Nel pieno del XVIII secolo, mentre le grandi potenze europee combattevano sui mari con enormi velieri armati di cannoni, un artigiano russo immaginò qualcosa che sembrava impossibile: una nave capace di muoversi sott’acqua per colpire il nemico senza essere vista.
Il suo nome era Yefim Nikonov e la sua idea attirò l’attenzione dello zar Pietro il Grande. Nel 1720 progettò quello che oggi viene considerato uno dei primi prototipi di sottomarino russo, chiamato “Morekhodnoye sudno”, cioè “imbarcazione marina”.
La parte più incredibile era nei materiali usati: il mezzo era costruito quasi interamente con legno, cuoio e ferro.
Un artigiano con un’idea rivoluzionaria
Nikonov non era uno scienziato famoso e nemmeno un ufficiale della marina. Era un semplice falegname di origine umile. Ma nella Russia di Pietro il Grande le idee innovative potevano ottenere attenzione, soprattutto se utili per scopi militari.
Lo zar era ossessionato dal progresso tecnologico e voleva trasformare la Russia in una grande potenza navale. Per questo ascoltava con interesse inventori, ingegneri e artigiani.
Nel 1720 Nikonov presentò un progetto sorprendente: una nave nascosta capace di avvicinarsi sott’acqua alle imbarcazioni nemiche per attaccarle dal basso con strumenti incendiari.
Per quell’epoca era un’idea quasi impensabile.
Il “pesce segreto” dello zar
Nei documenti storici il progetto veniva chiamato anche “pesce segreto”. L’obiettivo era creare un mezzo subacqueo abbastanza resistente da trasportare uomini e cariche incendiarie vicino alle navi avversarie.
Il problema era enorme: nel Settecento non esistevano motori moderni, acciaio navale, batterie elettriche o sistemi avanzati per l’ossigeno. Tutto doveva essere costruito con tecniche artigianali.
Nikonov progettò quindi una struttura composta da:
- legno rinforzato
- cerchi di ferro simili a quelli delle botti
- rivestimenti in cuoio
- compartimenti sigillati per limitare le infiltrazioni d’acqua
Il mezzo aveva una forma arrotondata, pensata per sopportare meglio la pressione dell’acqua. Secondo alcune ricostruzioni storiche, il sottomarino sarebbe stato azionato manualmente dagli uomini all’interno tramite remi o meccanismi molto primitivi.
Un’arma pensata per colpire dal basso
Il “Morekhodnoye sudno” non era stato progettato per esplorare il mare, ma per la guerra.
L’idea era avvicinarsi silenziosamente alle navi nemiche e incendiarne lo scafo. Alcuni storici parlano anche della possibilità di usare mine rudimentali o piccole cariche esplosive.
Nel XVIII secolo gli scontri navali avvenivano quasi sempre in superficie, con cannoni e abbordaggi. Nessuno si aspettava un attacco proveniente sott’acqua.
Proprio per questo il progetto colpì profondamente Pietro il Grande, che ordinò la costruzione di un prototipo.
La costruzione del primo sottomarino russo
I lavori iniziarono nei cantieri navali vicino a San Pietroburgo. Nikonov lavorò con il sostegno dello Stato e seguì personalmente il progetto.
Il prototipo venne testato più volte tra il 1721 e il 1724, ma costruire un sottomarino funzionante nel XVIII secolo era quasi impossibile.
Durante le prove emersero diversi problemi:
- infiltrazioni d’acqua
- difficoltà durante l’immersione
- scarsa stabilità
- problemi strutturali dello scafo
In uno dei test il mezzo si danneggiò seriamente dopo aver urtato il fondale.
Nonostante tutto, il progetto continuò a ricevere attenzione grazie all’interesse personale dello zar.
La fine del progetto
Nel 1725 Pietro il Grande morì. Con lui svanì gran parte dell’interesse per le invenzioni sperimentali.
Senza il sostegno diretto dello zar, Nikonov perse rapidamente importanza e il progetto venne abbandonato. Il sottomarino non entrò mai in servizio operativo.
Col tempo il suo nome finì quasi dimenticato, ma la sua idea era incredibilmente avanti rispetto all’epoca.
Perché il progetto di Nikonov è importante ancora oggi
Anche se non ebbe successo pratico, il “pesce segreto” rappresenta uno dei primi tentativi documentati di costruire un mezzo subacqueo militare in Russia.
Molto prima dei moderni sottomarini del XX secolo, Nikonov aveva già intuito un concetto fondamentale della guerra navale: il vantaggio dell’invisibilità sott’acqua.
La sua storia dimostra anche un altro aspetto sorprendente della tecnologia: spesso le grandi invenzioni nascono da persone comuni e non da scienziati famosi.
Un semplice falegname del Settecento riuscì infatti a immaginare una macchina che il mondo avrebbe perfezionato soltanto molti anni dopo.
Oggi il nome di Yefim Nikonov è poco conosciuto fuori dalla Russia, ma il suo progetto continua ancora a stupire storici e appassionati.
Pensare a un sottomarino costruito con legno, ferro e cuoio può sembrare assurdo nell’epoca dei sommergibili moderni. Eppure proprio grazie a tentativi pionieristici come questo l’idea della navigazione subacquea iniziò lentamente a diventare realtà.
Il “Morekhodnoye sudno” non cambiò la storia delle guerre navali, ma lasciò un segno importante: dimostrò che l’immaginazione umana riesce spesso ad arrivare molto prima della tecnologia disponibile.