Gli squali sono più antichi degli alberi: 450 milioni di anni di storia

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Sembra incredibile, eppure è vero: gli squali nuotano negli oceani della Terra da prima che esistessero gli alberi. I primi alberi veri sono comparsi circa 385 milioni di anni fa, mentre i fossili più antichi di squali risalgono ad almeno 420-450 milioni di anni fa. Un fatto verificabile, sostenuto da reperti paleontologici e accettato dalla comunità scientifica.

Quanto sono antichi gli squali

Le tracce più antiche di squali sono squame dermiche fossili rinvenute in Siberia, datate a circa 420-440 milioni di anni fa, nel periodo geologico chiamato Siluriano. Alcuni studi recenti spostano l’origine del gruppo dei pesci cartilaginei fino a 450 milioni di anni fa. I primi squali identificabili come tali, con corpo allungato e pinne ben formate, compaiono nel Devoniano, circa 400 milioni di anni fa: il genere più famoso del periodo è Cladoselache, lungo fino a due metri, predatore agile e snello.

Quando sono comparsi gli alberi

Le piante hanno colonizzato la terraferma circa 470 milioni di anni fa, ma erano muschi e piccole piante non vascolari. I primi alberi veri, con un tronco legnoso e una chioma, compaiono solo nel Devoniano medio-superiore, circa 385 milioni di anni fa. Il più antico tronco fossile finora descritto appartiene al genere Archaeopteris, parente lontano delle conifere odierne: cresceva fino a 30 metri di altezza ed è considerato il vero antenato delle foreste.

Il conto è presto fatto

Confrontiamo le date: squali presenti già nel Siluriano (~440 milioni di anni fa); primi alberi nel Devoniano medio-superiore (~385 milioni di anni fa). Gli squali, dunque, hanno preceduto le foreste di almeno 55 milioni di anni. Quando il primo albero ha messo radici sulla terraferma, gli oceani brulicavano già di squali da decine di milioni di anni.

Squalo bianco sott'acqua
Gli squali moderni discendono da una linea evolutiva ininterrotta lunga 450 milioni di anni.

Cinque estinzioni di massa, una sola sopravvivenza

Sopravvivere per 400 milioni di anni significa aver attraversato e superato cinque grandi estinzioni di massa documentate nel record fossile:

  • Ordoviciano-Siluriano (~445 milioni di anni fa): estinto l’85% delle specie marine
  • Devoniano superiore (~375 milioni di anni fa): persi tre quarti degli organismi
  • Permiano-Triassico (~252 milioni di anni fa): scomparso il 96% della vita marina, la più grande estinzione di sempre
  • Triassico-Giurassico (~201 milioni di anni fa)
  • Cretacico-Paleogene (~66 milioni di anni fa): finiscono i dinosauri non aviani

I gruppi di squali sono passati attraverso tutte e cinque. Ogni volta hanno perso specie e linee evolutive, ma il piano corporeo generale e l’ecologia da predatore sono sopravvissuti, rinnovandosi.

Perché gli squali resistono

Il successo evolutivo dei pesci cartilaginei poggia su alcune caratteristiche chiave. La cartilagine, più leggera e flessibile dell’osso, permette di muoversi con poco sforzo e di crescere a costi metabolici contenuti. I sensi sono raffinatissimi: le ampolle di Lorenzini percepiscono i campi elettrici emessi dalle prede, l’olfatto identifica una goccia di sangue in milioni di litri d’acqua, la linea laterale registra vibrazioni minime. La diversità di forme e dimensioni (oltre 500 specie viventi, dal piccolo squalo pigmeo al gigantesco squalo balena) lascia loro più possibilità di adattamento ai cambiamenti.

Riproduzione versatile

Gli squali si riproducono in modi diversissimi: alcuni sono ovipari, altri ovovivipari, altri ancora vivipari come i mammiferi. Questa flessibilità ha permesso di adattarsi a habitat marini diversi, dai bassi fondali ai grandi abissi.

Squalo predatore nell'oceano
Cinque grandi estinzioni di massa non hanno fermato la stirpe degli squali.

Più antichi anche di altri colossi della preistoria

Per dare un’idea di quanto gli squali siano antichi, confrontiamoli con altri abitanti famosi della Terra:

  • I dinosauri sono comparsi circa 230 milioni di anni fa: gli squali esistevano già da quasi 200 milioni di anni.
  • I mammiferi sono apparsi circa 225 milioni di anni fa.
  • I primi uccelli volavano circa 150 milioni di anni fa.
  • Gli anelli di Saturno, secondo le ipotesi più recenti basate sui dati della sonda Cassini, hanno appena 100-400 milioni di anni: una stima che li rende, in alcuni scenari, più giovani degli squali.
  • L’Homo sapiens è sulla Terra da circa 300.000 anni: un battito di ciglia su scala geologica.

Gli squali che vivono ancora oggi

Alcune specie attuali hanno antenati riconoscibili già nel Giurassico. Lo squalo elefante (Cetorhinus maximus), il pesce sega (Pristidae) e gli squali nutrice mantengono caratteristiche anatomiche praticamente immutate da centinaia di milioni di anni. Lo squalo della Groenlandia (Somniosus microcephalus) è addirittura il vertebrato più longevo conosciuto: può vivere oltre 400 anni e i suoi avi navigavano già nei mari del Cretacico.

Cosa significa essere «fossili viventi»

I biologi parlano di squali come di «fossili viventi» per indicare animali la cui linea evolutiva è molto antica e morfologicamente conservativa. La definizione è in parte fuorviante: gli squali moderni non sono identici a quelli del Paleozoico, ma il loro piano corporeo si è conservato perché già ottimizzato per il loro ambiente. La selezione naturale, quando trova un buon assetto, lo modifica con prudenza.

Sagoma di squalo in controluce
Oggi le popolazioni di squali oceanici sono crollate del 71% dal 1970.

Una storia che continua, ma sotto pressione

Dopo aver superato cinque grandi estinzioni di massa, gli squali stanno affrontando una sesta estinzione provocata dall’attività umana. Pesca eccessiva, commercio delle pinne (shark finning), bycatch, perdita di habitat e cambiamenti climatici hanno fatto crollare le popolazioni: secondo uno studio pubblicato su Nature nel 2021, le popolazioni di squali e razze oceanici sono diminuite del 71% dal 1970. Un animale capace di sopravvivere all’estinzione dei dinosauri rischia oggi di soccombere alla pressione umana.

Cosa possiamo fare

Sostenere la pesca sostenibile, evitare prodotti contenenti pinne di squalo, promuovere aree marine protette, segnalare avvistamenti ai progetti di citizen science. Anche piccoli gesti contano per una specie che è sopravvissuta a una storia geologica lunghissima.

Curiosità che pochi conoscono

  • Gli squali non hanno ossa: il loro scheletro è interamente fatto di cartilagine.
  • Le squame degli squali, dette dermal denticles, sono microscopiche e hanno la stessa struttura dei denti.
  • Gli squali producono fino a 30.000 denti nel corso della vita.
  • Il più grande predatore conosciuto, Otodus megalodon, è scomparso circa 3,6 milioni di anni fa: era lungo oltre 18 metri.
  • Esiste anche uno squalo bioluminescente, lo Dalatias licha, capace di emettere luce nelle profondità.

Domande frequenti

Quanti anni hanno gli squali come gruppo?

Le tracce fossili più antiche risalgono al Siluriano, circa 420-450 milioni di anni fa. Gli squali, dunque, sono molto più antichi degli alberi (385 milioni), dei dinosauri (230 milioni) e dei mammiferi.

Davvero sono più antichi degli alberi?

Sì. I primi alberi con tronco legnoso (genere Archaeopteris) sono comparsi circa 385 milioni di anni fa. Gli squali esistevano già da almeno 35-60 milioni di anni a quella data.

Quante estinzioni di massa hanno superato?

Cinque. Hanno perso molte specie, ma il gruppo nel suo complesso è sopravvissuto a tutte le estinzioni di massa note del record geologico.

Esistono ancora squali preistorici?

Lo squalo elefante, il pesce sega e lo squalo della Groenlandia hanno antenati riconoscibili da decine o centinaia di milioni di anni. Il loro piano corporeo è rimasto molto stabile.

Perché oggi sono in pericolo?

Pesca eccessiva, finning, bycatch e cambiamenti climatici hanno ridotto le popolazioni oceaniche del 71% dal 1970, secondo dati pubblicati su Nature.

Quali oceani li ospitano?

Tutti. Le oltre 500 specie viventi si distribuiscono in tutti i mari, dai tropici alle acque polari, fino agli abissi.

Fonte: la scheda Selachimorpha su Wikipedia riassume le evidenze paleontologiche sull’origine degli squali. Se ti piacciono i fatti scientifici sorprendenti, leggi anche perché Cleopatra è vissuta più vicina a noi che alla costruzione delle piramidi.