Le gocce di pioggia non hanno la forma di una goccia

Novità · La rivista mensileCuriosando si impara® N. 1 · Ottobre 2026Fantasmi, mostri e misteri svelati! 48 pagine di curiosità e giochi per tutta la famiglia.Scoprila da 1,99 € →
Condividi l'articolo

Una goccia di pioggia che cade dal cielo non ha la forma di una goccia. Quella punta in cima, che disegniamo da quando andavamo all’asilo, nella pioggia vera non c’è: le gocce piccole sono palline, quelle più grandi somigliano a un panino da hamburger.

Lo trovi scritto nero su bianco sul sito del servizio meteorologico britannico, che apre la sua pagina sul tema con una frase da maestra severa: dimentica quello che ti hanno insegnato alle elementari.

Da dove arriva la goccia con la punta?

Dal rubinetto. Se guardi una goccia che si stacca dal lavandino, per un istante la vedi davvero allungata, con un filo d’acqua che la tiene attaccata in alto. È l’immagine che abbiamo tutti sotto gli occhi, ed è quella che è finita nei libri per bambini, nelle icone del meteo in tv e perfino nell’emoji.

Ma quel momento dura un battito di ciglia. Appena il filo si spezza, la goccia si richiude su sé stessa. Nessuno sa con certezza chi abbia disegnato per primo la pioggia con la punta: è una di quelle immagini che sembrano esserci sempre state.

Cosa succede davvero mentre cade

Una goccia di pioggia è un braccio di ferro tra due forze. Da una parte c’è la tensione superficiale, la stessa che fa stare a galla un ago se lo appoggi con delicatezza: l’acqua tira verso l’interno e cerca di prendere la forma più raccolta possibile, cioè la sfera. Dall’altra c’è l’aria, che la goccia incontra cadendo e che le spinge contro la pancia.

Le gocce minuscole, quelle della pioggerellina, sono così piccole che l’aria quasi non le scalfisce: restano sfere quasi perfette. Man mano che si scontrano e si uniscono crescono, e l’aria comincia a vincere da sotto. Il fondo si appiattisce, la cima resta tonda: ecco il panino. Le gocce più grandi, più o meno quanto un pisello, si schiacciano così tanto che si incavano sotto come un paracadute. Poi si strappano e si dividono in gocce più piccole, che ricominciano daccapo.

Insomma: la pioggia è fatta di palline e panini, e le gocce davvero grosse non arrivano quasi mai a terra intere.

La farina di Bentley

All’inizio del Novecento, in una fattoria del Vermont, un contadino di nome Wilson Bentley ebbe un’idea da cucina. Usciva sotto i temporali con delle teglie piene di farina e lasciava che la pioggia ci cadesse sopra. Ogni goccia formava una pallina di pasta; lui le lasciava seccare e poi le misurava una per una, centinaia di volte. Era lo stesso Bentley che passò la vita a fotografare fiocchi di neve, e che fu il primo a fotografarne uno al microscopio.

Negli stessi anni, in Germania, il fisico Philipp Lenard fece il contrario: invece di aspettare la pioggia, costruì un tubo in cui soffiava aria verso l’alto alla velocità giusta per tenere una goccia sospesa a mezz’aria, ferma davanti ai suoi occhi. Riusciva a tenerla lì solo pochi secondi, ma bastarono. I due lavori, ha ricostruito chi ha studiato la storia della fisica delle nuvole, anticiparono gran parte di quello che si sa oggi sulla pioggia.

Se ti è venuta voglia di altra fisica da finestra, qui trovi le stranezze dell’arcobaleno, il motivo per cui il cielo è azzurro e la verità sul lavandino che non sa in che emisfero sei.

Vero o falso?

Le gocce di pioggia hanno la punta: falso. Le gocce piccole sono sferiche: vero. Le gocce grandi si rompono prima di toccare terra: spesso vero.

Il panino che fa le previsioni

La parte più bella è che quella forma schiacciata oggi serve a qualcosa. I radar meteorologici moderni mandano impulsi che vibrano sia in orizzontale che in verticale, e confrontando i due echi capiscono quanto sono schiacciate le gocce. Più sono larghe e piatte, più forte sta piovendo. E lo stesso trucco permette di riconoscere uno stormo di uccelli e toglierlo dalla mappa della pioggia.

Il disegno con la punta è sbagliato. Il panino, invece, lo legge il radar.

Fonti

Met Office, Raindrops and radar
NASA Global Precipitation Measurement, The anatomy of a raindrop
Dynamics of falling raindrops, arXiv, 2023

Ultimo aggiornamento: 9 ottobre 2026