Quel ragnone bruno che a settembre ti taglia il salotto non è entrato dalla finestra per scaldarsi. Sta cercando una femmina, e con ogni probabilità in casa tua ci vive da prima di te.
I ragni hanno il sangue freddo: il tepore dei radiatori non li attira, non sapendo che farsene. Quello che li mette in movimento a fine estate è l’unico appuntamento importante della loro vita.
Non scappa dal freddo
Le tegenarie, i ragni delle case, quelli dalla tela a triangolo appiccicata negli angoli, passano l’esistenza intera al coperto. L’aracnologo del Burke Museum di Seattle che da decenni smonta le leggende sui ragni lo dice senza girarci intorno: fra i ragni che vedi dentro casa, meno di uno su venti è mai stato all’aperto. Certe specie stanno sotto i nostri tetti almeno dai tempi dei Romani, e nel frattempo si sono dimenticate come si vive fuori.
Poi arrivano le prime piogge e le notti fresche, e i maschi diventati adulti abbandonano la tela per mettersi a camminare. È l’unico periodo in cui lo fanno: le femmine restano dove sono e aspettano. Un’app britannica ha raccolto migliaia di segnalazioni casalinghe e il picco cade a metà settembre, la sera, intorno all’ora in cui si sparecchia.
Come riconoscere quello che cerca moglie
Guardagli la testa da vicino, se ti concede il tempo. Il maschio porta davanti due appendici col fondo gonfio, come guantoni da boxe in miniatura: gli servono a passare lo sperma alla femmina, e lei non le ha. Se il ragno che ti sta attraversando il corridoio ha i guantoni, stai guardando uno scapolo in trasferta.
Corteggiare, per lui, è una faccenda delicatissima: deve tamburellare sul bordo della tela con il ritmo giusto, altrimenti finisce per cena. Il ragno pavone australiano risolve la questione ballando e mettendosi in mostra. La tegenaria, più sobria, si limita a bussare.
Cosa ci fa in casa tua tutto l’anno
Nicola Bressi, zoologo del Museo di Storia Naturale di Trieste, racconta che questi animali hanno cominciato all’imbocco delle grotte, poi hanno passato millenni nelle stalle, e solo da poco si ritrovano nei nostri appartamenti. Che per loro sono posti scomodi, troppo caldi e troppo asciutti: l’umidità da sola non basta, serve anche il fresco, spiega. Per questo il loro paradiso è la cantina, non il divano.
In cambio dell’affitto tengono pulito: mangiano zanzare, tarme, cimici e all’occasione perfino il ragno violino. Quanti di quelli che vediamo arrivino invece davvero da fuori è un punto su cui gli aracnologi discutono ancora, e con una certa vivacità.
Un’ultima cosa, per la prossima volta che ne trovi uno nella vasca da bagno. Non è salito dallo scarico, perché il sifone è pieno d’acqua e per un ragno è invalicabile. È scivolato giù dalla parete: in casa nostra l’acqua è merce rarissima e una goccia sul fondo della vasca è un tesoro. Poi ha scoperto com’è fatta la porcellana.
Ci prova a risalire da ore, e non ci riesce.
Fonti
Burke Museum, University of Washington, «Myth: Spiders come indoors in the fall»
Burke Museum, «Myth: Spiders come up through the drains»
Society of Biology e University of Gloucestershire, indagine sui ragni domestici
Quotidiano Nazionale, intervista a Nicola Bressi
Ultimo aggiornamento: 12 settembre 2026