Gli spaghetti che crescevano sugli alberi del Ticino

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La sera del primo aprile 1957 milioni di britannici videro alla televisione una famiglia svizzera che raccoglieva spaghetti dagli alberi. Li staccavano a mano dai rami, li stendevano al sole ad asciugare e poi se li mangiavano a cena, contenti. Il giorno dopo il centralino della Bbc era intasato di gente che voleva sapere dove comprare la pianta.

Il programma era Panorama, l’approfondimento più serio della tv pubblica inglese. A leggere il servizio c’era Richard Dimbleby, la voce che il paese associava alle incoronazioni e ai grandi eventi di Stato. Con il tono di sempre spiegava che il raccolto in Ticino, quell’anno, era stato eccezionale: l’inverno mite aveva aiutato, e soprattutto era quasi sparito il temuto punteruolo dello spaghetto, il parassita che ogni primavera rovinava le piante.

Come si appende uno spaghetto a un ramo?

L’idea era venuta a Charles de Jaeger, un cameraman nato a Vienna. Da ragazzo aveva un insegnante che prendeva in giro la classe: siete così creduloni, diceva, che vi bereste anche la storia degli spaghetti sugli alberi. Da adulto, de Jaeger decise di metterlo alla prova con un paese intero. Il responsabile del programma, Michael Peacock, gli diede cento sterline e tenne il segreto anche con i suoi capi.

Il problema vero era pratico. Secondo il racconto di Albert Kunz, l’uomo dell’ente del turismo svizzero a Londra che preparò lo scherzo insieme a lui, le prime prove le fecero tra gli alberi di St James’s Park. Gli spaghetti cotti si incollavano in un unico grumo, quelli crudi volavano via al primo soffio di vento. Arrivarono anche due poliziotti a minacciare una multa per danni alle piante. Alla fine funzionò la pasta fresca, tenuta tra panni umidi perché non seccasse prima del ciak.

A metà marzo la troupe partì per il lago di Lugano. In un paesino sulla riva, con qualche abitante del posto e alcune ragazze in costume tradizionale, passarono ore ad appendere spaghetti ai rami degli allori. Molte scene si dovettero rigirare più volte, ha raccontato Kunz alla radiotelevisione svizzera, perché gli attori improvvisati non riuscivano a smettere di ridere.

Perché ci cascarono in tanti?

Se oggi ti sembra impossibile, pensa all’Inghilterra degli anni Cinquanta. Gli spaghetti erano ancora un cibo esotico, roba da ristorante italiano, e quasi nessuno si era mai chiesto di cosa fossero fatti. La leggenda di Marco Polo che li porta dalla Cina era più conosciuta della ricetta. E la notizia arrivava dalla trasmissione più autorevole del paese: se lo diceva Dimbleby, doveva essere vero.

Al telefono chiamarono in centinaia. C’erano famiglie che volevano chiudere una discussione nata a tavola e c’era chi sognava un filare di spaghetti in giardino. La risposta della Bbc è diventata leggendaria: mettete un rametto di spaghetti in una scatola di salsa di pomodoro e sperate per il meglio. L’ufficio del turismo svizzero, più pratico, spiegava pazientemente che la pasta si fa in fabbrica.

Il colpo di scena migliore riguarda il capo di tutti. Il direttore generale della Bbc, Sir Ian Jacob, non sapeva niente. Guardò il servizio e, per scrupolo, andò a controllare sull’enciclopedia da dove venissero gli spaghetti. Poi, invece di licenziare qualcuno, scrisse a de Jaeger un biglietto di complimenti.

Cosa ne è rimasto

Non tutti risero. Alcuni spettatori protestarono perché un programma d’informazione non doveva prendere in giro il pubblico, e un quotidiano titolò che la Bbc «faceva lo scemo con gli spaghetti». I pignoli fecero notare che lo scherzo era andato in onda di sera, quando per tradizione il pesce d’aprile scade a mezzogiorno.

Eppure è considerato il primo pesce d’aprile della storia della televisione, e il Museum of Hoaxes, che cataloga le bufale da decenni, lo tiene al primo posto della sua classifica. Il filmato è stato ritrasmesso negli Stati Uniti e copiato in mezzo mondo. Chi ama la pasta può consolarsi con un’altra stranezza vera: gli spaghetti non si spezzano mai in due, e non è uno scherzo.

Arrivarono anche lettere. Uno spettatore, con aria da botanico esperto, fece sapere di conoscere una varietà diversa, che cresceva distesa nella pianura del Po: lo Spaghetti horizontalis. Dall’ufficio svizzero gli risposero difendendo la loro specie di montagna, lo Spaghetti verticalis. Quelli del Ticino, si sa, crescono dritti.

Fonti

Museum of Hoaxes, The Swiss Spaghetti Harvest

Swissinfo, Swiss spaghetti hoax still tops the ratings

Open Culture, The 1957 spaghetti-grows-on-trees hoax

Ultimo aggiornamento: 28 ottobre 2026