Giornata per l’uguaglianza delle donne del 26 agosto

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Ogni 26 agosto si celebra la Giornata per l’uguaglianza delle donne, una ricorrenza che ricorda una tappa storica nella conquista dei diritti civili: il riconoscimento del diritto di voto alle donne. Dietro questa data si nasconde una lunga battaglia fatta di manifestazioni, petizioni e coraggio individuale. Vediamo perché si celebra proprio oggi, che cosa ricorda e quale significato ha ancora nel nostro tempo.

Cosa è la Giornata per l’uguaglianza delle donne

La Giornata per l’uguaglianza delle donne, nota in inglese come Women’s Equality Day, è una ricorrenza che invita a riflettere sui progressi compiuti verso la parità tra donne e uomini e su quanto resta ancora da fare. Non è una festa nel senso tradizionale, ma un’occasione di memoria e di consapevolezza civile, celebrata con eventi, dibattiti e iniziative educative in diversi Paesi.

Perché si celebra il 26 agosto

La data non è casuale. Il 26 agosto 1920 entrò ufficialmente in vigore, negli Stati Uniti, l’emendamento costituzionale che riconosceva alle donne il diritto di voto. Cinquant’anni dopo, nel 1970, quella stessa data fu scelta per una grande mobilitazione. Nel 1973 la ricorrenza venne istituzionalizzata come giornata dedicata all’uguaglianza. Da allora il 26 agosto è diventato un simbolo del cammino verso la parità di diritti.

Corteo di donne con cartelli per la parità
La Giornata per l’uguaglianza ricorda decenni di battaglie per la parità di diritti.

Il diciannovesimo emendamento del 1920

Il diritto di voto femminile non fu concesso, ma conquistato. Per decenni, il movimento delle suffragette organizzò cortei, raccolte di firme e proteste per chiedere l’accesso alle urne. L’emendamento del 1920 stabilì che il diritto di voto non potesse essere negato in base al sesso. Fu il risultato di oltre settant’anni di attivismo, iniziato ufficialmente a metà Ottocento con le prime assemblee dedicate ai diritti delle donne.

Lo sciopero delle donne del 1970

Nel cinquantenario di quella conquista, il 26 agosto 1970, decine di migliaia di donne scesero in strada in diverse città per chiedere pari opportunità nel lavoro, nell’istruzione e nella vita pubblica. La manifestazione ebbe grande eco e contribuì a portare al centro del dibattito temi come la parità salariale e l’accesso alle professioni. Fu anche l’occasione che spinse a trasformare il 26 agosto in una ricorrenza stabile.

Un percorso lungo secoli

Le pioniere

La strada verso l’uguaglianza è costellata di figure che, in epoche diverse, hanno rivendicato pari dignità. Già durante la Rivoluzione francese alcune voci chiesero che i diritti proclamati per l’uomo valessero anche per la donna. Nell’Ottocento nacquero i primi movimenti organizzati, che unirono la richiesta del voto a quella dell’istruzione e dell’indipendenza economica.

Le tappe principali

Nel corso del Novecento, un Paese dopo l’altro riconobbe il suffragio femminile. In molti casi il voto arrivò dopo le guerre mondiali, quando il ruolo delle donne nella società era diventato impossibile da ignorare. Ogni conquista ne rese possibile un’altra: dal diritto di voto all’accesso alle cariche pubbliche, dalle pari opportunità nel lavoro alla tutela contro le discriminazioni.

Mani di donne unite in segno di solidarietà
Lo sciopero delle donne del 1970 portò la parità al centro del dibattito pubblico.

La situazione in Italia

In Italia le donne votarono per la prima volta a livello nazionale nel 1946, in occasione del referendum tra monarchia e repubblica e dell’elezione dell’Assemblea costituente. La Costituzione del 1948 sancì poi il principio di uguaglianza: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso. Da allora molte leggi hanno progressivamente rafforzato la parità, anche se il percorso non è concluso.

Uguaglianza di diritto e uguaglianza di fatto

Riconoscere un diritto sulla carta non basta a renderlo pienamente effettivo. Anche dove la parità è garantita dalle leggi, permangono differenze nei salari, nella presenza in ruoli di responsabilità e nella distribuzione del lavoro di cura. La Giornata per l’uguaglianza serve proprio a ricordare la distanza che può esistere tra l’uguaglianza formale e quella reale, e a stimolare politiche e comportamenti capaci di ridurla. Il tema si lega alla più ampia storia dei diritti civili, di cui abbiamo parlato anche a proposito della memoria della tratta degli schiavi.

Simbolo della lotta per l'uguaglianza di genere
L’uguaglianza formale non sempre coincide con quella reale: da qui l’importanza della ricorrenza.

Come si celebra oggi

La ricorrenza è occasione di incontri, conferenze e progetti nelle scuole. Associazioni e istituzioni promuovono iniziative per sensibilizzare sui temi della parità, dall’educazione al rispetto alla lotta contro gli stereotipi. Per molti è anche un momento per ricordare le donne che, spesso a costo di grandi sacrifici, hanno reso possibili diritti che oggi consideriamo normali.

Domande frequenti sulla Giornata per l’uguaglianza delle donne

Perché la giornata si celebra il 26 agosto?

Perché il 26 agosto 1920 entrò in vigore negli Stati Uniti l’emendamento che riconosceva il diritto di voto alle donne. La data fu poi scelta anche per la grande mobilitazione del 1970.

È la stessa cosa della Giornata internazionale della donna?

No. La Giornata internazionale della donna si celebra l’8 marzo. Quella per l’uguaglianza, il 26 agosto, è dedicata in modo specifico al tema della parità di diritti.

Quando le donne italiane hanno votato per la prima volta?

A livello nazionale nel 1946, per il referendum istituzionale e per l’Assemblea costituente.

Cosa afferma la Costituzione italiana sull’uguaglianza?

Che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni personali e sociali.

Perché si parla ancora di parità se il voto è stato conquistato?

Perché l’uguaglianza di diritto non coincide sempre con quella di fatto. Restano differenze in ambiti come i salari e la presenza in ruoli di responsabilità.

Chi promuove le iniziative del 26 agosto?

Scuole, associazioni, enti pubblici e organizzazioni civili, con incontri, dibattiti e progetti educativi.

Per approfondire la storia della ricorrenza si può consultare la voce dedicata al Women’s Equality Day su Wikipedia.