6 giugno 1984: nasce Tetris, storia del videogioco

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Il 6 giugno 1984, in un centro di calcolo di Mosca, un giovane ricercatore sovietico completò la prima versione di un gioco destinato a diventare immortale. Si chiamava Tetris e, con i suoi mattoncini colorati che cadono dall’alto, avrebbe conquistato intere generazioni in tutto il mondo. Ripercorriamo la storia di uno dei videogiochi più amati di sempre.

Cosa è Tetris

Tetris è un videogioco rompicapo in cui pezzi di forme diverse, composti da quattro quadrati, scendono dalla parte alta dello schermo. Il giocatore deve ruotarli e spostarli per incastrarli senza lasciare spazi vuoti: ogni volta che una riga orizzontale viene completata, essa scompare e libera spazio. La partita finisce quando i pezzi si accumulano fino a raggiungere il bordo superiore.

La sua forza sta nella semplicità: regole immediate da capire ma quasi impossibili da padroneggiare del tutto, perché la velocità aumenta progressivamente e mette alla prova riflessi e capacità di pianificazione.

Il 6 giugno 1984: la nascita del gioco

La data di nascita di Tetris è fissata al 6 giugno 1984, quando la prima versione funzionante venne distribuita all’interno del centro di calcolo dell’Accademia delle Scienze dell’Unione Sovietica, a Mosca. Il programma girava su un computer Elektronika 60 e mostrava i pezzi non con grafica colorata, ma con semplici caratteri di testo.

L’idea nacque dalla passione per i rompicapo del suo creatore, in particolare per i pentamini, le figure geometriche composte da cinque quadrati. Riducendo i pezzi a quattro quadrati, più gestibili per un calcolatore dell’epoca, prese forma il celebre meccanismo di gioco.

Chi è Alexey Pajitnov

L’inventore di Tetris è Alexey Pajitnov, informatico e ricercatore sovietico nato a Mosca nel 1956. All’epoca lavorava nel campo del riconoscimento vocale e dell’intelligenza artificiale, e sviluppò il gioco quasi come passatempo per testare le capacità dell’hardware su cui operava.

Il nome Tetris unisce il prefisso greco tetra, cioè quattro, al tennis, lo sport preferito dal suo creatore. Per anni Pajitnov non ricevette compensi dal successo planetario del gioco, poiché i diritti appartenevano allo Stato sovietico. Solo negli anni Novanta, dopo essersi trasferito negli Stati Uniti, riuscì a ottenere il riconoscimento economico della sua creazione.

Come funziona Tetris

Dietro la sua apparente semplicità, Tetris nasconde una struttura raffinata che lo rende avvincente partita dopo partita.

I sette tetramini

I pezzi del gioco si chiamano tetramini e sono sette, ciascuno con una forma e tradizionalmente un colore diverso. Sono indicati con le lettere che ne ricordano la sagoma: I, O, T, S, Z, J ed L. Imparare a riconoscerli e a prevedere come incastrarli è il cuore della strategia.

Velocità crescente

Più righe si completano, più il livello sale e i pezzi scendono velocemente. Questa progressione crea una tensione continua: il giocatore deve decidere in frazioni di secondo dove collocare ogni pezzo, bilanciando rapidità e ordine.

Videogioco arcade vintage degli anni Ottanta
Tetris nacque con una grafica essenziale, fatta di semplici blocchi.

Da Mosca al mondo: la battaglia per i diritti

Dal centro di calcolo moscovita, Tetris si diffuse rapidamente prima nei Paesi del blocco sovietico e poi in Occidente, dove arrivò all’inizio in modo quasi clandestino tramite copie passate di mano in mano. Quando il suo potenziale commerciale divenne evidente, scoppiò una complessa disputa internazionale sui diritti di distribuzione.

Diverse aziende rivendicarono licenze per computer, console e versioni da sala giochi, dando vita a trattative intricate che coinvolsero anche l’agenzia sovietica incaricata di gestire il software di Stato. Fu una delle prime grandi battaglie legali della storia dei videogiochi.

Il Game Boy e il successo planetario

La svolta arrivò nel 1989, quando Tetris venne abbinato al Game Boy, la console portatile di Nintendo. Inclusa gratuitamente con il dispositivo, la versione tascabile del gioco raggiunse milioni di persone e divenne il simbolo stesso del giocare ovunque, in treno, a scuola o in fila.

Quel matrimonio tra hardware e software trasformò Tetris in un fenomeno globale e contribuì in modo decisivo al trionfo del Game Boy. Da allora il gioco è stato riproposto su praticamente ogni piattaforma esistente.

Controller di una console per videogiochi
Il gioco arrivò in Occidente prima in modo quasi clandestino.

La musica di Tetris

Impossibile parlare di Tetris senza citare la sua musica più celebre, conosciuta come Korobeiniki. Si tratta di una melodia tradizionale russa, ispirata a una poesia dell’Ottocento, adattata per il gioco e diventata talmente iconica da essere riconoscibile in pochissime note. Per molti, quella sequenza è il suono stesso dell’infanzia videoludica.

Perché Tetris piace ancora oggi

A oltre quarant’anni dalla sua nascita, Tetris continua a essere giocato e amato. Il segreto è la combinazione tra regole elementari e profondità strategica: chiunque può iniziare in pochi secondi, ma diventare davvero bravi richiede esercizio e intuito.

L’effetto Tetris

Il gioco ha persino dato il nome a un fenomeno psicologico. Chi vi gioca a lungo può continuare a “vedere” i pezzi che cadono anche a occhi chiusi o nei sogni: un meccanismo legato al modo in cui il cervello consolida le esperienze ripetute. Ne abbiamo parlato in modo approfondito nell’articolo dedicato a un altro classico delle origini, la storia di Pac-Man.

Grafica a pixel di un videogioco classico
Dal 1989 Tetris divenne il simbolo del giocare ovunque.

L’eredità di Tetris

Tetris ha venduto centinaia di milioni di copie nelle sue varie edizioni, comparendo regolarmente tra i videogiochi più diffusi della storia. È studiato come esempio di design perfetto, citato in mostre dedicate alla cultura digitale e protagonista persino di un film che ne racconta la vicenda dei diritti. Più di tutto, resta la dimostrazione che un’idea semplice, se ben costruita, può attraversare le epoche. Per approfondire la sua storia è disponibile la voce dedicata su Wikipedia.

Domande frequenti

Chi ha inventato Tetris?

Tetris è stato creato dall’informatico sovietico Alexey Pajitnov, che ne completò la prima versione il 6 giugno 1984 presso il centro di calcolo dell’Accademia delle Scienze dell’Unione Sovietica a Mosca.

Cosa significa la parola Tetris?

Il nome unisce il prefisso greco tetra, che significa quattro (come i quadrati di ogni pezzo), e il tennis, lo sport preferito dal suo creatore.

Quanti pezzi diversi ci sono in Tetris?

I pezzi, chiamati tetramini, sono sette: a seconda della forma vengono indicati con le lettere I, O, T, S, Z, J ed L.

Perché Tetris è diventato così famoso?

Il successo planetario arrivò soprattutto nel 1989, quando il gioco venne incluso gratuitamente con il Game Boy di Nintendo, raggiungendo milioni di persone in tutto il mondo.

Qual è la musica di Tetris?

La melodia più celebre si chiama Korobeiniki, basata su una canzone popolare russa dell’Ottocento e diventata uno dei brani più riconoscibili della storia dei videogiochi.

Cos’è l’effetto Tetris?

È un fenomeno per cui, dopo aver giocato a lungo, si continuano a immaginare i pezzi che cadono anche a occhi chiusi. È legato al modo in cui il cervello rielabora e consolida le esperienze ripetute.