Battaglia di Solferino del 24 giugno 1859: cosa accadde

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Il 24 giugno 1859, nelle campagne tra la Lombardia e il Lago di Garda, si combatté una delle battaglie più sanguinose del Risorgimento italiano: la battaglia di Solferino. Quella giornata non segnò soltanto una tappa decisiva verso l’unità d’Italia, ma ispirò anche la nascita di una delle istituzioni umanitarie più importanti della storia. Ripercorriamo cosa accadde e perché ancora oggi ricordiamo quel giorno.

Il contesto: la seconda guerra di indipendenza

Nel 1859 l’Italia era ancora divisa in vari Stati e una parte del nord era sotto il controllo dell’Impero austriaco. Il Regno di Sardegna, guidato dal re Vittorio Emanuele II e dal suo abile primo ministro Camillo Benso conte di Cavour, aveva stretto un’alleanza con la Francia di Napoleone III per cacciare gli austriaci dalla Lombardia.

Dopo alcune battaglie iniziali, gli eserciti si trovarono di fronte il 24 giugno tra i paesi di Solferino e San Martino, in provincia di Mantova e Brescia. Da una parte le truppe franco-piemontesi, dall’altra l’esercito austriaco guidato dal giovane imperatore Francesco Giuseppe.

Una battaglia immensa

Lo scontro coinvolse oltre 250.000 soldati su un fronte molto ampio, ed è ricordato come una delle più grandi battaglie campali del XIX secolo. Il combattimento durò circa quindici ore, sotto un sole estivo cocente e in un terreno collinare difficile da attraversare.

Il punto strategico principale fu la collina di Solferino, sormontata da una torre chiamata “la spia d’Italia” per l’ampia visuale che offriva. Il controllo di quell’altura risultò decisivo per l’esito della giornata.

Torre storica su una collina italiana
Il terreno collinare rese durissimo lo scontro del 24 giugno 1859.

L’esito dello scontro

Alla fine le truppe franco-piemontesi ebbero la meglio e gli austriaci furono costretti a ritirarsi. La vittoria aprì la strada all’annessione della Lombardia al Regno di Sardegna, un passaggio fondamentale nel percorso che pochi anni dopo avrebbe portato alla proclamazione del Regno d’Italia.

Il prezzo umano

Il bilancio fu drammatico: decine di migliaia tra morti, feriti e dispersi. I servizi sanitari militari dell’epoca erano del tutto insufficienti a gestire un numero così alto di feriti, molti dei quali rimasero a lungo sul campo senza soccorso.

Furono soprattutto gli abitanti dei paesi vicini, in particolare a Castiglione delle Stiviere, a improvvisare ospedali da campo nelle chiese e nelle case per assistere i soldati di ogni schieramento.

Un testimone destinato a cambiare la storia

Tra chi assistette a quelle scene ci fu un uomo d’affari svizzero, Henry Dunant, giunto nella zona per ragioni personali. Colpito dalla sofferenza dei feriti abbandonati a sé stessi, si fermò a organizzare i soccorsi senza distinzione di nazionalità, coniando di fatto un principio che sarebbe diventato celebre.

Monumento commemorativo storico in Italia
I soccorsi improvvisati a Castiglione delle Stiviere ispirarono Henry Dunant.

Da un libro a un’idea rivoluzionaria

Tornato a casa, Dunant raccontò ciò che aveva visto nel libro Un ricordo di Solferino, pubblicato nel 1862. In quelle pagine non si limitò a descrivere l’orrore, ma propose la creazione di società di soccorso volontarie e di un accordo internazionale per proteggere i feriti.

La nascita della Croce Rossa

Le idee di Dunant trovarono terreno fertile. Nel 1863 nacque a Ginevra il Comitato che sarebbe poi diventato il Comitato Internazionale della Croce Rossa, e l’anno successivo fu firmata la prima Convenzione di Ginevra, pietra fondante del moderno diritto umanitario.

Per questo motivo la battaglia di Solferino è ricordata non solo come un evento militare, ma come l’origine simbolica di un movimento che ancora oggi assiste milioni di persone in tutto il mondo. Nel 1901 Henry Dunant ricevette il primo Premio Nobel per la Pace.

Antico cannone su un campo storico
I luoghi della battaglia custodiscono ancora la memoria dei caduti.

I luoghi della memoria

Ancora oggi è possibile visitare i luoghi della battaglia. A Solferino si trovano la torre e l’ossario che custodisce i resti dei caduti, mentre a Castiglione delle Stiviere ha sede un museo dedicato alle origini della Croce Rossa. A San Martino della Battaglia sorge una grande torre monumentale dedicata a Vittorio Emanuele II.

Ogni anno, intorno all’anniversario, queste località ospitano commemorazioni che uniscono il ricordo storico al messaggio umanitario nato proprio da quei giorni.

Perché ricordare Solferino oggi

La battaglia di Solferino racchiude due eredità apparentemente opposte: da un lato la durezza di una guerra che contribuì all’unità d’Italia, dall’altro la consapevolezza che anche in mezzo al conflitto è possibile affermare il valore della solidarietà. È un episodio che parla insieme di storia nazionale e di diritti universali. Se ti interessano le grandi pagine della storia, puoi leggere anche il nostro articolo su Galileo e l’abiura del 22 giugno 1633.

Per approfondire i dettagli dello scontro, una fonte utile è la voce dedicata su Wikipedia.

Domande frequenti sulla battaglia di Solferino

Quando si svolse la battaglia di Solferino?

La battaglia ebbe luogo il 24 giugno 1859, nell’ambito della seconda guerra di indipendenza italiana.

Chi si scontrò a Solferino?

Da un lato l’esercito franco-piemontese, alleato del Regno di Sardegna e della Francia; dall’altro l’esercito dell’Impero austriaco guidato da Francesco Giuseppe.

Chi vinse?

La vittoria andò alle truppe franco-piemontesi, costringendo gli austriaci alla ritirata e favorendo l’annessione della Lombardia.

Che legame c’è con la Croce Rossa?

Henry Dunant, testimone dei soccorsi improvvisati, propose la creazione di società di soccorso volontarie: da quell’idea nacque la Croce Rossa.

Chi era Henry Dunant?

Era un uomo d’affari svizzero che, colpito dalla sofferenza dei feriti, scrisse il libro Un ricordo di Solferino e contribuì a fondare la Croce Rossa. Nel 1901 ricevette il primo Premio Nobel per la Pace.

Si possono visitare i luoghi della battaglia?

Sì. A Solferino si trovano la torre e l’ossario, a Castiglione delle Stiviere il museo della Croce Rossa e a San Martino della Battaglia la torre monumentale.