Elinor Ostrom: la prima donna premio Nobel per l’economia

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Il 12 giugno 2012 moriva Elinor Ostrom, una studiosa che aveva ribaltato un’idea data per certa: quella secondo cui le risorse condivise sono destinate a essere distrutte. Con ricerche sul campo dimostrò il contrario e divenne la prima donna a vincere il premio Nobel per l’economia. Ecco la sua storia e cinque cose da sapere su di lei.

Chi era Elinor Ostrom

Elinor Ostrom, nata a Los Angeles nel 1933, è stata una politologa ed economista statunitense. La sua vita accademica si svolse soprattutto all’Università dell’Indiana, dove insieme al marito Vincent costruì un centro di ricerca diventato punto di riferimento internazionale per lo studio delle istituzioni e delle risorse condivise.

Per gran parte della carriera lavorò su un tema apparentemente semplice ma decisivo: come fanno le comunità a gestire beni che appartengono a tutti, come pascoli, foreste, zone di pesca e sistemi di irrigazione, senza distruggerli?

La sfida alla “tragedia dei beni comuni”

Per decenni in economia aveva dominato un’idea pessimista, riassunta nella formula della “tragedia dei beni comuni”. Secondo questa teoria, quando una risorsa è di tutti ciascuno tende a sfruttarla al massimo per il proprio interesse, fino a esaurirla. La conclusione tradizionale era che servisse sempre o lo Stato o la proprietà privata per evitare il disastro.

Ostrom non si accontentò della teoria. Andò a guardare cosa accadeva davvero nel mondo reale, studiando decine di casi concreti, dalle comunità di pescatori ai sistemi di irrigazione di villaggi remoti, dai pascoli alpini alle foreste gestite collettivamente.

Barche di pescatori in un villaggio
Ostrom studiò come le comunità gestiscono pascoli, foreste e zone di pesca.

Cosa scoprì sul campo

La sua ricerca dimostrò che in moltissimi casi le comunità riuscivano a gestire le risorse comuni in modo sostenibile per generazioni, senza bisogno né di privatizzazioni né di un controllo statale centralizzato. La chiave stava nelle regole condivise, costruite dal basso e rispettate perché ritenute giuste da chi le applicava.

Le regole per gestire bene una risorsa comune

Dalla sua opera più celebre, Governare i beni collettivi, Ostrom ricavò alcuni princìpi ricorrenti nelle comunità che funzionavano. Tra questi: confini chiari su chi può usare la risorsa, regole adatte alle condizioni locali, partecipazione di chi è coinvolto alle decisioni, controlli condivisi, sanzioni graduali per chi non rispetta le regole e modi semplici per risolvere i conflitti.

In sostanza, non esiste una ricetta unica calata dall’alto: le soluzioni migliori nascono adattandosi al contesto. Era un messaggio rivoluzionario in una disciplina abituata a cercare leggi generali e astratte.

Il Nobel del 2009

Nel 2009 l’Accademia svedese le assegnò il premio Nobel per l’economia, riconoscendo le sue analisi sulla governance economica e in particolare sui beni comuni. Fu la prima donna nella storia a ricevere quel riconoscimento. Il premio sorprese parte degli economisti tradizionali, perché Ostrom proveniva dalla scienza politica e usava metodi diversi dai modelli puramente matematici.

Foresta verde gestita collettivamente
Le sue ricerche nascevano dall’osservazione diretta sul campo.

Cinque cose da sapere su Elinor Ostrom

1. Le dissero che non era materia da donne

Da giovane incontrò pregiudizi e ostacoli nel mondo accademico, all’epoca dominato dagli uomini. Fu scoraggiata dall’intraprendere certi studi, ma proseguì con determinazione la propria strada.

2. Univa più discipline

Il suo lavoro mescolava economia, scienza politica, sociologia e studi ambientali. Questo approccio interdisciplinare era raro e le permise di vedere problemi che altri non notavano.

3. Credeva nel lavoro sul campo

Non si limitava ai numeri: viaggiava, osservava, intervistava le persone. Le sue conclusioni nascevano dall’esperienza diretta delle comunità studiate.

4. Le sue idee parlano all’ambiente di oggi

Le riflessioni sulla gestione condivisa di risorse limitate sono diventate fondamentali per pensare a temi attuali come acqua, foreste, pesca e cambiamento climatico.

5. Ha lasciato una scuola di pensiero

Generazioni di ricercatori continuano a sviluppare il suo metodo, applicandolo a nuovi campi, dalle risorse digitali alle comunità online.

Campi coltivati con canali di irrigazione
Le sue idee sono oggi centrali per i temi ambientali.

Perché la ricordiamo ancora

Elinor Ostrom ci ha lasciato un’eredità preziosa: l’idea che le persone, quando si organizzano con regole giuste e condivise, possono cooperare con successo per il bene comune. È un messaggio di fiducia nella capacità delle comunità, particolarmente attuale di fronte alle grandi sfide ambientali. Lo stesso tema della gestione condivisa di risorse globali emerge, ad esempio, nell’articolo sul Trattato sull’Alto Mare entrato in vigore.

Domande frequenti

Per cosa è famosa Elinor Ostrom?

Per i suoi studi su come le comunità gestiscono le risorse condivise, che le valsero il premio Nobel per l’economia nel 2009.

È stata davvero la prima donna a vincere il Nobel per l’economia?

Sì. Nel 2009 fu la prima donna a ricevere questo riconoscimento dalla sua istituzione nel 1969.

Cos’è la “tragedia dei beni comuni”?

È l’idea, diffusa prima dei suoi studi, secondo cui le risorse di tutti vengono inevitabilmente sfruttate fino all’esaurimento. Ostrom mostrò che non è sempre così.

Qual è il suo libro più importante?

L’opera Governare i beni collettivi, in cui raccolse princìpi e casi sulla gestione condivisa delle risorse.

Di quale disciplina si occupava?

Era principalmente una politologa, ma il suo lavoro univa economia, scienza politica e studi ambientali.

Quando è morta?

Il 12 giugno 2012, all’età di 78 anni.

Per approfondire la sua biografia puoi consultare la voce dedicata a Elinor Ostrom su Wikipedia.