Meduse: perché pungono e cosa fare in caso di puntura

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Ad agosto, insieme a ombrelloni e tuffi, arrivano puntuali anche loro: le meduse. Bastano pochi esemplari vicino a riva per far uscire tutti dall’acqua. Ma perché questi animali gelatinosi pungono, quanto è davvero pericoloso il loro contatto e cosa conviene fare se capita? Ecco una guida chiara, senza allarmismi.

Cosa sono le meduse

Le meduse sono animali marini molto antichi, comparsi negli oceani centinaia di milioni di anni fa, ben prima dei dinosauri. Appartengono al gruppo degli cnidari, gli stessi a cui appartengono coralli e anemoni di mare. Il loro corpo è formato per oltre il 95% da acqua: non hanno cervello, cuore né polmoni, eppure si muovono, cacciano e si difendono con notevole efficacia.

La parte a forma di campana o ombrello si chiama esattamente “ombrella”, mentre i lunghi filamenti che pendono verso il basso sono i tentacoli. Proprio in questi tentacoli si nasconde il segreto delle loro punture.

Meduse trasparenti sospese nell'acqua del mare
Le meduse sono formate per oltre il 95% da acqua.

Perché le meduse pungono

La puntura non è un gesto aggressivo pensato contro i bagnanti: è un meccanismo automatico di caccia e difesa. Le meduse non ci considerano una preda e non ci “attaccano” volontariamente. Semplicemente, quando la pelle sfiora i loro tentacoli, si innesca una reazione fisica involontaria.

Il meccanismo delle cellule urticanti

Sui tentacoli si trovano migliaia di minuscole strutture chiamate nematocisti, o cnidocisti. Ognuna contiene un filamento arrotolato con la punta uncinata e una piccola dose di sostanze urticanti. Al minimo contatto, la capsula scatta come un arpione microscopico e inietta il suo contenuto nella pelle. È questo a provocare il classico bruciore.

Un riflesso, non una scelta

Poiché il meccanismo è puramente meccanico, una medusa può pungere anche se spiaggiata o morta da poche ore: finché le nematocisti restano integre, possono ancora scattare. Per questo non bisogna mai raccogliere una medusa arenata a mani nude, nemmeno se sembra priva di vita.

Perché d’estate se ne vedono di più

La maggiore presenza estiva dipende da diversi fattori che si sommano. Le acque più calde favoriscono la riproduzione, mentre le correnti e i venti spingono verso costa banchi che vivono al largo. Anche la minore presenza di predatori naturali, come alcune tartarughe marine e certi pesci, contribuisce alle proliferazioni. Il fenomeno è naturale e ciclico: alcune estati sono più “affollate” di altre.

Medusa con lunghi tentacoli in un mare blu
I tentacoli contengono migliaia di cellule urticanti.

Le meduse più comuni nei mari italiani

Nel Mediterraneo si incontrano diverse specie. La più diffusa e innocua è la Aurelia aurita, riconoscibile per i quattro anelli a forma di quadrifoglio. Più fastidiosa è la Pelagia noctiluca, piccola, violacea e luminescente, responsabile della maggior parte delle punture estive. Meno frequente ma più temuta è la Rhizostoma pulmo, il “polmone di mare”, grande ma con potere urticante modesto.

Cosa succede quando una medusa punge

Nella maggior parte dei casi la puntura provoca un bruciore intenso e immediato, seguito da rossore, prurito e talvolta piccole vescicole in corrispondenza del contatto. I sintomi raggiungono il picco entro i primi venti-trenta minuti e poi tendono a diminuire. Nella maggioranza delle persone il fastidio si risolve nell’arco di alcune ore, lasciando al massimo un segno rossastro per qualche giorno.

Cosa fare in caso di puntura

Ci sono alcuni gesti utili e altri controproducenti. Ecco come comportarsi in modo sensato.

I gesti utili

Uscire con calma dall’acqua e sciacquare la zona con acqua di mare, non con acqua dolce. Se sono rimasti frammenti di tentacolo, rimuoverli delicatamente con una pinzetta o il bordo di una tessera, senza strofinare con le mani. Applicare poi una fonte di calore moderato o un impacco può aiutare a lenire il dolore. In farmacia esistono gel specifici a base di cloruro di alluminio.

Cosa evitare

Meglio non strofinare la pelle con sabbia o teli, non usare acqua dolce e non ricorrere a rimedi casalinghi come urina, aceto indiscriminato, alcol o limone: su molte specie mediterranee possono peggiorare la situazione, favorendo la scarica di altre nematocisti.

Gruppo di meduse in acque marine limpide
Nel Mediterraneo le specie presenti non sono letali per l’uomo.

Quando rivolgersi a un medico

Nella grande maggioranza dei casi la puntura di medusa è solo dolorosa, non pericolosa. È però opportuno rivolgersi a un medico se compaiono difficoltà respiratorie, gonfiore diffuso, malessere generale, oppure se il contatto ha interessato il viso, gli occhi o zone molto estese. Lo stesso vale per bambini piccoli, anziani e persone con allergie note. In caso di dubbio, consulta sempre un medico.

Le meduse sono davvero pericolose?

Nel Mediterraneo le specie presenti non sono letali per l’uomo: provocano dolore e fastidio, ma raramente conseguenze gravi. Il discorso è diverso in altri mari del mondo, dove vivono specie molto più temibili come la cubomedusa australiana. Nei nostri mari il rischio principale resta la reazione allergica, statisticamente rara.

Il ruolo delle meduse nell’ecosistema

Per quanto scomode per i bagnanti, le meduse sono una componente preziosa dell’equilibrio marino. Si nutrono di plancton e piccoli organismi, e a loro volta sono cibo per tartarughe e pesci. La loro proliferazione, in alcuni casi, è anche un segnale che gli scienziati collegano ai cambiamenti dei mari, tra riscaldamento delle acque e riduzione dei predatori naturali. Osservarle da vicino, senza toccarle, aiuta anche a capire meglio la vita sommersa, un po’ come accade con altri sorprendenti fenomeni di bioluminescenza degli animali marini.

Per approfondire la biologia di questi animali si può consultare la voce dedicata alle meduse su Wikipedia.

Domande frequenti sulle meduse

Perché la puntura di medusa brucia così tanto?

Perché migliaia di minuscole capsule urticanti iniettano nella pelle sostanze irritanti tramite filamenti uncinati. La sensazione di bruciore è la risposta della pelle a queste sostanze.

È vero che l’urina allevia la puntura?

No, è un falso mito. L’urina non è affidabile e può addirittura peggiorare il fastidio. Meglio sciacquare con acqua di mare e usare eventualmente gel specifici.

Una medusa spiaggiata può ancora pungere?

Sì. Finché le cellule urticanti restano integre possono scattare anche a distanza di ore. Meglio non toccare mai una medusa arenata a mani nude.

Quanto dura il dolore di una puntura?

In genere il bruciore è più intenso nella prima mezz’ora e si attenua nell’arco di alcune ore. Il rossore può restare per qualche giorno.

Le meduse del Mediterraneo sono pericolose?

Le specie dei nostri mari provocano dolore ma non sono letali. Il rischio più serio è una reazione allergica, che resta comunque rara.

Come si può evitare di essere punti?

Osservare i cartelli e le segnalazioni in spiaggia, evitare di nuotare dove se ne vedono molte e non toccarle nemmeno per curiosità, in acqua o sulla battigia.