Il tuo lavandino non sa in che emisfero sei

Preparato con l'aiuto dell'intelligenza artificiale · responsabile editoriale Andrea Bertolotti · come lavoriamo

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Apri lo scarico, l’acqua se ne va girando, e prima o poi qualcuno ti spiega che gira in quel verso per via della rotazione della Terra. Non è così: il tuo lavandino non ha la più pallida idea di dove si trovi.

La credenza è solidissima. Nell’emisfero nord l’acqua scenderebbe in senso antiorario, in quello sud in senso orario, e sull’equatore filerebbe giù dritta. È una certezza da tavolata, parente stretta del lato oscuro della Luna.

Da dove nasce la leggenda

Da qualcosa di vero. L’effetto Coriolis esiste eccome: è la deviazione che la rotazione del pianeta imprime a tutto ciò che si muove sulla sua superficie, e decide davvero il verso in cui girano i cicloni, antiorario a nord dell’equatore, orario a sud. Il problema è la scala. Coriolis lavora su masse d’aria e d’acqua grandi come regioni, che si spostano per giorni, non su un pugno d’acqua che sparisce in pochi secondi.

Intorno all’equivoco è nata anche una piccola industria. Sulla linea dell’equatore, in Ecuador come in Kenya, ci sono guide che riempiono una bacinella qualche passo a nord, la stappano e mostrano il vortice girare da una parte; poi ripetono qualche passo a sud e il vortice gira dall’altra. Il trucco sta tutto nel modo in cui l’acqua viene versata e nell’inclinazione del polso di chi la versa.

La vasca che ci mise un giorno a svuotarsi

Nel 1962 Ascher Shapiro, ingegnere del Massachusetts Institute of Technology di Boston, decise di andare fino in fondo. Al centro di una stanza sistemò una vasca circolare bassa e larga, la riempì, la coprì con un foglio di plastica per tenere fuori ogni spiffero, tenne la temperatura dell’aria costante e poi non la toccò per ventiquattr’ore. Solo allora aprì il foro di scarico.

Per un bel pezzo non accadde niente di visibile. Poi un galleggiante posato sull’acqua cominciò a muoversi, sempre più svelto, in senso antiorario, fino a compiere un giro ogni pochi secondi. Qualche anno dopo un gruppo dell’Università di Sydney rifece la stessa cosa nell’altro emisfero e ottenne il verso opposto, esattamente come previsto. Coriolis vince, ma solo quando gli si toglie di mezzo tutto il resto.

Chi decide davvero il verso

E tutto il resto, in un bagno vero, è schiacciante. La forma del catino, la posizione del foro, una pendenza del mobile che non noteresti mai, l’acqua che hai già messo in movimento lavandoti le mani: ognuna di queste cose spinge il vortice con una forza migliaia di volte più grande di quella che la Terra riesce a esercitare su un volume tanto piccolo. Lo hanno messo nero su bianco due oceanografi dell’Università di Las Palmas: perché Coriolis conti qualcosa, l’acqua dovrebbe muoversi a una velocità quasi impercettibile.

Un dubbio onesto va tenuto. Se il tuo lavandino gira sempre nello stesso senso non stai immaginando niente: è solo che il verso lo decide lui, con la sua geometria, e lo deciderebbe uguale se traslocassi a Melbourne.

La rotazione della Terra, però, si vede. Serve solo un pendolo abbastanza lungo: a Padova, dentro il Palazzo della Ragione, ne oscilla uno appeso a un filo d’acciaio di venti metri, voluto dal Comune insieme al Dipartimento di Fisica dell’Università. Il piano di oscillazione resta immobile mentre il pavimento gli ruota sotto, perché a ruotare è il pianeta. È l’esperimento con cui Léon Foucault stupì Parigi a metà Ottocento. Richiede un salone alto come una chiesa, non un lavello.

Vero o falso?

L’effetto Coriolis è una fantasia. Falso: è reale e comanda il verso di uragani e cicloni.

Nel lavandino comanda lui. Falso: comandano la forma del catino e l’acqua che si muoveva già.

In una vasca non si vedrà mai. Falso: si vede, ma serve una giornata intera di immobilità assoluta.

Resta il particolare più bello dell’esperimento di Shapiro. Prima di coprire la vasca e andarsene, l’acqua la fece girare apposta in senso orario. Un giorno dopo, se ne andò dall’altra parte.

Fonti

Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2026