“Suo figlio sarà come un mobile”, le disse lo psichiatra: una madre orgogliosa racconta come il proprio figlio autistico è riuscito a laurearsi in ingegneria

Alcuni anni fa, gli specialisti dissero a María Cecilia Lovera che il proprio figlio, Iván Gutiérrez, soffriva di autismo e che “non avrebbe mai potuto fare nulla”; oggi, la donna racconta orgogliosa che il proprio ragazzo è tornato dall’università con una laurea in ingegneria informatica.

Tutto ebbe inizio quanto María, a 25 anni, portò il proprio bimbo da uno psichiatra, il quale si sedette di fronte a lei e le disse: “Signora, suo figlio è autistico. Questi bimbi sono molto speciali, lo sa? Suo figlio sarà come un mobile. Le do un consiglio, cerchi di avere altri figli perché con questo non otterrà nulla”.

Da lì in poi, per María e per suo marito, la strada fu tutta in salita. Però, entrambi decisero di mettere da parte le “cattive energie” e quello psichiatra per consultare un’altra specialista, la quale raccomandò loro di mandare il proprio figlio in una scuola normale. Così, Iván iniziò a frequentare l’istituto “Barros Luco”, dopodiché, una volta finita la scuola dell’obbligo dovette cambiare istituto.

Abbiamo dovuto cercare un’altra scuola. È stato molto difficile, perché quando dicevo che mio figlio era autistico, mi dicevano che non c’erano posti disponibili e che era tutto pieno. Consultai delle alternative all’istruzione pubblica e mi dissero che per inserirlo in una scuola dovevo avere una valutazione di Aspaut (Associazione dei Genitori e Amici degli Autistici)”.

María racconta che durante i tre giorni in cui valutarono le capacità del proprio figlio, la donna incaricata della valutazione le disse: “Guardi signora io voglio dirle una cosa. Voglio che lei torni con i piedi per terra, perché suo figlio non potrà studiare. Certo, lui è riuscito a imparare a leggere e tutto il resto, però non avrà mai le capacità per affrontare il sistema scolastico”.

Senza mai arrendersi, cercarono un’altra scuola e riuscirono a trovarla, purtroppo però il ragazzo venne preso di mira da alcuni bulli e dovettero cambiare nuovamente liceo. Dopodiché, Iván si è diplomato, si è iscritto all’università e si è laureato.

María ha pubblicato un post sulla piattaforma di Twitter nel quale ha scritto:

“Nel 1997 hanno diagnosticato l’autismo al mio Iván, la psichiatra disse che non avrebbe nemmeno potuto parlare, che sarebbe stato un mobile.
Voglio raccontarvi che il mobile è appena tornato dall’università.
Provo un’emozione indescrivibile”.

“Quello che voglio è dare un messaggio di speranza alle mamme di bambini autistici. Uno lo vede tutto nero e questo messaggio può dare speranza. Io non l’ho avuto. Vorrei dire alle mamme di credere nei propri figli e che un medico è obblicato a fare una diagnosi, però non dovrebbe mai mettere una lapide su un bambino”, ha raccontato María durante un’intervista.

Anche Iván ha espresso la propria felicità sui social e lo si può vedere in questo bel video:

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