La rana di Darwin: il papà che incuba i figli nella gola

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Immagina un padre che, per proteggere i propri figli, se li mette letteralmente in gola e li porta con sé per settimane. Non è una favola: è la strategia della rana di Darwin, un piccolo anfibio delle foreste del Sud America che ha inventato uno dei metodi di cura parentale più sorprendenti del regno animale. I girini crescono al sicuro dentro la sacca vocale del maschio, fino a saltarne fuori già trasformati in minuscole rane.

Un anfibio che porta il nome di Charles Darwin

La rana di Darwin (Rhinoderma darwinii) deve il suo nome al naturalista inglese Charles Darwin, che la raccolse durante il celebre viaggio del Beagle, tra il 1834 e il 1835, mentre esplorava le foreste temperate del Cile meridionale. L’animale venne poi descritto scientificamente nel 1841 dagli zoologi francesi André Marie Constant Duméril e Gabriel Bibron, che lo dedicarono proprio a Darwin.

Vive in una fascia molto specifica del pianeta: le antiche foreste umide di Nothofagus, i cosiddetti faggi australi, che ricoprono parte del Cile e dell’Argentina meridionali. È un ambiente fresco, ombroso e ricco di muschi, dove questa rana passa quasi inosservata.

Come è fatta la rana di Darwin

Si tratta di un anfibio minuscolo: raggiunge appena 2,5-3,5 centimetri di lunghezza, meno di una moneta da due euro. La colorazione varia dal verde brillante al marrone, spesso con il ventre chiaro macchiato di nero. La caratteristica più riconoscibile è però il muso, allungato in una punta carnosa che ricorda in modo impressionante l’apice di una foglia secca.

Questa “protesi” nasale non ha una funzione sensoriale particolare: serve soprattutto al camuffamento. E qui entra in gioco uno dei suoi trucchi più eleganti.

Il travestimento da foglia

Quando si sente minacciata, la rana di Darwin non scappa e basta. Si lascia cadere sul terreno, resta immobile e mostra il ventre o si accartoccia, assumendo l’aspetto di una foglia morta trasportata dal vento. Il muso appuntito completa l’illusione. Molti predatori, abituati a cercare prede in movimento, semplicemente non la riconoscono.

Questa capacità di sparire in piena vista la accomuna ad altri animali dalle strategie di sopravvivenza spettacolari, come il saltafango, il pesce che cammina e respira fuori dall’acqua. La natura, quando si tratta di sopravvivere, è straordinariamente creativa.

Rana dal muso appuntito appoggiata su una foglia nel sottobosco
Il muso appuntito della rana di Darwin ricorda l'apice di una foglia secca: un travestimento perfetto.

La riproduzione più strana del mondo delle rane

Se l’aspetto è curioso, il modo in cui la rana di Darwin si riproduce è a dir poco unico. È uno dei pochissimi vertebrati al mondo a praticare la cosiddetta incubazione nella sacca vocale (in inglese mouth-brooding o, più precisamente, vocal-sac brooding). Il protagonista assoluto è il padre.

Le uova e la sorveglianza del maschio

La femmina depone una ventina di uova relativamente grandi sul terreno umido, tra le foglie e il muschio. Poi se ne va. Il maschio, invece, resta a fare la guardia: sorveglia le uova per due o tre settimane, difendendole dall’essiccamento e dai piccoli predatori.

Dentro la sacca vocale

Quando gli embrioni cominciano a muoversi all’interno delle uova, il maschio compie il gesto che ha reso famosa questa specie: raccoglie le uova con la lingua e le trasferisce nella propria sacca vocale, la stessa struttura elastica che gli anfibi maschi normalmente usano per gracidare. Lì i girini si sviluppano protetti, nutriti dal tuorlo e dalle secrezioni delle pareti della sacca.

La “nascita” dei piccoli

Per circa sei-otto settimane il padre porta con sé i figli in gola, continuando a mangiare e a muoversi quasi normalmente, con la gola visibilmente rigonfia. Al termine della metamorfosi, i girini non escono come tali: sono già rane in miniatura, perfettamente formate, che il maschio “sputa” fuori, pronte a vivere in autonomia.

Rana verde brillante su muschio in una foresta temperata
Nella specie meridionale il maschio custodisce i piccoli nella sacca vocale fino alla metamorfosi completa.

Perché questa strategia è un vantaggio

Portare i figli nella sacca vocale ha un costo per il maschio, ma offre ai piccoli enormi benefici. Dentro la gola del padre i girini sono al riparo da predatori, funghi, disidratazione e sbalzi di temperatura, cioè dai principali pericoli che uccidono le uova e i girini delle altre rane, di solito abbandonati in stagni affollati.

Il risultato è un investimento parentale ridotto nel numero di uova ma altissimo nella qualità delle cure: pochi figli, ma con probabilità di sopravvivenza molto maggiori. È una scommessa evolutiva che ha funzionato per milioni di anni.

Due specie, due destini

Esistono in realtà due rane di Darwin. La rana di Darwin meridionale (Rhinoderma darwinii) è quella in cui il maschio trattiene i girini fino alla metamorfosi completa. La rana di Darwin settentrionale (Rhinoderma rufum) aveva un comportamento leggermente diverso: il maschio teneva i girini in gola solo per un breve periodo, per poi rilasciarli in acqua dove completavano lo sviluppo.

Purtroppo la specie settentrionale non viene avvistata dagli anni Ottanta e molti biologi la considerano probabilmente estinta. Puoi approfondire la biologia e la storia di questo genere di anfibi sulla scheda enciclopedica dedicata a Rhinoderma darwinii.

Una specie a rischio

La rana di Darwin meridionale è oggi classificata come specie in pericolo. Le minacce principali sono la distruzione delle foreste native (sostituite da piantagioni), i cambiamenti climatici e, soprattutto, un fungo devastante: il Batrachochytrium dendrobatidis, responsabile della chitridiomicosi, la malattia che sta decimando gli anfibi in tutto il mondo.

Foresta umida di faggi australi, habitat della rana di Darwin
Le foreste umide di Nothofagus del Cile e dell'Argentina sono l'unico habitat di questa specie in pericolo.

Come possiamo proteggerla

Diversi programmi di conservazione, in Cile e all’estero, lavorano per salvarla: colonie di riproduzione in cattività, monitoraggio delle popolazioni selvatiche e protezione delle ultime foreste di Nothofagus. La rana di Darwin è diventata una specie simbolo per la conservazione degli anfibi sudamericani, un piccolo ambasciatore verde delle foreste temperate.

Proteggere il suo habitat significa preservare interi ecosistemi, perché gli anfibi sono ottimi indicatori della salute dell’ambiente: quando spariscono loro, di solito qualcosa non va nell’acqua e nell’aria che condividiamo.

Domande frequenti sulla rana di Darwin

Perché si chiama rana di Darwin? Perché fu raccolta da Charles Darwin durante il viaggio del Beagle nel 1834-35, lungo le coste del Cile meridionale, e in seguito gli venne dedicata.

È il maschio o la femmina a incubare i piccoli? È il maschio. La femmina depone le uova e se ne va, mentre il padre le sorveglia e poi accoglie i girini nella sua sacca vocale.

I girini vivono davvero nella gola del padre? Sì, si sviluppano dentro la sacca vocale del maschio per sei-otto settimane, fino a diventare piccole rane complete.

Quanto è grande la rana di Darwin? È piccolissima: circa 2,5-3,5 centimetri, con un peso di pochi grammi.

Dove vive? Nelle foreste temperate umide di Nothofagus del Cile e dell’Argentina meridionali.

È una specie in pericolo? Sì. È minacciata dalla perdita dell’habitat, dai cambiamenti climatici e dal fungo chitridio, e per questo è oggetto di programmi di conservazione.