Nel mondo animale esistono record e stranezze di ogni tipo, ma poche sono bizzarre quanto questa: il wombat è l’unica creatura conosciuta al mondo capace di produrre feci a forma di cubo. Non palline, non cilindri, ma piccoli dadi quasi perfetti. Per anni la cosa è sembrata uno scherzo della natura senza spiegazione. Poi la scienza ci ha messo il naso e ha scoperto un meccanismo tanto ingegnoso quanto inaspettato.
Un primato che sembra impossibile
La geometria non è esattamente ciò che ci aspettiamo dalla biologia. In natura dominano le curve: uova ovali, sassi levigati, corpi affusolati. Gli angoli retti sembrano appartenere al mondo degli oggetti costruiti dall’uomo, non a quello degli esseri viventi. Eppure il wombat, un tozzo marsupiale australiano, sforna ogni notte decine di escrementi dalla forma sorprendentemente squadrata.
Un wombat adulto può produrre fino a un centinaio di questi “cubetti” nell’arco di una singola notte. Un numero che, unito alla loro forma insolita, ha reso il fenomeno una vera e propria curiosità scientifica, capace di incuriosire tanto i bambini quanto i ricercatori più seri.
Che aspetto hanno davvero queste feci
Chi immagina cubi perfetti da manuale di geometria resterà in parte deluso: si tratta di forme arrotondate agli spigoli, ma con facce piatte e sezioni chiaramente squadrate. Ogni “dado” misura circa due centimetri di lato. Allineati uno accanto all’altro, sembrano piccoli mattoncini lasciati cadere sul terreno.

La consistenza è piuttosto asciutta e compatta, e questo è già un primo indizio importante. Gli escrementi del wombat perdono molta acqua durante il transito nell’intestino, e proprio questa disidratazione estrema è una delle chiavi per capire come nasca quella forma così particolare.
Perché proprio un cubo: la scoperta scientifica
Per lungo tempo si è pensato che la forma dipendesse dallo sfintere, come se l’animale possedesse una sorta di “stampino” all’uscita. La realtà, svelata da un gruppo di ricercatori che ha studiato l’apparato digerente del wombat, è molto più elegante e si trova ben più a monte: tutto avviene nell’ultimo tratto dell’intestino.
L’intestino con pareti a elasticità variabile
La spiegazione sta nelle proprietà meccaniche della parete intestinale. Analizzando il tessuto, gli scienziati hanno scoperto che l’intestino del wombat non si contrae in modo uniforme: alcune zone della parete sono più rigide, altre più elastiche, e queste regioni si alternano lungo la circonferenza del condotto.
Durante le contrazioni che spingono avanti il contenuto, le parti elastiche si allungano di più e quelle rigide di meno. Ripetute migliaia di volte lungo un transito digestivo che può durare fino a quattro giorni, queste spinte diseguali modellano a poco a poco le facce piatte e gli spigoli del cubo. È come plasmare l’argilla premendola sempre negli stessi punti.
Il ruolo della disidratazione
La lentezza del processo è fondamentale. Il wombat vive in ambienti aridi e ha sviluppato un intestino capace di recuperare quasi tutta l’acqua dal cibo. Quando le feci raggiungono l’ultimo tratto sono ormai secche e modellabili, quasi come pasta densa: solo in queste condizioni la forma impressa dalle pareti resta stabile fino all’uscita, senza afflosciarsi.
A cosa serve avere feci quadrate
La natura raramente fa le cose a caso, e anche questa stranezza ha un vantaggio pratico. Il wombat usa i propri escrementi per marcare il territorio e comunicare con i suoi simili, depositandoli in punti rialzati come rocce, tronchi e piccoli rilievi.

Ed è qui che la forma cubica diventa un’astuzia evolutiva: un oggetto squadrato rotola molto meno di uno tondeggiante. I “messaggi olfattivi” del wombat restano quindi al loro posto invece di scivolare via, garantendo che il segnale rimanga visibile e annusabile il più a lungo possibile. Una soluzione semplice a un problema di comunicazione.
Chi è il wombat
Il wombat è un marsupiale che vive esclusivamente in Australia e in Tasmania. Tozzo, muscoloso e ricoperto di pelo folto, può raggiungere il metro di lunghezza e superare i venti chili di peso. È un abilissimo scavatore: costruisce lunghe tane sotterranee dove trascorre le ore più calde, protetto dal sole.
Un marsupiale dalle sorprese nascoste
Come i canguri e i koala, la femmina di wombat possiede un marsupio, ma con una particolarità: si apre verso il basso, all’indietro, così che la terra sollevata durante lo scavo non finisca addosso al piccolo. Il wombat possiede inoltre un posteriore rinforzato da una placca cartilaginea che usa come scudo: quando un predatore lo insegue nella tana, blocca l’ingresso con il sedere corazzato. Se sei affascinato dai marsupiali insoliti, puoi scoprire anche la storia del numbat, il piccolo formichiere marsupiale a rischio.
Curiosità sorprendenti sul wombat

Oltre alle feci geometriche, questo animale nasconde altri primati curiosi. È erbivoro e ha un metabolismo lentissimo: digerire un pasto può richiedergli fino a quattordici giorni, uno dei tempi più lunghi tra i mammiferi. Nonostante l’aspetto goffo, in caso di pericolo può correre a oltre trenta chilometri orari sulle brevi distanze. Ha denti a crescita continua, come i roditori, che si consumano masticando erbe dure e radici.
Cosa ci insegna questa stranezza
La ricerca sui cubi del wombat non è solo una curiosità da aneddoto. Capire come un tessuto molle possa dare forma a un oggetto squadrato senza stampi ha attirato l’attenzione anche degli ingegneri, interessati a nuovi metodi per fabbricare materiali. È un bell’esempio di come la biologia più bizzarra possa ispirare la tecnologia, e di quanto abbiamo ancora da imparare osservando anche i dettagli che sembrano più insignificanti.
Domande frequenti
Il wombat è l’unico animale a fare feci cubiche?
Sì. A oggi il wombat è l’unico animale conosciuto al mondo capace di produrre escrementi a forma di cubo. Nessun’altra specie mostra questa caratteristica.
Come fa il wombat a dare quella forma alle feci?
Non è lo sfintere a modellarle, ma le pareti dell’ultimo tratto dell’intestino, che hanno zone alternate più rigide e più elastiche. Le contrazioni diseguali, unite alla forte disidratazione, plasmano le facce del cubo durante il lungo transito.
Perché il wombat produce escrementi cubici?
La forma squadrata ha un vantaggio pratico: rotola meno di una forma tondeggiante. Così le feci, usate per marcare il territorio, restano stabili sui rilievi dove vengono depositate.
Quante feci produce un wombat?
Un wombat adulto può produrre fino a circa cento “cubetti” nell’arco di una sola notte.
Quanto è grande un wombat?
Può raggiungere circa un metro di lunghezza e superare i venti chili di peso. È un marsupiale tozzo e muscoloso, ottimo scavatore di tane.
Dove vive il wombat?
Il wombat vive esclusivamente in Australia e in Tasmania, dove abita boschi, praterie e zone collinari, rifugiandosi in tane sotterranee che scava da solo.