Il 25 giugno la tradizione cattolica italiana ricorda san Guglielmo da Vercelli, l’eremita che fondò uno dei santuari più amati del Sud Italia, quello di Montevergine. La sua è una storia che intreccia pellegrinaggi, vita solitaria e una profonda eredità culturale. Raccontiamola in chiave storica, per capire chi era questa figura e perché continua a essere ricordata.
Chi era san Guglielmo da Vercelli
Guglielmo da Vercelli fu un religioso vissuto a cavallo tra l’XI e il XII secolo, fondatore della congregazione monastica legata al santuario di Montevergine, in Campania. La sua figura unisce due aspetti tipici della spiritualità medievale: la ricerca della solitudine eremitica e la capacità di dare vita a comunità organizzate.
Le origini e la giovinezza
Secondo le fonti tradizionali, Guglielmo nacque a Vercelli, nel nord Italia, intorno al 1085, da una famiglia nobile. Rimasto orfano molto giovane, fu educato da parenti. Già nell’adolescenza, racconta la tradizione, manifestò una spiccata inclinazione religiosa e il desiderio di una vita povera e di pellegrinaggio.

Il pellegrino instancabile
Da giovane Guglielmo intraprese lunghi viaggi a piedi, come molti uomini di fede del suo tempo. La tradizione lo lega in particolare al cammino verso Santiago di Compostela, in Spagna, una delle mete di pellegrinaggio più importanti del Medioevo. Si racconta che avesse anche il proposito di raggiungere la Terra Santa, progetto che poi abbandonò.
La scelta della vita eremitica
Dopo gli anni dei pellegrinaggi, Guglielmo cercò luoghi appartati dove dedicarsi alla preghiera e alla penitenza. Questa ricerca di solitudine lo condusse infine nell’Italia meridionale, tra i monti della Campania.
La fondazione di Montevergine
L’episodio più importante della sua vita è la fondazione, intorno al 1124, del santuario di Montevergine, su un’altura del massiccio del Partenio, in provincia di Avellino. Qui Guglielmo costruì una prima chiesa e raccolse attorno a sé i primi compagni, dando origine a una comunità monastica destinata a crescere nei secoli.
Quando il numero di seguaci aumentò, Guglielmo, amante della solitudine, si spostò in altri luoghi per fondare nuove comunità, lasciando che Montevergine proseguisse il proprio cammino. Tra le sue fondazioni si ricorda anche il complesso del Goleto, nell’Irpinia.

Perché viene ricordato
Guglielmo è ricordato soprattutto come fondatore di luoghi di spiritualità che hanno avuto un ruolo culturale e sociale enorme nel Mezzogiorno. I monasteri da lui avviati divennero nei secoli centri di accoglienza, di lavoro agricolo e di conservazione del sapere. La tradizione cattolica gli attribuisce numerosi episodi prodigiosi, che vanno letti nel contesto della sensibilità religiosa medievale.
Le tradizioni italiane legate a Montevergine
Il santuario fondato da Guglielmo è ancora oggi una delle mete devozionali più frequentate del Sud Italia. La grande venerazione si è col tempo concentrata soprattutto sull’immagine mariana custodita nel santuario, conosciuta popolarmente come “Mamma Schiavona”.
I pellegrinaggi popolari
Secondo una tradizione molto sentita, gruppi di pellegrini raggiungono Montevergine a piedi, talvolta percorrendo l’ultimo tratto in segno di devozione. Questi cammini, accompagnati da canti e balli popolari, rappresentano un patrimonio culturale immateriale che intreccia fede, folklore e identità locale.
Feste e usanze regionali
Diverse località dell’Irpinia e della Campania conservano usanze legate alla figura del santo e al santuario, tra processioni, sagre e ricorrenze che scandiscono il calendario delle comunità. Per scoprire un’altra figura legata alle tradizioni religiose italiane, leggi anche il nostro articolo sul santo del giorno 24 giugno, san Giovanni Battista.

Dove è venerato oggi
Il principale luogo di culto resta il santuario di Montevergine, che richiama ogni anno numerosi visitatori, non soltanto per motivi religiosi ma anche per il valore storico, artistico e paesaggistico del sito. La figura di Guglielmo è ricordata anche nella sua città natale e in altri centri del Sud legati alle sue fondazioni. Per un quadro storico più dettagliato è possibile consultare la voce dedicata su Wikipedia.
Domande frequenti su san Guglielmo da Vercelli
Quando si ricorda san Guglielmo da Vercelli?
La tradizione cattolica lo ricorda il 25 giugno.
Dove nacque?
Secondo le fonti nacque a Vercelli, nel nord Italia, intorno al 1085.
Qual è la sua opera più importante?
La fondazione del santuario e della comunità monastica di Montevergine, in Campania, intorno al 1124.
Che cos’è “Mamma Schiavona”?
È il nome popolare con cui è conosciuta l’immagine mariana venerata a Montevergine, attorno alla quale si è sviluppata una grande devozione.
Perché è importante dal punto di vista culturale?
Perché i monasteri da lui fondati furono per secoli centri di accoglienza, lavoro e cultura nel Mezzogiorno, lasciando un’eredità storica notevole.
Si può visitare Montevergine oggi?
Sì. Il santuario è tuttora una meta molto frequentata, apprezzata anche per il suo valore artistico e paesaggistico.