Napoleone e la battaglia dei conigli: cosa racconta l’aneddoto

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Ha sconfitto alcuni degli eserciti più potenti d’Europa, ma secondo un celebre aneddoto storico ci fu un nemico che riuscì a mettere in fuga Napoleone Bonaparte: un branco di conigli. La scena, tanto grottesca quanto documentata, si sarebbe svolta durante una battuta di caccia organizzata per festeggiare la pace. Ecco cosa racconta questa curiosa pagina di storia e quanto possiamo davvero crederci.

Una battuta di caccia per celebrare la pace

Siamo nell’estate del 1807. Napoleone ha appena firmato i trattati di Tilsit, che pongono fine alla guerra della Quarta coalizione e segnano uno dei momenti più alti della sua potenza. Per festeggiare, l’imperatore decide di concedersi una battuta di caccia ai conigli, uno svago aristocratico molto in voga all’epoca.

L’organizzazione dell’evento viene affidata al suo fedele capo di stato maggiore, il maresciallo Alexandre Berthier, uomo di grande efficienza militare ma, come vedremo, non altrettanto esperto di conigli.

L’errore fatale di Berthier

Per assicurare al suo imperatore una giornata di caccia memorabile, Berthier volle che non mancasse la selvaggina. Fece quindi radunare un gran numero di conigli, che secondo il racconto sarebbero stati addirittura centinaia, se non un migliaio, da liberare al momento opportuno davanti ai cacciatori.

Gruppo di conigli domestici in un allevamento di campagna
Berthier fece radunare centinaia di conigli per la caccia dell’imperatore. (foto: Franziska Leimkühler / Pexels)

Conigli domestici, non selvatici

Qui si nasconde l’errore che avrebbe rovinato tutto. Invece di procurarsi conigli selvatici, che sarebbero fuggiti terrorizzati alla vista degli uomini, Berthier acquistò conigli domestici allevati nelle fattorie. Questi animali erano abituati agli esseri umani e, soprattutto, associavano la presenza dell’uomo a una sola cosa: il cibo.

Quando la preda diventa cacciatrice

Al segnale, le gabbie vennero aperte. Ma invece di scappare verso i campi, come ci si aspettava, le centinaia di conigli affamati fecero esattamente il contrario: si lanciarono verso Napoleone e il suo seguito, convinti che quegli uomini fossero venuti a portare loro da mangiare.

Coniglio selvatico che corre in un campo aperto
L’errore fu procurarsi conigli domestici, abituati a ricevere cibo dall’uomo. (foto: Ellie Burgin / Pexels)

L’imperatore in ritirata

Secondo la cronaca, i conigli assalirono l’imperatore con una furia inarrestabile, arrampicandosi sulle sue gambe e sui suoi vestiti. Gli uomini del seguito provarono a scacciarli con fruste e bastoni, ma senza successo: l’ondata di animali era troppo numerosa. Napoleone, l’uomo che aveva piegato mezza Europa, fu costretto a battere in ritirata verso la sua carrozza. E, si racconta, alcuni conigli particolarmente determinati riuscirono a saltare dentro il veicolo prima che si allontanasse.

Da dove arriva questa storia?

Il racconto non nasce da una leggenda popolare qualsiasi. La fonte principale è costituita dalle memorie del generale Paul Thiébault, un militare che conobbe direttamente l’ambiente napoleonico. È grazie a questa testimonianza che l’aneddoto è arrivato fino a noi con tanti dettagli.

Quanto possiamo crederci?

Come tutti i buoni aneddoti storici, anche questo va preso con la giusta cautela. Le memorie di Thiébault furono pubblicate molti decenni dopo i fatti, e il generale non aveva simpatia per Berthier, il responsabile del disastro. È quindi possibile che alcuni particolari siano stati ingigantiti per rendere la scena più comica e per mettere in cattiva luce l’organizzatore. Resta però un aneddoto tramandato da una fonte legata all’epoca, e non un semplice mito inventato di recente.

Coniglio che si avvicina fiducioso in cerca di cibo
Invece di fuggire, i conigli affamati corsero verso Napoleone e il suo seguito. (foto: Ellie Burgin / Pexels)

Perché i conigli si comportarono così

Al di là dei dettagli, il cuore della storia è scientificamente plausibile. I conigli domestici, a differenza di quelli selvatici, non hanno paura dell’uomo e lo associano al momento del pasto. Un gruppo numeroso di animali affamati, liberati tutti insieme e diretti verso le uniche figure umane presenti, poteva davvero dare vita a una scena caotica. Non si trattò di conigli “aggressivi”, ma semplicemente di animali affamati in cerca di cibo.

Una lezione che vale più di una battaglia

L’episodio, vero o esagerato che sia, è diventato uno degli aneddoti più amati sulla figura di Napoleone, perché mostra il lato umano e persino ridicolo di un personaggio spesso avvolto da un’aura di invincibilità. È anche un piccolo promemoria di quanto la natura, anche nella sua forma più innocua, possa sfuggire ai piani degli uomini più potenti.

La vera fine militare dell’imperatore sarebbe arrivata solo anni dopo, in circostanze ben più drammatiche: puoi leggere cosa accadde nel racconto della battaglia di Waterloo del 18 giugno 1815.

Per approfondire questo curioso episodio e le fonti che lo raccontano puoi leggere l’articolo dedicato della rivista britannica All About History.

Domande frequenti su Napoleone e i conigli

È davvero successo che i conigli attaccarono Napoleone?

L’episodio è raccontato nelle memorie del generale Paul Thiébault, legato all’ambiente napoleonico. È quindi un aneddoto storico documentato, anche se alcuni dettagli potrebbero essere stati esagerati nel tempo.

Quando avvenne l’episodio?

Secondo il racconto, nell’estate del 1807, poco dopo la firma dei trattati di Tilsit, durante una battuta di caccia organizzata per festeggiare la pace.

Perché i conigli non scapparono?

Perché erano conigli domestici e non selvatici. Abituati all’uomo, associavano la sua presenza al cibo e per questo corsero verso i cacciatori invece di fuggire.

Chi organizzò la caccia?

Il maresciallo Alexandre Berthier, capo di stato maggiore di Napoleone, che commise l’errore di procurarsi conigli d’allevamento anziché selvatici.

Quanti conigli c’erano?

Le fonti parlano di un numero molto elevato, secondo alcuni racconti addirittura vicino al migliaio. È possibile che la cifra sia stata amplificata per enfatizzare la comicità della scena.

I conigli erano aggressivi?

No. Non si trattò di animali aggressivi, ma semplicemente affamati. Liberati in gran numero e diretti verso le uniche persone presenti, diedero vita a una scena caotica cercando cibo.