Mentre i dinosauri dominavano il pianeta, ai loro piedi vivevano piccoli mammiferi grandi come roditori. Una recente ricerca paleontologica ha descritto una nuova specie vissuta circa 75 milioni di anni fa, nel Cretaceo superiore. Lo studio, pubblicato sul Journal of Vertebrate Paleontology, aiuta a capire come si comportavano questi animali poco prima della grande estinzione che cancellò i dinosauri. Vediamo cosa hanno scoperto i ricercatori.
La scoperta in breve
Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Vertebrate Paleontology da un gruppo di ricerca guidato da paleontologi statunitensi, è stata identificata una nuova specie di piccolo mammifero risalente a circa 75 milioni di anni fa. Il fossile appartiene al Cretaceo superiore, l’ultima fase dell’era dei dinosauri, diversi milioni di anni prima dell’impatto che, circa 66 milioni di anni fa, avrebbe causato l’estinzione di gran parte della vita sulla Terra.
Com’era questo mammifero
Non bisogna immaginare un grande animale: i mammiferi del Cretaceo erano in genere di piccola taglia, paragonabili per dimensioni a topi, criceti o piccoli scoiattoli. Convivevano con i dinosauri occupando le nicchie ecologiche che questi ultimi lasciavano libere, spesso muovendosi di notte o restando nascosti nel sottobosco. Studiarne i resti permette di ricostruire un mondo molto diverso da come spesso lo immaginiamo.

Perché i denti raccontano tanto
Nei mammiferi fossili, i denti sono spesso la fonte di informazioni più preziosa. Sono la parte più dura del corpo e quindi quella che si conserva meglio, ma soprattutto la loro forma rivela molto sulla dieta e sulle parentele evolutive dell’animale.
Cosa mangiava
Analizzando la struttura dei denti, i paleontologi possono ipotizzare se un animale si nutrisse di insetti, di semi o di altro. Questo tipo di analisi aiuta a collocare la nuova specie all’interno dell’albero evolutivo dei mammiferi e a capire quale ruolo svolgesse nel suo ambiente.
Il contesto: i mammiferi all’epoca dei dinosauri
Per gran parte dell’era dei dinosauri i mammiferi rimasero piccoli e discreti. Solo dopo l’estinzione di massa di 66 milioni di anni fa, con la scomparsa dei grandi rettili, ebbero spazio per diversificarsi e dare origine, nel corso di milioni di anni, alla straordinaria varietà che conosciamo oggi, esseri umani compresi. Ogni nuovo fossile di questo periodo aggiunge un tassello a una storia ancora in gran parte da ricostruire.

Cosa aggiunge questa scoperta
Il valore del ritrovamento, secondo i ricercatori, sta nel permettere di osservare da vicino una linea di piccoli mammiferi del tardo Cretaceo. Reperti come questo aiutano a capire quali gruppi fossero presenti poco prima dell’estinzione e quali caratteristiche avessero. È bene però sottolineare che si tratta di un singolo studio: in paleontologia le conclusioni vengono affinate man mano che emergono nuovi fossili e nuove analisi.
Come si studia un fossile
Il lavoro non finisce con il ritrovamento sul terreno. In laboratorio i reperti vengono ripuliti, misurati e spesso analizzati con tecniche come la tomografia computerizzata, che permette di osservare le strutture interne senza danneggiarle. Solo dopo un attento confronto con altri fossili noti i ricercatori possono proporre l’esistenza di una nuova specie, descrivendola in una pubblicazione scientifica sottoposta alla revisione di altri esperti.
Le scoperte sul passato della vita sulla Terra non smettono di sorprenderci: se ami questi temi, puoi leggere anche Gli squali sono più antichi degli alberi: 450 milioni di anni di storia.

Perché queste ricerche sono importanti
Studiare i mammiferi del Cretaceo non è solo una curiosità sul passato. Capire come questi animali siano sopravvissuti, cosa mangiassero e come si siano evoluti aiuta a comprendere i meccanismi con cui la vita reagisce ai grandi cambiamenti ambientali, comprese le estinzioni di massa. Sono lezioni che, indirettamente, riguardano anche il presente del nostro pianeta.
Domande frequenti sul nuovo mammifero del Cretaceo
Quanto è antico questo fossile?
Risale a circa 75 milioni di anni fa, nel Cretaceo superiore, l’ultima grande fase dell’era dei dinosauri.
I mammiferi vivevano insieme ai dinosauri?
Sì. Per gran parte dell’era dei dinosauri esistevano piccoli mammiferi, che convivevano con i grandi rettili restando in genere di taglia ridotta.
Perché si studiano soprattutto i denti?
Perché sono la parte che si conserva meglio e la loro forma fornisce indizi preziosi su dieta e parentele evolutive dell’animale.
Questa scoperta cambia ciò che sappiamo?
Aggiunge un tassello importante, ma in paleontologia le conoscenze si affinano gradualmente con l’arrivo di nuovi reperti e analisi.
Dove è stato pubblicato lo studio?
La ricerca è apparsa sul Journal of Vertebrate Paleontology, una rivista scientifica specializzata sottoposta a revisione tra pari.
Come si fa a stabilire che è una nuova specie?
Attraverso un attento confronto delle caratteristiche del fossile con quelle di specie già note, descritto in una pubblicazione valutata da altri esperti.
Per approfondire il periodo geologico puoi consultare la voce dedicata su Wikipedia.