Orcadi: rimossi 8.500 ermellini, l’arvicola torna a prosperare

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Nelle isole Orcadi, al largo della Scozia, un piccolo roditore che vive solo lì sta tornando a popolare prati e brughiere. Il merito è di un lungo progetto di conservazione che in sei anni ha rimosso oltre 8.500 ermellini introdotti dall’uomo: l’ultimo monitoraggio, diffuso nella primavera 2026, segnala i livelli più alti di attività dell’arvicola di Orkney da quando esistono i rilevamenti.

Una buona notizia dalle isole del nord

L’arcipelago delle Orcadi (in inglese Orkney) è un mosaico di una settantina di isole, di cui una ventina abitate, noto per le scogliere, gli uccelli marini e una fauna unica. Tra le specie simbolo c’è l’arvicola di Orkney, una sottospecie locale di arvicola campestre presente in queste isole da migliaia di anni e in nessun altro luogo del pianeta. Per secoli ha avuto pochissimi nemici naturali. Tutto è cambiato quando, negli anni 2010, sull’isola principale è comparso un predatore che lì non era mai esistito: l’ermellino.

Gli ermellini, probabilmente arrivati per mano dell’uomo, hanno trovato un terreno di caccia ideale e si sono moltiplicati rapidamente, minacciando non solo le arvicole ma anche i nidi di uccelli che fanno delle Orcadi un sito di importanza internazionale. Da qui è nato, nel 2019, l’Orkney Native Wildlife Project, una collaborazione tra RSPB Scotland, NatureScot e il Consiglio delle isole Orcadi, sostenuta dalla comunità locale.

Come funziona il progetto

L’approccio non è spettacolare, ma metodico: una rete capillare di trappole distribuite su tutto il territorio, controllate e gestite con il coinvolgimento di volontari, agricoltori e proprietari terrieri. A inizio 2026 risultavano installate oltre 8.800 cassette-trappola, ciascuna in genere dotata di un paio di dispositivi a scatto pensati per essere selettivi e a norma di legge sul benessere animale. In sei anni le rimozioni di ermellini hanno superato quota 8.500.

Si tratta di uno dei più ambiziosi progetti di eradicazione di un predatore introdotto mai tentati su isole abitate, proprio perché qui non si lavora su uno scoglio disabitato ma su un territorio dove vivono e lavorano migliaia di persone. Per questo il consenso della comunità è considerato parte integrante del metodo, tanto quanto le trappole.

Brughiera e prati delle isole Orcadi, habitat dell'arvicola di Orkney
Le brughiere delle Orcadi ospitano l’arvicola di Orkney, presente solo in questo arcipelago.

Che cosa dicono i dati del 2026

Il rapporto di monitoraggio diffuso nella primavera 2026 contiene diversi segnali incoraggianti. L’attività dell’arvicola di Orkney rilevata in primavera ha raggiunto i valori più alti da quando esistono i rilevamenti regolari, e anche i dati autunnali si sono mantenuti elevati. Non si tratta del numero esatto di animali — difficile da contare per una specie così piccola e schiva — ma di un indice basato su tracce, segni di passaggio e rilevamenti standardizzati, che gli ecologi usano per stimare l’andamento di una popolazione.

Benefici anche per gli uccelli. Il numero di tentativi di nidificazione confermati dell’albanella reale è risultato il più alto da oltre un decennio, mentre il gufo di palude si è mantenuto su livelli buoni, in ripresa rispetto ai minimi registrati nel biennio 2019-2020. È esattamente l’effetto a cascata che il progetto sperava di innescare: meno predatori introdotti, più prede native, più rapaci che tornano a riprodursi.

Perché conta più di quanto sembri

Le isole sono ambienti fragili: bastano poche specie introdotte per stravolgere equilibri costruiti in millenni. Quando però si interviene per tempo e con costanza, la natura può recuperare in fretta. Il caso delle Orcadi mostra che un’azione di conservazione poco appariscente — installare trappole, raccogliere dati, parlare con chi vive sul territorio — può dare risultati concreti e misurabili nel giro di pochi anni.

Veduta delle coste e dei prati delle isole Orcadi
Il progetto di rimozione degli ermellini coinvolge una rete capillare di trappole su tutto l’arcipelago.

Una storia che assomiglia ad altre

Non è un caso isolato. In tutto il mondo i progetti di rimozione di specie invasive da isole hanno permesso il ritorno di uccelli marini, rettili e piccoli mammiferi che si credevano spacciati. È la stessa logica che ha portato, per esempio, alla recente buona notizia sullo stato di conservazione delle tartarughe marine: con protezione costante e tempo, alcune popolazioni risalgono la china. Ne abbiamo parlato raccontando come la tartaruga verde non sia più considerata a rischio estinzione.

Restano cautele d’obbligo: un progetto del genere non è mai “finito”. Finché esiste anche solo una piccola popolazione di ermellini, il rischio che ricolonizzino è reale, e serviranno monitoraggio e manutenzione delle trappole ancora per anni. Ma la direzione, per ora, è quella giusta.

Che cos’è l’arvicola di Orkney

L’arvicola di Orkney è una forma locale di arvicola campestre, più grande della media e con caratteristiche genetiche proprie, arrivata nell’arcipelago molto tempo fa — secondo le ipotesi più accreditate trasportata dall’uomo durante il Neolitico, il che la rende anche un piccolo testimone vivente della storia delle isole. È un erbivoro che si nutre soprattutto di erbe e radici, scava gallerie e rappresenta una preda chiave per rapaci come l’albanella reale. Proteggerla significa proteggere un intero pezzo di ecosistema.

Per chi vuole approfondire, una panoramica generale è disponibile nella voce dedicata all’arvicola di Orkney su Wikipedia, mentre gli aggiornamenti ufficiali del progetto sono pubblicati dalle organizzazioni coinvolte.

Scogliere e mare delle isole Orcadi, sito di importanza per gli uccelli
Più prede native significano più rapaci che tornano a nidificare: l’effetto a cascata atteso dal progetto.

Domande frequenti

Che cos’è l’Orkney Native Wildlife Project?

È un’iniziativa avviata nel 2019 da RSPB Scotland, NatureScot e Consiglio delle isole Orcadi per rimuovere gli ermellini introdotti dalle isole e proteggere le specie native, dall’arvicola di Orkney agli uccelli che nidificano a terra.

Perché gli ermellini sono un problema lì?

Non fanno parte della fauna originaria delle Orcadi. Arrivati probabilmente per mano dell’uomo, si sono moltiplicati in fretta predando arvicole e nidi, mettendo in difficoltà specie che si erano evolute senza quel tipo di predatore.

Quanti ermellini sono stati rimossi?

Più di 8.500 in circa sei anni, grazie a una rete di oltre 8.800 cassette-trappola gestite con il supporto della comunità locale.

Come si misura il successo del progetto?

Attraverso indici di attività delle specie native: nel 2026 l’attività dell’arvicola di Orkney ha toccato i livelli più alti da quando esistono i rilevamenti, e sono cresciute anche le nidificazioni di albanella reale e i numeri del gufo di palude.

Il problema è risolto definitivamente?

No. Finché restano ermellini sull’arcipelago, esiste il rischio che ricolonizzino le aree liberate. Servono ancora anni di monitoraggio e manutenzione delle trappole.

L’arvicola di Orkney si trova solo lì?

Sì. È una forma locale presente unicamente nelle isole Orcadi, dove vive da migliaia di anni: per questo la sua tutela ha anche un valore storico e scientifico.