Grifoni di nuovo nel cielo delle Madonie dopo settant’anni

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Sopra le montagne delle Madonie, in Sicilia, sta per accadere qualcosa che non si vedeva da circa settant’anni: il primo volo di un grifone nato libero su queste rocce. Il giovane rapace, atteso in cielo nei primi giorni di agosto, è il simbolo di un progetto di reintroduzione paziente e riuscito, la prova che una specie scomparsa può davvero tornare a casa.

Il ritorno di un gigante dei cieli

Il grifone (Gyps fulvus) è uno dei più grandi uccelli europei: un avvoltoio dall’apertura alare che può sfiorare i due metri e mezzo, capace di planare per ore sfruttando le correnti calde senza quasi battere le ali. Per decenni, però, dal cielo delle Madonie era sparito del tutto, vittima in passato di bocconi avvelenati, bracconaggio e riduzione delle fonti di cibo.

Oggi quella storia sta cambiando. La nascita del primo grifoncino in natura, dopo circa settant’anni di assenza, segna un punto di svolta per il Parco delle Madonie e per l’intera comunità che ha creduto in questo ritorno.

Una nascita annunciata in anteprima

La notizia del piccolo era stata anticipata già nell’aprile 2026, durante il convegno internazionale “Estinzioni e Rewilding” ospitato a Palermo. Da allora, biologi e volontari hanno seguito con discrezione la crescita del pullo, senza disturbare la coppia riproduttiva.

Secondo le stime degli zoologi, il primo volo dovrebbe avvenire nei primi giorni di agosto, circa centodieci giorni dopo la schiusa. È il momento più delicato e più emozionante: quando un giovane grifone lascia il nido, spicca il volo e non torna più indietro nella cavità rocciosa dove è cresciuto.

Avvoltoio grifone che plana sfruttando le correnti
Il grifone plana per ore senza quasi battere le ali.

Un progetto partito nel 2021

Dietro questo risultato c’è un lavoro cominciato diversi anni fa. Il progetto di reintroduzione del grifone sulle Madonie è stato avviato nel 2021 e portato avanti passo dopo passo, con rilasci programmati e monitoraggi costanti.

Tra il 2024 e il 2025 sono stati liberati trentacinque grifoni, provenienti da programmi di conservazione e da centri specializzati. Oggi la colonia locale conta tra i settanta e gli ottanta esemplari, un numero che rende la popolazione sempre più solida e capace di riprodursi da sola.

Chi ha reso possibile il ritorno

L’iniziativa è promossa dall’Ente Parco delle Madonie insieme alla Fondazione Internazionale Biodiversità del Mediterraneo e al Comune di Isnello. Al progetto hanno collaborato anche l’assessorato regionale competente, il Parco dei Nebrodi, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia e il Rotary International, in una rete di enti pubblici e privati.

È proprio questa collaborazione a fare la differenza: reintrodurre una specie non significa solo liberare qualche esemplare, ma costruire nel tempo le condizioni perché possa sopravvivere e prosperare senza aiuto.

Grande rapace su una parete rocciosa di montagna
Le pareti rocciose ospitano i nidi dei grifoni.

Un segnale che arriva anche dai Nebrodi

C’è un dettaglio che rende la notizia ancora più incoraggiante. La coppia che ha dato alla luce il piccolo si sarebbe formata in modo spontaneo, probabilmente grazie all’arrivo di grifoni dalla vicina colonia dei Nebrodi.

Significa che le popolazioni siciliane stanno cominciando a comunicare tra loro, a spostarsi e a espandersi naturalmente sul territorio. È il segno che il rewilding, cioè il ritorno controllato della fauna selvatica, sta funzionando e sta ricucendo un tessuto ecologico interrotto da decenni.

Perché il ritorno del grifone è una buona notizia per tutti

Il grifone non è soltanto un uccello spettacolare da osservare. È anche un prezioso alleato dell’ambiente. Nutrendosi di carcasse di animali, svolge il ruolo di “spazzino della natura”: ripulisce i pascoli, limita la diffusione di malattie e chiude il ciclo della materia negli ecosistemi di montagna.

Il suo ritorno racconta inoltre una storia più ampia, quella di molte specie che, con impegno e pazienza, possono essere strappate all’oblio. Non è un caso isolato: pensiamo alla rinascita dei bandicoot reintrodotti in Australia, un altro esempio di come la conservazione possa dare frutti concreti.

Cosa possiamo fare noi

Il nemico storico del grifone resta il veleno disseminato nell’ambiente, spesso destinato ad altri animali. Sostenere i parchi, rispettare le aree protette e segnalare eventuali bocconi sospetti sono gesti che aiutano davvero questi rapaci a restare in cielo. Per approfondire la biologia della specie è utile la scheda enciclopedica dedicata al grifone.

Grifone in cielo sopra un paesaggio montano
Il ritorno del grifone nei cieli delle Madonie.

Come vengono monitorati i grifoni

Il successo di un progetto di reintroduzione dipende dal monitoraggio costante. I grifoni liberati vengono osservati con cannocchiali e fotocamere, mentre alcuni esemplari sono dotati di dispositivi che permettono di seguirne gli spostamenti sul territorio.

Questo lavoro paziente consente ai biologi di capire come gli animali usano lo spazio, dove trovano il cibo e se riescono a formare coppie stabili. Proprio grazie a questa attenzione è stato possibile seguire la nascita e la crescita del primo grifoncino nato in natura.

Le Madonie, un parco che punta sulla natura

Il Parco delle Madonie, nel cuore della Sicilia, è un’area protetta di grande valore, ricca di boschi, montagne e specie rare. Il ritorno del grifone si inserisce in una strategia più ampia di tutela della biodiversità e di valorizzazione del territorio.

Ripopolare i cieli con un grande rapace significa anche restituire al parco un pezzo della sua identità naturale e offrire ai visitatori la possibilità di ammirare uno spettacolo che mancava da generazioni.

Domande frequenti sui grifoni delle Madonie

Da quanto tempo il grifone era scomparso dalle Madonie?

Circa settant’anni. La specie si era estinta localmente a causa dei veleni, del bracconaggio e della scarsità di cibo, prima del recente progetto di reintroduzione.

Quando volerà il primo grifone nato in natura?

Il primo volo è atteso nei primi giorni di agosto 2026, circa centodieci giorni dopo la nascita del piccolo.

Quanti grifoni ci sono oggi sulle Madonie?

La colonia conta tra settanta e ottanta esemplari. Tra il 2024 e il 2025 ne sono stati liberati trentacinque, e la popolazione continua a crescere.

Chi gestisce il progetto di reintroduzione?

Il progetto è promosso dall’Ente Parco delle Madonie con la Fondazione Internazionale Biodiversità del Mediterraneo e il Comune di Isnello, insieme a diversi altri enti scientifici e istituzionali.

Il grifone è pericoloso per l’uomo o per gli animali?

No. Il grifone si nutre quasi esclusivamente di carcasse e non attacca animali vivi né persone. È un prezioso “spazzino” naturale che ripulisce l’ambiente.

Che cos’è il rewilding?

È un approccio alla conservazione che punta a riportare la fauna selvatica nei suoi ambienti originari e a lasciare che gli ecosistemi si autoregolino, riducendo l’intervento umano nel tempo.