Il lupo sloveno che attraversò le Alpi e trovò Giulietta

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Un lupo nato sul Carso sloveno ha camminato per più di mille chilometri, ha attraversato le Alpi d’inverno ed è arrivato alle porte di Verona. Lì ha trovato una lupa che i giornali hanno subito chiamato Giulietta, e insieme hanno fondato il primo branco delle Alpi orientali dopo oltre un secolo.

La storia comincia nell’estate del 2011 sul monte Slavnik, a pochi chilometri dal confine con Trieste. Un gruppo di biologi dell’Università di Lubiana cattura un giovane maschio, gli mette al collo un collare satellitare e lo lascia andare. Lo chiamano Slavc, dal nome del branco in cui è nato. Per qualche mese non succede niente: Slavc resta con la famiglia, come fanno tutti i lupi giovani.

Perché un lupo se ne va di casa?

Poi, a metà dicembre, il collare comincia a mandare posizioni strane. Slavc ha lasciato il branco e punta a nord. È quello che i biologi chiamano dispersione: arrivati all’età adulta, molti lupi se ne vanno a cercare un territorio libero e un compagno, perché nel branco di origine a fare figli sono solo i genitori. Di solito si fermano a qualche decina di chilometri. Slavc no.

Attraversa la Slovenia, sale in Austria, la percorre quasi tutta. Cammina di notte, dorme di giorno nei boschi, passa accanto a paesi, strade e piste da sci senza che nessuno se ne accorga. All’inizio di febbraio del 2012 entra in Italia dalle parti di Cortina d’Ampezzo. Scende verso le valli a ovest di Belluno, taglia la pianura veneta e a fine marzo si ferma sui Monti Lessini, sopra Verona. A Lubiana i ricercatori seguono ogni passo sullo schermo, e nel loro comunicato di primavera azzardano il titolo: forse Slavc ha trovato casa in Italia.

Le impronte nella neve

Ad aprile i guardiaparco della Lessinia trovano tracce fresche nella neve, esattamente dove il collare dice che si trova Slavc. Solo che le impronte sono di una coppia, che cammina affiancata. Le analisi genetiche confermano: l’altro è una femmina, e non viene dai Balcani. Appartiene al lupo italiano, quello sopravvissuto per secoli sull’Appennino e poi risalito fino alle Alpi occidentali.

A Verona un maschio straniero arrivato da lontano e una femmina del posto: i giornali non hanno resistito, e lei è diventata Giulietta. Da dove arrivasse di preciso nessuno lo sa ancora oggi. C’è chi pensa al Piemonte, chi alla Svizzera.

Il colpo di scena arriva ad agosto. Vicino a Verona viene trovata una lupa morta, e tutti temono che sia lei. Nella stessa settimana, come previsto, il collare di Slavc si sgancia da solo: la coppia sparisce dai radar proprio nel momento peggiore. Per mesi si pensa che la favola sia finita. Poi, sulla neve della Sega di Ala, in Trentino, i tecnici trentini raccolgono nuove tracce e campioni biologici. Il DNA parla chiaro: Giulietta è viva.

Cosa ne resta oggi

Nell’estate del 2013 una fototrappola del parco riprende i primi cuccioli, di pochi mesi. Sono i figli di Slavc e Giulietta, e sono una piccola notizia storica. Come ha raccontato la rete delle aree protette alpine, è la prima riproduzione di lupi nelle Alpi orientali italiane da tempi lontanissimi, e il primo incontro tra lupi balcanici e lupi italiani dopo circa 150 anni di separazione.

Negli anni seguenti le cucciolate sono continuate e il branco della Lessinia è diventato un punto di partenza per altri lupi giovani, che a loro volta hanno fatto le valigie. Quanti dei lupi arrivati poi nelle Dolomiti siano davvero nipoti di Slavc è una domanda aperta: i genetisti ci lavorano, ma le famiglie dei lupi si intrecciano in fretta. Se ti interessano i viaggiatori a quattro zampe, è la stessa spinta che sta portando lo sciacallo dorato a colonizzare l’Italia, e in cielo vale per la sterna artica e la sua migrazione da record.

Una cosa, però, la storia l’ha lasciata com’era. Lei è diventata Giulietta per tutti, in onore di Verona. Lui no. Romeo ha sempre tenuto il suo nome sloveno.

Fonti

Università di Lubiana, progetto SloWolf: comunicato del 23 aprile 2012

ALPARC: First generation of Italian-Slovenian wolves in the Eastern Alps

RSI: Slavc e Giulietta, lupi da fiaba

Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2026