Come fa la coccinella a ripiegare ali più lunghe di lei

Preparato con l'aiuto dell'intelligenza artificiale · responsabile editoriale Andrea Bertolotti · come lavoriamo

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Una coccinella atterra sul davanzale, richiude il guscio a pois e torna a sembrare un bottone. Sotto quel coperchio ha appena infilato ali trasparenti più lunghe del suo corpo, piegate come un origami.

Il guscio rosso non serve a volare. Sono le elitre, ali anteriori indurite che fanno da custodia e da corazza: sono la firma dei coleotteri, e il coleottero bombardiere le usa perfino per dirigere uno spruzzo bollente. Le ali vere stanno sotto, sottili come carta velina. Quando l’insetto si posa devono rientrare in uno spazio che, da distese, non le conterrebbe mai.

Il momento che nessuno riusciva a vedere

Per chi voleva capire come facesse, l’ostacolo era banale: le elitre si chiudono quasi insieme alle ali, quindi la manovra avviene al buio, sotto il coperchio. Nel 2017 Kazuya Saito, allora all’Istituto di Scienze Industriali dell’Università di Tokyo, ha aggirato il problema con un trapianto. Ha asportato una parte dell’elitra destra a una Coccinella septempunctata e l’ha sostituita con una copia trasparente, ricavata da uno stampo in silicone e colata nella resina che indurisce sotto la lampada ultravioletta: la stessa dei gel per unghie. Poi ha puntato una telecamera ad alta velocità sulla finestrella e ha guardato dentro.

Quello che si vede dura meno di due secondi e si svolge in tre movimenti. Prima l’insetto chiude di scatto le elitre, che catturano le punte delle ali e le tengono ferme. Poi solleva e abbassa l’addome, e a ogni spinta la membrana sfrega contro il bordo del coperchio e viene tirata dentro un pezzo alla volta. Intanto l’ala si accartoccia lungo pieghe a rombo già scritte nel tessuto, sempre le stesse, come le grinze di un foglio piegato mille volte.

Il bordo dell’elitra, si è scoperto, non è un muro passivo: la sua curvatura combacia con quella delle nervature e fa da guida. Il coperchio partecipa all’operazione.

Nervature come un metro da falegname

Il pezzo forte, però, è nelle nervature. Non sono cerniere con un perno, come verrebbe da immaginare: hanno una sezione curva, identica a quella del metro a nastro che tieni nel cassetto degli attrezzi. Finché è steso, quel nastro resta rigido e sta dritto anche a mezz’aria; schiaccialo in un punto e si piega di colpo, e la piega tiene.

Le ali della coccinella si comportano allo stesso modo. Distese sono abbastanza rigide da reggere il volo senza muscoli che le tengano tese; ripiegate restano stabili sotto il guscio senza che l’insetto debba pensarci. E ogni piega immagazzina energia elastica come una molla carica: al decollo non c’è niente da srotolare, basta mollare la presa. Le ali scattano fuori quasi prima che l’insetto abbia deciso di partire.

Gli ingegneri quel profilo lo conoscono bene: è lo stesso delle antenne che i satelliti portano arrotolate e che in orbita si aprono da sole. Non è la prima volta che un oggetto tecnico arriva dopo un insetto o una pianta. Anche il velcro è nato guardando i fiori di bardana.

Come accorgertene domani

Serve solo un vaso sul balcone e un po’ di pazienza. Nei nostri orti la coccinella a pois è di casa perché mangia afidi, e quando le condizioni le vanno a genio diventa una folla: nell’estate del 1976 in Inghilterra il cielo se ne riempì.

Aspetta che una si posi e guarda il bordo posteriore del guscio, verso la coda. Per un istante restano fuori le punte scure della membrana, come una sottoveste che spunta dall’orlo. Poi l’addome si muove e spariscono. Sembra che si stia rimboccando le lenzuola.

Una cosa resta aperta, ed è onesto dirlo: quanto di quel movimento sia lavoro dell’insetto e quanto pura elasticità del materiale. È la domanda che tiene occupati i gruppi che provano a copiare il meccanismo, perché un’ala capace di richiudersi da sola varrebbe parecchio sui droni piccoli.

Intanto il guscio si chiude, i pois tornano in fila e la coccinella ricomincia a sembrare un oggetto inanimato. Dentro, l’origami è già pronto per il prossimo decollo.

Fonti

Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2026