Roma dedica una grande mostra a uno dei padri dell’arte moderna: dal 15 settembre 2026 Palazzo Bonaparte ospita una retrospettiva su Vasilij Kandinskij, l’artista che per primo liberò la pittura dall’obbligo di rappresentare il mondo reale. Oltre settanta opere in prestito dal Centre Pompidou di Parigi raccontano la sua rivoluzione: quella dell’astrattismo. Ecco cosa aspettarsi e le informazioni utili per la visita.
Che cos’è la mostra
La mostra è una grande retrospettiva dedicata a Kandinskij, considerato il padre dell’astrazione. È prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi, ed è curata da Angela Lampe, curatrice delle collezioni moderne del Musée national d’art moderne parigino.
Il cuore dell’esposizione è un nucleo di oltre settanta opere provenienti in via eccezionale dalle collezioni del Pompidou, che permettono di seguire l’intero percorso umano e artistico dell’artista, dalle prime prove figurative fino alla piena maturità astratta.
Dove e quando
La mostra si tiene a Palazzo Bonaparte, in Piazza Venezia 5, nel cuore di Roma, e resta aperta dal 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027. È uno degli appuntamenti culturali più attesi della stagione autunnale e invernale nella capitale.

Chi era Kandinskij
Vasilij Kandinskij nacque a Mosca nel 1866. Prima di dedicarsi all’arte studiò e lavorò in ambito giuridico ed economico, ma intorno ai trent’anni decise di cambiare vita per diventare pittore, trasferendosi a Monaco di Baviera. Fu una scelta radicale che avrebbe cambiato la storia dell’arte del Novecento.
Negli anni tedeschi fu tra i fondatori del gruppo del Cavaliere Azzurro (Der Blaue Reiter), un’esperienza chiave dell’avanguardia europea. Più tardi insegnò alla celebre scuola del Bauhaus, fino a quando il regime nazista la chiuse e bollò la sua arte come “degenerata”. Nel 1933 si trasferì in Francia, dove morì nel 1944.
Il padre dell’astrattismo
Il motivo per cui Kandinskij è così importante è semplice da enunciare e rivoluzionario nelle conseguenze: fu tra i primi artisti a dipingere quadri completamente astratti, cioè senza raffigurare oggetti, persone o paesaggi riconoscibili. Forme, linee e colori diventano protagonisti assoluti, senza più il compito di “imitare” la realtà.
Fu anche un teorico raffinato: nel suo celebre saggio Lo spirituale nell’arte spiegò le idee alla base della sua ricerca, sostenendo che l’arte dovesse esprimere una necessità interiore più che descrivere il mondo esterno.
Quando i colori diventano musica
Uno degli aspetti più affascinanti di Kandinskij è il suo rapporto tra colori e suoni. L’artista associava le tinte a note e sonorità, e considerava la pittura simile alla musica: entrambe capaci di toccare l’anima senza bisogno di raccontare una storia. Molte sue opere si intitolano infatti Composizioni e Improvvisazioni, termini presi in prestito proprio dal linguaggio musicale.

Non solo Kandinskij: Gabriele Münter
La mostra riserva spazio anche a Gabriele Münter, importante protagonista dell’espressionismo tedesco e compagna di Kandinskij negli anni di Monaco e di Murnau. La sua figura è preziosa non solo per il valore artistico, ma anche perché contribuì a custodire molte opere del pittore in un periodo difficile. Vederne una selezione accanto a quelle di Kandinskij aiuta a comprendere meglio il contesto in cui nacque l’astrazione.
Perché Palazzo Bonaparte
Palazzo Bonaparte è diventato negli ultimi anni una delle sedi espositive più frequentate di Roma, nota per le grandi mostre dedicate ai maestri dell’arte moderna e contemporanea. La sua posizione, affacciata su Piazza Venezia, lo rende facilmente raggiungibile e perfetto per una visita da abbinare a una passeggiata nel centro storico. Chi ama questo tipo di eventi può leggere anche il nostro racconto di Diego Rivera ai Musei Capitolini.
Informazioni pratiche
Ecco alcune informazioni utili per organizzare la visita:
- Sede: Palazzo Bonaparte, Piazza Venezia 5, Roma.
- Periodo: dal 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027.
- Orari: dal lunedì al giovedì dalle 9:00 alle 19:30; dal venerdì alla domenica dalle 9:00 alle 21:00 (con ultimo ingresso prima della chiusura).
- Biglietti: il biglietto intero costa 18 euro in cassa e 19,50 euro online, con audioguida inclusa; è consigliabile acquistarlo in anticipo sui canali ufficiali.
Trattandosi di una mostra molto attesa, nei fine settimana e durante le festività può esserci grande affluenza: prenotare l’ingresso in una fascia oraria precisa aiuta a evitare le code.
Consigli per la visita
Per apprezzare davvero Kandinskij conviene non avere fretta: le sue opere astratte si “leggono” meglio soffermandosi sui ritmi, sugli accostamenti di colore e sulle forme ricorrenti. L’audioguida, inclusa nel biglietto, è un buon aiuto per orientarsi nel percorso e cogliere il significato delle diverse fasi della sua carriera. Tutte le informazioni aggiornate su orari e biglietti si trovano sul sito ufficiale della mostra.

Domande frequenti
Dove si tiene la mostra su Kandinsky?
A Palazzo Bonaparte, in Piazza Venezia 5, nel centro di Roma.
Quali sono le date della mostra?
La mostra è aperta dal 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027.
Quante opere sono esposte?
Oltre settanta opere, provenienti in via eccezionale dalle collezioni del Centre Pompidou di Parigi, oltre a una selezione di lavori di Gabriele Münter.
Chi ha curato la mostra?
È organizzata da Arthemisia in collaborazione con il Centre Pompidou ed è curata da Angela Lampe, curatrice delle collezioni moderne del Musée national d’art moderne.
Quanto costa il biglietto?
Il biglietto intero costa 18 euro in cassa e 19,50 euro online, con audioguida inclusa. Conviene verificare tariffe ridotte e orari sui canali ufficiali.
Perché Kandinsky è così importante?
Perché è considerato uno dei padri dell’arte astratta: fu tra i primi a dipingere quadri privi di soggetti riconoscibili, aprendo la strada a gran parte dell’arte del Novecento.