Pesce luna (Mola mola): il gigante del mare che prende il sole

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Pesa come un’auto, sembra una grossa testa galleggiante e ama prendere il sole disteso sul fianco. Il pesce luna (Mola mola) è il più pesante fra i pesci ossei viventi e uno degli animali più bizzarri dell’oceano. La sua biologia è fatta di record, anatomia stravolta e abitudini che continuano a sorprendere gli studiosi.

Un pesce che pesa quanto un’auto

Il Mola mola è un pesce osseo che può superare i 2.000 chilogrammi. Gli esemplari medi adulti pesano fra 200 e 400 kg, ma i record documentati superano i 2.200 kg e i 3 metri di lunghezza. In altezza, contando le pinne dorsale e anale estese, l’animale può raggiungere i 4 metri: visto di lato, sembra più alto che lungo. La forma compatta e schiacciata lo rende riconoscibile a prima vista.

Anatomia: una grande testa con la coda corta

Guardando un pesce luna sembra di osservare una testa enorme alla quale qualcuno ha attaccato, per errore, una coda minuscola. In effetti, il Mola mola non ha una vera coda: la cosiddetta clavus, una struttura a ventaglio formata dalla fusione delle pinne, sostituisce la classica pinna caudale. Anche i denti sono fusi a formare un piccolo becco, ottimo per masticare meduse, plancton gelatinoso e piccoli pesci.

Una pelle spessa fino a 15 centimetri

La pelle del pesce luna può raggiungere uno spessore di 15 centimetri ed è rivestita da uno strato mucoso che ne facilita la difesa. Nonostante questa corazza, ospita decine di specie di parassiti: in alcuni studi se ne sono contate oltre 40, fra cui copepodi e crostacei. Ed è proprio per liberarsi di questi ospiti che il pesce luna mette in atto uno dei suoi comportamenti più iconici.

Pesce luna di profilo con pinne visibili
Il Mola mola ha una sagoma inconfondibile: testa enorme e pinne come due remi verticali.

Perché prende il sole in superficie

Capita spesso di avvistarlo immobile sul fianco, vicino al pelo dell’acqua, come se stesse facendo un bagno di sole. Per molto tempo si è pensato che fosse semplicemente pigrizia: oggi sappiamo che il comportamento ha una funzione precisa. Risalendo in superficie il Mola mola si riscalda dopo le immersioni in acque fredde (può scendere oltre 600 metri di profondità) e si offre come spuntino agli uccelli marini e ai pesci che gli ripuliscono la pelle dai parassiti.

Le «stazioni di pulizia»

Alcune zone dell’oceano funzionano come vere e proprie spa per i pesci luna. Banchi di labridi e altre specie pulitrici si concentrano in punti precisi e i Mola mola vi sostano apposta per essere ripuliti. Il bagno di sole, dunque, è insieme termoregolazione e cura della pelle.

Una dieta a base di meduse

Il pesce luna è un grande consumatore di meduse e altri organismi gelatinosi, ma la sua dieta è più varia di quanto si pensasse. Studi recenti su contenuti gastrici e analisi isotopiche hanno mostrato che mangia anche piccoli pesci, calamari, crostacei e zooplancton. In un periodo storico in cui le meduse proliferano per via dei cambiamenti negli ecosistemi marini, il Mola mola rientra fra i pochi predatori naturali in grado di tenerle a bada.

Pesce luna fotografato sott'acqua
Sott’acqua il pesce luna mostra la sua mole impressionante: un «disco vivente» di oltre due metri.

Riproduzione: 300 milioni di uova

Sul fronte della riproduzione, il pesce luna detiene un altro primato: la femmina può produrre fino a 300 milioni di uova per stagione, il numero più alto noto fra i vertebrati. Le uova misurano appena 0,2 millimetri di diametro e la maggior parte non sopravvive: la quantità compensa la mortalità altissima delle prime fasi di vita. Le larve di pesce luna sono minuscole e ricoperte di spine, lontanissime dall’immagine dell’adulto: ricordano piccoli pesci palla in miniatura.

Da larva a colosso

In pochi anni, un Mola mola può aumentare il proprio peso di oltre 60 milioni di volte rispetto alla larva da cui è partito. È uno dei tassi di crescita più spettacolari del regno animale.

Quante specie di «pesci luna» esistono?

Per anni si è parlato di Mola mola come di una specie unica. In realtà la genetica ha mostrato che il genere comprende più specie distinte: oltre al Mola mola, sono riconosciuti Mola alexandrini (il pesce luna gobbo, scoperto nel 2017 come specie a sé) e Mola tecta (lo «hoodwinker sunfish» descritto nel 2017 da Marianne Nyegaard nelle acque della Nuova Zelanda). C’è anche il Ranzania laevis, più piccolo e affusolato, parente stretto.

Dove vive il pesce luna

Il Mola mola abita gli oceani temperati e tropicali di tutto il mondo. Lo si può incontrare anche nel Mar Mediterraneo, dove non è raro avvistarlo dalle coste liguri, dalla Sardegna o nello stretto di Messina, soprattutto in estate. I pescatori italiani lo conoscono da sempre e in passato lo chiamavano «mola» per la sua forma rotonda, simile alla pietra delle macine.

Pesce luna in superficie durante il bagno di sole
Il bagno di sole è insieme termoregolazione e cura della pelle dai parassiti.

Quanto vive un pesce luna?

Le stime sulla longevità del pesce luna parlano di una vita media di 20-25 anni in natura, ma alcuni esemplari potrebbero raggiungere e superare i 100 anni: la datazione precisa è complicata perché il Mola mola non ha otoliti facilmente leggibili come molti altri pesci. Cresce lentamente nei primi mesi, poi accelera in modo impressionante.

Una specie vulnerabile

L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) classifica il Mola mola come vulnerabile. Le principali minacce sono la cattura accidentale nelle reti da pesca (bycatch), gli scarti di plastica scambiati per meduse e l’inquinamento marino. Anche le collisioni con le imbarcazioni veloci ne uccidono molti esemplari, specie durante il bagno di sole in superficie.

Cosa possiamo fare

Ridurre la plastica monouso, sostenere la pesca sostenibile e segnalare gli avvistamenti ai progetti di citizen science (come quelli coordinati da Worldrise o dai centri di ricerca marina locali) sono gesti utili. Un cetaceo o un pesce luna avvistato e geolocalizzato aiuta i biologi a tracciare le rotte e proteggerle.

Curiosità sul Mola mola

  • Può saltare fuori dall’acqua fino a tre metri di altezza, probabilmente per disfarsi dei parassiti.
  • Ha un cervello molto piccolo rispetto alla massa corporea: appena 4 grammi in un esemplare di centinaia di chili.
  • Si può immergere oltre i 600 metri di profondità per cacciare nelle acque più fredde.
  • Il nome scientifico Mola deriva dal latino «macina da mulino» per la forma rotonda e grigia.
  • Non è pericoloso per l’uomo: è lento, curioso e talvolta si lascia avvicinare dai sub.

Domande frequenti sul pesce luna

Il pesce luna è pericoloso per l’uomo?

No. È un animale lento, non aggressivo e privo di denti taglienti. Può però risultare pericoloso ai natanti veloci, perché le collisioni accidentali sono frequenti e possono danneggiare anche le imbarcazioni.

Si può mangiare?

In alcuni paesi asiatici come Taiwan e Giappone è tradizionalmente consumato, ma in Unione Europea la commercializzazione è vietata perché può contenere tossine simili a quelle del pesce palla.

Come fa a muoversi senza coda?

Il Mola mola nuota battendo in modo sincronizzato la pinna dorsale e quella anale, che funzionano come due remi verticali. La struttura del clavus agisce da timone.

Perché si chiama pesce luna?

Per la forma tondeggiante e per il bagno di sole in superficie, che lo fa apparire come un disco galleggiante. In inglese si chiama ocean sunfish, ovvero «pesce sole».

Dove si può vedere in Italia?

In estate viene avvistato lungo le coste della Liguria, del Tirreno, della Sardegna, della Sicilia e in Adriatico settentrionale. I centri di ricerca cetologici lo segnalano spesso accanto ai delfini.

Quanti anni vive?

Mediamente 20-25 anni, ma alcuni esemplari potrebbero raggiungere il secolo. La datazione delle ossa è ancora oggetto di studio.

Fonti e approfondimenti: la scheda Mola mola su Wikipedia raccoglie dati biometrici e tassonomici aggiornati. Per un’altra curiosità sui pesci capaci di sorprenderci, leggi anche il nostro articolo su i pesci che cambiano sesso nel corso della vita.