Sembra impossibile, eppure è vero: gli squali nuotavano negli oceani della Terra molto prima che sulla terraferma comparissero i primi alberi. Questi predatori marini sono così antichi da aver visto sfilare intere ere geologiche, sopravvivere a diverse estinzioni di massa e assistere alla nascita e alla scomparsa dei dinosauri. Un fatto che ci aiuta a capire quanto sia lunga la storia della vita sul nostro pianeta, e quanto poco vi occupi la nostra specie.
Un confronto che spiazza
Quando pensiamo a qualcosa di antico, spesso immaginiamo alberi secolari o foreste primordiali. Ma la verità è che gli squali erano già una realtà consolidata negli oceani quando la Terra era ancora, in gran parte, un pianeta spoglio, privo di vere foreste. Gli antenati degli squali comparvero infatti circa 400-450 milioni di anni fa, mentre i primi alberi, quelli con tronco e chioma come li intendiamo oggi, si affermarono “solo” circa 350 milioni di anni fa.
La differenza è dell’ordine di decine di milioni di anni: un margine enorme, che colloca gli squali tra i grandi veterani della vita sulla Terra. Non è un aneddoto da bar, ma un dato riconosciuto dalla paleontologia e basato sui reperti fossili.
Quando sono comparsi i primi squali
I più antichi resti attribuibili agli squali, o meglio ai loro antenati, risalgono a un periodo chiamato Ordoviciano-Siluriano, tra i 450 e i 420 milioni di anni fa. Si tratta soprattutto di scaglie e denti fossili, perché lo scheletro degli squali è fatto di cartilagine, un tessuto che si conserva molto meno delle ossa.

Con il tempo questi pesci cartilaginei si diversificarono enormemente. Durante il cosiddetto “periodo d’oro degli squali”, circa 360 milioni di anni fa, gli oceani pullulavano di forme diverse, alcune davvero bizzarre rispetto agli squali che conosciamo oggi. Da allora, in una forma o nell’altra, questi predatori non hanno mai smesso di popolare i mari.
E gli alberi? Una storia più recente
Le piante colonizzarono la terraferma prima degli alberi veri e propri, ma erano forme piccole e semplici, prive di tronco. I primi organismi che possiamo definire “alberi”, con legno e una struttura in grado di elevarsi verso il cielo, comparvero durante il periodo Devoniano, intorno a 385-350 milioni di anni fa.
In altre parole, quando i primi tronchi iniziavano a spuntare dal suolo, gli squali nuotavano già da decine di milioni di anni. Le grandi foreste che avrebbero poi ricoperto il pianeta, e da cui deriva gran parte del nostro carbone, sarebbero arrivate solo più tardi.
Sopravvissuti a cinque estinzioni di massa

La longevità degli squali come gruppo è impressionante. Nel corso della loro lunghissima storia hanno attraversato diverse estinzioni di massa, compresa la più devastante di tutte, quella avvenuta circa 250 milioni di anni fa, che spazzò via la maggior parte delle specie marine. Hanno superato anche l’estinzione che pose fine all’era dei dinosauri, 66 milioni di anni fa.
Questa capacità di resistere ha ragioni concrete: gli squali sono predatori estremamente efficienti e adattabili, capaci di occupare ambienti diversissimi, dalle acque costiere agli abissi profondi. Il loro corpo, perfezionato in centinaia di milioni di anni, è rimasto sorprendentemente funzionale.
Più antichi anche di altre cose sorprendenti
Il confronto con gli alberi non è l’unico a lasciare a bocca aperta. Gli squali sono più antichi anche degli anelli di Saturno, che secondo diverse ricerche si sarebbero formati in tempi relativamente recenti su scala cosmica. Ed esistevano molto prima dei dinosauri, comparsi “appena” 230 milioni di anni fa. Insomma, se la storia della Terra fosse un film, gli squali sarebbero tra i primi attori a entrare in scena.
Perché lo scheletro cartilagineo li aiuta
Lo scheletro di cartilagine, più leggero e flessibile dell’osso, rende gli squali nuotatori agili ed efficienti dal punto di vista energetico. È uno dei segreti del loro successo evolutivo, insieme a sensi affinati come la capacità di percepire i deboli campi elettrici emessi dalle prede.
Antichi ma fragili
C’è però un aspetto meno rassicurante in questa storia. Nonostante siano sopravvissuti a catastrofi planetarie per centinaia di milioni di anni, oggi molti squali sono minacciati dall’attività umana: pesca eccessiva, perdita di habitat e inquinamento hanno ridotto drasticamente le popolazioni di numerose specie. Creature che hanno resistito a cinque estinzioni di massa rischiano di scomparire in pochi decenni per colpa nostra. Non sono gli unici antichi abitanti degli oceani a stupirci: pensa anche al celacanto, il pesce creduto estinto da 66 milioni di anni.
Cosa ci insegna questo record

Sapere che gli squali sono più antichi degli alberi ci offre una lezione di umiltà. La nostra specie, l’Homo sapiens, esiste da appena qualche centinaio di migliaia di anni: un battito di ciglia rispetto ai 450 milioni di anni degli squali. Guardare a questi predatori significa affacciarsi su un tempo profondo, quasi incomprensibile, e ricordarci che siamo ospiti recenti di un pianeta con una storia lunghissima, che merita rispetto e protezione.
Domande frequenti
È vero che gli squali sono più antichi degli alberi?
Sì. Gli antenati degli squali comparvero circa 450 milioni di anni fa, mentre i primi alberi con tronco e chioma si affermarono intorno a 350 milioni di anni fa. Gli squali li precedono di decine di milioni di anni.
Quando sono comparsi i primi squali?
I resti più antichi attribuiti agli squali, soprattutto denti e scaglie fossili, risalgono a circa 450-420 milioni di anni fa, nel periodo tra Ordoviciano e Siluriano.
Gli squali sono più antichi dei dinosauri?
Sì, di molto. Gli squali esistevano già da oltre 200 milioni di anni quando comparvero i primi dinosauri, circa 230 milioni di anni fa. E sono sopravvissuti all’estinzione che li ha cancellati.
Perché è difficile trovare fossili di squalo?
Perché lo scheletro degli squali è fatto di cartilagine, un tessuto che si conserva molto peggio delle ossa. Per questo i fossili più comuni sono i denti, molto più resistenti.
A quante estinzioni di massa sono sopravvissuti?
Come gruppo, gli squali hanno attraversato diverse estinzioni di massa, compresa quella più grave di circa 250 milioni di anni fa e quella che ha posto fine ai dinosauri 66 milioni di anni fa.
Gli squali sono a rischio oggi?
Molte specie sì. Nonostante la loro straordinaria storia evolutiva, pesca eccessiva, inquinamento e perdita di habitat minacciano gravemente numerose popolazioni di squali in tutto il mondo.