Gnocchi: storia, origini e perché si mangiano di giovedì

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Morbidi, avvolgenti, capaci di raccogliere ogni goccia di sugo: gli gnocchi sono tra i piatti più amati della cucina italiana. Ma pochi sanno che la loro storia è molto più antica della patata con cui li prepariamo oggi, e che dietro il celebre detto «giovedì gnocchi» si nasconde una tradizione popolare tutta da scoprire. Facciamo un viaggio nelle origini di questo grande classico.

Che cosa sono gli gnocchi

Con il termine «gnocchi» si indica una famiglia di piccoli impasti da bollire, di forma tondeggiante o ovale, ottenuti mescolando un ingrediente base con farina. Oggi la versione più diffusa è quella con le patate, ma esistono innumerevoli varianti regionali: di semolino, di pane, di zucca, di ricotta e spinaci.

Il nome deriva probabilmente da «nocchio», il nodo del legno, oppure da «nocca», in riferimento alla forma tondeggiante che ricorda una piccola protuberanza. Un dettaglio che racconta bene la natura di questo cibo: semplice, casalingo e fatto con le mani.

Un piatto molto più antico della patata

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, gli gnocchi non nascono con la patata. Impasti simili, a base di farina, acqua e a volte uova o pangrattato, erano già diffusi nell’antichità e attraversano tutto il Medioevo e il Rinascimento.

Dalle mense romane al Medioevo

Già i Romani preparavano gnocchi con semola e uova, e ricette di «gnocchi» compaiono nei ricettari italiani rinascimentali, spesso a base di pane raffermo o farina. Erano un modo intelligente per non sprecare nulla e ottenere un piatto sostanzioso con pochi ingredienti.

Gnocchi di patate crudi e infarinati su un tagliere di legno
Impasti simili agli gnocchi esistevano già in epoca romana e medievale.

La rivoluzione della patata

La svolta arriva con l’arrivo in Europa della patata, portata dalle Americhe dopo il Cinquecento. Inizialmente guardata con sospetto e coltivata soprattutto come pianta ornamentale, la patata conquistò le cucine europee solo tra il Settecento e l’Ottocento, quando si diffuse come alimento economico e nutriente.

Fu allora che nacque lo gnocco come lo conosciamo oggi: patate lessate e schiacciate, unite a poca farina e, secondo le ricette, un uovo. Il risultato è quell’impasto morbido che, tagliato a tocchetti e rigato con i rebbi di una forchetta, diventa lo gnocco di patate classico.

Perché si mangiano di giovedì

Ed eccoci al mistero più curioso: il famoso detto «giovedì gnocchi». In molte regioni italiane, e in particolare a Roma, il giovedì è tradizionalmente il giorno dedicato a questo piatto. Ma da dove nasce questa abitudine?

Il calendario del venerdì di magro

La spiegazione più accreditata affonda le radici nella tradizione cattolica. Il venerdì era giorno «di magro», in cui la Chiesa invitava ad astenersi dalla carne. Il giovedì, quindi, era l’occasione per fare una scorpacciata di un piatto ricco e saziante prima del digiuno del giorno successivo.

Gli gnocchi, calorici ed economici, erano perfetti per questo scopo: riempivano lo stomaco e permettevano di affrontare più serenamente la giornata di astinenza. Da qui il detto popolare, oggi diventato quasi un rito gastronomico.

Gnocchi rigati pronti da cuocere disposti su un piano di lavoro
La rigatura serve a trattenere meglio il condimento.

Tante regioni, tanti gnocchi

L’Italia è un mosaico di varianti, e gli gnocchi non fanno eccezione. Ogni territorio ha reinterpretato l’idea di base con i propri ingredienti:

  • Gnocchi alla romana: dischi di semolino gratinati al forno con burro e formaggio, molto diversi da quelli di patate.
  • Canederli: grandi gnocchi di pane raffermo tipici del Trentino-Alto Adige, di chiara influenza mitteleuropea.
  • Gnocchi di zucca: dolci e delicati, diffusi soprattutto nel Nord Italia.
  • Strangolapreti: gnocchi di pane e verdure, presenti in varie regioni con nomi coloriti.

Questa varietà racconta bene come un’idea semplice possa moltiplicarsi in mille forme, proprio come accade con molti altri piatti della nostra tradizione. Se ti appassionano le storie dei cibi tipici, potrebbe piacerti anche la storia della porchetta, tra origini e segreti.

Come si condiscono gli gnocchi

La duttilità è forse il segreto del successo degli gnocchi. Il loro sapore neutro e la superficie rigata li rendono perfetti per raccogliere ogni tipo di condimento: dal semplice pomodoro e basilico al burro e salvia, dal ragù al gorgonzola, fino al celebre pesto.

Nella cucina napoletana, gli gnocchi alla sorrentina — con pomodoro, mozzarella e basilico, gratinati in forno — sono diventati un classico intramontabile. Un piatto che unisce la semplicità dell’impasto alla ricchezza del condimento.

Curiosità sugli gnocchi

  • In alcune zone del Nord Italia esiste la tradizione della «festa degli gnocchi», con veri e propri personaggi folkloristici come il «Papà del Gnoco» a Verona.
  • Per ottenere gnocchi leggeri, il segreto è usare poca farina e patate poco acquose, come le vecchie patate a pasta bianca.
  • La classica rigatura serve a trattenere meglio il sugo, non è solo decorativa.
Gnocchi alla sorrentina gratinati con pomodoro e mozzarella
Ogni regione italiana ha reinterpretato gli gnocchi a modo suo.

Domande frequenti sugli gnocchi

Da dove vengono gli gnocchi?

Gli gnocchi hanno origini antichissime: impasti simili a base di farina esistevano già nell’antica Roma e nel Medioevo. Lo gnocco di patate, invece, è nato tra il Settecento e l’Ottocento, dopo la diffusione della patata in Europa.

Perché si dice «giovedì gnocchi»?

Perché nella tradizione cattolica il venerdì era giorno di magro, senza carne. Il giovedì si consumava quindi un piatto ricco e saziante come gli gnocchi, in vista del digiuno del giorno dopo.

Gli gnocchi sono sempre fatti con la patata?

No. Esistono moltissime varianti: di semolino, di pane, di zucca, di ricotta e spinaci. Quella di patate è oggi la più diffusa, ma non è l’unica.

Perché gli gnocchi hanno le righe?

La rigatura, ottenuta con i rebbi della forchetta o con un apposito riga-gnocchi, serve soprattutto a trattenere meglio il condimento sulla superficie.

Come si fanno gli gnocchi leggeri?

Il segreto è usare poca farina e patate poco acquose, lavorando l’impasto il meno possibile per evitare che diventino gommosi.

Qual è il condimento tradizionale degli gnocchi?

Dipende dalla regione: dal pomodoro e basilico al burro e salvia, dal ragù al gorgonzola. Un grande classico è la versione alla sorrentina, con pomodoro e mozzarella gratinati.