Immagina di sederti a tavola e di accompagnare ogni boccone con un mormorio soddisfatto, quasi una piccola canzone. Non è fantasia: è esattamente ciò che fanno i gorilla selvatici quando mangiano. Alcuni ricercatori li hanno ascoltati a lungo nelle foreste dell’Africa centrale e hanno scoperto che questi grandi primati intonano veri e propri motivetti durante i pasti. Un comportamento tenero e sorprendente che ci racconta molto sulla loro vita sociale e, forse, sulle origini della musica e del linguaggio.
Una scoperta nata nella foresta del Congo
L’idea che i gorilla «cantino» a tavola non nasce da un aneddoto, ma da uno studio scientifico condotto sul campo. La ricercatrice Eva Maria Luef, allora al Max Planck Institute per l’ornitologia, ha guidato una spedizione nella Repubblica del Congo per registrare e analizzare le vocalizzazioni di due gruppi di gorilla di pianura occidentale allo stato selvatico.
Fino a quel momento si sapeva che molti primati emettono suoni legati al cibo, ma mancava un’analisi dettagliata di questo comportamento nei gorilla. I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica PLOS ONE, hanno confermato ciò che alcuni osservatori sospettavano da tempo: durante i pasti questi animali producono suoni particolari, che i ricercatori hanno descritto come mormorii e canti.
Che cosa significa «cantare» per un gorilla
Naturalmente non dobbiamo immaginare una melodia orecchiabile come la intendiamo noi. Gli studiosi hanno distinto due tipi principali di vocalizzazione legata al cibo, con caratteristiche acustiche ben diverse tra loro.
L’hum, un mormorio profondo
Il primo suono è l’hum, un mormorio prolungato e a bassa frequenza, dal tono costante. Ricorda un po’ il verso di soddisfazione che facciamo noi davanti a un piatto particolarmente buono: un «mmmh» lungo e vibrante che accompagna la masticazione.
Il canto vero e proprio
Il secondo suono è il canto, più articolato: una serie di note brevi e con altezze diverse, emesse una dopo l’altra. È proprio questa successione di suoni a diverse tonalità che ha spinto i ricercatori a parlare, con un pizzico di poesia scientifica, di «canzoni» del pasto.

Chi canta di più nel gruppo
Un dettaglio curioso riguarda chi, all’interno del gruppo, si esibisce più spesso. Le registrazioni hanno mostrato che a cantare e a mormorare sono soprattutto i maschi: sia i giovani blackback, gli adolescenti dal dorso ancora scuro, sia gli imponenti silverback adulti, i maschi dominanti riconoscibili dal caratteristico pelo argentato sulla schiena.
Questo non significa che femmine e piccoli restino in silenzio, ma la frequenza con cui si registrano le vocalizzazioni suggerisce che il ruolo sociale dell’individuo conti parecchio. E qui si arriva alla domanda più interessante: perché lo fanno?
Perché lo fanno: un messaggio sociale
Per molto tempo si è pensato che i suoni legati al cibo fossero soltanto un’espressione di piacere, un modo istintivo di manifestare che il pasto è gradito. Lo studio ha aggiunto però una sfumatura importante: queste vocalizzazioni sembrano avere anche una funzione sociale, cioè servono a comunicare qualcosa agli altri membri del gruppo.
In pratica, il gorilla che canta sta trasmettendo un’informazione utile a chi gli sta intorno. Non si tratta di un semplice sfogo di golosità, ma di un segnale che aiuta a coordinare la vita del gruppo mentre tutti sono impegnati a nutrirsi, spesso immersi nella vegetazione fitta dove non ci si vede bene.

«Non disturbatemi, sto mangiando»
L’interpretazione più affascinante è che il canto funzioni come una sorta di cartello con scritto «occupato». Emettendo quel suono, il gorilla comunicherebbe agli altri che in quel momento è concentrato sul pasto e che quella porzione di cibo è, per così dire, prenotata.
In un gruppo dove le risorse alimentari vanno condivise, un messaggio del genere aiuta a ridurre i piccoli conflitti: ciascuno sa dove si trovano gli altri e che sono impegnati, evitando fastidiose interferenze. È lo stesso principio, molto umano, di chi borbotta contento mentre pranza e non ha alcuna voglia di essere interrotto.
Non tutti i cibi ispirano una canzone
Un aspetto sorprendente riguarda il «repertorio»: i gorilla non cantano davanti a qualsiasi alimento. Le vocalizzazioni sono risultate molto più frequenti quando gli animali si nutrivano di vegetazione acquatica e di semi, mentre erano praticamente assenti durante il consumo di insetti come termiti e formiche.
Questa selettività fa pensare che il canto sia legato ai cibi più abbondanti, apprezzati o da consumare con calma, quelli per cui vale la pena «annunciare» la propria presenza. Un dettaglio che rende il comportamento ancora più raffinato di quanto sembri a prima vista.
Un indizio sulle origini del linguaggio
Perché uno studio su qualche mormorio dei gorilla dovrebbe interessarci tanto? Perché i gorilla, come scimpanzé e bonobo, sono tra i nostri parenti più stretti nel regno animale. Osservare come usano i suoni per comunicare in contesti quotidiani, come il pasto, offre indizi preziosi su come potrebbero essersi evolute le prime forme di comunicazione vocale nei nostri antenati.
Il fatto che questi suoni non siano casuali, ma legati a situazioni precise e con una funzione sociale, li avvicina all’idea di una comunicazione intenzionale. Non è un linguaggio nel senso umano del termine, ma è un tassello che aiuta gli scienziati a ricostruire il lungo cammino che ha portato alla parola.

Gorilla in cattività e nuove domande
Le osservazioni sul campo aprono anche interrogativi sul confronto tra individui selvatici e gorilla che vivono negli zoo o nei centri di conservazione. In ambienti diversi, con cibo servito ad orari fissi e in modi differenti, il «canto del pasto» potrebbe cambiare frequenza, forma o significato.
Capire queste variazioni è utile non solo per la ricerca pura, ma anche per il benessere degli animali: le vocalizzazioni possono diventare un indicatore dello stato emotivo e sociale di un gruppo, aiutando chi si occupa di loro a leggerne meglio i bisogni.
Perché questa scoperta ci fa sorridere (e riflettere)
C’è qualcosa di profondamente familiare nell’immagine di un gorilla che canticchia soddisfatto mentre mangia. Ci ricorda quanto siano ricche e sfumate le vite emotive degli animali, e quanto abbiamo ancora da imparare osservandoli con pazienza. Se ti incuriosisce il modo in cui le altre specie comunicano tra loro, puoi scoprire anche come le giraffe non siano affatto mute e comunichino con gli infrasuoni: un altro esempio di linguaggi nascosti tutti da esplorare.
La prossima volta che ti sfuggirà un «mmmh» di piacere davanti al tuo piatto preferito, potrai pensare che, in fondo, stai facendo qualcosa di molto antico: la stessa cosa che fa un gorilla nel cuore della foresta, con il pancione pieno e la voglia di essere lasciato in pace.
Domande frequenti
È vero che i gorilla cantano mentre mangiano?
Sì. Uno studio scientifico condotto su gorilla di pianura occidentale nella Repubblica del Congo, pubblicato su PLOS ONE, ha documentato due tipi di vocalizzazione legate al cibo: un mormorio profondo (l’hum) e un vero e proprio canto fatto di note brevi e a diverse altezze.
Perché i gorilla emettono questi suoni durante i pasti?
Oltre a esprimere soddisfazione, i suoni avrebbero una funzione sociale: segnalano agli altri membri del gruppo che l’individuo è impegnato a mangiare, aiutando a coordinare il gruppo ed evitare interferenze.
Tutti i gorilla cantano allo stesso modo?
No. Le registrazioni mostrano che a vocalizzare più spesso sono i maschi, sia i giovani blackback sia i silverback adulti. Il ruolo sociale dell’individuo sembra influenzare la frequenza del canto.
I gorilla cantano davanti a qualsiasi cibo?
No. Le vocalizzazioni sono molto più frequenti con vegetazione acquatica e semi, mentre risultano quasi assenti quando gli animali si nutrono di insetti come termiti e formiche.
Questo comportamento ha a che fare con la musica umana?
Non direttamente, ma incuriosisce gli studiosi perché mostra come suoni ritmici e modulati possano nascere in contesti sociali. Nei nostri parenti più stretti offre indizi su come si siano evolute le prime forme di comunicazione vocale.
I gorilla dello zoo cantano anche loro?
È probabile, ma il comportamento può variare in cattività, dove il cibo viene fornito in modi e orari diversi. Studiare queste differenze aiuta anche a valutare il benessere degli animali.