C’è un anfibio messicano dal sorriso perenne che la scienza studia da oltre un secolo: se perde una zampa, gliene ricresce una nuova perfetta, con ossa, nervi e muscoli. L’assolotto non si limita a rimarginare le ferite come facciamo noi: ricostruisce interi pezzi di corpo, compresi frammenti di cuore e di cervello. Ecco perché questa creatura tenera e bizzarra è diventata una delle protagoniste più affascinanti della biologia rigenerativa.
Che cos’è l’assolotto
L’assolotto (Ambystoma mexicanum), chiamato anche axolotl o salamandra messicana, è un anfibio della famiglia degli Ambistomatidi. A prima vista sembra un girino gigante: corpo affusolato, quattro zampe minute e, ai lati della testa, sei ciuffi piumati di colore rosato o rosso. Quei ciuffi non sono un ornamento, ma branchie esterne con cui l’animale respira sott’acqua.
Il nome deriva dalla lingua nahuatl degli Aztechi e viene spesso associato a Xolotl, la divinità del fuoco e dei lampi. Secondo il mito, il dio si trasformò in un anfibio per sfuggire al sacrificio: da qui l’idea di una creatura capace di sfidare la morte, che curiosamente anticipa proprio la sua caratteristica più celebre.
La neotenia: un adulto che resta bambino
La particolarità biologica dell’assolotto è la neotenia: l’animale raggiunge la maturità sessuale e si riproduce pur conservando l’aspetto e gli organi della fase larvale. In pratica non compie mai la metamorfosi che trasforma le altre salamandre in animali terrestri. Rimane per tutta la vita in acqua, con le sue branchie esterne e la pinna caudale.
Questa scelta evolutiva è legata all’ambiente in cui l’assolotto si è specializzato: i laghi d’alta quota della Valle del Messico, ricchi di acqua e poveri di iodio. Con bassi livelli di ormone tiroideo la metamorfosi non scatta e conviene restare acquatici. In laboratorio, somministrando iodio o tiroxina, gli scienziati possono forzare la trasformazione: l’assolotto perde le branchie e diventa una salamandra terrestre, ma vive meno a lungo.

Il superpotere della rigenerazione
La fama scientifica dell’assolotto nasce dalla sua straordinaria capacità di rigenerazione. Se perde una zampa, in poche settimane ne ricostruisce una identica, completa di ossa, articolazioni, muscoli, vasi sanguigni e nervi. E non lo fa una volta sola: può ripetere il processo decine di volte senza cicatrici e senza perdere in qualità.
Ma le zampe sono solo l’inizio. L’assolotto è in grado di rigenerare porzioni di cuore, di midollo spinale, di retina e persino piccole aree del cervello. Può riparare lesioni midollari che in un mammifero causerebbero paralisi permanente. È uno dei pochissimi vertebrati capaci di simili prodezze in età adulta.
Come funziona il processo
Quando l’animale subisce un’amputazione, le cellule vicino alla ferita non formano una cicatrice, ma si de-differenziano: tornano cioè a uno stato simile a quello delle cellule staminali. Si crea così una struttura chiamata blastema, un ammasso di cellule che si moltiplicano e ricevono istruzioni precise su cosa costruire e in quale posizione. Il blastema sa se deve generare un dito, un gomito o un’intera zampa, seguendo una mappa molecolare interna.
Perché interessa alla medicina
Capire come l’assolotto controlli questo meccanismo è un obiettivo enorme per la medicina rigenerativa. Se riuscissimo a riprodurre anche solo in parte quel programma nelle nostre cellule, potremmo pensare a nuove terapie per le lesioni del midollo spinale, per le ustioni gravi o per la ricostruzione dei tessuti dopo un intervento. Non a caso il genoma dell’assolotto, tra i più grandi mai sequenziati (circa dieci volte quello umano), è studiato in decine di laboratori nel mondo.

Resistenza al cancro
Un altro aspetto sorprendente è che gli assolotti sviluppano tumori con frequenza molto bassa e, quando vengono indotti sperimentalmente, le loro cellule tendono a riorganizzarsi invece di proliferare in modo incontrollato. Lo stesso ambiente cellulare che permette la rigenerazione sembra tenere sotto controllo la crescita anomala. È un altro motivo per cui questo anfibio è al centro della ricerca biomedica.
Un animale amatissimo e in pericolo
Paradossalmente, mentre in laboratorio gli assolotti prosperano a milioni, in natura sono sull’orlo dell’estinzione. Vivono solo nei canali e nei resti dei laghi di Xochimilco, vicino a Città del Messico, un ecosistema minacciato dall’inquinamento, dall’urbanizzazione e dall’introduzione di pesci come carpe e tilapie che ne divorano le uova. Le stime parlano di poche centinaia di esemplari selvatici rimasti, tanto che la specie è classificata come in pericolo critico.
Come la salamandra delle grotte di cui abbiamo parlato ne il proteo, la salamandra cieca che vive nelle grotte, anche l’assolotto mostra quanto gli anfibi possano essere specializzati e fragili di fronte ai cambiamenti dell’ambiente.
Come vive e cosa mangia
In natura l’assolotto è un predatore notturno che si nutre di piccoli invertebrati, larve, molluschi e girini, aspirando le prede con un rapido movimento della bocca. Può raggiungere i 25-30 centimetri di lunghezza e vivere fino a quindici anni. Il colore selvatico è bruno-verdastro con macchie scure, ma gli esemplari da acquario più diffusi sono albini o leucistici, di un rosa chiaro che li ha resi celebri.

Un simbolo che va oltre la scienza
Negli ultimi anni l’assolotto è diventato un’icona pop, protagonista di videogiochi, peluche e meme, apprezzato per il suo aspetto sorridente. In Messico è anche un simbolo culturale, tanto da comparire sulle banconote. Questa popolarità, se ben indirizzata, può aiutare la conservazione: più persone conoscono l’animale, più cresce l’attenzione verso l’habitat di Xochimilco.
Chi desidera approfondire la biologia di questa specie può consultare la scheda dedicata di National Geographic, che raccoglie dati e osservazioni sul suo comportamento.
Domande frequenti sull’assolotto
L’assolotto è un pesce o un anfibio?
È un anfibio, precisamente una salamandra. Le branchie esterne e la vita acquatica possono ingannare, ma appartiene alla stessa grande famiglia di rane e salamandre.
È vero che rigenera qualsiasi parte del corpo?
Rigenera zampe, coda, branchie e porzioni di organi come cuore, midollo spinale e retina. Non ricostruisce all’infinito qualunque struttura, ma la sua capacità supera di gran lunga quella di quasi tutti gli altri vertebrati.
Perché non diventa mai adulto come le altre salamandre?
Per la neotenia: conserva la forma larvale per tutta la vita. Dipende dai bassi livelli di ormone tiroideo nel suo ambiente naturale.
Si può tenere in acquario?
Sì, è un animale molto diffuso in acquariofilia, ma richiede acqua fredda e pulita, spazio adeguato e attenzione, perché è delicato. Gli esemplari domestici derivano da linee allevate, non prelevate in natura.
Quanto vive un assolotto?
In cattività può raggiungere i dieci-quindici anni, se tenuto in condizioni corrette.
Perché è a rischio estinzione se ce ne sono così tanti in cattività?
Gli esemplari in laboratorio e in acquario sono numerosissimi, ma la popolazione selvatica, ristretta ai canali di Xochimilco, si è ridotta a poche centinaia di individui a causa dell’inquinamento e delle specie invasive.