Il drago di mare frondoso: il pesce mimetico che sembra un’alga

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Nelle acque temperate al largo dell’Australia meridionale vive un animale che sembra uscito da un libro illustrato: il drago di mare frondoso, Phycodurus eques. Le appendici a forma di foglia che gli spuntano da tutto il corpo non servono per nuotare, ma per scomparire tra le praterie di alghe. È uno dei mimetismi più spettacolari del pianeta, e racconta come l’evoluzione possa trasformare un pesce in un giardino galleggiante.

Un pesce travestito da pianta

Il drago di mare frondoso appartiene alla famiglia dei Syngnathidae, la stessa di cavallucci marini e pesci ago. Non ha squame riconoscibili sul profilo: il suo corpo è coperto di placche ossee allungate e di estensioni dermiche che imitano le foglie delle alghe brune e delle fanerogame marine. Quando si lascia trasportare dalla corrente con il muso rivolto verso il basso, anche un occhio allenato fatica a distinguerlo da una macchia di vegetazione strappata.

Gli adulti raggiungono i 30-35 centimetri di lunghezza, con un peso di poche decine di grammi. La forma è quella di un cavalluccio marino allungato, ma le proporzioni cambiano radicalmente per via delle appendici fogliacee, che possono ondeggiare in modo indipendente dal corpo a seconda dei movimenti dell’acqua.

Primo piano del muso di un cavalluccio marino, cugino del drago frondoso
Il cavalluccio marino è il parente più prossimo del drago di mare frondoso: stessa famiglia, stessa strategia.

Dove vive e perché solo lì

Il Phycodurus eques è endemico delle coste meridionali e occidentali dell’Australia: dall’area di Geraldton, nell’Australia Occidentale, fino al sud-est di Adelaide. Si incontra in genere tra i 4 e i 30 metri di profondità, su fondali rocciosi colonizzati da kelp e praterie di posidonia.

Questo legame con l’ambiente è esclusivo: il drago di mare frondoso non si è mai diffuso oltre il proprio habitat naturale, perché dipende da specifiche correnti fredde e da una biomassa algale che altrove non esiste con le stesse caratteristiche. Per la sua eleganza è diventato l’emblema marino dello Stato dell’Australia Meridionale.

Un nuoto lento e quasi invisibile

Le foglie non sono strumenti di propulsione. Il movimento è affidato a due piccole pinne quasi trasparenti: una dorsale appena dietro la testa e una pettorale sul collo. Battono fino a 70 volte al minuto, ma la spinta è minima: l’animale si sposta a meno di 150 metri all’ora. È una scelta evolutiva: stare fermo, lasciarsi cullare e sembrare un’alga è molto più efficace che fuggire.

Come caccia un drago che non sa rincorrere

Nonostante l’aspetto innocuo, il drago di mare frondoso è un predatore. Si nutre soprattutto di misidacei, piccoli crostacei simili a gamberetti che vivono in nubi vicino al fondale. Avvicinandosi senza muoversi, può aspirarli con un colpo di muso lungo: la bocca tubolare funziona come una pipetta, espandendosi all’improvviso e creando una depressione che risucchia la preda in pochi millisecondi.

Non ha denti, non ha stomaco. Tutto il cibo passa per un tratto intestinale corto e va digerito quasi in tempo reale, motivo per cui questi animali cacciano per molte ore al giorno.

Ambiente subacqueo con alghe e vita marina simile alle praterie del drago frondoso
Le praterie di alghe e fanerogame: il palcoscenico naturale in cui il drago di mare scompare.

I maschi che incubano le uova

La riproduzione del drago di mare frondoso è uno dei tratti più sorprendenti della famiglia dei singnatidi. Come avviene per i cavallucci marini, è il maschio a portare avanti la gravidanza, ma con una differenza importante: in questa specie non esiste una vera tasca incubatrice. Le uova, prodotte dalla femmina, vengono trasferite sulla parte inferiore della coda del maschio, dove aderiscono a una zona spugnosa molto vascolarizzata chiamata brood patch.

Per circa nove settimane il maschio nuota con un centinaio di uova rosa vivo attaccate sotto la coda, fornendo loro ossigeno e nutrienti. Quando si schiudono, i piccoli sono già autonomi e si allontanano subito per cominciare a cacciare microorganismi.

Una vita non lunga ma intensa

L’aspettativa di vita in natura è stimata tra i 5 e i 10 anni. Nel periodo riproduttivo, da agosto a marzo, una coppia può portare a termine due covate. La maturità sessuale arriva intorno ai due anni, quando le foglie diventano più pronunciate e i maschi sviluppano una colorazione più intensa per attirare le femmine.

Un colore che cambia con l’ambiente

Le sfumature variano dal giallo ocra al verde oliva, fino al marrone chiaro. Il drago di mare frondoso può modificare in parte la tonalità delle proprie appendici in base alla dieta, alla temperatura dell’acqua e al tipo di alghe in cui si nasconde. Non si tratta di un cambiamento rapido come quello del polpo: avviene nel giro di giorni o settimane, ma è sufficiente a mantenere il camuffamento sempre coerente con il fondale.

Foto ravvicinata di alghe brune, habitat tipico del drago di mare frondoso
Le alghe brune australiane: forma e colore identici alle appendici del drago frondoso.

Una specie quasi minacciata

La IUCN classifica oggi il Phycodurus eques come specie a rischio minore, ma con popolazioni in calo. Le minacce principali sono la perdita di habitat, l’inquinamento costiero e la raccolta illegale per acquari privati. L’Australia tutela rigorosamente l’animale: il commercio è vietato dal 1991, e prelevare un esemplare anche solo per fotografarlo da vicino può comportare sanzioni.

Pochi acquari pubblici al mondo riescono a mantenere draghi di mare frondosi: servono vasche profonde, correnti regolate, alimentazione viva continua. Tra le strutture che ci sono riuscite con programmi di conservazione spiccano il Georgia Aquarium di Atlanta e l’Aquarium of the Pacific a Long Beach.

Cugino del drago erbaceo

Esiste un altro drago di mare, il Phyllopteryx taeniolatus, chiamato drago di mare erbaceo o comune. Ha appendici più piccole e più rare, vive negli stessi fondali e a volte si trova in coppia con quello frondoso. Nel 2015 è stata descritta una terza specie, il drago di mare rubino (Phyllopteryx dewysea), individuato a oltre 50 metri di profondità nell’arcipelago Recherche: un colore rosso intenso e niente foglie, perché in quelle zone la luce filtra poco e il mimetismo non serve.

Perché lo studiamo

Il drago di mare frondoso è un indicatore prezioso dello stato di salute delle praterie di kelp e posidonia: dove sparisce lui, sparisce un intero ecosistema. I biologi marini lo monitorano con campagne di fotoidentificazione, sfruttando il fatto che ogni esemplare ha un disegno unico di puntini e barre laterali, riconoscibile come un’impronta digitale. È un modello naturale anche per la biomimetica: le sue appendici flessibili ispirano la progettazione di robot subacquei a basso impatto.

Domande frequenti sul drago di mare frondoso

Il drago di mare frondoso è velenoso?

No. È del tutto innocuo per l’uomo. Le appendici fogliacee servono al mimetismo, non alla difesa attiva; non possiede aculei né tossine.

È un pesce o un’alga?

È un pesce vero e proprio, della famiglia dei Syngnathidae. Le foglie sono estensioni della pelle, ma il corpo interno è quello di un cavalluccio allungato, con spina dorsale e organi tipici dei vertebrati.

Si può tenere in un acquario domestico?

In pratica no. La specie è protetta dall’Australia, il commercio è vietato e gli esemplari richiedono vasche di centinaia di litri, correnti regolate e cibo vivo costante. Solo strutture pubbliche autorizzate lo ospitano.

Perché solo i maschi portano le uova?

Nei singnatidi l’evoluzione ha trasferito al maschio il compito di incubare le uova. Le femmine deponono i loro ovuli direttamente nel brood patch del partner, una zona spugnosa molto irrorata di sangue capace di ossigenare e nutrire le uova.

Come fa a non essere mangiato se nuota così piano?

Proprio grazie al mimetismo. Squali e grandi pesci scivolano accanto senza riconoscerlo: per loro è un ciuffo di alga staccato. Quando viene avvistato è quasi sempre da subacquei pazienti che sanno cosa cercare.

Quanto vive in natura?

Le stime parlano di una vita media tra 5 e 10 anni. In cattività, con condizioni ottimali, si sono registrati esemplari che hanno superato i 12 anni.

Approfondimento esterno: scheda IUCN Red List del Phycodurus eques. Per restare nel mondo dei camuffamenti animali, abbiamo già raccontato il diavolo spinoso e i suoi trucchi di sopravvivenza nel deserto australiano.