalente a oltre 200 alveari di api da miele, e una popolazione più che tripla rispetto agli abitanti dell’isola di Manhattan. Gli studiosi ritengono che questa comunità prosperi nello stesso luogo da oltre un secolo.
Perché proprio un cimitero
La scelta del luogo non è casuale. I cimiteri storici come l’East Lawn sono spesso aree verdi indisturbate da decenni: il terreno non viene arato, scavato o cementificato, e questo crea le condizioni ideali per chi nidifica sottoterra.
Il segreto è il suolo sabbioso
Le api scavatrici prediligono terreni sabbiosi, ben drenati e soleggiati, facili da scavare e poco soggetti ad allagamenti. Il suolo del cimitero, asciutto e stabile da generazioni, ha offerto un rifugio perfetto, permettendo alla colonia di crescere indisturbata anno dopo anno.
Sono pericolose?
La risposta rassicurante è no. Le api solitarie come la Andrena regularis sono note per essere docili e poco inclini a pungere: non avendo un alveare collettivo né riserve di miele da proteggere, mancano dell’aggressività difensiva tipica delle api sociali. Anche di fronte a milioni di esemplari, una passeggiata nel cimitero resta del tutto sicura.

Perché è una buona notizia
La scoperta è positiva per più di un motivo. Innanzitutto perché gli impollinatori selvatici sono in difficoltà in molte parti del mondo, e trovare una comunità così numerosa e in salute è un segnale incoraggiante.
In secondo luogo per il valore ecologico di queste api: Andrena regularis è un’importante impollinatrice di piante coltivate, tra cui i meli e i mirtilli. Ricerche precedenti hanno mostrato quanto le api selvatiche contribuiscano all’impollinazione delle famose mele dello Stato di New York. In altre parole, sotto quel prato silenzioso lavora un esercito gratuito al servizio dell’agricoltura locale.
Storie come questa, insieme ad altri lieti ritrovamenti tra gli insetti impollinatori come la riscoperta dell’ape gigante di Wallace, ci ricordano quanto resti ancora da scoprire sulla biodiversità che ci circonda.
Cosa possiamo imparare
Il caso di Ithaca insegna che la natura non ha bisogno di grandi spazi selvaggi per prosperare: bastano angoli verdi lasciati tranquilli, terreni non disturbati e un po’ di tolleranza verso gli insetti che li abitano.
Chiunque abbia un giardino può fare la sua parte: lasciare zone di terreno nudo e soleggiato per le api scavatrici, ridurre l’uso di pesticidi e seminare fiori spontanei. Piccoli gesti che, sommati, possono offrire rifugio a impollinatori preziosi anche lontano dai cimiteri di New York.
Domande frequenti
Quante api sono state scoperte nel cimitero?
Lo studio stima circa 5,5 milioni di api scavatrici concentrate in un’area di poco più di mezzo ettaro, una delle più grandi aggregazioni mai documentate.
Che tipo di api sono?
Si tratta di Andrena regularis, una specie di ape selvatica solitaria che nidifica nel terreno. Non sono api da miele e non vivono in alveari.
Queste api sono pericolose per le persone?
No. Le api solitarie sono molto docili e raramente pungono, perché non hanno un alveare collettivo né scorte di miele da difendere.
Perché hanno scelto proprio un cimitero?
Perché offre un terreno sabbioso, soleggiato e indisturbato da decenni, condizioni ideali per le api che scavano i loro nidi sottoterra.
Producono miele?
No. A differenza delle api da miele, le api scavatrici solitarie non producono miele e ogni femmina si occupa da sola del proprio nido.
Perché la scoperta è importante?
Perché gli impollinatori selvatici sono in calo in molte zone del mondo, e questa colonia in salute è un segnale positivo. Inoltre la specie impollina colture importanti come meli e mirtilli.

Fonte autorevole: Cornell Chronicle, Cornell University.