Il primo bancomat della storia: come nacque nel 1967

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Il 27 giugno 1967, in un sobborgo di Londra, un piccolo apparecchio cambiò per sempre il nostro rapporto con i soldi. Quel giorno entrò in funzione il primo bancomat della storia: una macchina capace di erogare contanti senza bisogno di un impiegato allo sportello. Ripercorriamo la nascita di un’invenzione che oggi diamo per scontata ma che, allora, sembrava quasi fantascienza.

Che cosa è il bancomat

Il termine “bancomat” indica lo sportello automatico, in inglese ATM (Automated Teller Machine), cioè una macchina che permette di prelevare denaro contante e svolgere alcune operazioni bancarie in autonomia, senza l’intervento di un operatore. In Italia la parola Bancomat è in origine un marchio, diventato poi di uso comune per indicare sia la carta sia lo sportello automatico.

Il giorno in cui nacque: 27 giugno 1967

Il primo sportello automatico per il prelievo di contanti fu installato il 27 giugno 1967 a Enfield Town, un quartiere a nord di Londra, presso una filiale della Barclays Bank. L’inaugurazione fu un piccolo evento: a usarlo per primo, secondo la tradizione, fu l’attore britannico Reg Varney, allora molto popolare in televisione.

Persona che preleva denaro a uno sportello automatico
Oggi prelevare contanti a qualsiasi ora è un gesto quotidiano

Chi lo inventò

L’invenzione è attribuita a John Shepherd-Barron, un ingegnere che lavorava per un’azienda di stampa di banconote. Secondo il racconto più diffuso, l’idea gli venne mentre era in vasca da bagno, dopo essere arrivato in banca un minuto dopo la chiusura e non aver potuto prelevare. Pensò a una macchina che, come un distributore automatico di cioccolato, potesse erogare contanti a qualsiasi ora.

Va ricordato che altri inventori lavoravano negli stessi anni a soluzioni simili, e la paternità dell’idea è in parte condivisa. Ma fu la macchina di Enfield a entrare per prima nella storia come sportello funzionante aperto al pubblico.

Come funzionava il primo modello

Il primo bancomat era molto diverso da quelli di oggi. Non esistevano ancora le carte con banda magnetica di uso comune: i clienti utilizzavano speciali voucher di carta, trattati con una sostanza leggermente radioattiva ma innocua, che la macchina riconosceva. Inserito il voucher e digitato un codice personale, l’apparecchio erogava una somma fissa di contante.

L’invenzione del codice PIN

Proprio in questo contesto nacque l’antenato del PIN, il codice segreto che ancora oggi digitiamo allo sportello. Si racconta che la lunghezza di quattro cifre fu scelta perché era il numero massimo che la moglie dell’inventore riusciva a ricordare con facilità: un dettaglio che, vero o leggendario, è entrato nella storia della tecnologia.

Carta di pagamento inserita in un bancomat
Le carte con banda magnetica hanno sostituito i vecchi voucher di carta

Dalla carta radioattiva alla banda magnetica

Il sistema dei voucher era ingegnoso ma poco pratico. La vera rivoluzione arrivò negli anni successivi con la diffusione delle carte plastificate dotate di banda magnetica, che permettevano di identificare il cliente e collegarsi al suo conto. Da lì gli sportelli automatici divennero progressivamente quelli che conosciamo, collegati in rete e capaci di operare in tempo reale.

La diffusione nel mondo e in Italia

Dopo l’esordio britannico, gli sportelli automatici si diffusero rapidamente in Europa e negli Stati Uniti. In Italia il servizio Bancomat venne introdotto alla fine degli anni Settanta e si affermò nel decennio successivo, trasformando le abitudini di milioni di persone abituate a prelevare solo agli orari di apertura delle banche.

Perché è stata un’invenzione rivoluzionaria

Il bancomat ha reso il denaro disponibile 24 ore su 24, liberando i clienti dai vincoli degli orari bancari e alleggerendo il lavoro agli sportelli. È stato uno dei primi esempi di automazione dei servizi quotidiani e ha aperto la strada all’idea di una banca “self-service”, anticipando in qualche modo l’home banking e i pagamenti digitali di oggi. Se ti appassiona la storia delle invenzioni tecnologiche, leggi anche il nostro articolo su come nacque Tetris.

Banconote erogate da uno sportello automatico
Il bancomat ha reso il denaro disponibile 24 ore su 24

Il bancomat oggi e il futuro del contante

A più di mezzo secolo dalla sua nascita, lo sportello automatico resta diffusissimo, anche se l’avanzata dei pagamenti elettronici e contactless ne sta lentamente riducendo l’uso in alcuni Paesi. Resta però un simbolo di come una singola idea pratica possa cambiare le abitudini quotidiane di intere generazioni. Per approfondire puoi leggere la voce dedicata su Wikipedia.

Domande frequenti sul primo bancomat

Quando è stato inventato il primo bancomat?

Il primo sportello automatico aperto al pubblico entrò in funzione il 27 giugno 1967 a Enfield, vicino a Londra, presso la Barclays Bank.

Chi ha inventato il bancomat?

L’invenzione è attribuita principalmente all’ingegnere John Shepherd-Barron, anche se altri studiosi lavoravano negli stessi anni a sistemi analoghi.

Come si usava il primo sportello automatico?

Non con le carte attuali: si inserivano speciali voucher di carta e si digitava un codice personale per ottenere una somma fissa di contante.

Da dove viene il codice PIN a quattro cifre?

Secondo il racconto più noto, le quattro cifre furono scelte perché era il numero che si ricordava più facilmente, e da allora sono diventate uno standard.

Che cosa significa la sigla ATM?

ATM sta per Automated Teller Machine, cioè “macchina cassiera automatizzata”, il nome inglese dello sportello automatico.

Quando è arrivato il Bancomat in Italia?

Il servizio fu introdotto in Italia tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, diffondendosi poi su tutto il territorio nazionale.