Nagatitan chaiyaphumensis: il dinosauro gigante della Thailandia

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A maggio 2026 una squadra di paleontologi ha annunciato la scoperta di una nuova specie di dinosauro gigante in Thailandia. Si chiama Nagatitan chaiyaphumensis, misurava circa 27 metri di lunghezza e secondo gli autori sarebbe il più grande dinosauro mai identificato nel Sud-est asiatico. La descrizione formale è stata pubblicata sulla rivista Scientific Reports, parte del gruppo Nature.

Dove è stato trovato

I primi resti di Nagatitan sono stati rinvenuti nella regione di Chaiyaphum, nel nord-est della Thailandia, durante una campagna di scavo iniziata diversi anni fa nei sedimenti del cosiddetto Khorat Plateau, una vasta area geologica nota per la sua ricchezza paleontologica. Lo strato in cui sono stati ritrovati i fossili è datato al Cretaceo inferiore, tra 130 e 125 milioni di anni fa. Gli scavi hanno restituito vertebre, costole, ossa degli arti e alcuni frammenti del bacino, abbastanza per stimare le proporzioni complessive dell’animale.

Cosa significa il nome

Il nome Nagatitan chaiyaphumensis è ricco di riferimenti. Naga richiama i serpenti mitologici venerati in molte tradizioni del Sud-est asiatico, in particolare in Thailandia e Laos. Titan, dal greco, rimanda alla classe a cui appartiene questo dinosauro: i sauropodi titanosauri, i giganti più grandi mai vissuti sulla terraferma. Il riferimento geografico, chaiyaphumensis, indica la provincia di Chaiyaphum. La scelta di un nome locale è un gesto culturale importante per la paleontologia di un paese che sta rafforzando le proprie strutture di ricerca scientifica.

Sito di scavo paleontologico in una regione tropicale
Le campagne di scavo nel Khorat Plateau hanno restituito numerosi fossili.

Le dimensioni stimate

Secondo gli autori dello studio, Nagatitan raggiungeva una lunghezza compresa fra 25 e 27 metri dalla testa alla coda, con un’altezza al garrese stimata in 8-9 metri e un peso vicino alle 40 tonnellate, equivalente a circa nove elefanti africani adulti. Queste stime, basate sulla scalatura delle ossa ritrovate confrontate con altre specie note di titanosauri, vanno considerate come preliminari: per affinare i numeri serviranno ulteriori scavi e nuovi reperti.

I sauropodi titanosauri

Nagatitan appartiene al gruppo dei sauropodi titanosauri, dinosauri erbivori dal collo lunghissimo che dominarono le terre emerse del Cretaceo. Sono i più grandi animali terrestri mai vissuti sulla Terra. Alcune specie sudamericane, come Argentinosaurus e Patagotitan mayorum, hanno raggiunto e probabilmente superato i 35-37 metri di lunghezza. Nagatitan non sarebbe quindi il più grande dinosauro mai conosciuto, ma il più grande mai descritto nel Sud-est asiatico, fatto comunque rilevante per la biogeografia del periodo.

Perché la scoperta è importante

Per decenni il Sud-est asiatico è stato considerato una zona marginale nella mappa della diversità dei grandi dinosauri. La maggior parte dei titanosauri noti proveniva da Sud America, Africa, India e Cina. Trovare un sauropode di queste dimensioni in Thailandia suggerisce che durante il Cretaceo inferiore i giganti erbivori si fossero diffusi in una fascia di territori molto più ampia di quanto si pensasse, e che esistessero ecosistemi capaci di sostenerli anche in regioni dove finora non erano stati documentati.

Ricostruzione di un grande sauropode in ambiente preistorico
I sauropodi titanosauri come Nagatitan dominavano le terre emerse del Cretaceo.

L’ambiente di Nagatitan

Nel Cretaceo inferiore l’area che oggi corrisponde alla Thailandia era molto diversa da quella attuale. Era una pianura alluvionale calda e umida, attraversata da grandi fiumi, ricca di felci giganti, conifere primitive e cycadali. Insieme ai sauropodi vivevano teropodi predatori, ornitischi erbivori, coccodrilli enormi e probabilmente le prime forme di tartarughe d’acqua dolce. Nagatitan, da erbivoro gigante, si nutriva quasi certamente di foglie e vegetazione raggiungendo le chiome alte grazie al collo lunghissimo.

La datazione

I sedimenti di Chaiyaphum appartengono alla cosiddetta Formazione Khok Kruat, dell’Aptiano-Albiano, tra circa 125 e 113 milioni di anni fa. La cronologia degli strati è stata stabilita combinando analisi degli zirconi attraverso datazione radiometrica e correlazioni biostratigrafiche con altri fossili animali e vegetali. Si tratta di un periodo cruciale per la storia dei dinosauri, durante il quale molti gruppi raggiunsero le dimensioni massime.

La squadra di ricerca

La descrizione è stata firmata da un team internazionale guidato dal Sirindhorn Museum di Kalasin, in Thailandia, in collaborazione con istituti universitari giapponesi e cinesi. Il museo, intitolato alla principessa Maha Chakri Sirindhorn, è un centro di riferimento per la paleontologia del Sud-est asiatico e ospita una delle collezioni di dinosauri più importanti dell’area. Il riconoscimento di una nuova specie da parte di un team con base nel paese stesso è anche un segnale del rafforzamento della ricerca scientifica locale.

Cosa serve fare ora

Una descrizione formale è solo l’inizio. Nei prossimi anni i ricercatori intendono completare gli scavi nella stessa area, cercare resti più completi – in particolare ossa del cranio, ancora mancanti – e affinare l’analisi filogenetica per capire quale fosse la posizione esatta di Nagatitan nell’albero genealogico dei titanosauri. Restano ancora da chiarire questioni cruciali: era già un sauropode evoluto, oppure conservava caratteri primitivi che ne fanno una specie di transizione tra forme antiche e moderne?

Ossa fossili emergono dal terreno durante uno scavo
Per le stime di dimensione servono numerose ossa correttamente collegate.

I dinosauri in Italia

L’Italia ha una storia paleontologica meno spettacolare in fatto di sauropodi giganti, ma ricca di sorprese. Tra i ritrovamenti più importanti spicca Saltriovenator, un teropode carnivoro del Giurassico inferiore scoperto in Lombardia, descritto nel 2018. Nel sud Italia, in particolare nel Salento e nel Gargano, sono state trovate tracce e fossili che documentano la presenza di dinosauri in regioni che all’epoca erano isole o arcipelaghi del Tetide.

L’importanza della divulgazione

Scoperte come Nagatitan ci ricordano quanto sia ancora ampio ciò che non sappiamo sulla biodiversità del passato. La Terra è stata abitata da forme di vita straordinarie di cui spesso ci giungono solo frammenti, e ogni nuovo fossile costringe a riscrivere capitoli di un libro che credevamo già letto. Per approfondire la sistematica dei titanosauri si può consultare la voce dedicata su Wikipedia in inglese, mentre lo studio originale è disponibile sulla rivista Scientific Reports attraverso il sito di Nature.

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Domande frequenti su Nagatitan

Cosa è Nagatitan chaiyaphumensis?

È una nuova specie di sauropode titanosauro descritta nel maggio 2026, sulla base di resti fossili ritrovati nella provincia di Chaiyaphum, in Thailandia.

Quando è vissuto?

Durante il Cretaceo inferiore, in un intervallo compreso tra circa 125 e 113 milioni di anni fa, nei sedimenti della Formazione Khok Kruat.

Quanto era grande?

Lunghezza stimata 25-27 metri, peso intorno alle 40 tonnellate, equivalente a circa 9 elefanti africani adulti. Stime preliminari, basate sui resti finora rinvenuti.

È il dinosauro più grande mai trovato?

No. È però il più grande mai descritto nel Sud-est asiatico. I record assoluti restano in mano a sauropodi sudamericani come Patagotitan e Argentinosaurus.

Dove è stato pubblicato lo studio?

Sulla rivista Scientific Reports, parte del gruppo editoriale Nature. La descrizione formale è stata firmata da un team internazionale guidato dal Sirindhorn Museum della Thailandia.

Si possono vedere i fossili?

I resti originali sono conservati presso istituzioni museali thailandesi. Calchi e ricostruzioni potrebbero essere allestiti nei prossimi anni in mostre scientifiche internazionali.