Ogni estate, nella splendida cornice medievale di Piazza del Duomo a Pistoia, il blues e il rock trovano casa. Il Pistoia Blues Festival è la manifestazione musicale dedicata a questi generi più longeva e prestigiosa d’Italia: dal 1980 ha portato in Toscana leggende come Muddy Waters, Bob Dylan, Santana e i Pearl Jam. Ripercorriamo la storia di un festival che ha fatto la storia della musica dal vivo nel nostro Paese.
Che cos’è il Pistoia Blues Festival
Il Pistoia Blues Festival è una rassegna musicale che si tiene ogni anno a Pistoia, in Toscana, dedicata principalmente al blues e al rock. La sua sede storica è Piazza del Duomo, il cuore medievale della città, che nelle serate di concerto si trasforma in un anfiteatro a cielo aperto capace di accogliere migliaia di spettatori. È considerato il festival di riferimento in Italia per questi generi ed è tra i più antichi d’Europa nel suo ambito.
La prima edizione del 1980
Tutto cominciò nel 1980, quando il festival debuttò con una line-up che ancora oggi fa impressione. Sul palco salirono nomi come Muddy Waters, leggenda assoluta del blues, insieme a Fats Domino, B.B. King, Alexis Korner, Dizzy Gillespie e un giovane Pino Daniele. La prima edizione fu organizzata da Raffaele Barki e dalla sua associazione, gettando le basi per un appuntamento destinato a durare nel tempo.
Partire con artisti di questo calibro diede subito al festival una credibilità internazionale, attirando l’attenzione degli appassionati e della critica ben oltre i confini toscani.

La crescita negli anni Ottanta
A partire dal 1985, sotto una direzione artistica stabile e con il sostegno del Comune di Pistoia e della Regione Toscana, il festival si consolidò come appuntamento fisso dell’estate musicale italiana. La formula vincente restò la stessa: portare in una piazza raccolta e suggestiva alcuni tra i più grandi interpreti del blues e del rock mondiale, in un rapporto ravvicinato tra artisti e pubblico difficile da trovare nei grandi stadi.
Le leggende che hanno calcato il palco
Nel corso dei decenni, la lista degli artisti passati da Pistoia si è trasformata in una vera enciclopedia della musica dal vivo. Tra i concerti memorabili si ricordano quelli di John Lee Hooker, Frank Zappa, Bob Dylan, Santana, Jerry Lee Lewis, Stevie Ray Vaughan, Chuck Berry, Johnny Winter, Albert Collins, Patti Smith, Lou Reed, Bo Diddley e Buddy Guy.
Con il tempo il festival ha ampliato i suoi orizzonti, aprendosi al rock e al pop di qualità e ospitando anche i Pearl Jam, Ben Harper e Gregg Allman. In anni più recenti sono saliti sul palco Arctic Monkeys, Sting, Mumford & Sons, Hozier, Paolo Nutini e Simple Minds, a testimonianza di una programmazione capace di rinnovarsi senza tradire lo spirito originario.

La magia di Piazza del Duomo
Buona parte del fascino del Pistoia Blues nasce dal luogo. Piazza del Duomo è uno degli spazi urbani medievali meglio conservati della Toscana, circondata dalla cattedrale, dal campanile e dal palazzo comunale. Assistere a un concerto in questa cornice, con la musica che rimbalza sulle antiche facciate in pietra, regala un’atmosfera che i grandi impianti sportivi non possono offrire. È questo connubio tra musica di altissimo livello e patrimonio storico a rendere il festival unico.
L’edizione 2026
L’edizione 2026, la 45ª della sua storia, si è svolta a inizio luglio confermando la vocazione internazionale della manifestazione, con serate dedicate ai grandi nomi del blues e del rock. Il festival continua così a rinnovare il proprio appuntamento con il pubblico, mantenendo vivo un patrimonio culturale costruito in oltre quarant’anni di concerti.
Come per altre grandi rassegne musicali italiane, la forza del Pistoia Blues sta nel legame profondo con la propria città e con un genere musicale preciso, un po’ come avviene per il jazz a Perugia, di cui parliamo in Umbria Jazz: come Perugia è diventata capitale del jazz.

Perché è un evento culturale, non solo musicale
Il Pistoia Blues non è soltanto una serie di concerti. Nel corso degli anni ha contribuito a diffondere in Italia la cultura del blues, un genere che affonda le radici nella storia afroamericana e che ha influenzato praticamente tutta la musica popolare del Novecento. Attraverso incontri, mostre e iniziative collaterali, il festival ha avvicinato generazioni di spettatori a questo linguaggio musicale, radicandolo nel panorama culturale del Paese.
Per approfondire la storia completa della manifestazione e l’elenco degli artisti che vi hanno partecipato si può consultare la voce dedicata su Wikipedia.
Come partecipare
Il festival si svolge di norma nel mese di luglio. I concerti principali si tengono in Piazza del Duomo con ingresso a pagamento, mentre negli anni sono state affiancate iniziative gratuite e appuntamenti diffusi in città. Chi desidera partecipare può seguire i canali ufficiali della manifestazione e del Comune di Pistoia per conoscere date, programma e modalità di acquisto dei biglietti delle edizioni future.
Domande frequenti sul Pistoia Blues Festival
Quando è nato il Pistoia Blues Festival?
La prima edizione si tenne nel 1980, con ospiti del calibro di Muddy Waters, B.B. King, Fats Domino e Pino Daniele.
Dove si svolge il festival?
Nella scenografica Piazza del Duomo di Pistoia, in Toscana, cuore medievale della città.
Che genere di musica propone?
Principalmente blues e rock, con aperture al pop di qualità. Negli anni ha ospitato leggende del blues e grandi nomi del rock internazionale.
Quali artisti famosi hanno suonato a Pistoia?
Tra gli altri Bob Dylan, Santana, Frank Zappa, Patti Smith, Lou Reed, Pearl Jam, Sting e Arctic Monkeys.
In che periodo dell’anno si tiene?
Di solito nel mese di luglio, nell’ambito dell’estate musicale italiana.
È il festival blues più antico d’Italia?
Sì, è la manifestazione dedicata al blues e al rock più longeva e prestigiosa del Paese, attiva senza interruzioni dal 1980 e tra le più antiche d’Europa nel suo genere.