Il drappo rosso che il matador agita nell’arena non serve al toro. Il toro quel rosso non lo vede come lo vedi tu: gli manca il pezzo di occhio che serve a riconoscerlo, e la macchia accesa che a noi salta addosso a lui arriva spenta, un grigio un po’ giallastro.
Quello che lo fa partire è un’altra cosa, e non ha colore: è il movimento. Un panno fermo, di qualunque tinta, per un toro vale quanto un muro.
Cosa vede davvero un toro
Nei nostri occhi ci sono tre tipi di cellule sensibili al colore: una tarata sul blu, una sul verde, una sul rosso. I bovini ne hanno una in meno, e a mancare è proprio quella del rosso. Immagina una fotografia a cui qualcuno ha abbassato la manopola: il pomodoro resta lì, ma smette di gridare.
Nel 1998 in un laboratorio californiano l’hanno misurato nel modo più diretto possibile, mandando lampi di luce colorata negli occhi di vacche, capre e pecore e registrando la risposta della retina. Canali attivi: sempre gli stessi, mai quello delle lunghezze d’onda lunghe. Un fisico della West Texas A&M University, che di allevamenti ne ha intorno parecchi, lo riassume così: al toro il mantello del matador sembra grigio-giallastro.
Su quanto un bovino riesca poi a distinguere quella tinta smorta dal grigio vero gli studiosi non vanno d’accordo, e qualche prova dice che la nota benissimo. Su un punto però nessuno litiga: il rosso non lo fa arrabbiare. Succede spesso, con gli animali: diamo per scontato che vedano il mondo come noi e poi scopriamo che il camaleonte non cambia colore per mimetizzarsi e che le renne guardano perfino l’ultravioletto.
Allora perché il drappo è rosso
Primo indizio: nella parte iniziale della corrida il mantello non è nemmeno rosso. È il capote, grande e pesante, rosa da un lato e giallo dall’altro, e il toro ci si butta con la stessa foga. Il rosso compare soltanto nel finale, sul panno piccolo teso a un’asta che il vocabolario definisce un drappo di color rosso scarlatto.
Il motivo siamo noi. Su una stoffa rossa gli schizzi di sangue si notano meno, e lo spettacolo resta guardabile da chi sta sulle gradinate. Dal punto di vista del toro, in quel momento, sta inseguendo un asciugamano da spiaggia che si agita.
Vero o falso?
- Falso: il rosso non manda il toro in bestia, gli manca il canale dell’occhio per apprezzarlo.
- Vero: carica il drappo perché si muove, e lo caricherebbe di qualsiasi colore.
- Vero: il rosso è una scelta di scena, pensata per il pubblico.
Da noi, per fortuna, la corrida più famosa non ha mai avuto tori: è quella di Corrado, con i dilettanti allo sbaraglio. E il drappo vero, raccontano, lo inventò un torero di Ronda, Francisco Romero, che cercava un attrezzo più maneggevole del mantellone. Del suo colore, curiosamente, non si preoccupò nessuno per conto del toro. Come il rosso dei tramonti, è un effetto che riguarda solo chi lo guarda.
In quell’arena il rosso lo vediamo soltanto noi.
Fonti
West Texas A&M University, Science Questions with Surprising Answers
Jacobs, Deegan, Neitz, Visual Neuroscience, 1998
Phillips, Lomas, Journal of Dairy Science, 2001
Treccani, Vocabolario, voce «muleta»
Ultimo aggiornamento: 12 settembre 2026