La chiave di casa funziona come una serratura egizia

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La chiave che hai in tasca apre una serratura inventata, nella sostanza, dagli egizi circa 4.000 anni fa. Sono cambiati il materiale e le dimensioni, ma il trucco è rimasto lo stesso: piccoli perni che cadono e una chiave che li solleva all’altezza giusta.

Perché i denti della chiave sono tutti diversi?

Guarda il profilo di una chiave piatta. Una fila di dentini, alcuni alti, altri bassi, senza un ordine apparente: sembra un disegno fatto a caso. Non lo è. Ogni avvallamento corrisponde a un perno nascosto dentro la porta, e la sua profondità è calcolata con una precisione da orologiaio.

Gli egizi ci arrivarono con il legno. La loro serratura era un grosso blocco fissato alla porta, con un chiavistello che ci scorreva dentro. Dall’alto, nei fori del chiavistello, cadevano alcuni pioli di legno che lo tenevano fermo. La chiave somigliava a uno spazzolone con dei pioletti al posto delle setole: entrava sotto e spingeva i pioli in su quanto bastava a liberare il chiavistello. Con la chiave sbagliata anche un solo piolo restava giù, e la porta non si muoveva. Al Museo Egizio di Torino si conservano ancora pezzi di questi chiavistelli, con le scanalature consumate dall’uso.

Il trucco, in tre passi

Nella tua porta succede la stessa cosa, solo in miniatura e in ottone.

  • A riposo. Nel cilindro c’è una fila di perni divisi in due pezzi, spinti giù da molle minuscole. I pezzi di sopra stanno a cavallo tra il cilindro che dovrebbe girare e il corpo fisso della serratura, come chiodi piantati tra due assi: niente può ruotare.
  • Entra la chiave. Ogni dente solleva il suo perno. Se l’altezza è quella giusta, il punto in cui i due pezzi si toccano finisce esattamente sul bordo del cilindro.
  • Il giro. Con tutte le giunture allineate su quella linea, il cilindro è libero e gira. Basta un perno troppo alto o troppo basso e resta bloccato.

A rimpicciolire l’idea fu un americano, Linus Yale Jr., figlio di un costruttore di serrature per banche. Brevettò il suo cilindro nel 1865, con la chiave piatta e seghettata che usiamo ancora oggi. La data egizia, invece, va presa con un po’ di prudenza: il legno marcisce, i reperti sono pochi e nessuno sa davvero chi abbia avuto l’idea per primo.

L’americano che aprì la serratura imbattibile

Prima di Yale, l’Inghilterra si sentiva al sicuro. A Londra, nella vetrina del fabbricante Joseph Bramah, c’era da decenni una serratura con un cartello: chi riesce ad aprirla vince un premio in ghinee d’oro. Nessuno ci era mai riuscito. Era l’epoca vittoriana, ossessionata dai lucchetti, la stessa che ha riempito i musei di finte cinture di castità.

Nell’estate del 1851, per la Grande Esposizione, arrivò a Londra un fabbro americano, Alfred Charles Hobbs. Prima aprì in 25 minuti la serratura «a prova di scasso» della ditta Chubb, davanti a testimoni che firmarono un verbale. Poi si sedette davanti a quella di Bramah. Gli servirono circa 51 ore di lavoro, sparse su più settimane, e una serie di attrezzini costruiti apposta, ma la aprì e intascò il premio. Gli inglesi la presero malissimo. Hobbs, invece, rimase a Londra e si mise a vendere serrature.

I romani la portavano al dito

Anche i romani, quelli che non avevano una stanza per vomitare, usavano serrature con denti e perni. Senza tasche, però, la chiave dove la mettevi? Spesso diventava un anello. Nel museo archeologico provinciale di Brindisi c’è una chiavetta di bronzo dei primi tempi dell’impero, con l’impugnatura ad anello e i dentini per il meccanismo: lunga quanto la punta di un dito. Serviva per scrigni e cassette, cose da tenere sempre sotto gli occhi.

Domani, quando apri la porta, infila la chiave piano piano. Sentirai una fila di piccoli scatti, uno per ogni dente che passa sotto un perno: sono le molle che si alzano e ricadono. È il rumore di quei pioli egizi, rimpiccioliti e chiusi in un cilindro.

Quei clic sono vecchi quasi quanto le piramidi.

Fonti

ASME, Linus Yale Sr. and Jr.: il cilindro a perni e il suo antenato egizio
Linda Hall Library, Alfred Charles Hobbs e le serrature Bramah e Chubb
Catalogo generale dei Beni Culturali, chiave in bronzo con impugnatura ad anello, Brindisi

Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2026