La foto più vista al mondo è una collina in California

Preparato con l'aiuto dell'intelligenza artificiale · responsabile editoriale Andrea Bertolotti · come lavoriamo

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La fotografia che più occhi umani abbiano mai guardato non ritrae una guerra, un re o un uomo sulla Luna. È un prato verde con delle nuvole sopra, e per anni è comparsa ogni mattina sullo schermo di chiunque accendesse un computer in ufficio.

Si chiama Bliss, era lo sfondo di serie di Windows XP, il sistema arrivato qualche anno dopo Windows 98. E quella collina esiste davvero: il museo di fotografia dell’Università della California le ha dedicato una scheda didattica e la definisce, senza troppi giri di parole, la fotografia più vista della storia.

Un fotografo che stava andando dalla fidanzata

L’uomo che l’ha scattata si chiama Charles O’Rear e per anni aveva lavorato per National Geographic. Quel giorno però non era in missione da nessuna parte: stava guidando verso San Francisco per andare a trovare la fidanzata, Daphne, lungo una statale della contea di Sonoma. Era gennaio, era appena passato un temporale, e l’erba aveva quel verde acceso che in California dura poche settimane l’anno.

Accostò, tirò fuori una vecchia Mamiya a pellicola (niente digitale, niente schermo per controllare com’era venuta) e scattò qualche fotogramma. Poi risalì in macchina e proseguì. Sull’anno esatto, curiosamente, non vanno d’accordo nemmeno le fonti serie: c’è chi scrive 1996 e chi 1998.

Perché nessuno volle spedire quella diapositiva

La foto finì nell’archivio di un’agenzia, che venne poi comprata da Corbis, la società di immagini di Bill Gates. Quando Microsoft, che in quegli stessi anni aveva appena messo dei soldi in Apple, decise di usarla come sfondo del nuovo sistema operativo, si presentò un problema molto concreto: la diapositiva originale era una sola, e valeva troppo. I corrieri si tirarono indietro, perché nessuna assicurazione voleva coprire quella cifra.

Alla fine gli comprarono un biglietto aereo. O’Rear portò la sua pellicola fino a Seattle tenendosela addosso, come si fa con il passaporto. Quanto gli abbiano pagato non lo dirà mai, perché ha firmato un accordo di riservatezza: dice soltanto che è il secondo compenso più alto mai versato a un fotografo per una singola immagine.

Ma è ritoccata?

Qui le versioni divergono, e la cosa fa sorridere. O’Rear giura di non aver toccato nulla e porta come prova gli altri scatti di quella stessa mattina, praticamente identici. La rivista britannica Amateur Photographer, che ha ricostruito la vicenda nel dettaglio, sostiene invece che l’immagine sia stata tagliata su un lato e che il verde della collina sia stato spinto un po’ più in là. Su questo si discute ancora.

Non sarebbe la prima volta che una fotografia famosissima ha qualcosa da spiegare: ci era cascato perfino Arthur Conan Doyle con le fate di Cottingley.

Per capire la scala della cosa, conviene smettere di contare le persone e pensare ai momenti. Nessun quadro appeso in un museo, nessuna copertina di disco, nessuna foto di famiglia è mai stata guardata da tanta gente insieme. Ogni volta che un computer dell’ufficio ci metteva un’eternità ad avviarsi, dall’altra parte del mondo c’era qualcuno che fissava quella collina aspettando.

E oggi com’è quel posto

Non così. Poco dopo lo scatto il terreno è stato affittato a una cantina della zona, che ci ha piantato sopra viti di chardonnay e pinot nero: dove c’era l’erba liscia adesso ci sono i filari, e con quelle uve si fa del vino che porta il nome di quel pezzo di collina. Il posto è ancora lì, lungo la stessa strada, e ogni tanto qualcuno accosta per fotografarlo con il telefono e confrontarlo con il ricordo.

La collina più guardata del pianeta, adesso, fa vino.

Fonti

UCR ARTS, California Museum of Photography, scheda su Bliss
The Press Democrat, As Windows XP fades into history, Bliss remains in Sonoma County
Amateur Photographer, Bliss by Charles O’Rear
Sonoma Magazine, Lucky Shot

Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2026