Il ratto talpa nudo: l’animale che non invecchia

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Ha la pelle rugosa e rosata, denti sporgenti e una vita sotterranea che sembra uscita da un romanzo di fantascienza. Eppure il ratto talpa nudo è oggi uno degli animali più studiati al mondo, perché sfida alcune delle regole più radicate della biologia: non sembra invecchiare, quasi non si ammala di cancro e riesce a sopravvivere dove quasi nessun altro mammifero resisterebbe.

Un roditore che sfida le regole della biologia

Chi lo vede per la prima volta fatica a considerarlo affascinante: il ratto talpa nudo (Heterocephalus glaber, in italiano anche eterocefalo glabro) è un piccolo roditore quasi privo di pelo, con occhi minuscoli e grossi incisivi che spuntano fuori dalla bocca. Vive nelle regioni aride del Corno d’Africa, in un dedalo di gallerie scavate sottoterra. Dietro il suo aspetto insolito, però, si nasconde una biologia tanto strana da aver reso questo animale una vera star dei laboratori di tutto il mondo.

La sua fama non nasce da un’abilità spettacolare come quella di altri animali, ma da una serie di caratteristiche che i ricercatori faticano ancora a spiegare del tutto. Vediamole una a una.

Che cos’è il ratto talpa nudo

Nonostante il nome, non è un vero ratto né una vera talpa. È un roditore lungo circa 8-10 centimetri, con un peso di poche decine di grammi. La pelle nuda gli serve nella vita sotterranea, dove il pelo sarebbe più un impiccio che un vantaggio, e la scarsa vista è compensata da un olfatto e da un tatto molto sviluppati.

Un animale quasi cieco ma perfettamente adattato

Vivendo al buio, il ratto talpa nudo si orienta soprattutto con le vibrazioni e con l’olfatto. I suoi grandi incisivi funzionano come strumenti da scavo indipendenti dalla bocca: l’animale può muoverli separatamente, un po’ come farebbe con due bacchette, e le labbra si chiudono dietro i denti per evitare che la terra finisca in gola mentre scava.

Una vita da record: fino a oltre 30 anni

Un topo di laboratorio di dimensioni simili vive in media due o tre anni, quattro se è fortunato. Il ratto talpa nudo, invece, può superare i 30 anni di vita: una longevità circa cinque volte superiore a quella che ci si aspetterebbe da un mammifero della sua taglia. È di gran lunga il roditore più longevo conosciuto.

Questa longevità straordinaria è solo il primo di una serie di dati che hanno spinto i biologi a studiarlo con crescente interesse, nella speranza di capire i meccanismi che lo proteggono dal tempo.

Roditore che scava nel terreno
La vita sotterranea ha modellato la biologia straordinaria di questo roditore.

L’animale che sembra non invecchiare

La caratteristica più sorprendente riguarda il modo in cui invecchia, o meglio in cui non sembra farlo. In quasi tutti gli animali, incluso l’essere umano, il rischio di morte aumenta progressivamente con l’età: è la cosiddetta legge di Gompertz. Nel ratto talpa nudo questo non accade. Gli studi della fisiologa Rochelle Buffenstein, che ha seguito colonie per decenni, hanno mostrato che il rischio di morte non cresce con l’avanzare degli anni, anche molto oltre l’età della maturità sessuale.

Gli scienziati parlano di “senescenza trascurabile”: questi animali non mostrano i tipici segni dell’invecchiamento. Mantengono capacità riproduttiva, funzioni cardiovascolari e metabolismo pressoché stabili anche in tarda età. Non è immortalità, ovviamente, ma un modo di invecchiare radicalmente diverso dal nostro.

Perché quasi non si ammala di cancro

Un’altra ragione del grande interesse scientifico è la sua straordinaria resistenza ai tumori, estremamente rari in questa specie. Il merito sembra legato a un meccanismo molecolare particolare: le cellule del ratto talpa nudo producono in abbondanza una forma di acido ialuronico ad alto peso molecolare, una sostanza che rende i tessuti più elastici e, allo stesso tempo, sembra impedire alle cellule di accalcarsi e moltiplicarsi in modo incontrollato.

Comprendere questo meccanismo è uno degli obiettivi della ricerca oncologica di base, perché potrebbe suggerire nuove strade per contrastare la crescita tumorale anche in altre specie.

Roditore in un ambiente sotterraneo
Un metabolismo unico protegge il ratto talpa nudo dall’invecchiamento e dalle malattie.

Insensibile a certi tipi di dolore

Il ratto talpa nudo non avverte alcuni tipi di dolore che per noi sarebbero fastidiosissimi. Non reagisce, per esempio, al bruciore provocato dagli acidi o dalla capsaicina, la molecola che rende piccante il peperoncino. Questa insensibilità è dovuta a una particolarità dei suoi recettori nervosi ed è probabilmente un adattamento alla vita in gallerie affollate e poco ventilate, dove l’anidride carbonica si accumula e renderebbe l’aria irritante per qualsiasi altro animale.

Sopravvivere quasi senza ossigeno

Nelle tane sovraffollate l’ossigeno può scarseggiare, e anche qui il roditore ha una carta da giocare. In condizioni di grave carenza di ossigeno riesce a sopravvivere per parecchi minuti passando a un metabolismo alternativo: comincia a usare il fruttosio al posto del glucosio per produrre energia, un meccanismo che nei mammiferi si conosceva solo nelle piante. In pratica, per un po’ funziona quasi come un vegetale, evitando i danni che la mancanza di ossigeno provocherebbe al cervello.

Una società da insetti: la regina e i suoi sudditi

Il ratto talpa nudo è anche uno dei pochissimi mammiferi eusociali, cioè organizzati come le formiche o le api. In ogni colonia, che può contare decine o addirittura centinaia di individui, si riproduce una sola femmina dominante, la regina, insieme a pochi maschi. Tutti gli altri sono operai che scavano, cercano cibo e accudiscono i piccoli, senza riprodursi.

La regina mantiene il proprio ruolo anche attraverso il comportamento, tenendo a bada gli altri membri del gruppo. Se muore, tra le femmine si scatena una competizione: una di loro cambierà persino la propria fisiologia per diventare la nuova regina. È un’organizzazione sociale rarissima nel mondo dei mammiferi, molto più simile a quella di un formicaio che a quella di una tana di roditori.

Gruppo di piccoli roditori
In natura vive in colonie numerose, organizzate come quelle degli insetti sociali.

Perché gli scienziati lo studiano tanto

Longevità eccezionale, resistenza al cancro, tolleranza alla mancanza di ossigeno e insensibilità a certi dolori fanno del ratto talpa nudo un modello prezioso per la ricerca sull’invecchiamento e sulle malattie umane. Studiare come questo animale mantiene i propri tessuti “giovani” così a lungo potrebbe aiutare, un domani, a capire meglio i meccanismi che regolano il nostro stesso invecchiamento. Non a caso alcuni dei più importanti laboratori di biogerontologia dedicano intere colonie proprio a lui, come racconta anche National Geographic.

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Domande frequenti sul ratto talpa nudo

Il ratto talpa nudo è davvero immortale?

No. Può morire per infezioni, incidenti o predatori. La sua particolarità è che il rischio di morte non aumenta con l’età come negli altri mammiferi: gli scienziati parlano di “senescenza trascurabile”, non di immortalità.

Quanto vive un ratto talpa nudo?

Può superare i 30 anni, contro i due-quattro anni di un topo comune di taglia simile. È il roditore più longevo che si conosca.

Perché non si ammala di cancro?

Le sue cellule producono grandi quantità di acido ialuronico ad alto peso molecolare, che sembra impedire alle cellule di moltiplicarsi in modo incontrollato. È uno dei temi più studiati dalla ricerca oncologica di base.

Dove vive?

Nelle regioni aride del Corno d’Africa, in particolare tra Etiopia, Kenya e Somalia, dentro estese reti di gallerie scavate sottoterra.

È vero che sopravvive senza ossigeno?

Può resistere per parecchi minuti a livelli di ossigeno bassissimi, passando a bruciare fruttosio al posto del glucosio: un meccanismo di emergenza che gli evita danni cerebrali.

Perché vive in società come le api?

È uno dei pochissimi mammiferi eusociali: in ogni colonia si riproduce solo una regina, mentre gli altri individui lavorano per il gruppo. È un’organizzazione simile a quella di formiche e api, rarissima tra i mammiferi.