Santo del giorno 10 maggio: chi era San Cataldo, patrono di Taranto

Il 10 maggio Taranto si ferma per festeggiare il suo patrono, San Cataldo: un monaco irlandese che, secondo la tradizione, sarebbe diventato vescovo della città pugliese nel VII secolo. La data è doppiamente importante perché ricorda anche il ritrovamento del suo corpo, il 10 maggio 1071, durante i lavori di ampliamento della cattedrale. Ecco la storia di una figura culturalmente rilevante per il Mediterraneo, raccontata in chiave storico-divulgativa.

Chi era San Cataldo: le origini irlandesi

Secondo la tradizione, Cataldo nacque in Irlanda tra il 610 e il 620, in una zona oggi identificata con la regione del Munster. Il nome originale era probabilmente Cathal o Cathald (dall’antico irlandese cath, “battaglia”). Crebbe in un’epoca in cui l’Irlanda era considerata “isola dei santi e dei sapienti”, grazie ai numerosi monasteri benedettini e celtici che ne avevano fatto un faro culturale del primo Medioevo europeo.

Le fonti agiografiche lo descrivono come monaco e maestro nella celebre scuola monastica di Lismore, nel sud dell’Irlanda. La leggenda narra che fu poi ordinato vescovo di Rachau, dove si distinse come predicatore e guida spirituale.

Il viaggio in Terra Santa e l’arrivo a Taranto

Secondo la tradizione cattolica, intorno alla metà del VII secolo Cataldo intraprese un pellegrinaggio in Terra Santa, gesto comune nel monachesimo irlandese dell’epoca. Le agiografie raccontano che, durante il viaggio di ritorno, una visione gli avrebbe ordinato di fermarsi a Taranto per rievangelizzare la città, allora travolta da divisioni e nuove forme di paganesimo.

Una delle leggende più note è legata al cosiddetto “Anello di San Cataldo”: durante una tempesta, il santo avrebbe gettato in mare il proprio anello episcopale per placare le acque. Nel punto in cui l’anello cadde, dice la tradizione popolare, sgorgò una sorgente d’acqua dolce sottomarina ancora oggi visibile al largo della costa tarantina. Il fenomeno geologico esiste davvero (sorgenti sottomarine sono diffuse lungo la costa), e la pia leggenda vi ha trovato un terreno simbolico fertile.

Cattedrale italiana, simbolo dell'architettura sacra mediterranea
Le cattedrali del Sud Italia custodiscono molte tradizioni cataldiane — Foto di Raffaella Troiano su Pexels

Vescovo di Taranto: la rievangelizzazione della città

Le fonti tradizionali lo collocano vescovo di Taranto nella seconda metà del VII secolo. La città, già grande colonia magno-greca e poi romana, era allora un centro portuale importante ma anche fragile, esposto a influenze culturali e religiose diverse. Cataldo si sarebbe dedicato a fondare nuove chiese, riorganizzare la diocesi e predicare la conversione.

La sua opera non è documentata in fonti coeve dirette, ma le memorie ecclesiastiche posteriori lo descrivono come un vescovo riformatore, attento ai poveri e ai pellegrini. Morì a Taranto, secondo la tradizione, l’8 marzo del 685.

Il ritrovamento del corpo nel 1071

Dopo la morte, la memoria storica della tomba di Cataldo si perse. La distruzione di Taranto da parte dei Saraceni nel 927 fece scomparire molti documenti e cancellò la memoria fisica del luogo di sepoltura. Per oltre un secolo si parlò di Cataldo solo nelle tradizioni orali.

Il 10 maggio 1071, durante i lavori di ricostruzione della cattedrale di Taranto voluti dall’arcivescovo Drogone, gli operai si imbatterono in un sepolcro contenente un corpo identificato come quello del santo. Il ritrovamento fu accolto come un evento prodigioso e segnò una nuova fase della devozione locale: da allora il 10 maggio è diventato la data della festa patronale.

La cappella di San Cataldo nel Duomo

Le reliquie del santo sono oggi custodite in una splendida cappella barocca della Cattedrale di San Cataldo, nel cuore della città vecchia di Taranto. Realizzata nel Seicento da Giuseppe Vinaccia, è considerata uno dei capolavori del barocco pugliese: marmi policromi, stucchi dorati, sculture e affreschi raccontano la vita e i miracoli attribuiti al santo dalla tradizione.

Il busto reliquiario d’argento di Cataldo, opera del XVII secolo, viene portato in processione il 10 maggio attraverso le strade della città. La cattedrale stessa, fondata nell’XI secolo, è il più antico duomo della Puglia tra quelli ancora in uso, e custodisce mosaici medievali di grande valore artistico.

Centro storico pugliese, simile a quello tarantino
Il centro storico di Taranto è il cuore della festa di San Cataldo — Foto di Vanessa G. su Pexels

La festa patronale: una tradizione millenaria

I festeggiamenti per San Cataldo a Taranto durano tre giorni (8, 9 e 10 maggio) e attirano migliaia di pellegrini e turisti. Tra i momenti più suggestivi:

  • Processione a mare: la statua del santo viene caricata su un peschereccio addobbato a festa e percorre il Mar Piccolo e il Mar Grande, scortata da decine di imbarcazioni illuminate.
  • Processione a terra: il busto reliquiario attraversa il centro storico, accompagnato dalle confraternite e da una grande folla.
  • Spettacolo pirotecnico: il celebre “spettacolo di fuoco” sul lungomare, una delle batterie di fuochi d’artificio più importanti del Sud Italia.
  • Luminarie: tutto il centro è illuminato da architetture luminose tipiche della tradizione pugliese, vero patrimonio di artigianato.
  • Bancarelle e prodotti tipici: dolci come la “scarcella” e prodotti locali animano vie e piazze.

Per i tarantini, la festa ha un nome dialettale affettuoso: “u prèggie”, che indica la solennità e la centralità della ricorrenza nella vita della città.

San Cataldo nel resto d’Italia

San Cataldo non è venerato solo a Taranto. La sua devozione si è diffusa in molte altre città italiane:

  • San Cataldo (Caltanissetta): comune siciliano fondato nel XVII secolo che porta il nome del santo.
  • Cisternino (Brindisi): piccolo borgo pugliese di cui è patrono.
  • Corato (Bari): lo celebra come compatrono.
  • Petralia Sottana e Misilmeri (Sicilia), Supino (Frosinone), Polla (Salerno): località con tradizioni cataldiane radicate.
  • Marina di San Cataldo (Lecce): località costiera che porta il nome del santo, secondo la tradizione luogo del primo sbarco.

Anche nel Mediterraneo e in Brasile, dove gli emigranti pugliesi hanno portato la devozione, esistono parrocchie e confraternite intitolate al santo. In Irlanda, paese natale, Cataldo è ricordato in alcune diocesi del Munster con celebrazioni di taglio storico-culturale.

Architettura sacra del Sud Italia
Le architetture sacre del Sud Italia raccontano secoli di devozione — Foto di Raffaella Troiano su Pexels

San Cataldo nell’arte e nella cultura

L’iconografia del santo lo rappresenta vestito con i paramenti vescovili, con mitra, pastorale e il pallio bianco a indicare il rango episcopale. Spesso compare un’ancora ai suoi piedi, simbolo del suo legame con il mare e con la città di Taranto. In molte raffigurazioni mostra anche un libro aperto, riferimento al Vangelo, e un anello, evocazione della leggenda.

Numerosi artisti pugliesi e italiani lo hanno immortalato in dipinti, sculture e affreschi: dagli affreschi medievali del Duomo di Taranto alle tele settecentesche di chiese minori del Salento. La sua figura compare anche nella letteratura religiosa popolare, in canti dialettali e in poemi devozionali della tradizione orale meridionale.

Tradizioni gastronomiche e proverbi

La tradizione popolare ha legato a San Cataldo alcuni detti e ricette. Uno dei proverbi locali recita: “Pe’ San Caltàue u sole è caudo” (“Per San Cataldo il sole è caldo”), a indicare l’arrivo del bel tempo a Taranto, un punto di passaggio tra la primavera e l’estate. Tra i dolci tipici della festa ci sono le scarcelle pasquali tarantine rivisitate per l’occasione, e i biscotti decorati con il busto del santo, tipici delle pasticcerie del centro storico.

Domande frequenti su San Cataldo

Quando si festeggia San Cataldo?

La festa patronale si celebra a Taranto il 10 maggio, data che ricorda il ritrovamento del corpo del santo nel 1071. I festeggiamenti durano tre giorni: 8, 9 e 10 maggio.

Era davvero irlandese?

Secondo la tradizione, sì. Sarebbe nato in Irlanda intorno al 615-620 d.C., nella regione del Munster, e formato presso la scuola monastica di Lismore.

Dove sono custodite le sue reliquie?

Le reliquie sono conservate nella Cattedrale di San Cataldo a Taranto, nella cappella barocca del XVII secolo, considerata uno dei capolavori dell’arte sacra pugliese.

Cosa è l’Anello di San Cataldo?

È una sorgente d’acqua dolce che sgorga nel mare al largo della costa tarantina. La leggenda la collega all’anello episcopale che il santo avrebbe gettato in mare per placare una tempesta. Geologicamente è una risorgiva sottomarina di acqua dolce di origine carsica.

Di cosa è patrono?

È patrono principale della città di Taranto e dei marinai, viene invocato anche contro le tempeste e per la protezione dei viaggiatori. Diverse città del Sud Italia lo annoverano come patrono o compatrono.

Quali eventi ci sono il 10 maggio a Taranto?

Solenni messe in cattedrale, processione a mare con il santo accompagnato da decine di barche, processione a terra del busto reliquiario, spettacoli pirotecnici, luminarie, eventi culturali e gastronomici nel centro storico.

Per approfondire la figura storica del santo si consiglia la scheda di Wikipedia su San Cataldo di Taranto. Per chi è appassionato di storia, archeologia e ritrovamenti che cambiano le cronache, leggi anche il nostro articolo su Howard Carter, l’archeologo che scoprì Tutankhamon.

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