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Chi era Valentina Tereshkova
Valentina Vladimirovna Tereshkova nacque nel 1937 in un villaggio della regione di Jaroslavl’, in Russia, da una famiglia di umili origini. Il padre, trattorista, morì durante la guerra; la madre lavorava in una fabbrica tessile. Anche Valentina, da giovane, divenne operaia in un’industria di tessuti, studiando nel frattempo per corrispondenza.
La sua grande passione fuori dal lavoro era il paracadutismo, praticato in un aeroclub locale. Proprio questa esperienza, più che una carriera da aviatrice, sarebbe stata decisiva per la sua selezione.
Perché fu scelta una paracadutista
Nei primi anni Sessanta i cosmonauti delle missioni Vostok non pilotavano davvero la navicella: il rientro avveniva con l’espulsione dal veicolo e la discesa con il paracadute. Per questo l’esperienza paracadutistica di Tereshkova era considerata più utile di un brevetto di volo.
Nel 1962 l’Unione Sovietica selezionò in segreto un piccolo gruppo di donne con l’obiettivo di mandarne una nello spazio prima degli Stati Uniti. Tra le candidate, Tereshkova fu scelta anche per le sue origini popolari, che la rendevano un simbolo perfetto per la propaganda dell’epoca.

La missione Vostok 6
Il volo iniziò il 16 giugno 1963. Con il nome in codice «Čajka» (gabbiano), Tereshkova rimase in orbita per quasi tre giorni, completando 48 giri attorno alla Terra. In quel singolo volo trascorse nello spazio più tempo di tutti gli astronauti statunitensi messi insieme fino a quel momento.
Durante la missione tenne un diario di bordo, scattò fotografie utili allo studio dell’atmosfera e mantenne i contatti radio con il centro di controllo. Il rientro avvenne il 19 giugno, con l’espulsione e la discesa con il paracadute, come previsto.
Un problema tenuto nascosto per anni
Solo molto tempo dopo si seppe che durante il volo era emerso un errore nei parametri di navigazione: la navicella tendeva ad allontanarsi dalla Terra invece di avvicinarsi per il rientro. Il problema fu corretto grazie a nuovi dati trasmessi da terra. Per decenni questo dettaglio rimase riservato.
Il ritorno e la celebrazione
Al rientro Tereshkova divenne un’eroina nazionale e un simbolo internazionale. Ricevette le massime onorificenze sovietiche e fu accolta come protagonista di un’impresa che univa scienza e orgoglio politico. La sua immagine fece il giro del mondo, e per molte ragazze rappresentò la prova che lo spazio non era riservato ai soli uomini.

Cosa fece dopo lo spazio
Tereshkova non tornò mai più in orbita, ma la sua vita pubblica continuò intensamente. Si laureò in ingegneria aerospaziale e intraprese una lunga carriera politica e istituzionale, ricoprendo incarichi di rilievo nell’Unione Sovietica e, più tardi, nella Federazione Russa. È rimasta una figura simbolica dell’esplorazione spaziale fino ai nostri giorni.
Quanto dovettero aspettare le altre donne
Dopo Tereshkova passarono ben diciannove anni prima che un’altra donna, la sovietica Svetlana Savickaja, volasse nello spazio, nel 1982. La prima astronauta statunitense, Sally Ride, arrivò nel 1983. Il primato di Tereshkova restò quindi a lungo un caso isolato, prima che la presenza femminile nelle missioni diventasse una realtà consolidata.
5 cose da sapere su Valentina Tereshkova
1. Era un’operaia tessile
Prima di diventare cosmonauta lavorava in una fabbrica di tessuti e studiava per corrispondenza. Non proveniva dal mondo dell’aviazione militare.
2. Fu scelta grazie al paracadutismo
La sua esperienza nel salto con il paracadute fu fondamentale, perché il rientro delle Vostok prevedeva l’espulsione dalla capsula.
3. Restò in orbita quasi tre giorni
Compì 48 orbite attorno alla Terra, accumulando in un solo volo più tempo nello spazio di tutti gli astronauti americani precedenti.
4. Affrontò un problema di rientro
Un errore nei dati di navigazione, rivelato solo molti anni dopo, fu corretto in tempo grazie alle indicazioni del controllo a terra.
5. Restò sola al suo primato per quasi vent’anni
Nessun’altra donna volò nello spazio fino al 1982: un dato che racconta quanto fu eccezionale la sua impresa.
L’eredità di un’impresa storica
L’impresa di Tereshkova continua a ispirare chi guarda al cielo. La conquista dello spazio è fatta di tanti protagonisti e di storie spesso poco note: a proposito di vicende sorprendenti legate ai voli orbitali sovietici, puoi leggere anche quella di Sergej Krikalev, rimasto in orbita mentre l’URSS crollava.
Domande frequenti su Valentina Tereshkova
Chi è stata la prima donna nello spazio?
È stata la cosmonauta sovietica Valentina Tereshkova, partita il 16 giugno 1963 a bordo della navicella Vostok 6.
Quanto tempo rimase in orbita?
Rimase nello spazio quasi tre giorni, completando 48 orbite intorno alla Terra prima del rientro avvenuto il 19 giugno 1963.
Che lavoro faceva prima di andare nello spazio?
Era operaia in una fabbrica tessile e praticava paracadutismo in un aeroclub: proprio questa esperienza fu decisiva per la selezione.
Tornò di nuovo nello spazio?
No, Vostok 6 fu il suo unico volo. In seguito si laureò in ingegneria aerospaziale e intraprese una lunga carriera istituzionale.
Quando volò la seconda donna nello spazio?
Solo nel 1982, con la sovietica Svetlana Savickaja, e nel 1983 con la statunitense Sally Ride: quasi vent’anni dopo Tereshkova.
Cosa significava il suo nome in codice «Čajka»?
Significa «gabbiano» in russo, e fu l’identificativo radio usato da Tereshkova durante la missione Vostok 6.

Per una scheda biografica completa puoi consultare la voce Valentina Tereshkova su Wikipedia.