C’è una convinzione molto diffusa: sarebbe stato Marco Polo, di ritorno dalla Cina, a portare gli spaghetti in Italia. È una storia affascinante, ripetuta mille volte, ma non regge alla prova dei fatti. La pasta era conosciuta e mangiata nella penisola italiana ben prima del celebre viaggiatore veneziano. Ecco allora la vera storia degli spaghetti, tra documenti antichi, influenze mediterranee e un pizzico di leggenda.
Il mito di Marco Polo
La leggenda racconta che Marco Polo, tornato a Venezia alla fine del Duecento dopo anni trascorsi in Oriente, avrebbe fatto conoscere agli italiani la pasta scoperta in Cina. È una narrazione suggestiva, che unisce il fascino dell’esplorazione a uno dei simboli della cucina italiana. Peccato che sia storicamente infondata.
Nel racconto dei suoi viaggi, Marco Polo cita effettivamente alimenti asiatici a base di farina, ma lo fa paragonandoli a qualcosa che i suoi lettori già conoscevano bene. In altre parole, la pasta in Italia esisteva già: non aveva bisogno di essere “importata”. Il mito, in gran parte, è una costruzione successiva, alimentata anche da pubblicità e racconti popolari del Novecento.
La pasta esisteva molto prima
Le testimonianze sull’esistenza di paste alimentari nel Mediterraneo sono ben più antiche del viaggio di Marco Polo. Già nel mondo greco e romano si preparavano impasti di farina e acqua stesi in sfoglie, cotti in vari modi. Non erano ancora gli spaghetti come li conosciamo, ma rappresentano antenati lontani della pasta.
Il salto decisivo riguarda però la pasta secca, quella che si può conservare a lungo e trasportare: proprio il tipo a cui appartengono gli spaghetti. E qui entra in gioco un’altra parte del Mediterraneo.

Il ruolo della Sicilia araba
Una tappa fondamentale nella storia della pasta secca è la Sicilia. Durante il dominio arabo dell’isola, tra il IX e l’XI secolo, si diffusero tecniche di essiccazione che permettevano di produrre paste lunghe e durevoli, adatte a essere conservate e commerciate.
Una testimonianza celebre arriva dal geografo arabo al-Idrisi, che nel XII secolo descrisse la produzione, nei pressi di Palermo, di grandi quantità di paste a forma di fili, esportate poi in molte località del Mediterraneo. Siamo abbondantemente prima di Marco Polo: la pasta secca “industriale”, per così dire, era già una realtà commerciale nell’Italia meridionale.
Perché la pasta secca fu una rivoluzione
La possibilità di essiccare la pasta cambiò tutto. Un alimento a lunga conservazione poteva essere immagazzinato, caricato sulle navi e venduto lontano dal luogo di produzione. Questo favorì la nascita di veri e propri commerci e gettò le basi per la futura fortuna della pasta come cibo popolare e versatile.
Dagli spaghi agli spaghetti
Ma da dove viene la parola “spaghetti”? Il termine è un diminutivo di “spago”, il sottile cordoncino usato per legare. Gli spaghetti sono, letteralmente, dei “piccoli spaghi”: il nome descrive perfettamente la loro forma lunga e sottile. È una di quelle parole che raccontano un oggetto attraverso un’immagine quotidiana e immediata.
Nel corso dei secoli la pasta lunga ha assunto nomi diversi a seconda delle zone e delle epoche, prima di stabilizzarsi nella terminologia che usiamo oggi. Gli spaghetti, in particolare, sono diventati nel tempo uno dei formati più amati e riconoscibili.

Napoli e la nascita di un simbolo
Se la Sicilia è protagonista delle origini, Napoli ha un ruolo centrale nella consacrazione degli spaghetti come piatto popolare. Tra il Seicento e l’Ottocento la città divenne un grande centro di produzione e consumo di pasta, complice anche un clima favorevole all’essiccazione. Gli spaghetti finirono per diventare il cibo di strada per eccellenza, venduti già cotti e conditi in modo semplice.
È in questo contesto che il pomodoro, arrivato dalle Americhe, incontrò la pasta. L’abbinamento tra spaghetti e sugo di pomodoro, oggi scontato, è in realtà relativamente recente rispetto alla lunga storia della pasta: si affermò soprattutto tra Sette e Ottocento, dando vita a uno dei matrimoni gastronomici più celebri al mondo.
Perché il mito è così resistente
Se la pasta esisteva già, perché la storia di Marco Polo continua a circolare? Le ragioni sono diverse. Da un lato c’è il fascino di una spiegazione semplice e romantica; dall’altro, il mito è stato rilanciato nel tempo da narrazioni popolari e persino da campagne pubblicitarie. Le leggende gastronomiche, del resto, sono dure a morire: sono belle da raccontare e si trasmettono facilmente.
La realtà storica è meno lineare, ma non per questo meno affascinante. Racconta di scambi commerciali, di dominazioni, di tecniche che viaggiano da una sponda all’altra del Mediterraneo. Una storia collettiva, fatta di molte mani e molte culture.
Un piatto dalle radici mediterranee
Gli spaghetti, insomma, non sono il souvenir di un singolo viaggio, ma il frutto di una lunga evoluzione mediterranea. Dalle sfoglie dell’antichità alla pasta secca siciliana, fino alla Napoli dei maccheronari, ogni tappa ha aggiunto un tassello. Se ti appassionano queste storie, puoi leggere anche il nostro approfondimento sulle origini della cacio e pepe, un’altra icona della cucina italiana.
Per approfondire la storia della pasta da una fonte autorevole, è possibile consultare la voce dedicata sull’enciclopedia Treccani.

Domande frequenti
È vero che Marco Polo ha portato gli spaghetti dalla Cina?
No. La pasta era già diffusa in Italia prima del suo viaggio. È una leggenda priva di fondamento storico, rilanciata in epoca moderna.
Dove è nata la pasta secca in Italia?
Un ruolo chiave lo ebbe la Sicilia in epoca araba, dove si perfezionarono le tecniche di essiccazione che permettevano di conservare e commerciare la pasta lunga.
Da dove deriva la parola “spaghetti”?
È il diminutivo di “spago”: gli spaghetti sono, letteralmente, dei piccoli spaghi, per via della loro forma lunga e sottile.
Quando è nato l’abbinamento tra spaghetti e pomodoro?
Si è affermato soprattutto tra il Settecento e l’Ottocento, dopo l’arrivo del pomodoro dalle Americhe, in particolare nell’area napoletana.
Perché Napoli è così legata agli spaghetti?
Perché tra Seicento e Ottocento divenne un grande centro di produzione e consumo di pasta, dove gli spaghetti diventarono un popolare cibo di strada.
Qual è la vera origine degli spaghetti?
Non c’è un unico inventore. Gli spaghetti sono il risultato di una lunga evoluzione mediterranea, con radici nell’antichità e uno sviluppo decisivo nell’Italia meridionale.