Santo del giorno 30 maggio: chi è san Giuseppe Marello

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Il 30 maggio la tradizione cattolica italiana ricorda diversi santi, ma tra le figure più legate al nostro Paese spicca san Giuseppe Marello, vescovo piemontese vissuto nell’Ottocento e fondatore di una congregazione religiosa ancora attiva. La sua è la storia di un uomo del suo tempo, attento ai poveri e ai giovani, diventato un punto di riferimento per il territorio di Asti. Ecco chi era e perché viene ricordato.

Chi era san Giuseppe Marello

Giuseppe Marello nacque a Torino il 26 dicembre 1844, ma trascorse l’infanzia e la giovinezza nell’Astigiano, nella zona di San Martino Alfieri, dove la famiglia si era trasferita. Cresciuto in un ambiente rurale e profondamente segnato dalla cultura contadina piemontese, perse presto la madre, un evento che incise sulla sua sensibilità.

Avviato agli studi, scelse di entrare in seminario ad Asti. Furono anni di formazione non sempre facili, durante i quali maturò una vocazione che lo avrebbe portato prima al sacerdozio e poi a un ruolo di guida nella Chiesa locale.

Il contesto storico

La vita di Marello attraversa un periodo cruciale per l’Italia: gli anni dell’unificazione nazionale e delle profonde trasformazioni sociali del secondo Ottocento. Il Piemonte era allora un laboratorio politico e culturale, segnato anche da tensioni tra Stato e Chiesa. In questo scenario, molti sacerdoti si dedicarono all’assistenza dei più poveri e all’educazione dei giovani, in un’epoca di forti disuguaglianze.

Interno di una chiesa italiana con navate e colonne
Nel Piemonte dell’Ottocento fiorirono molte esperienze di impegno sociale religioso.

Una terra di sante figure sociali

Il Piemonte dell’Ottocento vide fiorire numerose esperienze di impegno sociale di matrice religiosa, dall’opera dedicata ai ragazzi di strada fino alle iniziative per i lavoratori. Marello si inserì in questa tradizione, condividendone l’attenzione concreta verso le persone in difficoltà.

Cosa fece

Ordinato sacerdote nel 1868, Marello svolse per anni un intenso lavoro pastorale e amministrativo nella diocesi di Asti, affiancando il vescovo come segretario. Si distinse per capacità organizzative e per un’attenzione particolare verso i giovani e i poveri.

Il momento più noto della sua opera fu la fondazione, nel 1878 ad Asti, di una nuova famiglia religiosa: la Congregazione degli Oblati di San Giuseppe. L’iniziativa nacque dal desiderio di formare religiosi dediti al servizio umile e operoso, secondo il modello della figura di san Giuseppe, scelto come riferimento spirituale.

Il modello di san Giuseppe

Marello indicava ai suoi religiosi lo stile del lavoro nascosto e del servizio silenzioso, ispirato alla figura del padre putativo di Gesù. Questa spiritualità, centrata sull’operosità discreta più che sull’apparire, divenne il tratto distintivo della congregazione e ne segnò l’identità.

Facciata di una basilica italiana in pietra
Marello fondò ad Asti gli Oblati di San Giuseppe nel 1878.

Vescovo di Acqui

Nel 1889 Giuseppe Marello fu nominato vescovo di Acqui, nel basso Piemonte. In questo ruolo si dedicò alla cura della diocesi, alle visite alle parrocchie e all’attenzione verso il clero e i fedeli del territorio. Il suo episcopato, pur breve, lasciò un ricordo di vicinanza alle persone e di concretezza.

Secondo le testimonianze del tempo, conduceva una vita sobria e dedicava energie costanti alle necessità della comunità, in continuità con lo stile di servizio che aveva sempre praticato.

La morte e la venerazione

Giuseppe Marello morì il 30 maggio 1895 a Savona, dove si trovava in occasione di celebrazioni religiose. Aveva poco più di cinquant’anni. La notizia della sua scomparsa suscitò commozione soprattutto nell’Astigiano e nell’Acquese, dove era conosciuto e stimato.

Negli anni successivi la sua figura continuò a essere ricordata, in particolare dalla congregazione che aveva fondato. Il percorso che portò al riconoscimento ufficiale della Chiesa si concluse con la canonizzazione, celebrata da papa Giovanni Paolo II il 25 novembre 2001.

Tradizioni italiane legate al santo

Il ricordo di san Giuseppe Marello è particolarmente vivo nell’Astigiano e nel territorio di Acqui Terme. Le comunità locali e gli Oblati di San Giuseppe, noti anche come Giuseppini d’Asti, ne mantengono viva la memoria con celebrazioni e momenti dedicati, soprattutto attorno alla data del 30 maggio.

La sua eredità si lega anche al culto di san Giuseppe, figura profondamente radicata nella tradizione popolare italiana, celebrata in molte regioni con feste, falò e usanze legate al lavoro e alla famiglia. Per scoprire altre figure ricordate dalla tradizione, leggi anche la storia di sant’Orsola Ledóchowska.

Dove è venerato oggi in Italia

I luoghi principali del ricordo restano Asti, dove nacque la congregazione, e Acqui Terme, sede del suo episcopato. La presenza degli Oblati di San Giuseppe, oggi diffusi anche in diversi Paesi del mondo, contribuisce a mantenere viva la memoria del fondatore ben oltre i confini piemontesi.

Campanile di una chiesa in un borgo del Piemonte
Il suo ricordo resta vivo ad Asti e ad Acqui Terme.

Perché viene ricordato

Al di là della dimensione religiosa, la figura di Giuseppe Marello rappresenta un esempio di impegno sociale e culturale nell’Italia dell’Ottocento. La sua storia racconta un’epoca di trasformazioni e l’attenzione di molte figure verso i giovani e i poveri. Ricordarlo significa anche conoscere meglio la storia del Piemonte e delle sue comunità. Per approfondire la sua biografia si può consultare la pagina dedicata su Wikipedia.

Domande frequenti su san Giuseppe Marello

Quando si ricorda san Giuseppe Marello?

La sua memoria liturgica cade il 30 maggio, giorno della morte avvenuta nel 1895 a Savona.

Dove nacque?

Nacque a Torino il 26 dicembre 1844, ma crebbe nell’Astigiano, nella zona di San Martino Alfieri.

Quale congregazione fondò?

Fondò ad Asti, nel 1878, la Congregazione degli Oblati di San Giuseppe, noti anche come Giuseppini d’Asti.

Di quale diocesi fu vescovo?

Fu nominato vescovo di Acqui nel 1889, ruolo che ricoprì fino alla morte.

Quando è stato proclamato santo?

È stato canonizzato da papa Giovanni Paolo II il 25 novembre 2001.

Dove è venerato in Italia?

Soprattutto ad Asti e ad Acqui Terme, oltre che nelle comunità degli Oblati di San Giuseppe presenti in Italia e all’estero.