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I cani si affrettano ad aiutare il padrone quando piange, a rivelarlo è uno studio

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Uno studio ha rivelato che i cani si muovono più velocemente per stare con i loro padroni se stanno piangendo, questa scoperta è un “primo passo interessante” per capire il comportamento dei cani. Hai mai notato che il tuo cane si avvicina a te quando stai piangendo? Ti è capitato di vedere il tuo cane avvicinarsi ad una persona estranea che piange? Un nuovo studio ha suggerito che i cani non solo notano quando una persona è arrabbiata o triste, ma possono anche accorrere in suo aiuto.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Learning & Behaviour, ha mostrato che i cani tendono a muoversi più velocemente per raggiungere il padrone appena avvertono rumori di pianto. Lo studio si è basato su 34 cani e i loro padroni, ovviamente, non c’è modo di determinare esattamente cosa stessero pensando o quali potessero essere le loro motivazioni, eppure le scoperte potrebbero aiutare a spianare la strada per una migliore valutazione di ciò che influenza i cani, in particolare i cani guida, nell’aiutare i loro compagni umani nei momenti di bisogno. “È davvero bello per noi sapere che i cani sono così sensibili agli stati emotivi umani”, ha affermato Emily Sanford, una studentessa laureata in scienze psicologiche alla Johns Hopkins University e co-autrice dello studio.

I padroni e i loro cani, sono stati divisi in due gruppi. Uno alla volta, i cani sono stati messi in una stanza rettangolare adiacente ad una stanzetta più piccola, dove i loro proprietari erano seduti dietro ad una porta trasparente, come se fossero intrappolati. I cani potevano vedere e sentire il proprio padrone attraverso il plexiglas. Dopodiché, è stato chiesto ai padroni di un gruppo di chiedere “aiuto” in modo disperato ad intervalli di 15 secondi e di emettere suoni di pianto, mentre ai padroni dell’altro gruppo è stato chiesto di canticchiare e di chiedere “aiuto” con un tono di voce normale sempre ogni 15 secondi. La porta era chiusa con tre magneti, di modo che fosse facile per i cani aprirla con il muso o con le zampe.

I ricercatori hanno potuto osservare che ben 9 cani appartenenti al gruppo di persone dove c’era il padrone che chiedeva aiuto canticchiando hanno aperto la porta, mentre solo 7 del gruppo che chiedeva aiuto in lacrime. La differenza significativa è stata nella velocità con cui hanno aperto la porta.

I cani appartenenti al gruppo del padrone che fingeva di piangere hanno aperto la porta in 23,43 secondi, quelli che invece appartenevano al gruppo del padrone che stava canticchiando hanno impiegato più tempo: 95,89 secondi. Non è emersa alcuna differenza significativa nel modo in cui i cani hanno risposto al richiamo in base all’età o alla razza, o se fosse un cane addestrato per le operazioni di soccorso o terapia; dei 34 cani, 16 erano certificati come cani da terapia a livello nazionale.

Questo studio si è basato sulle abilità cognitive ed emotive dei cani, i ricercatori durante l’esperimento hanno misurato la variabilità della frequenza cardiaca e i segni comportamentali di ciascun animale per misurare la propria risposta allo stress. In questo modo, hanno potuto rilevare che i cani con uno stato d’ansia maggiore provocato dalla situazione, sono stati quelli che non sono riusciti ad intervenire per aiutare il proprio amico umano e, probabilmente, questo è il motivo per cui sono stati meno gli animali che hanno aperto la porta quando il proprio padrone stava piangendo, rispetto agli altri.

Questo studio, concludono gli autori, contribuisce a spiegare la psicologia del cane e il motivo per cui questi animali siano così fedeli all’uomo e in grado di aiutarlo in situazioni di pericolo. La cosa che è particolarmente interessante è che questo studio si allinea con una ricerca precedente fatta sugli esseri umani, la quale ha dimostrato che anche gli umani sono più propensi ad aiutare gli altri se non sono troppo stressati dalla situazione.

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Evitare carne e prodotti lattiero-caseari è il “modo migliore” per ridurre l’impatto dell’uomo sulla Terra

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Una nuova ricerca ha mostrato che possiamo salvare la Terra cambiando le nostre abitudini alimentari. Diminuendo il consumo di carne e latticini, l’uso dei terreni agricoli potrebbe essere ridotto di oltre il 75%, un’area che corrisponde agli Stati Uniti, alla Cina, all’Europa e all’Australia messi insieme.

La causa principale dell’attuale estinzione di massa della fauna selvatica, è dovuta proprio alla perdita di spazi dedicati alle specie in via d’estinzione, i quali sono invece occupati da terreni agricoli. Secondo questa ricerca l’80% di questi terreni viene utilizzato per il bestiame con il quale si producono solo il 18% delle calorie e il 37% delle proteine, ma di fatto, in agricoltura genera il 60% delle emissioni di gas serra.

In parole povere, non c’è la necessità di produrre e “utilizzare” tutta questa carne che non fa altro che danneggiare l’ambiente. La produzione di carne e di prodotti caseari provoca molti più di danni rispetto alla coltivazione di ortaggi e cereali ed a rivelarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Science che si è basato su quasi 40 mila aziende agricole situate in 119 Paesi e con il quale sono stati valutati 40 prodotti alimentari che rappresentano il 90% di tutto ciò che viene mangiato. È stato determinato il pieno impatto di questi alimenti, dalla fattoria alla tavola, dall’uso dei terreni, dalle emissioni dei cambiamenti climatici, dall’uso di acqua dolce e dall’inquinamento idrico (eutrofizzazione) e dall’inquinamento atmosferico (acidificazione).

“Una dieta vegana è probabilmente l’unico modo per ridurre l’impatto dell’uomo sulla Terra, non solo per quanto riguarda i gas serra, ma anche l’acidificazione globale, l’eutrofizzazione, l’uso dei terreni e l’uso dell’acqua”, ha spiegato Joseph Poore, dell’Università di Oxford nel Regno Unito, che ha guidato la ricerca.

“L’agricoltura è un settore che copre tutta una moltitudine di problemi ambientali”, ha affermato. “In realtà sono i prodotti animali che sono così tanto responsabili di questo problema. Evitare il consumo di prodotti animali offre benefici ambientali di gran lunga migliori rispetto all’acquisto di carne e latticini sostenibili”.

L’analisi ha anche rilevato un’enorme variabilità tra i diversi modi di produrre lo stesso cibo, questo dipende dalla zona e dal produttore. Ad esempio, i bovini allevati su terreni disboscati producono 12 volte più emissioni di gas e occupano 36 volte più terreno rispetto ad un’azienda che coltiva piselli. Se una buona parte della carne e della produzione lattiero-casearia venisse sostituita da alimenti a base vegetale, potrebbe apportare numerosi benefici sia all’uomo che all’ambiente.

Ridurre l’impatto ambientale dell’agricoltura non è facile, Poore ha avvertito: “Ci sono oltre 570 milioni di aziende agricole che hanno bisogno di metodi leggermente diversi per ridurre il loro impatto. È una sfida ambientale davvero difficile ma con i 550 miliardi che vengono spesi ogni anno in sussidi agricoli e forse molto di più, si potrebbe fare qualcosa”.

Aggiungere delle etichette sui prodotti sarebbe un buon inizio, i consumatori potrebbero scegliere di consumare opzioni meno dannose ma, probabilmente, sarebbero necessari dei sussidi per gli alimenti sani e delle tasse sul consumo e la produzione di carne e prodotti caseari. “Adottando una dieta vegana possiamo fare qualcosa in più per l’ambiente che riducendo i voli o acquistando auto elettriche. Le emissioni si ridurrebbero del 73%, la produzione alimentare crea enormi oneri ambientali che non sono conseguenza necessaria dei nostri bisogni, ma possono essere ridotti significativamente modificando il modo in cui produciamo e ciò che consumiamo”, ha concluso Joseph Poore.

Una sorpresa del lavoro svolto è stata il grande impatto della piscicoltura intensiva in acqua dolce, ovvero l’allevamento di pesci, crostacei e molluschi, in aree confinate e controllate dall’uomo. Poore ha spiegato che questo metodo fornisce due terzi di pesce in Asia e il 96% in Europa, ma in questo modo tutti i pesci, i crostacei e i molluschi depositano escrementi e mangime non consumato sul fondo delle vasche, producendo così il metano che è un potente gas serra.

La ricerca ha anche rilevato che la carne allevata ad erba, nonostante si pensi che abbia un’influenza relativamente bassa sull’ambiente, è ancora responsabile di impatti molto più elevati rispetto agli alimenti di base vegetale: “Convertire erba in carne è come convertire il carbone in energia. Viene fornito con un enorme costo in termini di emissioni”, ha detto Poore.

La nuova ricerca ha ricevuto elogi da parte di altri esperti del settore alimentare. Il Prof. Gidon Eshel ha dichiarato: “Sono rimasto sbalordito. È davvero importante essere a conoscenza di tutto questo. La ricerca è ben fatta”.

Ha spiegato che i precedenti studi sulla quantificazione degli impatti dell’agricoltura, compreso il suo, si basavano su dati a livello nazionale e non sulle aziende: “È molto rassicurante vedere che hanno prodotto essenzialmente gli stessi risultati, ma il nuovo lavoro ha molti dettagli importanti che sono profondamente rivelatori”.

Il prof. Tim Benton, dell’Università di Leeds nel Regno Unito, ha dichiarato: “Questo è uno studio estremamente utile. Riunisce una quantità enorme di dati e questo rende le sue conclusioni molto più solide. Il modo in cui produciamo, consumiamo e sprechiamo cibo è insostenibile da una prospettiva planetaria. Data la crisi globale dell’obesità, mangiando meno prodotti del bestiame e più verdura e frutta, potremmo condurre una vita più sana e migliorare la salute del pianeta”.

Anche il dott. Peter Alexander, dell’Università di Edimburgo nel Regno Unito, è rimasto colpito da questa ricerca, ma ha evidenziato: “Ci possono essere benefici ambientali, ad esempio per la biodiversità, dal pascolo sostenibile gestito e l’aumento del consumo di prodotti animali può migliorare l’alimentazione per alcuni dei più poveri a livello globale. La mia opinione personale è che dovremmo interpretare questi risultati non come necessità di diventare vegani, ma piuttosto per moderare il consumo di carne”.

Poore ha dichiarato: “La ragione per cui ho iniziato questo progetto era per capire se c’erano produttori di allevamenti sostenibili e, durante i quattro anni di studi, ho smesso di consumare prodotti animali. Questi impatti non sono necessari per cambiare il nostro attuale stile di vita. La domanda è quanto possiamo ridurre il consumo di prodotti che danneggiano l’ambiente e la risposta è: molto”.

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Stare a contatto con la natura rende le persone meno cattive

Si dice, convenzionalmente, che l’uomo è fatto di carne. Come tale, la sua natura ammette debolezze e sentimenti poco positivi che, però, molto spesso nascono da una fragilità di fondo. Vengono subito in mente sentimenti come cattiveria ed invidia, ma per tenerli lontani dalla propria persona, a volte, basta adottare i dovuti accorgimenti.

In molti ritengono che avere precise linee guida spirituali consenta di provare unicamente sentimenti positivi.  Tuttavia, esistono dei rimedi che non necessitano grossi sforzi interiori per tenere il proprio spirito privo di sensazioni negative nei confronti del prossimo.

A quanto pare trascorrere del tempo in mezzo alla natura rappresenta un metodo per stimolare la migliore parte dell’animo di un individuo. Non si tratta di una credenza o di un’idea tramandata per sentito dire, ma della conclusione raggiunta da una ricerca condotta dall’Università di Berkeley in California. Secondo, infatti, quanto è stato dimostrato scientificamente stare il più tempo possibile a contatto con ambienti incontaminati favorisce atti di fiducia, di generosità e altruismo.

La tesi è stata elaborata attraverso diverse sperimentazioni. La prima ha condotto i partecipanti alla visione di scene tipiche della “natura”. Successivamente, le persone impegnate nel test sono state fatte giocare a due giochi: Dictator e Trust. Entrambi permettono di misurare la generosità e la fiducia e, ben presto, si è potuto notare come chi aveva avuto la possibilità di visionare scene belle di natura fosse molto più generoso, al contrario di chi, invece, aveva visto scene “meno belle”, magari con tanti palazzi o brutture determinate dall’uomo.

Il secondo passaggio, invece, è stato quello di mettere delle persone attorno ad un tavolo su cui erano esposte delle piante bellissime. A quel punto è stato chiesto a tutti di costruire delle gru con la tecnica di origami giapponese. Chi sarebbe riuscito a costruirne di più, avrebbe potuto donarne di più e questo sarebbe stato l’indice di generosità. Tra loro, chi ha visto le piante più belle si è dimostrato più “generoso”.

Si è arrivati perciò al punto di poter dire che la visione di alberi, uccelli, belle piante o comunque elementi riconducibili alla natura, stimolano nell’uomo quei sentimenti positivi che, spesso, rischiano di essere messi in secondo piano.

A questo punto, la cosa migliore da fare non appena ci è possibile è sicuramente quella di fare una bella passeggiata in montagna o in riva al mare, respirare a pieni polmoni l’aria ossigenata montana o la brezza marina e capire se davvero lo spirito può essere positivamente rigenerato da un’esperienza che, comunque vada, risulterà profondamente utile ai fini del proprio benessere psicofisico.

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Turista cade sulla passerella dopo che il vetro si rompe sotto i suoi piedi

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Se soffri di vertigini, ti suggeriamo di non guardare il video perché fa davvero impressione. Un turista stava camminando sul ponte in vetro sospeso ad oltre 3 mila metri da terra, quando il vetro sotto i suoi piedi ha dato l’impressione di rompersi. Nel video si vede il ragazzo che cade per terra e tenta di salvarsi la vita, ma in realtà si tratta solo di un effetto ottico studiato appositamente.

Negli ultimi anni la Cina ha sviluppato una vera e propria passione per le passerelle di vetro, in particolare per gli schermi che fanno credere che il vetro si crepi sotto ad ogni passo. Si tratta di un effetto speciale ottenuto da dei monitor installati fra le lastre in vetro delle passerelle, il quale rende davvero difficile distinguere la realtà dalla finzione.

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Un turista ha avuto uno shock quando si è reso conto che il vetro sotto i suoi piedi si stava rompendo, la scena terrificante è accaduta su una passerella sospesa nel vuoto ad un altitudine di ben 3.800 metri che si trova lungo la montagna Taihang nella provincia di Hebei. Si è trattato solo di un effetto ottico, ma chi non è a conoscenza di questo effetto rimane davvero terrorizzato.

Gli architetti hanno studiato questo effetto “cinematografico” per creare ancor più emozioni ai turisti che visitano il ponte, in pratica quando si cammina, il vetro sembra rompersi ed inoltre sono stati aggiunti anche gli effetti sonori che producono il rumore di un vetro che si crepa. Per superare indenni il percorso sarebbe meglio lasciarsi stregare dal panorama circostante e dall’incredibile spettacolo che la natura offre.

I creatori di questa idea hanno fatto sapere che la passerella non verrà sostituta con dei pannelli in vetro sprovvisti di effetti speciali, perché sono convinti che molti turisti visitano il ponte anche per provare questa emozione.

Si seguito il video:

In passato, sempre in Cina, una passerella di vetro sul ponte di Yuntai si era davvero rotta e fu chiusa al pubblico proprio per il panico provocato. Fortunatamente, in quell’occasione nessuno si fece male. Nel giugno del 2016 un giornalista e acrobata della BBC venne invitato a testare l’integrità di un ponte di vetro con una mazza. L’uomo di nome Dan Simmons, si recò in Cina nel Zhangziazie Grand Canyon sul ponte di vetro lungo 300 metri ed alto 180 per testarlo. L’uomo venne “utilizzato” per tranquillizzare il pubblico dopo quello che era accaduto qualche tempo prima sul ponte che costeggia la montagna Yuntai. Fortunatamente per Dan Simmons il ponte non si è rotto, ma con la mazza ha danneggiato il primo dei tre strati di vetro.

Il ponte riesce a supportare 800 persone contemporaneamente. La passerella che è stata progettata da Haim Dotan si estende tra due scogliere nel parco nazionale di Zhangjiajie ed è stata aperta al pubblico a luglio dell’anno scorso.

Ti piacerebbe fare una passeggiata su questa passerella in vetro? Lasciaci un commento e salva il contenuto sul tuo diario così che anche i tuoi amici possano vedere questo incredibile ponte. Seguici per altre curiosità sulla pagina Curiosando si impara.

 

La favola della felce e del bambù che dovresti leggere quando attraversi un momento difficile

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Ogni giorno facciamo un sacco di cose per un’unica ragione: vivere felici. Molte volte, però, accade che qualcosa cambia le regole del gioco e finiamo per confondere la felicità con il successo.

Vogliamo che le nostre azioni portino ad un risultato e lo vogliamo subito. Se questo non succede, ci sentiamo come se stessimo perdendo tempo e cerchiamo di fare qualcosa di nuovo, perché in qualche modo dobbiamo cercare di raggiungere la nostra vetta.

In quel costante andirivieni cercando di conquistare le nostre mete, finiamo per essere doppiamente angosciati: non raggiungiamo gli obiettivi che ci proproniamo e, ciò che è anche peggio, non siamo felici.

Per questo, nei momenti in cui senti che nulla di quello che fai sta dando i suoi frutti, quando ti sembra che la vita sia solo in salita, o quando stai pensando di rinunciare a tutto, perché credi che non abbia alcun senso continuare, ricorda la favola della felce e del bambù:

C’era una volta un falegname che sembrava aver ottenuto tutto ciò che voleva dalla vita. Aveva una propria falegnameria, una moglie che amava e due figli meravigliosi. Tuttavia, un giorno cominciò a ricevere meno ordini di lavoro e, per questo, cominciò ad avere dei problemi economici in casa.

L’uomo voleva prendersi cura del proprio lavoro e per farlo cercò diversi modi per portare avanti la propria falegnameria, ma nessuno di questi dava dei buoni risultati. I problemi economici cominciarono a generare problemi con sua moglie ed i bambini, nel vedere i propri genitori tristi ed arrabbiati, iniziarono ad avere delle difficoltà a scuola.

Il falegname si sentiva scoraggiato: nulla di ciò che faceva sembrava avere un senso, anzi, le cose andavano sempre peggio. Un giorno, quando era proprio sul punto di gettare la spugna, decise di andare nel bosco a far visita ad un vecchio saggio.

Stava camminando nel bosco da più di un’ora, quando, ad un certo punto, incontrò l’anziano. L’uomo possedeva una casa umile e quando vide il falegname lo invitò ad entrare per prendersi un tè. Notò subito la preoccupazione negli occhi del proprio ospite e gli chiese cosa stesse accadendo. Così, il falegname raccontò le proprie disavventure, mentre l’anziano lo ascoltava serenamente e con attenzione.

Quando finirono di prendere il tè, l’anziano invitò il falegname a seguirlo nello splendido appezzamento di terreno che si trovava sul retro della casa. Lì c’erano una pianta di felce ed una di bambù circondate da dozzine di altri alberi. L’anziano chiese all’uomo di osservare entrambe le piante e gli disse che doveva raccontagli una storia.

“Otto anni fa comprai alcuni semi e, lo stesso giorno, piantai sia la felce che il bambù. Volevo che tutte e due crescessero nel mio giardino, perché le ritengo molto confortanti. Mi sono impegnato molto per prendermene cura ed ho sempre trattato entrambe come se fossero un tesoro.

Poco tempo dopo vidi che la felce ed il bambù rispondevano in modo diverso alle mie cure. La felce iniziò a fiorire ed in pochi mesi diventò una pianta maestosa che riempiva tutto il giardino con la propria presenza. Il bambù, al contrario, non dava il minimo cenno di voler spuntare da terra e non dava alcun segno di vita.

Trascorse un anno e la felce continuava a crescere, però il bambù no. Tuttavia, non mi diedi per vinto. Continuai a prendermene cura. Ma, anche così, passò un altro anno ed il mio lavoro non aveva dato alcun frutto. Il bambù non voleva farsi vedere.

Non mi diedi per vinto nemmeno il secondo anno, né il terzo, né il quarto. Quando passarono cinque anni, finalmente, un giorno vidi spuntare dal terreno un timido rametto ed il giorno dopo era molto più grande. In pochi mesi è cresciuto senza sosta ed è diventato una portentosa pianta di bambù alta più di 10 metri. Sai perché ci ha messo così tanto per uscire alla luce?

Il falegname, dopo aver ascoltato la storia, non sapeva perché il bambù ci avesse messo così tanto per nascere. Allora, l’anziano gli disse:

“Ha tardato cinque anni perché durante tutto questo tempo la pianta ha lavorato per mettere radici. Sapeva che avrebbe dovuto crescere molto e, per questo, sapeva di non poter uscire fino a quando non avrebbe avuto una base solida che le avrebbe permesso di crescere sufficientemente. Capisci?”

Il falegname, solo allora capì che tutte le sue lotte erano destinate a mettere radici. E il fatto che in quel momento non vedesse i frutti del suo lavoro non significava che stesse perdendo tempo, ma che stava diventando più forte.

Prima di salutarlo, l’anziano disse al falegname ancora una cosa:

“Questa storia deve ricordarti che non importa quanto possa tardare qualcosa nel dare i propri frutti. La cosa più importante, in un momento difficile, è quella di non cercare di vedere i risultati a tutti i costi.

Al contrario, è fondamentale lavorare sodo sulle radici. Perché solo grazie ad esse potrai crescere e trasformarti nella miglior versione di te stesso”

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La maternità ti mostra chi sono i tuoi veri amici

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La maternità ha degli aspetti che possono essere definiti magici e, di fatto, c’è chi sostiene che diventare mamma possa aiutare a capire chi siano realmente le persone che si possono definire vere amiche.

Quando si diventa mamme, si può scoprire chi rimarrà per sempre al nostro fianco e chi, invece, risulterà essere un semplice compagno transitorio che avrà camminato insieme a noi solamente per un pezzetto di strada. In pratica, queste persone ci saranno fino a quando la festa non sarà finita, dopodiché, quando bisognerà iniziare ad affrontare le responsabilità, loro spariranno.

Quando nasce un bambino, solitamente, gli inviti cominciano a diminuire, i messaggi e le telefonate sono sempre meno frequenti e quando si prova a contattarli per condividere questa nuova e rivoluzionaria esperienza non si fanno trovare. Questo è il momento in cui le vere amicizie iniziano a brillare ed a distinguersi dalle altre.

È normale che le priorità di una mamma cambino, però non tutte le donne che hanno appena partorito parlano solamente di pannolini e neonati, comunque, anche se così fosse, non è forse vero che i veri amici sono coloro che ci dovrebbero accompagnare in ogni momento ed aspetto della vita? Non dovrebbero essere le persone che ci incoraggiano mentre cresciamo e ci evolviamo?

La risposta è si. Per questo si potrà capire chi non lo è davvero.

Loro non ci saranno all’ospedale.
Non ci saranno al ritorno a casa dopo aver partorito.
Non ci saranno quando si sentirà il bisogno di una spalla su cui appoggiarsi.
Non ci saranno con un messaggio di conforto che ci aiuterà a sentirci meno sole.
Non ci saranno nemmeno alla festa del primo compleanno del bambino.

Però, la cosa più giusta da fare è quella di essere grati nei loro confronti, perché grazie alla loro assenza si potrà scoprire chi sono i veri amici che ci circondano.

endrews21 / 123RF Archivio Fotografico

Quelli che ci sanno guidare, ispirare e che ci accompagnano durante questa importante tappa della vita.
Quelli che capiscono che la maternità è parte di noi, ma che non è l’unica cosa che ci definisce.
Quelli che ci fanno ridere fino alle lacrime e che ci fanno divertire, ma che capiscono anche che siamo delle mamme e che non ci conviene esagerare.
Quegli amici che sono lì anche quando le cose diventano complicate.

Questi amici sono la nostra tribù, fanno parte della nostra famiglia e sanno insegnarci com’è la vera ed autentica amicizia.

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Udito maschile e femminile: c’è differenza tra i due?

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La risposta è sì, maschi e femmine hanno un diverso modo di sentire. Ciò però non deve stupire: infatti, nonostante anatomicamente le orecchie di entrambi siano identiche, i sensi e le sensazioni vengono percepite nella loro quantità e qualità dopo essere state processate da molteplici aree cerebrali.

Ciò che è emerso da studi condotti su volontari di entrambi i sessi alla University of California e alla University of New Messico è che non solo le aree cerebrali uditive, ma il cervello in tutta la sua struttura è differente. In particolare, è stata identificata una differente proporzione tra le sue due componenti principali: la materia grigia, quella che serve a processare le informazioni, era presente sei volte tanto negli uomini; la materia bianca, che ha funzione di interconnessione tra le diverse strutture cerebrali, era dieci volte tanto nelle donne.

Tutte queste differenze sono state individuate paragonando individui che ai test dimostravano un’intelligenza pressoché simile.

Quali sono le differenze principali?

Per quanto riguarda l’udito, la facoltà di medicina della University of Indiana ha utilizzato tecniche di risonanza magnetica funzionale (fMRI) su 40 persone, 20 uomini e 20 donne, mentre ascoltavano dei brani tratti da un libro di narrativa: si è visto che le donne, mentre ascoltano, integrano le informazioni con i lobi temporali di entrambi gli emisferi mentre gli uomini fanno il tutto con solo quello di sinistra.

La cosa inspiegata è che il lobo di destra non sembra avere una funzione uditiva e quindi il motivo per cui viene utilizzato dalle donne rimane un mistero.

Un altro studio, questa volta della University of Sheffield, pubblicato su Neuroimage, ha evidenziato ulteriori discrepanze: laddove l’uomo usa l’area di Wernicke (area che serve a dare un senso sia a ciò che si ascolta sia a quello che si dice) la donna processa le stesse informazioni nelle aree di interpretazione delle linee melodiche della voce.

Come detto prima, le performance cognitive non sono diverse tra i due sessi ma da quanto riscontrato l’organizzazione strutturale a predominanza grigia degli uomini li avvantaggerebbe nelle mansioni a focus più specifico, mentre la grande capacità di integrazione delle donne le faciliterebbe nella gestione di diversi problemi contemporaneamente, nonché nell’apprendimento.

Tutto ciò si traduce in una differenza nel modo di ascoltare tra uomo e donna: mentre il primo si concentra sulle informazioni trasmesse dal significato delle singole parole che compongono una frase e dal senso logico di questa, la seconda lascia tutto ciò in secondo piano e si focalizza sul significato emotivo di ciò che sta ascoltando e sul motivo per il quale l’interlocutore si sta esprimendo in tale modo.

yarruta / 123RF Archivio Fotografico

Le differenze non finiscono qui. Per quanto riguarda il rumore di fondo, ad esempio, si è visto che le donne sopportano un rumore di fondo di 24 dB mentre gli uomini sono a loro agio anche con 30 dB. L’origine di questa differenza non è chiara però: potrebbe trattarsi non di una differenza strutturale di genere, bensì una differenza dovuta a un’esposizione ambientale diversa tra i due sessi (l’uomo frequenta ambienti più rumorosi e ci si adatta). Su queste differenze ci sono addirittura note marche di cuffie e auricolari che hanno lanciato linee di prodotti progettate specificamente per i due sessi (anche se su questo argomento le opinioni di esperti del settore sono piuttosto scettiche e controverse).

Tutte queste rivelazioni non possono che farci riflettere la prossima volta che in casa è difficile accordarsi sul volume della televisione o ci si lamenta col proprio partner di non sentirsi compresi e ascoltati. Magari le diverse parti hanno tutte ragione e quello che serve è un metodo di comunicazione che permetta di comprendersi a vicenda.

Sapevi già che uomini e donne sentono in modo diverso? Lasciaci un commento e salva il contenuto sul tuo diario così che anche i tuoi amici possano leggere queste informazioni. Seguici per altre curiosità sulla pagina Curiosando si impara.

Per maggiori informazioni sulla prevenzione ai danni dell’udito è possibile consultare la sezione informativa di Starkey Italia

Un cane eroe ottiene la propria statua per aver salvato 12 vite durante un terremoto

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Frida è un cane speciale che ha partecipato alla ricerca delle vittime durante il terribile terremoto in Messico. La Labrador retriever, indossando i suoi occhiali, i suoi stivaletti blu ed un gilet si è avvicinata incuriosita alla statua realizzata per lei in un parco a Puebla City. Accanto alla sua statua c’è quella di uno dei suoi addestratori, Israel Arauz, inoltre, è stata realizzata anche una targa che recita: “Simboli memorabili della forza che possiamo avere noi messicani quando decidiamo di unirci per grandi cause”.

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Questo è il lavoro della dolcissima Labrador che opera insieme alla Marina Messicana durante le emergenze provocate dalle calamità naturali. Frida ha scavato insieme ai suoi colleghi fra i detriti per trarre in salvo più persone possibili dopo che il terremoto di magnitudo 7.1 ha scosso il Messico e le aree circostanti lo scorso 19 settembre e per via del quale sono morte quasi 400 persone, di cui ben 228 solo nella capitale, Città del Messico.

https://www.facebook.com/SEMARMX/photos/a.397708360333970.1073741825.212150908889717/1213732058731592/?type=3&theater

Il cane eroe ha 8 anni e lavora a fianco all’unità canina della marina messicana, ha avuto il merito di aver salvato più di 12 vite tra le macerie dopo il terremoto. Sono tanti i cani eroi che emozionano il mondo con le loro grandi imprese, basti pensare che solo nel terremoto che ha colpito il Messico c’erano 15 cani al fianco dei soccorritori, ma secondo il Los Angeles Times, Frida è stata più coraggiosa di tutti e la sua storia è diventata molto popolare sui social media. Persino l’ufficio della presidenza messicana ha deciso di ringraziarla pubblicamente su Twitter.

Twitter/Presidencia México

“Lei è Frida, appartiene al @SEMAR_mx ed ha aiutato a salvare
52 vite in diversi disastri naturali a livello nazionale ed internazionale”

La nuova statua non è l’unica opera pubblica che celebra le azioni eroiche di Frida, poco dopo il terremoto è stato realizzato un colorato murales per lei. Nel corso della sua carriera, Frida è stata impegnata in diverse aree del mondo che hanno subito disastri naturali contribuendo a salvare 52 vite, tra queste anche quella di un ufficiale di polizia, durante il terremoto che ha colpito lo stato messicano di Oaxaca due settimane prima del terremoto a Città del Messico. Frida, a causa della sua età, potrebbe abbandonare il suo ruolo nelle ricerche e diventare un mentore per i cani più giovani, ma per ora è ancora in grado di indossare i suoi occhiali e aiutare chi ne ha bisogno.

https://www.facebook.com/TonyGaliFayad/photos/a.650111055022530.1073741914.471771059523198/2052126488154306/?type=3&theater

Frida ha donato a moltissime persone un rinnovato senso di speranza, con la sua mascherina per proteggere gli occhi, il gilet e gli stivaletti, è diventata l’eroina del Messico.

Cosa ne pensi di questa meravigliosa Labradror? Lasciaci un commento e salva il contenuto sul tuo diario così che anche i tuoi amici possano leggere la sua bella storia. Seguici per altre curiosità sulla pagina Curiosando si impara.

La Luna rossa, l’eclissi lunare più lunga del XXI secolo si potrà vedere il 27 luglio

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L’eclissi lunare più lunga del XXI secolo, che durerà 102 minuti, si potrà osservare il prossimo 27 luglio a partire dalle 21,00 che sarà il momento in cui sorgerà la Luna, la quale sarà già in penombra. L’Istituto di Astrofisica dell’arcipelago canario (IAC), trasmetterà il fenomeno in diretta dal Centro di Alta Energia HESS situato in Namibia, poiché si tratta di un ottimo luogo d’osservazione. La diretta di questa eclissi totale di Luna verrà realizzata in collaborazione con il progetto europeo STAR4ALL.

NASA

Il 27 luglio di quest’anno si verificherà un’eclissi totale di Luna. Si tratterà di un’eclissi durante la quale la Luna non scomparirà, ma assumerà una tonalità rossastra. Questo per via del fatto che l’atmosfera della Terra, la quale si estende per circa 80 chilometri oltre il diametro del nostro pianeta, agisce come se fosse una lente che devia la luce del Sole e che fa da filtro ai suoi componenti di colore blu, di modo da lasciar passare solamente la luce rossa che verrà riflessa dal satellite. Per questo, la Luna assumerà un colore ramato così caratteristico.

La fase totale dell’eclissi durerà 1 ora e 42 minuti e sarà la più lunga del XXI secolo. La Luna sorgerà alle 21 circa e sarà già parzialmente in penombra, mentre la sua totalità si potrà vedere tra le 21,30 fino alle 23,15 circa.

http://sky-live.tv/

Dall’Africa orientale si potrà osservare l’eclissi completa e dall’Europa occidentale (Italia, Spagna, Francia, Portogallo o Regno Unito) si potrà osservare solamente la seconda parte dell’eclissi, con la Luna visibile all’orizzonte orientale.

Dopo due anni senza poter osservare un’eclissi di Luna totale in Europa, il prossimo 27 luglio potremo assistere a questo fenomeno (nuvole permettendo), dopodiché bisognerà aspettare altri sei mesi per poter ripetere l’esperienza, nel gennaio del 2019.

Durante la diretta che verrà fatta dalla Namibia, l’oscurità prodotta dall’eclissi permetterà di scoprire oggetti che sono visibili solamente dai cieli del sud, come per esempio le Nubi di Magellano. Si tratta di due piccole galassie che orbitano intorno alla Via Lattea come satelliti.

Venerdì sera tutti con gli occhi al cielo per vedere questo meraviglioso spettacolo che ci offre madre natura.

Ti piace osservare questi fenomeni naturali? Lasciaci un commento e salva il contenuto sul tuo diario così che anche i tuoi amici possano leggere queste informazioni. Seguici per altre curiosità sulla pagina Curiosando si impara.

“La briglia della comare”: la tortura che puniva il pettegolezzo nel Medioevo

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La briglia è un arnese che, da sempre, si utilizza per indirizzare i cavalli. Viene posta sulla testa dell’animale ed è composta da un morso che viene inserito nella bocca del cavallo e dalle redini che sono attaccate al muso e che consentono di guidarlo. Ma, di fatto, in passato esisteva un altro tipo di briglia che veniva utilizzata per torturare le donne pettegole.

Sin dall’antichità, le punizioni corporali venivano utilizzate per punire, disciplinare o correggere il comportamento di una persona considerato scorretto. Durante il Medioevo, furono creati molti strumenti per torturare, umiliare e far confessare chi avesse sbagliato, le persone credevano che il dolore potesse determinare l’innocenza o la colpa di chiunque e, purtroppo, non c’erano leggi per proteggere i prigionieri e gli imputati dalla tortura.

Molte donne venivano torturate anche per le cose più banali come l’essere “pettegole” e, proprio per questo, venne realizzato uno strumento di tortura chiamato “mordacchia” o “briglia della comare” (Scold’s bridle).

La briglia della comare era una sorta di museruola composta da una struttura di ferro che serviva a racchiudere la testa della persona e da una piastra che veniva inserita in bocca per bloccare la lingua. Si trattava di uno strumento atto a punire chi avesse la lingua un po’ troppo lunga. Solitamente, chi veniva sottoposto a questa tortura veniva portato al guinzaglio per le strade della città per essere umiliato pubblicamente, chiunque lo vedesse aveva il diritto di insultarlo, di sputargli addosso e anche di colpirlo violentemente.

Questo strumento di tortura e umiliazione veniva utilizzato soprattutto sulle donne per impedire loro di parlare e di mangiare. Si trattava di donne che appartenavano ad una classe sociale bassa e, nella maggior parte dei casi, chi infliggeva la punizione erano gli stessi mariti. Questo capitava quando, per esempio, una moglie veniva maltrattata dal proprio consorte ed andava a dirlo ad altre persone, oppure, quando metteva in discussione l’autorità del proprio sposo.

By Anagoria [GFDL or CC BY 3.0 ], from Wikimedia Commons
Le donne aristocratiche e nobili, al contrario, potevano tranquillamente spettegolare su chiunque senza rischiare di dover subire queste violenze ed umiliazioni.

Nel 1567, Bessie Tailiefeir fu accusata di diffamazione nei confronti di Baillie Thomas Hunter di Edimburgo, per aver detto in giro che l’uomo aveva imbrogliato sulle misurazioni di alcuni terreni. Fu torturata per essere stata “pettegola” ed è stata la prima donna ad aver provato questo strumento.

Sulla piastra che serviva a bloccare la lingua, a volte, veniva anche posizionata una punta di ferro che provocava delle lacerazioni ad ogni minimo movimento.

La punizione era molto violenta perché, a quei tempi, per le donne parlare pubblicamente e spettegolare era visto come un atto immodesto. Queste donne venivano viste come una minaccia per le autorità e andavano fermate. Questo strumento fu utilizzato nel sedicesimo e diciassettesimo secolo in Inghilterra, Scozia e Galles, dopodiché venne esportato anche in Germania dove venne aggiunta una campana per attirare ancor di più attenzione della gente mentre la malcapitata veniva portata per le strade. A volte, questa maschera delle torture veniva utilizzata anche sugli uomini che si rendevano colpevoli di calunnie.

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Insegna a tuo figlio a disegnare con l’aiuto dei numeri e delle lettere

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I disegni, durante l’infanzia, hanno un potere molto significativo per la crescita di tutti i piccoli, perché attraverso di essi possono manifestare i propri stati d’animo e la propria creatività. Non tutti i genitori però sono portati per il disegno ed, a volte, riuscire a ricreare un oggetto o un animale su un foglio di carta risulta essere piuttosto complicato.

Di fatto, esiste un modo molto divertente per aiutarli a prendere confidenza con la matita fin dalla più tenera infanzia.

Di seguito puoi vedere come fare per insegnare ai tuoi figli a disegnare con l’aiuto dei numeri e delle lettere:

Scrivendo il numero 69 ed allungando un po’ le linee, possiamo disegnare una simpaticissima scimmietta

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Con il numero 29 puoi disegnare un bellissimo pappagallo

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=188685828310996&set=a.188684951644417.1073741840.100015087406359&type=3&theater

Il numero 61 ti offrirà la forma di un cagnolino di spalle

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=188686228310956&set=a.188684951644417.1073741840.100015087406359&type=3&theater

Il 29 è la base per creare una paperella che riposa

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=188686091644303&set=a.188684951644417.1073741840.100015087406359&type=3&theater

Con il numero 11 puoi ottenere un grande elefante

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=188685984977647&set=a.188684951644417.1073741840.100015087406359&type=3&theater

Il 2 è il numero di cui hai bisogno per disegnare un simpatico topolino

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=188685754977670&set=a.188684951644417.1073741840.100015087406359&type=3&theater

Il 60, con i due caratteri un po’ distanziati, ti aiuterà a creare la forma di un dolcissimo coniglietto

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=188685951644317&set=a.188684951644417.1073741840.100015087406359&type=3&theater

Con il 63 ti sarà facile disegnare uno splendido gufetto

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=188685918310987&set=a.188684951644417.1073741840.100015087406359&type=3&theater

Il 4 ti aiuterà a disegnare una mucca divertente

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=188685294977716&set=a.188684951644417.1073741840.100015087406359&type=3&theater

Se vuoi disegnare un gallo, il numero 15 ti renderà le cose più facili

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=188686188310960&set=a.188684951644417.1073741840.100015087406359&type=3&theater

Passiamo alle lettere:

La L, in maiuscolo e in corsivo, ti aiuterà a disegnare un bellissimo passerotto

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Una S appiattita ti aiuterà a disegnare una divertentente macchinina, in questo caso possiamo vedere la famosa Saetta McQueen

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Con la M puoi realizzare un dolce gattino

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Una U un pò più chiusa nella parte superiore sarà perfetta per disegnare una piccola rana

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La Y crea la forma perfetta di un bellissimo albero

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Una W un po’ ricurva ti aiuta a creare una meravigliosa farfalla

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Partendo da una T è facile disegnare una colorata coccinella

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=188685591644353&set=a.188684951644417.1073741840.100015087406359&type=3&theater

Questi sono alcuni dei disegni che puoi insegnare a tuo figlio, con l’aiuto dei numeri e delle lettere sarà sicuramente più facile e non lo dimenticherà.

Conoscevi già questo divertente metodo per disegnare? Lasciaci un commento e non dimenticare di salvare il contenuto sulla tua bachecha così che anche i tuoi amici possano conoscerlo. Seguici per latre curiosità sulla pagina Curiosando si impara.

Il rimprovero di una cameriera ad un cliente che le ha toccato il sedere

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Il ristorante Vinnie Go-Go di Savannah, in Georgia, può vantare di avere una stella tra i suoi dipendenti. Si tratta di una delle sue cameriere che si è trasformata in un fenomeno sui social network, dopo che un video con la sua reazione nel momento in cui un cliente le ha toccato il sedere ha fatto il giro del web.

Nel video si può vedere chiaramente la ragazza, Emelia Holden, impegnata nel proprio lavoro, quando ad un certo punto un cliente si alza, passa dietro di lei e senza alcun tipo di riguardo le tocca il sedere. Ciò che però non si aspettava quest’uomo era sicuramente la reazione di Emelia, la quale è corsa immediatamente dietro di lui, lo ha afferrato per la maglia e lo ha sbattuto contro la parete lasciandolo K.O.

Lui cade a terra contro il bancone del ristorante e, nel frattempo, Emelia lo rimprovera per il proprio comportamento, umiliandolo pubblicamente di fronte ad altri clienti.

“L’ho guardato e gli ho detto: Non toccarmi!”, ha raccontato Emelia a People.

“Non ho nemmeno pensato, ho solo reagito. Non lo avevo mai fatto prima. Quando mi sono sentita toccare, la prima cosa che mi è venuta in mente era che potesse essere uno dei miei colleghi…è stato un contatto davvero intimo. La sua mano era andata più in là di dove avrebbe dovuto fermarsi, così mi son detta che non era possibile che un estraneo potesse fare questo”, afferma Emelia.

Secondo la versione di un cliente del locale, l’uomo che è stato accusato di aggressione ha assicurato che non voleva toccarle il sedere, ma che, semplicemente, stava cercando di spostarla per passare.

Emelia, di 21 anni, ha raccontato al Daily Mail: “Una volta che i poliziotti hanno visto il video, lo hanno subito arrestato. Non c’erano dubbi su cosa avesse fatto. Io ho fatto solo ciò che mi sembrava migliore in quel momento. Ho buttato a terra l’uomo e subito dopo i miei colleghi di lavoro hanno chiamato la polizia. Quando sono arrivati gli agenti ed hanno visto il video, lo hanno arrestato immediatamente e lo hanno messo in prigione per due giorni. Sinceramente, credo abbia avuto ciò che si è meritato”.

Di seguito il video ripreso dalle telecamere del locale:

https://youtu.be/mzfyXxOuJ_g

“Ciò che voglio è che con questa esperienza tutte le donne sappiano che è giusto difendersi. Abbiamo tutto il diritto del mondo di indossare ciò che vogliamo e, senza alcun dubbio, abbiamo tutto il diritto di difenderci”, ha affermato la ragazza cercando di incoraggiare tutte le donne, che subiscono le stesse molestie che ha dovuto subire lei, a difendersi e a non lasciar correre.

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I migliori amici: un bimbo e un cane giocano a lanciarsi la palla sopra la recinzione

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Il video di un bambino che gioca a palla con un cane, lanciandola sopra un recinto, dimostra che nel mondo c’è ancora tanto divertimento e innocenza.

La città di Savage in Minnesota, dovrebbe cambiare il suo nome con Adorable, in onore a questa deliziosa relazione di un bambino di due anni con il cane di un vicino di casa.

Il padre, Chad Nelson, ha pubblicato il video che riprende suo figlio Conway mentre lancia una palla sopra la recinzione al cane dei vicini. Il cane, aspetta pazientemente sul lato opposto che il bambino gli lanci la palla per poi ripassarla.

Il papà di Conway ha pubblicato il video sul suo profilo Facebook, aggiungendo: “Questa recinzione non fermerà il mio bambino di due anni a giocare con il suo nuovo migliore amico”.

Il video ha presto fatto il giro del web ed è stato anche trasmesso da diversi canali televisi statunitensi. Una scena davvero bella che ha fatto sorridere tutti.

Si tratta di un brillante esempio che i cani sono davvero i migliori amici dell’uomo, queste scene riprendono attimi di pura felicità nella sua forma più semplice. Chi avrebbe mai immaginato che un gesto così semplice come quello di vedere un cane prendere una palla e riportarla ad un bambino di 2 anni, avrebbe scatenato così tanta gioia, non solo al bambino ma anche a chi ha assistito alla scena.

Cosa ne pensi di queste emozionanti immagini? Lasciaci un commento e salva il contenuto sul tuo diario così che anche i tuoi amici possano vedere questo meraviglioso video. Seguici per altre curiosità sulla pagina Curiosando si impara.

La tuta che ti fa volare come Iron Man: disponibile nei grandi magazzini

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Una tuta che ti fa volare come “Iron Man”, ha un record di velocità di 51 km all’ora.

Londra. Hai mai immaginato di essere un “Iron Man”? Ora puoi. Una tuta creata da un commerciante di materie prime britannico è stata messa in vendita in un grande magazzino di Londra con un prezzo interessante di 340mila sterline (381mila euro).

È costituita da cinque motori a getto in miniatura montati sulle braccia e sulla schiena del pilota e anche di elettronica e parti stampate in 3D, la tuta di Gravity Industries ricorda quella indossata da Robert Downey Jr nei panni del supereroe Marvel “Iron Man”.

Funzionante con carburante per jet o diesel, ha un record di velocità di 51 km all’ora e può raggiungere un’altitudine di 12.000 piedi (3.658 metri), sebbene l’inventore Richard Browning si trovi a pochi metri dal suolo quando lo utilizza, per motivi di sicurezza.

Ha partecipato a manifestazioni in tutto il mondo e mercoledì ha preso il volo sopra una piccola strada chiusa al di fuori del grande magazzino di lusso Selfridges, che sta vendendo versioni su misura della tuta.

“Questa tuta consuma circa quattro litri al minuto in posizione in modo da poter volare per tre o quattro minuti abbastanza facilmente ed ho pensato di realizzare un’altra versione. Sicuramente in una giornata fredda quando si ottiene più spinta, volerà per circa nove minuti”, ha spiegato.

“Questo è qualcosa che stiamo cercando di migliorare, ma è l’inevitabile conseguenza di volare senza ali”. I curiosi possono vedere la tuta in negozio e provare una versione con la realtà virtuale. A tutti coloro che decidono di acquistare la tuta verrà offerta anche una formazione.

Volare come “Iron Man”? Ora puoi farlo!
Youtube

La tuta è stata messa in vendita in un grande magazzino di Londra. È stata fatta una dimostrazione fuori dal negozio e l’inventore, Richard Browning, si è sollevato a pochi metri da terra ma ha affermato di essere in grado di volare molto più in alto.

La tuta stampata in 3D può volare fino a 51 km all’ora grazie al suo design leggero e i diversi motori a turbina a gas collegati a braccia e fianchi. Usa quattro litri di carburante al minuto, che gli consentono di rimanere fuori terra per circa quattro minuti. Per il momento, sono disponibili solo 9 tute e chiunque abbia la fortuna di acquistarla, deve fare un addestramento obbligatorio, mentre gli altri possono avere un piccolo assaggio di come possa essere volare con la tuta attraverso un’esperienza con la realtà virtuale nel negozio in cui si vende.

https://youtu.be/1SIYUlFg90Q

Il signor Browning, che è stato paragonato al Tony Stark della serie Iron Man della Marvel, lo scorso anno ha ottenuto un Guinness World Record per la velocità più alta in una tuta dal motore a propulsione controllata dal corpo.

Ti piacerebbe provarla? Lasciaci un commento e salva il contenuto sul tuo diario così che anche i tuoi amici possano leggere queste informazioni. Seguici per altre curiositàà sulla pagina Curiosando si impara.

Aprono il misterioso sarcofago nero trovato in Egitto

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Lo scorso giovedì 19 luglio, scienziati ed ingegneri egiziani hanno aperto il misterioso sarcofago nero di granito, il quale era stato scoperto all’inizio del mese di luglio nella città di Alessandria d’Egitto.

Scoprono in Egitto un misterioso sarcofago in granito nero che non è stato aperto per 2.000 anni

Il processo di pertura del sarcofago è stato interrotto al principio: dopo che il coperchio è stato sollevato di circa 5 centimetri si è iniziato a percepire un odore insopportabile, per il quale la commissione di scienziati ha ordinato a tutti gli spettatori non autorizzati di abbandonare il luogo.

Dopo aver ventilato l’area, gli scienziati hanno proseguito con l’apertura e si sono resi conto che il sarcofago era pieno di un liquido rossastro. Alcuni utenti dei social network hanno ipotizzato che si potesse trattare di un qualche tipo di veleno o di mercurio rosso.

Però, poco dopo, le voci sono state smentite dal segretario generale del Consiglio supremo delle antichità egizie, Mohamad al Vaziri, che era presente durante l’apertura. Il funzionario ha affermo che il suddetto liquido rossastro sono residui di acque reflue penetrate all’interno attraverso una fessura che si trova sopra il coperchio, mentre il particolare colore è dovuto all’acqua che si è mescolata con il contenuto del sarcofago.

Cosa hanno trovato dentro?

Gli scienziati sono riusciti a fare chiarezza sul contenuto di questo enorme sarcofago che è rimasto chiuso per oltre 2000 anni. Nonostante le speranze di diversi esperti, i quali credevano che potesse appartenere al conquistatore Alessandro Magno, Vaziri ha rivelato che non è così, in realtà si tratta di una sepoltura familiare, perché sono state rinvenute tre mummie.

Inoltre, Vaziri ha precisato che le persone mummificate non hanno legami con le famiglie reali della dinastia tolemaica o romana, in quanto non sono strate trovate scritture corrispondenti sul sarcofago.

Di seguito il video:

Il numero di persone mummificate spiega la grandezza del sarcofago: il più grande mai trovato ad Alessandria d’Egitto, con un’altezza di 185 centimetri, una lunghezza di 265 centimetri ed una larghezza di 165 centimetri. I resti ritrovati all’interno, purtroppo, sono stati significativamente danneggiati dall’acqua.

È un vero peccato che i resti ritrovati non siano intatti, si tratta comunque di una grandissima scoperta. Cosa ne pensi? Lasciaci un commento e salva il contenuto sul tuo diario così che anche i tuoi amici possano leggere queste interessanti informazioni.

9 modi in cui attiriamo la povertà nelle nostre vite

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La vera povertà è quella che si trova all’interno delle nostre menti, dove ospitiamo limitazioni e fomentiamo la scarsità delle nostre vite. La prosperità può essere associata a tutto ciò che desideriamo e che possiamo misurare con la propria presenza o assenza, o in beni e quantità, per esempio: le risorse economiche, l’amore, la salute, gli amici, ecc. Alla fine, sia la povertà che la ricchezza possono essere applicate a qualsiasi cosa a cui diamo un valore.

La povertà inizia e finisce nelle nostre menti, abbiamo diversi meccanismi per allontanarla dalle nostre vite, però anche modi per attirarla e mantenerla.

Stabilire dei limiti alle tue capacità: una cosa è riconoscere che non disponiamo di determinate risorse in un determinato momento, un’altra è convincerci che non siamo in grado di portare a termine un qualcosa. Dobbiamo cercare di acquisire il necessario e la cosa più importante sarà quella di convincerci che possiamo senza ancora capire bene come arriveremo all’obiettivo desiderato, è una priorità alimentare noi stessi convinvendoci che abbiamo la capacità per farlo.

Circondarci solo di persone che limitano le nostre vite: alcune persone hanno la capacità speciale di sminurci, per rubarci le energie, per seminare in noi un sentimento di impotenza, ma sono solo la minoranza. Per quanto possibile, dovremmo evitare di essere alla portata di queste persone, cercando di circondarci di gente che porta nella nostra vita delle cose positive, che ci incoraggia e che si fida di noi.

Essere troppo parsimoniosi: la pianificazione ed il risparmio, molte volte, risultano essere delle risorse che ci aiutano ad ottenere diverse cose che desideriamo avere. Tuttavia, una mentalità estremamente risparmiatrice ci riempirà le idee di carenze, di pensieri che ci diranno che è ora il momento di risparmiare, perché non si sa se domani avremo l’opportunità di farlo, in questo modo staremo dubitando di ciò che potremo ricevere in futuro.

Essere troppo spendaccioni: entrambi gli estremi ci fanno male, quando non controlliamo le nostre spese, possiamo ritrovarci con un debito difficile da rimarginare.

Dedicarci a ciò che non ci piace: se dedichiamo le nostre energie in qualcosa che non ci piace, la magia non arriverà. Il flusso della prosperità si attiva quando facciamo qualcosa che amiamo, quando il nostro tempo viene trasformato in qualcosa che alimenta la nostra anima, quando abbiamo questo non è importante avere la ricchezza tra le mani, perché la nostra anima si sentirà piena e da questo punto in poi ogni dimensione verrà associata alla prosperità.

Non dare o condividere: quando siamo meschini, quando vogliamo tutto per noi stessi senza condividere nulla che per noi abbia importanza, non possiamo sperimentare il meraviglioso effetto che ha in noi il semplice fatto di dare, il quale non solo produce un piacere unico, ma attraverso questi gesti seminiamo nell’universo ciò che ci farà ricevere di più di quello che abbiamo dato. Tuttavia, non dobbiamo pensarlo come se fosse un investimento, dobbiamo imparare a dare ed a condividere con il cuore, perché l’universo percepisce sempre la verità delle intenzioni e in funzione a questa ci retribuisce, nel bene o nel male.

Sperare che qualcun altro “risolva la tua vita”: qui stai decretando la tua incapacità di difenderti da solo e ti abituerai a dipendere da qualsiasi altra persona per arrivare a ciò che vuoi e, da quel momento in poi, attirerai nella tua vita solamente relazioni basate sulla dipendenza. Solo tu devi essere il responsabile per ottenere ciò che vuoi con le tue risorse, che sono infinite, devi solo convincertene.

Pensare in piccolo: quando hai solamente sogni piccoli, ti adegui ad essi e queste saranno le misure con cui ti abituerai a creare. Non esiste nessun problema se le tue aspirazioni hanno effettivamente questa grandezza, però devi tenere in conto che, nonostante tu non abbia realmente bisogno di nulla, puoi avere nella tua vita tutto ciò che vuoi.

Concentrarti sulle cose materiali: molte volte tendiamo a vincolare la nostra felicità e la nostra tranquillità con gli 0 presenti in un conto corrente, o alle cose materiali. Facendo questo, corriamo il rischio di sorvolare su ciò che realmente definisce la ricchezza, la quale può anche essere variabile e relitiva per ogni persona; chi la prova realmente non è esattamente il più ricco, ma è colui che riesce a provare la maggior pienezza, quella che esce dal cuore e non dalle quote delle azioni.

gow27 / 123RF Archivio Fotografico

Concentrati su ciò che vuoi e comincia a creare la vita che desideri.

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Lavorare meno, fare di più: La settimana di 4 giorni lavorativi in Nuova Zelanda è stata un successo assoluto

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Una società che si occupa di pianificazione patrimoniale, la Perpetual Guardian, ha pensato di fare un esperimento dando la possibilità ai suoi 250 dipendenti di lavorare solo quattro giorni a settimana. Questo esperimento è durato sei settimane, tra l’inizio di marzo fino alla metà aprile, ed è stato un successo.

I risultati sono stati sorprendenti, il 78% dei dipendenti ha ritenuto di essere stato in grado di gestire al meglio il proprio equilibrio tra vita privata e lavorativa. I dipendenti della società che si occupa di testamenti e pianificazione patrimoniale, hanno lavorato solo 4 giorni a settimana, ciascuno di otto ore, ma sono stati pagati per una settimana lavorativa di 5 giorni.

In questo modo, i lavoratori hanno affermato di essersi sentiti meno distratti, più concentrati, di aver utilizzato meno i social network e di aver pensato poco ai problemi esterni. Il fondatore dell’azienda, Andrew Barnes, ha avuto questa brillante idea nel tentativo di rendere i suoi dipendenti più soddisfatti, più impegnati, più produttivi e stimolati e, secondo i risultati, ci è riuscito in pieno.

Jarrod Haar, professore di gestione delle risorse umane presso la University of Technology di Auckland, ha riscontrato un aumento della soddisfazione lavorativa e della vita in generale, affermando che i dipendenti che lavorano meno ottengono di più, sia al lavoro che nella vita privata.

L’equilibrio tra lavoro e vita privata, che riflette il modo in cui gli intervistati ritenevano di poter gestire con successo i loro ruoli lavorativi e non lavorativi, è aumentato del 24%. A novembre dello scorso anno, poco più della metà (54%) del personale riteneva di poter bilanciare efficacemente il proprio lavoro e gli impegni a casa, mentre dopo l’esperimento, questo numero è balzato al 78%.

I livelli di stress del personale sono diminuiti del 7% mentre la stimolazione, l’impegno e il processo di crescita sul lavoro sono migliorati del 5%.

Helen Delaney, docente presso la University of Auckland Business School, ha dichiarato che la motivazione e l’impegno al lavoro dei dipendenti, sono aumentati perché sono stati protagonisti nella pianificazione dell’esperimento.

“I dipendenti hanno progettato una serie di innovazioni e iniziative per lavorare in modo più produttivo ed efficiente, dall’automazione dei processi manuali, alla riduzione o all’eliminazione dell’utilizzo di internet non relativo al lavoro”, ha affermato il docente.

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Andrew Barnes ha fatto sapere che avrebbe portato i risultati dell’esperimento al consiglio di amministrazione, per aprire una discussione su come una settimana lavorativa di quattro giorni potrebbe essere implementata a lungo termine nella sua azienda.

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La vita non è più la stessa dopo la morte dei nostri genitori

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Anche se si tratta della legge della vita, nessuno può essere preparato alla perdita dei propri genitori. Per questo, dobbiamo darci del tempo per poter affontare la nuova situazione e per farlo senza rancori.

È la legge della vita, i figli sopravvivono ai propri genitori. Tuttavia, non solo per il fatto di essere una cosa naturale possiamo accettare una perdita tanto grave, come è la morte delle persone che hanno dato tutto per noi.

Sempre e quando abbiamo un legame familiare significativo, arricchente e caldo, ogni assenza ed ogni separazione presuppongono una fonte di sofferenza che nessuno ci ha mai insegnato ad affrontare o a gestire.

La morte di una madre e di un padre, lasciano un vuoto che non riusciremo mai a colmare. Nonostante questo, impareremo a vivere con questa ferita, con questo buco nel cuore che allevieremo con i bei ricordi, con le fotografie, o con quel legame speciale che conserveremo per sempre nel nostro cuore.

La perdita dei nostri genitori, un momento per il quale nessuno è preparato

Il dolore della perdita sarà equiparabile alla grandezza dell’unione che abbiamo avuto con questo padre o con questa madre. Non importa se viviamo ancora con loro o se abbiamo una nostra vita indipendente con la famiglia che abbiamo creato.

L’eredità emotiva ed esperienziale costruita con una persona amata non conosce né tempo, né distanza.

Dentro di noi, continuiamo ad essere delle persone che hanno bisogno di consigli, che apprezzano un abbraccio paterno, o uno sguardo fiducioso della propria madre.

Siamo esseri sociali ed emotivi e l’unione che arriviamo a stabilire con i nostri genitori è talmente intima che, quando si verifica la perdita, si frammentano molte dimensioni dentro di noi.

Per questo, dovremmo tenere in considerazioni i seguenti aspetti:

Ogni persona vive il proprio dolore a suo modo

Il dolore è il processo personale con il quale arriviamo ad accettare la perdita di una persona cara. Le fasi dovrebbero essere le seguenti:

  • La negazione
  • La rabbia
  • La negoziazione
  • L’espressione del dolore emotivo
  • L’accettazione

Nonostante queste siano le tappe più comuni e che questo processo abbia una durata di circa 3 mesi, bisogna capire che ogni persona lo affronterà a proprio modo.

Con questo si intende dire che non dobbiamo sentirci offesi se un nostro fratello, piuttosto che un altro familiare, non sembri essere colpito dal dolore. Il dolore viene canalizzato in molti modi differenti e non tutti abbiamo le stesse abilità per gestirlo.

Si tratta solo di riuscire a trovare un proprio “canale”, quello che più riesce a sollevarci. Parla con le persone più vicine, rimani da solo, guarda le vecchie foto e piangi quanto ne hai bisogno.

La sofferenza sarà ogni giorno sempre meno e, anche se non ci credi, potrai tornare ad andare avanti di nuovo.

Una perdita senza un addio, come affrontarla?

La perdita dei nostri genitori può accadere per diverse ragioni. Una lunga malattia, un incidente, un malore inaspettato…

Ciò che più fa male quando si perde una persona cara è non riuscire a salutarla, non poterle dire quando la amiamo. Capita che alcune persone perdano una persona amata dopo una discussione, dopo un malinteso, o una parola sbagliata che, lo vogliamo o meno, porta una sofferenza molto difficile da accettare.
Non possiamo tornare indietro nel tempo per sistemare le cose. Tuttavia, è necessario focalizzare i nostri pensieri e le nostre emozioni su questo: un padre, o una madre, sanno quanto bene voglia loro un figlio. Non esiste rancore.

Non importano i disaccordi occasionali. Il legame è talmente forte, nobile e sincero che dobbiamo essere capaci di dire addio con sicurezza e tranquillità, perché loro saranno sempre con noi, sapendo quanto li abbiamo amati e quanto li continuiamo ad amare.

La necessità di tornare a sorridere per onorare la memoria dei nostri genitori

La perdita dei genitori non viene mai superata, perché si tratta della ferita delle nostre radici. Nonostante questo, impariamo a vivere senza di loro e ci permettiamo di essere felici di nuovo, sempre e quando riusciamo a tenere in considerazione questi aspetti:

I nostri genitori non vorrebbero mai vederci vivere dominati dalla tristezza. Potrebbe sembrare diifficile, però è necessario tornare a sorridere per loro e che la nostra felicità di oggi sia un modo per onorare il loro ricordo. Non dubitare nel riempire la tua mente di ricordi positivi del passato, di momenti arricchenti che ti offrono la forza di andare avanti.

I grandi momenti che hai condiviso con tuo padre o con tua madre sono regali emotivi che, a tua volta, devi trasmettere ai tuoi figli. Sono un legame d’amore e d’affetto che ci fa crescere come persone e che ci unisce con un’origine che non dobbiamo perdere.

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Tutti noi, prima o poi, dovremo affrontare un addio al quale non saremo preparati. Tuttavia, l’amore di oggi sarà la forza di domani. Impara a vivere il presente ed a godere della compagnia delle persone che ami con pienezza e sincerità.

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Fare le pulizie di casa allunga la vita, secondo uno studio

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In effetti, pulire casa da cima a fondo potrebbe dare qualche sollievo e senso di benessere. Questa pratica rilascia endorfine, consentendo di scaricare la tua irritabilità e i tuoi pensieri oscuri. Inconsciamente, pulire casa è come pulire la nostra mente e quindi rigenerare il nostro umore.

Perseguire i lavori di casa si rivela essere una sorta di presa emotiva per i meno efficienti. Abbiamo bisogno di alleggerire i nostri pensieri oscuri come alleggerire i fastidi che ci circondano, ad esempio ordinare casa.

Questa teoria è scientificamente provata. Uno studio condotto da UCL, University College London, su quasi 20.000 uomini e donne, tra cui 3.200 sofferenti di stress o ansia, ha rivelato che un’attività di almeno 20 minuti, come pulire casa, fare sport o giardinaggio, influenza positivamente il nostro umore.

La giornalista Anne de Chalvron, la quale studia la psicologia all’interno degli ambienti familiari come, per esempio, i piaceri segreti della famiglia, sostiene che impegnarsi nelle faccende domestiche sarebbe un ottimo modo per rilassarsi e una vera terapia benefica per la salute, come pensa anche il sociologo Jean-Claude Kaufmann; il quale afferma che più un’attività richiede sforzo, più fornisce soddisfazione una volta completata. Pulire lo spazio circostante regalerebbe alla mente come la sensazione di riuscire a liberarsi e ad andare avanti.

Aumenta anche l’aspettativa di vita

Questa attività, che sembra in un primo momento legata a un compito noioso, aumenterebbe la speranza della vita umana per i suoi benefici. Ciò è confermato dall’American Journal of Public Health, che collega l’attività della famiglia a una aspettativa di vita più lunga.

Riordinare, passare l’aspirapolvere, lavare il pavimento… sarebbe necessario al nostro equilibrio mentale a causa della sua stimolazione da parte del corpo nelle azioni. Tre ore di pulizia equivarrebbero a tre chilometri di jogging, tranne per il fatto che la pulizia dà una sensazione di purificazione e ci fa sentire soddisfatti. Questa attività avrebbe anche un forte impatto positivo sulla nostra memoria e sulla nostra capacità di concentrazione che viene sollecitata attraverso gli oggetti che muoviamo e che puliamo.

Uno psichiatra e saggista sullo sviluppo personale, ha spiegato che la casa è il nostro “luogo sicuro” e simboleggia il nostro essere. Pulire casa e mettere in ordine le stanze è una “commemorazione di chi siamo”. Vivere in un ambiente disordinato ci fa perdere il controllo su dove siamo e allo stesso tempo, sulla nostra vita.

Un altro studio condotto nel 2012 nel dipartimento di psicologia di Madrid, rivela che l’88% dei pazienti depressi cercava di ordinare tutto ciò che li circondava proprio nelle prime settimane di guarigione della loro depressione. Questa è una forma di terapia per chi sta vivendo un momento di confusione, senza vincoli esterni imposti.

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Oltre al fatto che la famiglia ha molte virtù sul morale e sul benessere, questa pratica è anche benefica per il corpo e ha permesso di combattere il sovrappeso o le malattie cardiovascolari. Fare pulizie e ordinare è, indubbiamente, benefico e accessibile a tutti. Stare bene a casa è come riordinare anche la propria mente.

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Uno studente ha camminato per oltre 30 km per presentarsi al 1° giorno di lavoro, così il suo capo gli ha regalato la sua macchina

Un giovane studente di Birmingham ha avuto una brutta sorpresa dalla propria macchina. Aveva smesso di funzionare proprio la sera prima in cui avrebbe dovuto iniziare un nuovo lavoro, con il quale si sarebbe potuto pagare gli studi. Inizialmente, il ragazzo si era fatto prendere dal panico, ma poi ha deciso di non arrendersi prendere di petto la situazione.

Walter, questo è il suo nome, ha capito che l’unico modo che aveva per raggiungere il posto di lavoro era quello di mettersi in marcia a piedi. Avrebbe dovuto percorrere oltre 30 chilometri, ma questo fattore non lo ha fatto desistere e si è incamminato in piena notte per riuscire ad arrivare puntuale sul nuovo posto di lavoro.

Studente della Carver High School, Walter sogna di entrare nella marina americana. In quel momento, però, aveva bisogno di quel lavoro. Non aveva paura di rovinarsi le mani andando a caricare e scaricare mobili in una società di traslochi (Bellhops), la quale gli aveva dato l’opportunità di assicurarsi un introito economico di grande importanza.

Twitter/Pelham Police Dept

Per questo, si è messo in marcia quando tutti dormivano e dopo circa 4 ore, è stato notato da quattro agenti di Polizia che, incuriositi nel vederlo camminare solo in piena notte, gli hanno chiesto cosa stesse facendo. Così, dopo aver ascoltato la sua storia, gli hanno offerto la colazione e l’hanno accompagnato a casa dei coniugi Lamey, la famiglia per cui avrebbe dovuto effettuare il primo trasloco insieme ad altri colleghi.

Erano solamente le 5.45 del mattino, ma in casa erano già tutti svegli perché volevano prepararsi al meglio per il trasloco e non appena hanno visto Walter gli hanno proposto di riposare in uno dei loro letti. Walter ha ringraziato per la proposta, ma ha preferito rifiutare l’offerta iniziando ad aiutarli con gli scatoloni.

La sua storia, ben presto, ha avuto un vastissimo eco tra i colleghi ed è arrivata alle orecchie del numero uno di Bellhops, Luke Marklin. Il vertice dell’azienda ha deciso di voler conoscere di persona questo ammirevole ragazzo ed è partito dal Tennessee per andare a stringergli la mano. Il giovane non immaginava di poter ricevere un premio per la sua dedizione al lavoro, men che meno che qualcuno gli avrebbe consegnato una nuova automobile. Si, perché il suo capo gli ha voluto regalare la propria Ford Escape del 2014.

Youtube

Walter non riusciva a credere ai propri occhi, ma Marklin aveva visto in lui tutte le componenti che sognava di trovare nella propria azienda e lo spirito che avrebbe voluto in tutti i suoi dipendenti.

Di seguito il video del momento della consegna del regalo che è in lingua inglese, ma l’incredulità e la felicità nell’espressione di questo ragazzo non hanno bisogno di parole.

Una bellissima storia dove, per una volta, chi ha spirito di sacrificio trova un premio immediato, non dovendo aspettare troppo come accade in molti casi.

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