Il numbat: il piccolo formichiere marsupiale a rischio

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Ha le strisce bianche sul dorso, una lingua lunghissima e un appetito da record: il numbat divora fino a 20.000 termiti al giorno. È uno dei marsupiali più insoliti dell’Australia, l’unico attivo di giorno, e oggi ne restano appena un migliaio in natura. Conoscerlo aiuta a capire perché la sua sopravvivenza è diventata una sfida per la conservazione.

Che cos’è il numbat

Il numbat (Myrmecobius fasciatus), chiamato anche formichiere marsupiale o formichiere fasciato, è un piccolo mammifero originario dell’Australia sud-occidentale. Nonostante il nome, non è un vero formichiere: appartiene ai marsupiali, lo stesso grande gruppo di canguri, koala e wombat. La somiglianza con i formichieri americani o africani è un classico esempio di convergenza evolutiva, cioè di specie lontane che sviluppano forme simili perché adottano lo stesso stile di vita.

Misura circa 20-27 centimetri di corpo, a cui si aggiunge una coda folta e lunga quasi quanto il resto. Il peso è modesto: tra i 300 e i 700 grammi. Il manto è bruno-rossiccio con una serie di striature bianche sulla parte posteriore del dorso, un disegno inconfondibile che lo rende una delle creature più fotogeniche del continente.

Un marsupiale che vive di sole termiti

Il numbat è quasi esclusivamente termitofago: si nutre di termiti, e in misura molto ridotta di formiche che finiscono per caso nella sua bocca. Un singolo esemplare può ingerirne fino a 20.000 in una giornata, l’equivalente di circa un decimo del suo peso corporeo.

Per raccoglierle usa una lingua sottile e appiccicosa che può allungarsi fino a 10-11 centimetri, infilandola nelle gallerie del legno e del terreno. I denti, invece, sono piccoli e poco funzionali: al numbat non servono per masticare, perché le termiti vengono inghiottite quasi intere.

Il numbat, riconoscibile per le striature bianche sul dorso.
Il numbat, riconoscibile per le striature bianche sul dorso.

Perché è attivo di giorno

Qui sta una delle sue rarità più affascinanti. Quasi tutti i marsupiali insettivori australiani sono notturni, mentre il numbat è diurno. La ragione è pratica: le termiti di cui si nutre sono più vicine alla superficie del suolo durante le ore calde della giornata. Seguendo il ritmo delle sue prede, il numbat ha finito per adattare la propria attività alla luce del sole.

Questa scelta ha però un costo. Muoversi di giorno lo espone maggiormente ai predatori dall’alto, come i rapaci, e lo rende vulnerabile alle ondate di calore sempre più intense, un problema aggravato dai cambiamenti climatici.

La tana e le abitudini

Il numbat è un animale solitario e territoriale. Di notte si rifugia in tronchi cavi o in tane scavate nel terreno, che chiude con il corpo per proteggersi dai predatori: la pelle spessa della groppa funziona come un tappo naturale all’ingresso del cunicolo.

È un animale silenzioso e schivo, che comunica soprattutto attraverso segnali odorosi. Durante il giorno alterna momenti di ricerca del cibo a pause al sole, comportamento che ricorda quello di molti rettili ma che nel numbat serve a regolare la temperatura corporea con il minimo dispendio di energia.

Una riproduzione senza marsupio

A differenza di canguri e koala, la femmina di numbat non possiede un vero marsupio chiuso. I piccoli, di solito quattro, nascono minuscoli e si attaccano ai capezzoli sul ventre della madre, protetti soltanto da una piega della pelle e dal pelo. Vi restano aggrappati per diversi mesi, finché non sono abbastanza grandi da essere lasciati in una tana mentre la madre va a caccia.

Il numbat si nutre quasi esclusivamente di termiti.
Il numbat si nutre quasi esclusivamente di termiti.

Perché il numbat è a rischio

Un tempo il numbat era diffuso in gran parte dell’Australia meridionale. Oggi sopravvive in poche aree protette dell’Australia Occidentale, e le stime più recenti parlano di circa un migliaio di individui rimasti in natura. È classificato come specie in pericolo.

Le minacce principali

Il declino ha diverse cause che si sommano:

  • Predatori introdotti: la volpe rossa e il gatto inselvatichito, portati dall’uomo, sono i nemici più letali.
  • Perdita di habitat: disboscamento, agricoltura e frammentazione delle foreste hanno ridotto gli ambienti adatti.
  • Incendi e clima: roghi sempre più frequenti e ondate di calore mettono a dura prova una specie già fragile.

Come si prova a salvarlo

Da anni organizzazioni come l’Australian Wildlife Conservancy gestiscono aree recintate e prive di predatori, dove il numbat viene reintrodotto e monitorato. In questi santuari le popolazioni possono riprodursi al riparo da volpi e gatti, per poi essere gradualmente reintrodotte in natura. I dati aggiornati sullo stato di conservazione della specie sono consultabili nella Lista Rossa IUCN, il riferimento internazionale per la tutela della fauna.

Il numbat è anche un simbolo: è l’emblema faunistico ufficiale dell’Australia Occidentale, un ruolo che aiuta a sensibilizzare il pubblico sulla sua protezione.

Curiosità sul numbat

Ecco alcuni dettagli che rendono questo marsupiale ancora più speciale. Il suo apparato digerente è insolitamente semplice, perché le termiti sono facili da digerire e ricche di acqua: il numbat può quindi vivere a lungo senza bere. La sua coda folta, infine, viene tenuta sollevata e serve probabilmente come segnale visivo verso altri esemplari. Se vi affascinano gli animali australiani più bizzarri, leggete anche perché i wombat fanno la cacca a forma di cubo.

Il numbat sopravvive nelle foreste protette dell'Australia Occidentale.
Il numbat sopravvive nelle foreste protette dell’Australia Occidentale.

Domande frequenti sul numbat

Il numbat è pericoloso per l’uomo?

No. È un animale piccolo, timido e completamente innocuo: si nutre solo di termiti e tende a fuggire da qualsiasi minaccia.

Quante termiti mangia ogni giorno?

Fino a circa 20.000, pari a circa un decimo del suo peso corporeo. Le cattura con la lingua lunga e appiccicosa.

Perché non ha un marsupio come i canguri?

La femmina possiede solo una piega di pelle e pelo che protegge i piccoli attaccati ai capezzoli, non una tasca chiusa come quella dei canguri.

Quanti numbat esistono oggi?

Le stime indicano circa un migliaio di individui in natura, il che rende la specie in pericolo di estinzione.

Dove vive il numbat?

Sopravvive in alcune aree protette dell’Australia Occidentale, spesso in riserve recintate e prive di predatori introdotti.

Perché è attivo di giorno se gli altri marsupiali sono notturni?

Perché segue le termiti, che nelle ore calde salgono verso la superficie del suolo. Adattandosi alle prede, il numbat è diventato diurno.