Il 14 maggio il calendario cattolico ricorda San Mattia apostolo, una figura particolare nel gruppo dei Dodici: l’unico apostolo a non essere stato scelto direttamente da Gesù, ma estratto a sorte dagli altri discepoli per sostituire Giuda Iscariota. La sua vicenda, raccontata negli Atti degli Apostoli, è insieme breve, misteriosa e affascinante, e ha lasciato un’eco profonda nella tradizione cristiana, nell’arte e in molte celebrazioni popolari italiane.
Chi era San Mattia
Secondo il Nuovo Testamento, Mattia era un discepolo che aveva accompagnato Gesù fin dal battesimo da parte di Giovanni Battista. Non fa parte dei primi chiamati, ma faceva parte del gruppo più ampio dei discepoli che seguivano Cristo nella sua predicazione in Galilea e Giudea. Il suo nome significa, in ebraico, «dono del Signore».
La fonte principale per la sua biografia è il capitolo 1 degli Atti degli Apostoli (Atti 1,15-26), che descrive il momento in cui — dopo l’Ascensione di Gesù e prima della Pentecoste — la prima comunità cristiana decide di reintegrare il numero degli apostoli a dodici.

L’apostolo scelto a sorte
Il racconto biblico è di straordinaria sobrietà. Pietro propone all’assemblea dei 120 discepoli riuniti a Gerusalemme di scegliere un sostituto per Giuda. La scelta cade su due uomini: Giuseppe detto Barsaba e Mattia. Dopo una preghiera, si tira a sorte. La sorte cade su Mattia, che viene così associato agli altri undici apostoli.
È un dettaglio teologicamente importante: Mattia è l’unico apostolo non scelto direttamente da Gesù in vita, ma indicato — secondo la fede cristiana — dalla Provvidenza tramite un atto comunitario. Questo lo rende, nei secoli, una figura particolarmente cara a chi riflette sul tema della vocazione e della successione apostolica.
Dove avrebbe predicato
Sulla sua vita successiva il Nuovo Testamento tace. Le notizie arrivano da fonti più tarde, fra cronache cristiane, apocrifi e tradizioni locali. Secondo queste:
- Mattia avrebbe predicato in Giudea;
- poi sarebbe partito verso l’Etiopia, in particolare nella regione storica della Colchide (attuale Georgia, sul Mar Nero);
- secondo altri filoni, sarebbe arrivato fino al Caucaso o in Cappadocia.
Si tratta di tradizioni che vanno lette con cautela storica: come per molti apostoli, le testimonianze documentarie dirette sono scarse e gli itinerari sono in parte leggendari.
Il martirio: lapidazione o decapitazione
Anche sulla morte di Mattia esistono versioni diverse. La tradizione più diffusa parla di un martirio per lapidazione, seguito dalla decapitazione con un’alabarda o un’ascia. Per questo, nell’iconografia cristiana, l’apostolo è spesso rappresentato con un’arma da taglio in mano, accanto al libro dei Vangeli. Esiste anche una tradizione che lo vorrebbe morto per crocifissione.
Un’iconografia riconoscibile
Nei dipinti e nelle statue, San Mattia viene di solito raffigurato con:
- la lancia, l’ascia o l’alabarda del martirio;
- il libro o il rotolo, simbolo della predicazione;
- talvolta una pietra, a ricordare la lapidazione.
Le reliquie: da Gerusalemme a Treviri e Roma
Una tradizione antica vuole che Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, abbia portato in Europa parte delle reliquie di Mattia durante il IV secolo. Una porzione sarebbe arrivata a Roma, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, dove ancora oggi è conservata; un’altra porzione sarebbe stata depositata a Treviri, in Germania.
L’Abbazia di San Mattia (Sankt Matthias) a Treviri è oggi considerata l’unico luogo a nord delle Alpi a custodire la tomba di un apostolo, ed è stata per secoli una delle mete di pellegrinaggio più importanti dell’Europa centrale. La presenza di San Mattia ne ha fatto, di fatto, il patrono della città di Treviri.

San Mattia in Italia: dove è venerato
In Italia il culto di San Mattia è particolarmente vivo in alcune località:
- Roma, dove a Santa Maria Maggiore si custodiscono reliquie;
- Salerno, città di cui è patrono insieme a San Matteo evangelista, con una tradizione antichissima;
- Crotone e diverse comunità del Sud, dove la festa di San Mattia è ancora oggi un appuntamento sentito;
- numerose parrocchie e chiese a lui dedicate da Nord a Sud, spesso costruite lungo antichi cammini di pellegrinaggio.
Tradizioni popolari legate al 14 maggio
Cadendo in piena primavera, la festa di San Mattia in passato segnava momenti pratici della vita contadina. In alcune zone d’Italia esistono ancora proverbi e usanze che la associano alla stagione:
- «A San Mattia il merlo cantava sempre» – riferimento alla pienezza del canto degli uccelli a metà maggio.
- In varie campagne, la data era considerata un buon momento per l’innesto degli alberi e per le ultime semine primaverili.
- In alcune comunità si benedicono i campi e gli orti, perché Mattia è considerato un protettore del lavoro agricolo.
Patrono di ingegneri, macellai e «scelti a sorte»
Per ragioni storiche e simboliche, San Mattia è patrono di categorie professionali curiose:
- gli ingegneri, perché in alcune tradizioni medievali è considerato simbolo di scelte precise e «calcolate»;
- i macellai, in riferimento agli strumenti di taglio del suo martirio;
- i falegnami e gli artigiani delle asce, per lo stesso motivo.
In modo più poetico, è anche considerato protettore di tutti coloro che vengono chiamati a un compito imprevisto e devono raccogliere una responsabilità nuova.
San Mattia non va confuso con San Matteo
Un punto importante che spesso genera confusione: San Mattia (festa il 14 maggio) e San Matteo (festa il 21 settembre) sono due figure distinte. Matteo era l’apostolo-pubblicano, autore di uno dei quattro Vangeli; Mattia è l’apostolo aggiunto dopo l’Ascensione e non ha lasciato scritti propri. I due nomi derivano da radici simili e questo, nei secoli, ha generato sovrapposizioni nell’arte e nella tradizione popolare.

Cosa rappresenta San Mattia nella cultura cristiana
Al di là della biografia, la figura di Mattia ha un valore simbolico forte. Rappresenta la continuità della Chiesa nascente: la comunità sa rinnovarsi dopo il tradimento e la morte. È l’immagine di un cristianesimo che non resta «fermo ai Dodici originali» ma sceglie nuove guide nel proprio cammino. Per questo, ancora oggi, San Mattia è spesso citato come patrono di vocazioni «tardive» o di chi è chiamato a sostituire qualcun altro in un compito difficile.
Una figura che continua a parlare
Per molti credenti la festa del 14 maggio è soprattutto un’occasione di riflessione sulla vocazione personale. Per chi guarda al santo da un punto di vista storico-culturale, Mattia è un simbolo dell’organizzazione della comunità cristiana primitiva, in un momento delicato di transizione. In ogni caso, è una figura «piccola» ma decisiva nella storia del cristianesimo, di quelle che la tradizione cattolica ama ricordare con discrezione.
Per approfondire la biografia e le fonti antiche si può consultare la voce di Wikipedia su Mattia apostolo. Sul nostro blog trovi anche la scheda su San Cataldo, patrono di Taranto del 10 maggio, altro santo con una storia ricca di tradizioni meridionali.
Domande frequenti su San Mattia apostolo
Quando si festeggia San Mattia?
Nella Chiesa cattolica si festeggia il 14 maggio. In passato la festa cadeva il 24 febbraio: la data fu spostata da Paolo VI nel 1969 per legarla al periodo pasquale, in cui l’apostolo fu effettivamente scelto.
San Mattia e San Matteo sono la stessa persona?
No. San Matteo (festa il 21 settembre) è l’apostolo evangelista, autore di un Vangelo. San Mattia (14 maggio) è l’apostolo scelto a sorte per sostituire Giuda. Sono due personaggi distinti.
Perché fu scelto a sorte?
Secondo il libro degli Atti, i discepoli proposero due candidati (Mattia e Giuseppe Barsaba) e affidarono la scelta finale alla sorte dopo la preghiera. Era una pratica comune nell’ebraismo dell’epoca per decisioni importanti, considerata un modo per «lasciare scegliere Dio».
Dove si trovano le sue reliquie?
Le principali si trovano nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma e nell’Abbazia di San Mattia a Treviri, in Germania, considerato l’unico luogo a nord delle Alpi che conservi la tomba di un apostolo.
Di chi è patrono San Mattia?
È patrono di Treviri, di Salerno (insieme a San Matteo evangelista) e di varie comunità italiane. È invocato come protettore di ingegneri, macellai, falegnami e — più simbolicamente — di chi è chiamato a un compito imprevisto.
Perché Mattia è considerato un apostolo «speciale»?
Perché è l’unico fra i Dodici a non essere stato scelto direttamente da Gesù in vita, ma indicato dalla comunità dei discepoli attraverso un processo di preghiera e sorteggio dopo l’Ascensione. Per questo nella tradizione cristiana è simbolo della Chiesa che sa rinnovarsi.