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La letterina per la festa della mamma

Miei carissimi figli,

Mentre stavo pensando a cosa mi piacerebbe ricevere per la festa della mamma, mi è venuta in mente una lista di desideri che vorrei condividere con voi:

❤️ Sapete quanto ami il ricamo, quindi sarei davvero felice di ricevere un set di fili colorati di alta qualità e una selezione di aghi di diverse misure. Magari potreste anche regalarmi qualche nuovo schema da seguire, così potrei cimentarmi in progetti più impegnativi. A proposito, una bella cornice grande sarebbe perfetta per esporre i miei lavori migliori, visto che di solito mi regalate sempre cornici troppo piccole!

Passando a qualcosa di dolce, sapete che impazzisco per i biscotti fatti in casa, specialmente quelli con le gocce di cioccolato. Sarebbe un pensiero davvero speciale se li preparaste voi per me. Quelli confezionati sono buoni, ma non hanno lo stesso sapore dell’amore che mettete voi nella cucina.

Il mio profumo preferito sta per finire e mi piacerebbe tanto riceverne una nuova confezione. Sapete già quale è, quindi vi prego di non sperimentare con altre fragranze, perché sono sicura che non mi piaceranno.

Ora, so che vi sembrerà una richiesta bizzarra, ma avrei davvero bisogno di un nuovo cellulare. Quello che ho ora fa foto terribili e i miei selfie sembrano sempre sfocati. Vorrei poter condividere bei ritratti con voi e i miei amici!

Ah, un’ultima cosa: per favore, quest’anno niente stoviglie o contenitori per la cucina. So che vi piace portare a casa gli avanzi ogni volta che ci riuniamo, ma poi non riportate mai indietro nulla, quindi sarebbe meglio evitare. ????

P.S. Se non riuscite a trovare qualcosa della lista, non preoccupatevi. Basta che mi chiediate e troveremo sicuramente un’alternativa insieme.

Il giorno della festa, vi prego di portare dei piatti già pronti o di ordinare una bella pizza per tutti. Sarà un momento speciale da trascorrere in famiglia!

Vi starete chiedendo come mi siano venute in mente tutte queste idee… Beh, diciamo che ho preso ispirazione da alcune vecchie letterine che ho conservato dal Natale e dall’Epifania! ????

Con tutto il mio affetto, La vostra amata mamma ????

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COME CI HANNO INGANNATO

Per anni siamo stati illusi, ci hanno fatto credere che il lusso fosse qualcosa di inarrivabile, un mondo fatto di rarità, costi esorbitanti ed esclusività.

Ora, però, ci rendiamo conto di quanto fossimo ciechi di fronte alla vera essenza del lusso, poiché il vero lusso stava nelle piccole cose che non abbiamo saputo apprezzare quando le avevamo a portata di mano.

Adesso che non possiamo più averle, ne sentiamo la mancanza più che mai.

Il vero lusso è godere di buona salute, è poter camminare all’aria aperta, è ridere e scherzare con gli amici, è scambiarsi abbracci e baci sinceri. Lusso è sorseggiare un buon caffè davanti al calore di un camino in campagna, circondati dalle persone che amiamo.

Ma il lusso più grande di tutti è il privilegio di essere vivi, di respirare e di poter ancora sognare.

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Lascia che tuo figlio impari al proprio ritmo, senza pressioni

L’importanza di rispettare i tempi di apprendimento di tuo figlio

Ogni genitore prova un immenso orgoglio quando il proprio bambino raggiunge un traguardo importante, come scrivere il suo nome per la prima volta. Tuttavia, è altrettanto comune che i genitori si preoccupino se il loro figlio non progredisce allo stesso ritmo dei coetanei. Questo confronto può generare ansia e spingere inconsciamente i genitori a fare pressioni sui figli affinché raggiungano determinati obiettivi prima di essere pronti.

a young boy running through a sprinkle of water

È fondamentale ricordare che ogni bambino è unico e ha il proprio ritmo di sviluppo e apprendimento. Forzarli a conformarsi a uno standard esterno può causare stress inutile e influire negativamente sulla loro autostima e motivazione intrinseca. Invece di concentrarsi sui paragoni esterni, i genitori dovrebbero creare un ambiente di supporto e pazienza in cui i figli possano esplorare e imparare al proprio ritmo, sentendosi sicuri che i loro progressi sono apprezzati indipendentemente da come si confrontano con gli altri.

Le conseguenze di forzare i bambini

Esercitare una pressione eccessiva su un bambino affinché raggiunga delle tappe prima di essere pronto può avere diverse conseguenze profonde. In primo luogo, può generare frustrazione e ansia nel bambino, facendolo sentire incapace di soddisfare le aspettative imposte. Questa ansia può manifestarsi sotto forma di comportamenti di sfida, ritiro sociale o problemi di autostima.

A livello emotivo, la pressione eccessiva può avere un impatto negativo sull’autostima del bambino, facendolo sentire insicuro e poco valorizzato. Ciò può influenzare la sua disposizione ad apprendere e la sua motivazione ad affrontare nuove sfide in futuro. Inoltre, la pressione di dover rispettare determinati standard può limitare la capacità del bambino di esplorare, sperimentare e imparare in modo naturale, ostacolando lo sviluppo di abilità importanti come la resilienza, la creatività e l’autonomia.

selective photo of a girl holding bubbles

Promuovere l’apprendimento attraverso la motivazione e l’emozione

Affinché un bambino apprenda veramente, deve sentirsi coinvolto direttamente nel processo di apprendimento. Come si ottiene ciò? Attraverso l’emozione e la motivazione, senza pressioni, forzature o confronti, rispettando il suo ritmo e le sue capacità.

Quando c’è motivazione, c’è attenzione. Quando c’è attenzione, c’è memorizzazione. Quando c’è memorizzazione, si costruisce la conoscenza. E quando le emozioni entrano in gioco, tutto si consolida realmente nella mente. I bambini imparano di più e meglio quando le emozioni sono coinvolte.

Consigli per favorire l’apprendimento motivato ed emotivo

  • Non fare pressioni né forzare il bambino
  • Concentrarsi sulla motivazione verso un determinato apprendimento
  • Permettere al bambino di imparare al proprio ritmo e nel modo in cui si sente più a suo agio
  • Incoraggiare il contatto con la natura, lo sport e la socializzazione con i coetanei
  • Stabilire un orario per l’apprendimento, cercando di renderlo divertente
  • Concedere del tempo per il gioco libero e le attività che il bambino desidera fare

Fiducia nelle capacità del bambino

Ogni bambino ha il proprio ritmo di sviluppo e comprensione, ed è essenziale rispettare il suo processo individuale. Evita di confrontarlo con altri bambini e, invece, celebra i suoi progressi e risultati unici. Questo aiuta a costruire la sua fiducia e autostima, fondamentali per un apprendimento sano.

woman holding sunflower during daytime

In sintesi

Rispettare il ritmo di apprendimento di tuo figlio, senza pressioni o confronti, è la chiave per favorire il suo sviluppo e benessere. Crea un ambiente di supporto e motivazione, lasciando spazio alle emozioni e alla naturale curiosità del bambino. Ricorda che ogni piccolo progresso merita di essere celebrato, perché ogni bambino è unico e speciale nel suo percorso di crescita.

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Un ragazzo chiama la polizia perché nessuno gli ha fatto gli auguri di compleanno, i poliziotti gli portano una torta

A volte, le chiamate al 911 possono riservare delle sorprese inaspettate per gli operatori di emergenza. È il caso di un giovane di Boston, Massachusetts, che ha deciso di contattare il numero di emergenza per un motivo insolito: lamentarsi del fatto che nessuno gli avesse fatto gli auguri per il suo 25° compleanno.

La sorpresa dei poliziotti

I due agenti di polizia, Israel Bracho e Franklin Ortiz, hanno deciso di prendere sul serio la chiamata e di presentarsi a casa del giovane. Ma non sono andati a mani vuote: hanno portato con loro un muffin con delle candeline, in modo che il ragazzo potesse esprimere un desiderio.

(Se non visualizzi il video clicca qui)

Inizialmente, il giovane era imbarazzato e spaventato nel vedere i poliziotti alla sua porta, ma il suo atteggiamento è cambiato rapidamente quando ha capito che erano lì per cantargli “Tanti auguri”. Con impazienza, ha aspettato di esprimere il suo desiderio e di soffiare sulle candeline.

Dopo aver confermato che era davvero il suo compleanno, abbiamo pensato: tutti hanno un compleanno e tutti meritano di sentirsi speciali nel loro giorno.

Dichiarazione degli agenti Bracho e Ortiz

Altre chiamate bizzarre al 911

Il caso di Chris non è l’unico esempio di chiamate strane ricevute dal 911. Ci sono state altre storie sorprendenti che sono diventate virali sui social media, condivise talvolta dalle stesse autorità per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di chiamare solo in caso di vera emergenza.

La donna che voleva gli snack della prigione

Una di queste chiamate riguarda Christine Lee Brown, una donna di 51 anni che ha contattato il 911 ben sei volte per chiedere che le portassero a casa gli snack che le venivano serviti quando era in prigione. Nonostante gli operatori le avessero detto di chiamare solo in caso di emergenza, vista l’insistenza, la polizia si è presentata a casa sua per arrestarla.

L’anziana che voleva più birra

Nel Natale del 2013, una donna anziana di Memphis, in stato di ebbrezza, ha chiamato il 911 per denunciare sua nipote, colpevole di essersi rifiutata di comprarle altre birre.

Close-up Photo of a Mobile Phone Screen

L’uomo che voleva condividere una birra

In un caso simile, un uomo ha chiamato il 911 per lamentarsi del fatto che i suoi vicini non volessero bere una birra con lui dopo averli invitati al suo compleanno. A causa delle sue chiamate insistenti, l’uomo è stato arrestato.

Queste storie ci ricordano l’importanza di utilizzare il numero di emergenza con responsabilità, ma ci mostrano anche il lato umano delle forze dell’ordine, pronte a regalare un sorriso e un momento di felicità a chi ne ha bisogno, anche in una giornata speciale come il proprio compleanno.

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Papà

4 anni: “Il mio papà è un super eroe! Sa fare tutto!”

5 anni: “Wow, il mio papà conosce un sacco di cose!”

6 anni: “Il mio papà è il più forte e intelligente di tutti!”

8 anni: “Mmm… forse il mio papà non sa proprio tutto tutto…”

10 anni: “Papà mi racconta che quando era un bambino il mondo era un posto diverso”

12 anni: “Papà, queste sono cose nuove per te! Sei troppo grande per capirle!”

15 anni: “Lascia perdere quello che dice mio padre. È vecchio e non sa di cosa parla!”

20 anni: “Lui? È un dinosauro, non capisce niente della vita di oggi!”

25 anni: “Ok, papà qualcosina la sa, ma è normale, non è più un giovanotto”

30 anni: “Prima di fare qualsiasi cosa voglio sentire l’opinione di papà”

40 anni: “Chissà come papà avrebbe gestito questa situazione. Era saggio e aveva tanta esperienza”

50 anni: “Vorrei tanto che papà fosse qui ora. Mi mancano i suoi abbracci, i suoi consigli e il suo amore. Quanto mi dispiace non aver capito prima quanto fosse unico. Avrei dovuto imparare di più da lui quando ne avevo l’opportunità”

Ricorda, il papà è uno solo e puoi viverlo solo una volta.

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Una triste realtà

Anni fa mia madre e mio padre mi chiesero un consiglio su cosa fare con la loro casa, non sapevano se avrebbero dovuto dividerla in parti uguali per noi quattro figli o se avrebbero dovuto venderla, per poi accquistare un appartarmento più piccolo per loro e suddividere il ricavato tra noi fratelli.

Questa situazione mi spinse a pormi una domanda: perché i genitori si preoccupano di lasciare ai figli qualcosa per cui loro hanno faticato e risparmiato, mentre i figli non hanno contribuito in alcun modo? È solo per tradizione, per consuetudine o per il desiderio di lasciare un’eredità?

La mia risposta alla loro domanda fu semplice e diretta: “Se ci amate veramente, non lasciateci nulla. Vendete la casa, compratene una più adatta alle vostre esigenze e godetevi i frutti del vostro duro lavoro, realizzando i sogni che avete sempre avuto. Lasciare a noi figli la vostra casa, significa solo creare terreno fertile per litigi e conflitti tra fratelli, trasformandoli in individui pronti a scontrarsi per qualcosa che non hanno sudato per ottenere”.

È triste pensare che ci siano dei figli che aspettano la scomparsa dei propri cari per ottenere finalmente qualcosa. Ancora più triste è conoscere fratelli che hanno messo da parte il loro legame per delle semplici mura.

I genitori devono capire che il loro amore, la loro presenza e i valori che trasmettono sono il dono più grande che possono fare ai figli, non le proprietà materiali. È importante che i genitori si godano i frutti del proprio lavoro e che i figli imparino a costruire il proprio futuro con le proprie forze, senza aspettarsi nulla da nessuno.

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Che cos’è l’amore?

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Che cos’è l’amore?

In una mattina come tante altre, all’interno di una scuola, un bambino chiese alla propria insegnante: “Maestra, che cos’è l’amore?”.

La donna pensò che il bimbo meritasse una risposta degna alla sua domanda tanto intelligente. Poiché si stava avvicinando l’ora della ricreazione, chiese ai suoi piccoli studenti di fare un giro nel cortile della scuola e di prendere ciò che faceva nascere in loro l’emozione dell’amore.

Poco dopo, quando suonò la campanella, i bambini uscirono entusiasti in cortile e, una volta tornati, l’insegnante chiese ad ognuno di loro di mostrare ciò che avevano portato.

La prima bambina, mostrando ciò che aveva in mano, disse: “Ho trovato questo fiore, non vi sembra davvero molto bello?”.

Il secondo bambino, con un sorriso stampato in viso, mostrò ciò che aveva portato in classe dicendo: “Guardate questa bellissima farfalla, con dei colori stupendi”.

Il terzo studente, felice ed emozionato affermò: “Ho trovato questo passerotto che era caduto dal nido, è veramente carino”.

E così, uno dopo l’altro, tutti i bambini fecero vedere in classe quello che avevano portato dal cortile per mostrare cosa per loro rappresentasse l’amore.

Alla fine, la maestra notò che una delle bambine era rimasta in disparte per tutto il tempo senza intervenire, così le chiese il motivo per cui non avesse raccolto nulla.

A quel punto, la bambina, con un’aria imbarazzata, disse: “Mi dispiace maestra, ma ho visto un fiore e quando stavo per raggoglierlo ho sentito il suo buonissimo profumo, così l’ho lasciato lì affinché potesse continuare a diffondere la sua fragranza.

Poi, ho visto una stupenda farfalla colorata e avrei voluto catturarla, ma sembrava talmente felice mentre volava libera che ho preferito non prenderla.

Alla fine, ho visto anche un passerotto che era caduto dal nido, stavo per portarlo con me, poi, però, ho notato la sua mamma sul ramo che sembrava essere davvero molto triste, così mi sono arrampicata e ho rimesso l’uccellino nel suo nido.

Ora, porto con me il buon profumo del fiore, il senso di libertà della bellissima farfalla e la gratitudine che ho osservato nello sguardo della mamma dell’uccellino, però come posso mostrarvi tutte queste cose?”.

La maestra, commossa, ringraziò la piccola studentessa per le sue parole e le diede il voto più alto, poiché era stata l’unica che era riuscita a capire che l’amore può solo essere portato nel cuore di ognuno di noi.

Amore non è afferrare, strappare, imprigionare, costringere, vincere o perdere.

Amore è ciò che si porta nell’anima, è ricordare, è gioire… Amare è essere LIBERI E LASCIAR LIBERI.

Ma più di tutto, Amare vuol dire non far mai del male. Senza offese, senza pregiudizi, senza egoismi…

Amare significa sbocciare. Significa dispensare gentilezza. Significa essere tolleranti. Amare significa donarsi senza riserve…

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Un giorno o l’altro

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Un giorno o l’altro, la mamma smetterà di chiamarti.
Un giorno o l’altro, desidererai che viva più a lungo per trascorrere ancora del tempo insieme.Un giorno o l’altro, non ti consiglierà più di smettere con quel vizio che hai.
Un giorno o l’altro, non ti consiglierà più cosa sia meglio per te.
Un giorno o l’altro, entrerai in quella casa vuota dove, ogni volta che tornavi, lei ti aspettava con un ottimo caffè caldo.
Un giorno o l’altro, non sentirai più la sua voce.
Un giorno o l’altro, tutto quello che rimarrà saranno i ricordi.
Un giorno o l’altro, ti accorgerai che il tempo passa in fretta e non aspetta che tu ti decida a cambiare o ad agire.

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Nonna e nipote: complici di sempre

Il rapporto tra una nonna e sua nipote è un legame unico e profondo che trascende le generazioni. È un’unione basata sull’amore, la complicità e la trasmissione di saggezza. Questo legame speciale si costruisce attraverso momenti condivisi, risate, giochi e abbracci che resistono al passare del tempo.

Un’amicizia senza tempo

Woman Holding Baby Near Window

La nonna e la nipote sono più che semplici parenti; sono amiche e confidenti. Condividono non solo il presente, ma anche il passato e il futuro. La nonna, con la sua esperienza di vita, diventa una guida preziosa per la nipote, offrendole consigli e sostegno in ogni fase della sua crescita.

Questo rapporto si evolve nel tempo, adattandosi alle diverse fasi della vita. Man mano che la nipote cresce, la relazione si trasforma in un dialogo intergenerazionale, dove entrambe imparano l’una dall’altra. La nonna condivide le sue storie, i suoi valori e le tradizioni familiari, mentre la nipote porta una ventata di freschezza e nuove prospettive.

Momenti indimenticabili

Photo of Woman Embracing Her Grandmother

Ogni momento trascorso insieme tra nonna e nipote è un ricordo prezioso. Dai pomeriggi passati a raccontare storie all’ombra di un albero, alle lezioni di cucina per imparare a preparare i biscotti preferiti, questi istanti si imprimono nel cuore di entrambe.

La nonna diventa una fonte inesauribile di saggezza, sempre pronta ad ascoltare e a offrire consigli. La nipote, a sua volta, porta gioia e vitalità nella vita della nonna, ringiovanendo il suo spirito con la sua energia contagiosa.

Un legame che supera le distanze

Anche quando la distanza fisica le separa, il legame tra nonna e nipote rimane forte. I pensieri, i ricordi e la certezza di esserci sempre l’una per l’altra mantengono viva la connessione. Questo rapporto speciale è come un viaggio condiviso attraverso le stelle, dove le risate risuonano come melodie e i ricordi si intrecciano in un arazzo di amore incondizionato.

grandmother, girl, park

Un amore eterno

Niente può separare veramente una nonna e una nipote. Neanche il tempo o la morte possono spezzare questo legame indistruttibile. I loro cuori custodiscono una collezione di ricordi, gioie e canzoni che perdurano oltre l’esistenza fisica. È un amore che trascende il tempo e diventa un’eredità senza tempo.

Una lezione di vita

In un mondo che spesso corre veloce, fermarsi a riconoscere la magia del rapporto tra una nonna e sua nipote diventa una lezione preziosa. Ci ricorda l’importanza di coltivare le relazioni familiari, nutrendo con amore e cura le radici che ci connettono.

Nella semplicità di un “ti voglio bene” sincero e nell’eco delle risate che riecheggiano nella memoria, troviamo la verità profonda: il tempo trascorso insieme è il vero tesoro della vita. Il legame tra nonna e nipote va oltre il semplice legame di sangue; è un’unione di anime che sfida il passare del tempo.

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Se Alice…

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Se Alice non avesse ceduto alla tentazione di seguire il coniglio bianco, non sarebbe mai caduta nella sua tana e non avrebbe vissuto l’incredibile avventura nel Paese delle Meraviglie.

Non avrebbe esplorato quel mondo magico, pieno di sorprese e sfide, e non avrebbe compiuto quel percorso di crescita personale che l’ha portata a scoprire la sua vera essenza.

Non aver paura di inseguire i tuoi desideri, anche se il percorso può sembrare una caduta verso l’ignoto. Affronta con coraggio le sfide e abbraccia ciò che non conosci: solo così potrai diventare la persona che sei destinata a essere.

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Il divorzio

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Il divorzio.

In un’afosa giornata estiva, una coppia si presentò davanti al giudice, accompagnata dai propri avvocati, per concludere il lungo e tortuoso iter di divorzio.

Il legale della donna avanzò la richiesta di assegnarle la metà del ricavato dalla vendita della villa, co-intestata ad entrambi i coniugi, unitamente ad un assegno di mantenimento mensile di 400 euro, che, come minuziosamente dettagliato, sarebbe stato impiegato per far fronte ad alcune spese.

L’avvocato dell’uomo protestò, sottolineando come il proprio assistito non avesse alcuna obbligazione nei confronti dell’ex moglie, considerato che i figli, ormai adulti, si erano stabilmente sistemati altrove e che la signora, dotata di ottima salute, fosse pienamente in grado di provvedere a se stessa. Aggiunse, inoltre, che la donna non aveva mai contribuito alle spese di manutenzione della casa, né aveva partecipato economicamente al suo acquisto.

Il giudice, un uomo di mezza età dal volto segnato dall’esperienza, ascoltò con attenzione le argomentazioni di entrambe le parti, per poi sprofondare in un apparente stato di indecisione, mentre continuava ad esaminare scrupolosamente i documenti sottoposti alla sua attenzione.

D’un tratto, nell’aula risuonò il pianto della donna, al che il giudice, con fare comprensivo, le domandò:

-“Come mai sta piangendo, signora?”.

-“Vostro Onore, ritengo che quanto affermato corrisponda al vero. Pertanto, accetterò il decreto di divorzio senza pretendere alcunché da mio marito. In fin dei conti, avrei potuto senz’altro essere una donna realizzata e autonoma”.

Il giudice, incuriosito, le chiese:

-“E per quale ragione non è diventata una donna realizzata e autonoma? Vi è stato qualche impedimento che glielo ha precluso?”.

-“A dire il vero, Vostro Onore, non vi è stato alcun impedimento. Si è trattato di scelte che ho compiuto di mia spontanea volontà”.

-“Potrebbe essere più precisa ed elencarmi le motivazioni a cui fa riferimento?”.

-“Ebbene, quando ci sposammo, avevo appena conseguito il diploma. La mia aspirazione era quella di iscrivermi alla facoltà di giurisprudenza, ma le risorse economiche non erano sufficienti per sostenere le spese di due studenti, pertanto proposi a mio marito di proseguire i suoi studi, rimandando i miei a un momento successivo”.

-“Capisco, e cosa accadde poi? Per quale motivo, una volta che lui riuscì a conseguire la laurea, lei non intraprese gli studi?”.

-“Vede, Vostro Onore, lui mi chiese di avere il nostro primo bambino, considerato che erano trascorsi sei anni dal matrimonio e ancora non avevamo avuto figli”.

-“E cosa accadde in seguito?”.

-“Nulla di rilevante. Il bimbo nacque, ma mio marito era fermamente contrario all’idea che il piccolo venisse accudito da estranei, e compresi che le sue ragioni erano fondate. Decisi, dunque, di rimanere a casa per occuparmi di nostro figlio”.

-“E cosa accadde dopo, quando il bambino divenne abbastanza grande? Per quale motivo non riprese gli studi?”.

-“Perché, nel frattempo, avevo dato alla luce altri due figli”.

-“Altri due?”.

-“Esattamente, Vostro Onore. Quando il nostro primogenito venne al mondo, mio marito mi convinse della necessità di dare al bimbo un fratellino, affinché non crescesse solo. Così, due anni dopo, nacque il nostro secondogenito, ma anch’egli era un maschietto”.

-“E quale rilevanza aveva questo fatto?”.

-“Non aveva alcuna rilevanza, eravamo davvero felici, ma mio marito mi fece presente che, per raggiungere la felicità assoluta, avremmo dovuto tentare di avere una femminuccia”.

-“E poi?”.

-“Così, quando il nostro secondogenito aveva quattro anni, rimasi nuovamente incinta e diedi alla luce la nostra bella bambina”.

-“E per quale ragione, dunque, non riprese gli studi quando la piccola divenne abbastanza grande?”.

-“Perché non vi era nessuno che potesse accompagnare il maggiore alle attività sportive, né che potesse portare lui e il fratello a scuola, dato che l’autobus li lasciava ad una notevole distanza dall’istituto. Temendo per la loro incolumità, mio marito ed io decidemmo che sarei stata io ad accompagnarli a scuola e a riprenderli al termine delle lezioni. In questo modo, lasciavo il maggiore alle scuole medie, proseguivo con il secondogenito fino alle elementari e rincasavo con la bimba per fare le faccende quotidiane e per preparare il pranzo. Al termine delle lezioni, andavo a riprenderli, poi, nel pomeriggio, accompagnavo il maggiore agli allenamenti di basket, il secondo a quelli di nuoto e portavo un po’ la piccola al parco”.

-“Dunque, ha continuato a rimandare la sua formazione?”.

-“Sì, Vostro Onore, l’ho fatto per mia scelta consapevole”.

-“E quando i suoi tre figli sono diventati autonomi, per quale motivo non si è iscritta all’università?”.

-“A quel punto, mia suocera era rimasta vedova e, a causa di una malattia, necessitava di assistenza costante. Ne discutemmo a lungo con mio marito e arrivammo alla conclusione che non l’avremmo relegata in una casa di riposo, bensì l’avremmo accolta nella nostra casa, considerato che i figli si erano ormai trasferiti altrove”.

-“E per quanto tempo si è protratta la situazione?”.

-“Ebbene, all’incirca sette anni. Mia suocera era affetta da Alzheimer e, grazie alle amorevoli cure che le prestavamo, il decorso della malattia fu piuttosto lento. Si spense infine a causa di un infarto”.

-“E nel frattempo, mi dica, durante tutti quegli anni, c’era qualcuno che la aiutava nelle faccende domestiche?”

-“Aiutarmi? In che senso?”.

-“Mi riferisco alle pulizie, alla preparazione dei pasti, insomma, alle ordinarie incombenze di una casa”.

-“No, a dire il vero, mio marito percepiva uno stipendio cospicuo, ma consideri che dovevamo crescere ed educare tre figli, e il costo della vita era in costante aumento. Pertanto, mi adoperavo per contenere le spese”.

-“E in che modo riusciva a risparmiare?”.

“Ebbene, anziché acquistare il pane lo facevo personalmente, così come per tante altre pietanze; lavavo, stiravo e rammendavo tutti i capi di mio marito e dei ragazzi senza mai portare nulla in lavanderia; mi occupavo della cura del giardino, un’attività che mi costava notevole fatica a causa dei miei problemi alla schiena, ma mi impegnavo al massimo e le assicuro che il nostro giardino non sfigurava affatto al confronto con quelli dei nostri vicini”.

-“Della cucina si occupava sempre lei, immagino”.

-“Naturalmente. Mio marito detestava i pasti del ristorante. Dato che era costretto a pranzare o cenare fuori casa con i suoi clienti piuttosto spesso, sosteneva che nulla potesse eguagliare i manicaretti che gli preparavo io”.

-“E, ovviamente, lei non prendeva parte a quei pranzi”.

-“Quali pranzi?”.

-“Quelli a cui suo marito partecipava con i suoi clienti”.

-“No, non ne avevo il tempo. Fu proprio durante una di quelle cene che conobbe Laura”.

-“Laura? Chi è Laura?”.

-“La sua fidanzata, la giovane donna che sposerà non appena sarà ultimata la pratica di divorzio”.

-“E come fa a sapere che si sposerà con lei?”.

“Perché mi sono imbattuta in loro due a casa di alcuni amici in comune il giorno in cui stavano annunciando il loro fidanzamento”.

-Il giudice rimase a lungo a scrutare la donna e l’ex marito. Infine, si alzò, raccolse i fascicoli contenenti tutti i documenti e si ritirò per prendere la propria decisione”.

I presenti si scambiarono sguardi perplessi, qualcuno alzò le spalle rassegnato e tutti presero posto in attesa del ritorno del giudice. Dopo un tempo che parve interminabile, quest’ultimo fece nuovamente il suo ingresso nell’aula.

Si sedette e si aggiustò gli occhiali sul naso, dopodiché, dichiarò:

-“Signora, ho vagliato con la massima attenzione le istanze presentate e sono giunto alle seguenti conclusioni:

IN PRIMO LUOGO: Il divorzio è concesso con decorrenza immediata a far data da oggi.

IN SECONDO LUOGO: Il suo ex consorte non è tenuto a corrisponderle alcun assegno di mantenimento”.

Dopo aver ascoltato quelle parole, il marito e il suo avvocato si scambiarono uno sguardo di intesa e soddisfazione. Dopodiché, il giudice, imperturbabile, proseguì dicendo:

“IN TERZO LUOGO: Lei rimarrà l’unica intestataria dell’abitazione coniugale. L’autovettura di proprietà del suo ex marito, il conto di risparmio e il conto corrente saranno a lei intestati seduta stante, senza che egli possa prelevare o pretendere la restituzione di alcunché.

La dichiaro altresì unica beneficiaria delle polizze vita a lui intestate, nonché dei suoi piani pensionistici. Sarà inoltre obbligo del suo ex coniuge continuare a farsi carico dei premi della sua assicurazione sanitaria vita natural durante.

Ho basato la mia decisione considerando tutti gli stipendi che lei avrebbe dovuto ricevere per il lavoro svolto come amministratrice, cuoca, autista, addetta alle pulizie, giardiniera e infermiera, non solo per suo marito, ma anche per i figli e la suocera.

Questa decisione sarà solo un parziale rimborso degli stipendi che non ha ricevuto per i trent’anni di lavoro continuo che ha svolto.

Per quanto sia doveroso mantenersi obiettivi, siamo consapevoli che suo marito non sarebbe in grado di far fronte a tale debito. Pertanto, corrisponderà quanto stabilito che, pur non essendo sufficiente, appare relativamente equo.

Inoltre, lui sosterrà le spese relative alla sua istruzione, al trasporto e ai libri di testo, qualora lei decidesse di iscriversi nuovamente all’università per intraprendere gli studi nella disciplina di suo gradimento. Così è deciso!”.

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Il presente testo è stato creato da Curiosando si impara ed è protetto da copyright, puoi condividerlo ma non utilizzarlo a tuo nome senza nostra autorizzazione.

Come funziona davvero il copyright su Facebook, è tutto di dominio pubblico ciò che si pubblica? Ecco le risposte alle domande

Indice

Mi piace quell’immagine, la pubblico a mio nome!

Navigando su Facebook ti sarà capitato di vedere una bella immagine con una bella frase e di volerla pubblicare sul tuo profilo, sulla tua pagina o sul tuo gruppo, però anziché usare il tasto condividi, l’hai salvata sul tuo dispositivo, pc o cellulare e in seguito l’hai pubblicata a tuo nome, credendo di non danneggiare nessuno. Ebbene, questa è una violazione dei diritti d’autore e ti spieghiamo cosa può accadere.

Vi è un pensiero errato che se si pubblica qualcosa in modo pubblico su Facebook diventi di dominio pubblico o comunque tutti la possano riutilizzare; niente di più falso.

In realtà l’autore concede a Facebook una licenza non esclusiva che permette a Meta (Facebook) la possibilità di poterla pubblicare sui loro server, ma non concede una licenza di libero utilizzo per terzi, l’autore dell’opera rimane sempre chi l’ha creata. Prima di andare avanti spieghiamo e capiamo meglio cosa si intende per diritto d’autore:

Cos’è il diritto d’autore

Il diritto d’autore protegge l’ingegno dell’opera, può essere un video, un testo, un’immagine, un dipinto e non vi è alcun obbligo di registrazione, al contrario di un marchio. Il diritto d’autore, come stabilito dalle leggi vigenti, lo si acquisisce in maniera automatica, data proprio dalla creazione unica.
Se pubblichi un contenuto originale sul tuo profilo, come un testo lungo da te creato, un disegno, un fumetto o altro, acquisisci automaticamente i diritti d’autore e avrai il diritto di scegliere dove e come distribuire la tua opera.

Ora che sappiamo cos’è il diritto d’autore, spieghiamo cosa si può e non si può fare su Facebook.

Cosa posso fare per non violare i diritti d’autore

Ritornando all’immagine (vale anche per i video o testi lunghi) che ci piace tanto, condivisa da una pagina o da un profilo, se utilizziamo il tasto condividi dall’autore non avremo mai alcun problema, potremo condividerla nei gruppi, nelle pagine, nel proprio profilo, in Whatsapp, ovunque ce lo permetta.

Se invece la salviamo sul nostro dispositivo e la pubblichiamo a nostro nome, questo viola i diritti d’autore, come stabilito dalle leggi (Italia L. 633/1941) e perfino dal regolamento stesso di Facebook, anche se non vi è alcuno scopo di lucro o se si è citato l’autore. Dobbiamo sempre avere l’autorizzazione prima di pubblicare materiale altrui, altrimenti si rischia di danneggiare l’autore, violare le leggi e in certi casi, anche di pagare sanzioni davvero salate, oltre a violare il codice penale e pagare molto profumatamente avvocati specializzati.

Il regolamento di Facebook spiega in dettaglio cosa fare per non violare il copyright e quando lo si viola, qui il testo è visibile al link https://www.facebook.com/help/308895412492789 , analizziamolo insieme in modo che sia più chiaro:

“Come faccio ad assicurarmi che i contenuti che pubblico su Facebook non violino le leggi sul diritto d’autore?
Ai sensi delle Condizioni d’uso e degli Standard della community di Facebook, puoi pubblicare contenuti su Facebook solo se questi non violano i diritti di proprietà intellettuale di terzi. Il modo migliore per assicurarti che quanto pubblichi su Facebook non violi le leggi sul diritto d’autore è pubblicare solo contenuti creati da te. Quando pubblichi i contenuti di qualcun altro su Facebook, potresti violare il relativo diritto d’autore, anche nei seguenti casi:

  • Hai comprato o scaricato il contenuto (ad esempio una canzone da iTunes).
  • Hai registrato i contenuti sul tuo dispositivo (ad esempio una canzone riprodotta in sottofondo durante una festa, un concerto, un evento sportivo, un matrimonio, ecc.).
  • Hai dato credito al detentore del diritto d’autore.
  • Hai incluso un disclaimer in cui affermi di non voler violare il diritto d’autore.
  • Il tuo uso non è a scopo di lucro.
  • Hai modificato l’opera o hai aggiunto tuoi materiali originali alla stessa.
  • Hai trovato il contenuto su Internet.
  • Hai visto che anche altre persone hanno pubblicato lo stesso contenuto.
  • Ritieni che l’uso rientri nel fair use.

Prima di pubblicare un contenuto su Facebook, ti consigliamo di porti queste domande:
Il contenuto è stato creato interamente da me?
Ho aggiunto al mio post l’autorizzazione a usare il contenuto nella sua interezza?
Il mio uso rientra tra le eccezioni alla violazione del diritto d’autore?
Il contenuto è protetto dal diritto d’autore (ad esempio, si tratta di una frase breve, di un’idea o di un’opera di dominio pubblico)?
Generalmente è bene ottenere un’autorizzazione scritta dell’autore dell’opera prima di pubblicare contenuti su Facebook. Puoi usare i contenuti di qualcun altro su Facebook se hai ottenuto l’autorizzazione, ad esempio acquistando una licenza. Potresti anche avere la possibilità di usare i contenuti di qualcun altro se questi sono di pubblico dominio, se rientrano nel fair use o in un’altra eccezione al diritto d’autore. “

Analizziamo il regolamento di Facebook

Il testo fa fede alle leggi internazionali e DMCA che regola il diritto d’autore internazionale, negli Stati Uniti vi sono alcune eccezioni come il fair use, cosa che in Italia è disponibile solo in rarissimi casi, come contenuti per l’istruzione, contenuti scientifici o diritto di cronaca, ma ciò non deve mai creare danni all’autore dell’opera. Quindi è escluso il caso dell’immagine che ci piace e abbiamo pubblicato a nostro nome, appartenente a terzi.

Nel regolamento viene indicato che se citiamo l’autore e non abbiamo l’autorizzazione, è una violazione. Non serve a nulla scrivere “dal web” o “presa da internet” o “autore sconosciuto”, anzi, in molti casi crea ancora più danni perché non è il web che scrive o crea l’immagine, ma dietro vi è la persona che l’ha creata.

Anche se non guadagni, non è una scusa, perché comunque si danneggia l’autore dell’opera.

Profili professionali e “digital creator” su Facebook

La situazione si complica quando si ha attivo un profilo professionale, come i “digital creator“, questi profili godono di un’ampia visibilità da Facebook perché vengono considerati coloro che creano contenuti, per questo prendere le proprietà altrui e pubblicarle come profilo professionale, il quale ha anche possibilità di ottenere ricavi da Meta, è una grave violazione dei diritti d’autore, con scopo o potenziale scopo di lucro e seri danni agli autori.

Vi sono casi che Facebook, incorrettamente, ha dato più visibilità a questi profili che hanno rubato un’immagine in confronto ai contenuti originali, creando chiari problemi.
Ultimamente sono sempre di più questi profili, che hanno attivato la modalità professionale senza sapere cosa comporta, però c’è anche chi l’ha attivata appositamente per guadagnare, ma non creando, bensì pensando che tutto ciò che si trova su Facebook lo può publicare a suo nome e ottenere ricavi.
In questo caso è un vero e proprio furto, passibile di denuncia penale e con conseguenze molto gravi, perché si ottengono soldi illeciti che non gli spetterebbero, non vi è alcuna differenza tra rubare in un supermercato e rubare in internet, solo che nell’ideologia attuale, si scusa più chi ruba un contenuto online che una mela in un negozio. In realtà chi ruba un’immagine può ottenere molti più soldi e benefici in confronto a chi ruba per necessità da un negoziante e creare danni davvero seri per l’autore.

Cosa succede quando violo il diritto d’autore

Le aziende e gli autori che creano contenuti solitamente segnalano le violazioni a Facebook, tramite il modulo per la violazione dei diritti d’autore, disponibile qui modulo violazione copyright, Facebook una volta ricevuta la segnalazione, controllerà l’immagine originale e l’immagine in violazione, se risconterà che vi è una violazione di copyright, rimuoverà l’immagine.
Se si ha un profilo privato e si hanno violato i diritti, si riceverà un avviso di rimozione del contenuto e di non farlo più, pena la chiusura del profilo. Se si ha una pagina e si ha attiva la monetizzazione, la prima volta si otterrà la rimozione del contenuto e la sospensione della monetizzazione per sette giorni. La seconda volta la sospensione sarà per trenta giorni e la terza potrà durare per un anno o per sempre. Dopo tre segnalazioni si rischia di venire bloccati per un mese con l’impossibilità di pubblicare immagini e video, con più segnalazioni si rischia la chiusura della pagina.

artificial intelligence, author, copyright

Cosa rischiano i gruppi

Se gestisci un gruppo Facebook devi prestare molta attenzione a ciò che pubblicano i tuoi utenti e che questi contenuti rispettino i diritti di terzi. Se un tuo utente pubblica materiale protetto da diritti d’autore e viene segnalato e rimosso da Facebook, la prima volta Facebook avviserà gli amministratori che altre violazioni potranno portare alla chiusura del gruppo. Se si verificano anche altre violazioni delle regole di Facebook oltre a quelle sul diritto d’autore, queste si accumulano. Più violazioni del diritto d’autore portano alla chiusura definitiva del gruppo. La responsabilità di controllare che i contenuti siano leciti è dei moderatori e amministratori. Molti gruppi non consentono di far condividere le immagini o i video dagli autori o altre pagine, questo è un grande errore, perché poi gli utenti si vedono costretti a salvare i contenuti e pubblicarli a loro nome, violando così il regolamento e le leggi.

Se hai un gruppo un consiglio prezioso è di non permettere di far pubblicare direttamente immagini altrui ma di farle condividere dall’autore, non solo che ritraggono persone, ma anche immagini con scritte, frasi sagge, testi lunghi, perché ciò può penalizzare e portare alla sospensione del gruppo e sono molti i gruppi che si sono ritrovati chiusi anche dopo 10 anni di attività per colpa di altre persone. Se è l’amministratore o moderatore che commette l’illecito, la cosa si aggrava e anche con pochissime segnalazioni e rimozioni, può portare la disattivazione definitiva, non si potranno fare ricorsi.

Richiesta risarcimento danni

Non è finita qui, perché violare i diritti d’autore può portare a dei risarcimenti e dover spendere molti soldi in avvocati specializzati e tribunali, soprattutto se l’opera è stata rubata da un’attività commerciale o per scopi potenzialmente di lucro. La legge specifica che l’autore ha facoltà di ottenere un rimborso economico dato dal danneggiamento per aver preso la sua opera. Ciò significa che se vi arriva una richiesta di risarcimento, l’autore sta agendo secondo i suoi diritti e vi potrà citare in tribunale se il reato è comprovato.

La violazione del copyright è stabilita anche dalla legge penale, se con l’autore sei giunto ad accordi, con la legge non la scampi, essendo d’ufficio, rischi un’ammenda anche di oltre 15’000 euro e la reclusione da tre a sei mesi.

Perciò prima di prendere contenuti altrui, valuta bene o chiedi autorizzazione o semplicemente usa il tasto condividi.

green and white braille typewriter

Proviamo ad immaginare un social dove tutti rubano e più nessuno crea, perché se crea, si vede derubato del suo tempo, delle sue spese, dei suoi sacrifici; per quale motivo qualcuno dovrebbe creare se poi altri usano i suoi lavori e magari guadagnano pure?
Sarebbe un social noioso, con contenuti sempre ripetuti, perché più nessuno avrebbe la forza di creare qualcosa di bello, dopo essere stato danneggiato sia economicamente ma anche e soprattutto moralmente.

Proviamo a pensare a un autore che crea una bella immagine impiega diverse ore del suo tempo, questa viene vista da poche persone, poi una pagina da centinaia di migliaia di persone gliela ruba, ottiene migliaia di interazioni, magari ci mette pure il logo della pagina, o ancora un gruppo, una persona prende dall’autore, senza autorizzazione e la pubblica, ottenendo migliaia di interazioni. Il creatore dell’opera rimarrà danneggiato e non avrà più voglia di creare i contenuti, per colpa di chi continua a rubare. Se invece la pagina da centinaia di migliaia di persone o la persona del gruppo avessero condiviso dall’autore, tutti ne avrebbero beneficiato. Il gruppo e la pagina avrebbero ottenuto tante interazioni, l’artista avrebbe ottenuto visibilità e riconoscimento, e così ognuno avrebbe tratto riconoscimenti dal lavoro dell’altro ed è la base dei social network.

Rispettare i diritti d’autore e condividere con l’apposita opzione, è un atto di rispetto verso il lavoro altrui.

Per qualsiasi dubbio o chiarimento puoi contattarci a [email protected]

Andrea Bertolotti, esperto in materia di diritto d’autore nei social networks.

La nonna al mercato

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Tanto tempo fa mia nonna andò al mercato. Comprò un po’ di frutta da una signora con un banchetto e se ne andò, ma si accorse che i soldi del resto non erano giusti. Tornò indietro e disse alla signora:

Nonna: Scusi, signora, mi ha dato il resto sbagliato.

Signora: Non mi interessa, una volta che se ne è andata, non le devo niente.

Nonna: Grazie mille, allora! Mi ha dato 40 euro in più nel resto! Buona giornata!

La signora la seguì per un po’, chiedendo di dividere i soldi, 20 euro a testa. Però mia nonna non le prestò la minima attenzione! Ha fatto bene?

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Mi piace la gente che si distingue

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Adoro le persone uniche. Apprezzo chi si differenzia dai gruppi, chi sceglie abiti insoliti, chi non segue le tendenze ma le crea.
Mi piacciono le persone che affrontano la vita con coraggio, quelle che agiscono per come sono e non per l’approvazione degli altri.
Mi affascinano le persone che vivono la vita a modo loro. Amo coloro che quando ti salutano, lo fanno con una stretta di mano sincera guardandoti direttamente negli occhi.
Mi piacciono le persone che sanno trovare compagnia nella solitudine, che conversano con i cani, con i gatti e con le piante, e che amano ammirare dall’alto di un colle la confusione della città, per apprezzare meglio il silenzio.
Mi piace chi sa ridere di sé e sa intrattenere conversazioni immaginarie.
Apprezzo coloro che si godono un pasto in solitudine, senza sentire il bisogno di compagnia, perché sono a loro agio con se stessi.
Mi piacciono queste persone per la luce che brilla nei loro occhi e per le lezioni di vita che riescono sempre ad offrire.
“Non preoccuparti se si prendono gioco di te solo perché ti vedono diverso, piuttosto sorridi e pensa che loro sono tutti uguali”.

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Una splendida giornata

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Una mattina, una donna si alzò, si incamminò verso il bagno, e dopo aver acceso la luce, si guardò allo specchio. In quel momento, notò di avere soltanto tre capelli sulla testa e così decise di farsi una bella treccia. Dopo aver sistemato con cura i suoi capelli, uscì di casa e trascorse una splendida giornata.

Il mattino successivo, dopo il solito tragitto verso il bagno, si specchiò e vide che le erano rimasti soltanto due capelli. “Sicuramente è il giorno perfetto per fare una riga al centro”, rifletté. E così fece, poi uscì di casa e trascorse una splendida giornata.

Il giorno seguente, mentre si guardava allo specchio dopo essersi svegliata, vide che le era rimasto un solo capello. “Eccolo, questo è il giorno ideale per una coda di cavallo”, pensò con ottimismo. Così, con la sua coda di cavallo, uscì e trascorse una splendida giornata.

Infine, il giorno successivo, entrò in bagno e scoprì di essere completamente calva. Guardando allo specchio il suo riflesso, esclamò con un sorriso: “Che meraviglia, oggi posso fare a meno di pettinarmi!”. Dopodiché, uscì e si godette una splendida giornata.

Adottare ogni giorno il giusto atteggiamento può cambiare il corso della tua vita. Svegliati ogni mattina con un sorriso, prendi in giro te stesso e abbraccia la persona che sei veramente.

Mostra gentilezza e calore verso gli altri, offri loro un sorriso; magari chi incontri sta affrontando delle difficoltà e un tuo gesto semplice, come un saluto, potrebbe illuminare la sua giornata.

Vivere pienamente non consiste nell’attendere che la tempesta finisca né nel proteggersi da essa con un ombrello per rimanere all’asciutto. Bensì, è un invito a danzare sotto la pioggia, a vivere con entusiasmo ogni singolo giorno.

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Un giorno, la vita chiese: “Cos’è l’amicizia?”

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“Dire le cose come stanno, senza nascondere la verità”, dichiarò la sincerità.

“Non parlare mai male di quella persona, anche quando non c’è”, suggerì la lealtà.

“Rimanere al suo fianco sia nei momenti belli che in quelli difficili”, affermò l’affetto.

“Ridere insieme nei momenti di gioia e piangere al suo fianco nei momenti di tristezza”, disse l’emozione.

“Avvertire il vuoto della sua assenza quando non c’è e gioire al suo ritorno”, rifletté la memoria.

“Nutrire la speranza che sia sempre felice e in salute”, sussurrò il desiderio.

“Sapere di poter contare su di lei anche quando hai gli occhi chiusi”, commentò la fiducia.

“Saper essere indulgenti quando è necessario”, disse il perdono.

“Essere disponibili per darle una mano quando ha bisogno”, sottolineò il sostegno.

“Mantenere la calma e respirare profondamente di fronte ai suoi sbagli”, sottolineò la pazienza.

“Non conoscermi affatto”, sospirò il tradimento.

“Stare accanto durante la vita, accompagnare nella malattia e condividere le lacrime nel tormento”, ammise la morte.

“Amarsi”, disse semplicemente l’amore.

Tutto questo e molto altro ancora è l’amicizia…

“La vera amicizia si riconosce quando il silenzio diventa un abbraccio confortevole…”

“Un amico è colui che incoraggia a dare sempre il meglio di sé.”

“Gli amici sono i parenti che scegliamo.”

“Perché l’amicizia fiorisca, è necessario coltivare rispetto e sincerità l’uno verso l’altro.”

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Quando puoi, torna…

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Anche solo per un istante, sufficiente per incrociare di nuovo i nostri sguardi e per tenerti per mano…
Ritorna senza preavviso, in qualsiasi momento.
Io resto qui ad aspettarti, con il desiderio di rivederti anche solo per una volta.

Senza te, qui fa tanto freddo e ho bisogno di uno dei tuoi caldi abbracci.
Forse non ti rendi conto di quanto mi manchi, ed è per questo che ti prego di tornare.
Ti assicuro che non verserò lacrime né cercherò di trattenerti.

Voglio solo vedere di nuovo il tuo sorriso, anche se solo per una volta…
È che nel mio cuore è rimasto un vuoto, nel quale si insinuano sospiri, ricordi e tutto l’amore che provo per te…

Per questo ti chiedo di tornare, per colmare quel vuoto con una parola finale.
Torna perché possa salutarti come avrei voluto fare.

Quando lo desideri, quando ne hai la possibilità, fai un salto nei miei sogni.
E poi, ritorna al tuo posto, dove sei scappato così precipitosamente, senza nulla in mano, senza nemmeno i bagagli…

Là dove non posso vederti…

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La gomma chiese gentilmente alla matita: “Come stai, amica mia?”

La gomma chiese gentilmente alla matita: “Come stai, amica mia?”
La matita, con tono irritato, rispose: “Non sono tua amica, mi dai fastidio.”
Sorpresa e triste, la gomma chiese: “Perché mi dici così?”
Con tono accusatorio, la matita replicò: “Perché cancelli quello che scrivo.”
Così la gomma spiegò: “Elimino soltanto gli errori.”
Curiosa, la matita chiese: “E quale sarebbe il tuo ruolo?”
E la gomma rispose: “Sono una gomma. Correggere è il mio compito.”
La matita, scettica, affermò: “Questo non è un vero lavoro.”
Con convinzione, la gomma ribatté: “Il mio lavoro è tanto importante quanto il tuo.”
Non convinta, la matita disse: “Sei cattiva e presuntuosa, perché chi crea è superiore a chi distrugge.”
Al che la gomma disse: “Eliminare ciò che è sbagliato serve a definire ciò che è corretto.”
Dopo un breve silenzio, la matita osservò con malinconia la gomma e le disse: “Ogni giorno ti vedo sempre più piccola.”
Così la gomma spiegò: “Questo accade perché perdo una parte di me ogni volta che correggo un errore.”
Con voce malinconica, la matita confessò: “Anche io mi sento sempre più corta.”
Con un tono rassicurante, la gomma disse: “Non possiamo aiutare gli altri senza sacrificare qualcosa di noi stessi.”
Poi, guardando affettuosamente la matita, chiese: “Mi odi ancora?”
Con un sorriso, la matita rispose: “Come potrei odiarti, dopo tutti i sacrifici che hai fatto per me?”
La gomma concluse dicendo: “Ricorda, se non puoi essere una matita che scrive la gioia degli altri, sii una buona gomma che cancella le loro tristezze, seminando speranza e ottimismo per un futuro più luminoso”.
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Il vero amore

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Incontro spesso un uomo che ha sugli 80 anni e che, con tenacia, tiene sempre per mano sua moglie dovunque vadano.

Un giorno, parlando del più e del meno, lui ha condiviso un segreto delicato: “Mia moglie ha l’Alzheimer…”, ha detto con calma.

Poi, continuando la conversazione, mi ha rivelato che lei non si preoccupa nel caso in cui lui si allontani, si stanchi o voglia fermarsi.

In seguito, ha affermato con voce pacata: “Lei non ricorda più… Ormai da qualche tempo non mi riconosce più”.

Sorpreso, ho commentato: “È davvero toccante! Nonostante ciò, tu la accompagni per mano ogni giorno, anche se lei non ti riconosce più”.

L’uomo ha sorriso, fissandomi negli occhi, e ha dichiarato con convinzione: “Lei potrebbe non sapere chi sono io, ma io so perfettamente chi è lei… È l’amore della mia vita”.

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Non succede nulla, così è la vita

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La vita non segue un percorso lineare. Alcune persone finiscono gli studi universitari a 24 anni e trovano un impiego a 29; altre completano un master a 28 anni e lasciano questo mondo a 45.

Ci sono quelli che non vanno all’università e diventano milionari, mentre altri, nonostante un dottorato, non riescono a guadagnare bene.

Esistono persone che hanno una relazione, ma il loro cuore appartiene a qualcun altro, e persone che si amano profondamente, ma che non potranno mai stare insieme.

Personalmente, ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo del lavoro a 18 anni e mi auguro di sposarmi a 32.

Ognuno ha i propri obiettivi. Ognuno vive la propria vita a proprio ritmo. Mentre alcuni sembrano procedere più rapidamente di noi, altri possono sembrare più lenti, ma, in realtà, ognuno sta correndo la propria gara alla propria velocità.

Non invidiare gli altri; loro vivono la loro vita, tu la tua. Pertanto, mantieni la calma. Non sei in ritardo, né in anticipo. Ogni cosa avviene al momento opportuno. Nel frattempo, tu continua a:

Lottare.
Lavorare.
Crescere.
Imparare.
Mantenere la concentrazione.
Rischiare.

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