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Smartphone e figli a rischio: 7 app pericolose da far disinstallare ai bambini

Chi oggi è un adolescente, un bambino o sta vivendo i primi anni della propria vita, ha il privilegio di essere considerato un “nativo digitale”.  Con questo termine si identificano le nuove generazioni che hanno avuto la possibilità di nascere in un mondo in cui molte cose sono state facilitate dalla larga diffusione di internet e dall’introduzione, nella vita quotidiana, di apparecchi come smartphone e tablet.

Le loro menti sono brillanti e la naturale abitudine a destreggiarsi con la tecnologia, può far si che il loro modo di interfacciarsi con essa viaggi a ritmi troppo veloci per genitori che, pur rispettando la loro privacy, hanno il compito di vigilare su di loro, come se stessero giocando in un campetto o se fossero al parco.

Si, perché il web è una vera e propria giungla. E a volte può essere più pericoloso della strada, ecco perché padri e madri dovrebbero conoscere quali sono le app potenzialmente più pericolose per i giovani ancora incapaci di badare a stessi.

Di seguito l’elenco e le caratteristiche:

Snapchat: è un app attraverso cui si possono condividere, per un periodo di tempo limitato, foto e video. In un certo senso si tratta di uno strumento in cui i minori sentono il pieno controllo dei contenuti che pubblicano, poiché dopo un certo lasso di tempo i post non sono più visibili. Non mancano però app che consentono a terze persone di venire in possesso, in maniera definitiva, del materiale pubblicato e farne l’uso che ritengono più opportuno.

BeeTalk: è una piattaforma di video e live streaming attraverso cui si può facilmente accedere a contenuti inappropriati per un minore. Tra le cose da sottolineare è che nasconde una modalità “Sussurro”, attraverso la quale si possono mandare dei messaggi destinati a scomparire in breve tempo e che quindi possono sfuggire al controllo di un genitore.

Whisper: è un’app che incoraggia le interazioni tra estranei, perché i post sono condivisi in base alla posizione geografica. Sarebbe opportuno che i bambini non la avessero installata sui propri dispositivi.

Whatsapp: è ormai entrata a pieno titolo nella quotidianità del genere umano. Efficace strumento di comunicazione per gli adulti, nido di rischi per i bambini. Esistono dei meccanismi attraverso cui si possono mandare messaggi non rintracciabili e che permettono ai bambini di sfuggire al controllo degli adulti.

Muscical.ly: in linea di massima serve per altro, ma la funzione di messaggistica rende i bambini vulnerabili poiché è abbastanza semplice condividere la propria posizione con altre persone. Inoltre, non tutti i contenuti sono appropriati.

muzzyco / 123RF Archivio Fotografico

Spotafriend: è una sorta di Tinder per adolescenti. Serve per incontrare persone reali e c’è il serio rischio che dall’altro lato possa esserci qualcuno che non è un coetaneo.

Flinch: gli utenti di questa piattaforma, tra cui anche potenzialmente i nostri figli, entrano in contatto attraverso una diretta video e si sfidano nel tipico duello che premia chi non ride per primo. Inutile sottolineare come dall’altra parte si potrebbe incontrare qualcuno che ha cattive intenzioni e che, in poco tempo, potrebbe avere lo screenshot del volto di un bambino o addirittura la sua posizione esatta.

Perciò, ogni tanto, avendo cura di non violare la privacy dei figli, sarebbe opportuno dare un’occhiata alle app installate sul dispositivo dei bambini. In questi casi, si sa, la prudenza non è mai troppa.

Conosci altre app che potrebbero essere pericolose per i più piccoli? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste informazioni con altri genitori. Seguici per altre cusiosità sulla pagina Pinterest Curiosando si impara.

Vede una foto su Facebook e si rende conto che sono le bambine che sua moglie stava cercando da 40 anni

Per un genitore, dover rimanere separato dai propri figli deve essere una delle cose più terribili che si possano immaginare. Una mamma di nome Lani, purtroppo, ha dovuto sopportare tutto questo per ben 40 anni.

Lani è originaria della Thailandia ed un giorno conobbe un membro delle Forze Aeree degli Stati Uniti, il quale si trovava in missione nella città della ragazza durante la guerra in Vietnam. I due si innamorarono, si sposarono e si trasferirono in Ohio, negli Stati Uniti, dove nacque la loro prima figlia, poi, dopo poco, si trasferirono ad Oxford, in Inghilterra, dove ebbero una seconda bambina.

Due anni dopo, la relazione era ormai giunta agli sgoccioli e la coppia decise di divorziare. Lani, che non parlava molto bene la lingua inglese, firmò i termini del divorzio secondo i quali accettava di rinunciare a tutti i suoi diritti di poter vedere le proprie figlie. E da quel giorno, sia la madre che le figlie trascorsero i successivi 40 anni cercandosi, fino a che alla fine si sono potute incontrare di nuovo grazie ai social network.

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Quando Lani si separò dalle proprie bambine, Starla e Jeannie, loro avevano solamente due e tre anni. Fu un colpo durissimo sia per le bimbe che per la loro mamma.

Starla racconta durante un’intervista all’ABC News: “Chiedemmo molte volte a nostro padre di parlarci di nostra madre e lui non disse mai nulla di male nei suoi confronti. Disse solo che lei non parlava inglese perché era tailandese e che pensava che nosro padre, per il fatto che fosse statunitense e che facesse parte dell’esercito, avrebbe potuto prendersi cura di noi ed offrirci una migliore vita rispetto a quella che avrebbe potuto darci lei”.

Durante i successivi quattro decenni, sia la madre che le figlie non hanno mai smesso di cercarsi.

Una volta cresciute, Starla e Jeannie fecero moltissime ricerche anche con l’aiuto del padre, ma non riuscirono a scoprire nulla.

“Ora quando ci ripenso, credo semplicemente che fingesse di aiutarci, in realtà cercava di proteggerci ed aveva paura di perdere le sue figlie. Dicono che esistono sempre tre versioni di una storia. Quella di lui, quella di lei e la verità”, afferma Jeannie ad ABC News.

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Gli anni passavano e le ragazze si chiedevano se ne valesse davvero la pena o se dovessero piuttosto abbandonare la ricerca e proseguire con le proprie vite. Ma di recente, Starla ha ricevuto un messaggio inaspettato da parte di un uomo di nome Mark Szarmach.

Mark è risultato essere il secondo marito di Lani. Cercava da tempo di aiutare la propria moglie a trovare le figlie perdute, ma fino ad allora i suoi sforzi erano sempre stati poco fruttuosi.

Mark racconta che: “Lani voleva trovarle, però non sapeva come fare e, siccome aveva a disposizione delle informazioni limitate, non le è mai stato possibile fare delle ricerche efficaci. Piangeva spesso fino ad addormentarsi, parlava delle sue figlie e diceva che un giorno o l’altro avrebbe dovuto incontrarle”.

Per via dell’accento della propria moglie, Mark credeva che Starla si chiamasse “Stella” e che Jeannie fosse “Jenny”. Non è per nulla strano che abbia fatto tanto fatica a trovarle.

Tuttavia, Mark conosceva il nome del papà delle bambine e stava cercando anche lui. Il nome del papà era molto comune, per questo Mark ci mise un bel po’ di tempo a cercare tra tutti gli omonimi. Alla fine, riuscì a trovare la sua scuola, attraverso la quale riuscì a scoprire i veri nomi delle bambine e poi le cercò attraverso Facebook.

Stavolta, Mark era risucito a trovare un account in Facebook a nome di Jeannie Toomey e rimase di stucco quando vide una foro in particolare.

“Aprii un album e mi apparve la foto di due bambine. Ero letteralmente sotto shock. Uscii correndo dalla stanza e dissi a mia moglie ‘Tesoro devi assolutamente vedere questo’. Le mostrai questa foto e lei scoppiò in lacrime”, racconta Mark.

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Mark si è messo in contatto con Jeannie, la quale è rimasta senza parole. Lei e Starla hanno deciso di incontrare la propria madre dopo essere state lontane per ben 40 anni.

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Nel video si può vedere l’emozionante incontro a partire dal minuto 1:25.

Questa storia è una prova del fatto che non dobbiamo mai arrenderci ed inseguire i nostri sogni. Condividi se ti sei commosso nel vedere questa bella famiglia finalmente riunita dopo così tanti anni. Seguici su Pinterest e su Twitter.

Scegli una rosa e ti dirà dei segreti che riguardano la tua personalità

Le rose sono tra i fiori più amati e più belli del mondo e, di fatto, sono il simbolo dell’amore, oltre a questo possiedono molte proprietà che fanno bene al nostro organismo. Infatti, se prepariamo degli infusi con i petali di rosa possiamo combattere il nervosismo, i problemi al fegato e l’insonnia, ma possono anche aiutarci a rinforzare il nostro sistema immunitario.

In questo caso, però, puoi trovare un test molto particolare che, in base alla rosa che sceglierai, ti mostrerà alcuni aspetti che forse ancora non conoscevi sulla tua personalità…

Scegli la rosa che attira di più la tua attenzione:

Rosa rossa

Se hai scelto la rosa rossa sei una persona estroversa che non teme le sfide; la tua più grande virtù è l’onestà. Possiedi anche una grande intuizione che ti permette di allontanarti dalle persone tossiche; ti prenti molto cura delle tue relazioni con le persone che ti interessano e se qualcuno ti tradisce è molto difficile che tu possa tornare a fidarti.

Ti impegni e sei molto responsabile nel tuo lavoro, non riposi fino a che tutto non risulta essere come lo avevi pianificato, per questo è normale che spesso ti senti stressato. Ricorda che sei umano e che non tutto può essere sempre perfetto. Possiedi tutte le doti per poter a raggiungere i tuoi obiettivi, devi solo riuscire a distribuire meglio le tue energie e provare a rilassarti di più. Se ti rispecchia lasciaci un commento e non dimenticare di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara, condividi con i tuoi amici per confrontare il risultato.

Rosa verde

Se la rosa che ha attirato di più la tua attenzione è quella di colore verde, mostra che sei una persona che cerca sempre di proteggere gli altri e che vuole il loro benessere. Sei talmente preso nel prenderti cura del prossimo che, spesso, sacrifichi la tua stessa tranquillità, devi imparare a pensare prima a te stesso, questo non significa essere egoisti, ma è importante stabilire un confine tra il tuo equilibrio ed il tuo impegno nei confronti degli altri.

Il tuo carattere calmo e tranquillo ti porta sulla strada giusta, impara a darti il valore che meriti ed avrai il pieno controllo della tua vita. Se ti rispecchia lasciaci un commento e non dimenticare di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara, condividi con i tuoi amici per confrontare il risultato.

Rosa Arancione

 

La rosa di colore arancione indica che sei una persona molto sensibile e che si lascia sempre trasportare dalle emozioni; spesso ti senti poco apprezzato e, solitamente, sminuisci te stesso. Impara a dare il giusto valore ai tuoi successi, nemmeno tu sai davvero quanto vali e quanto in gamba sei. A volte, hai come la sensazione di non essere adatto per questo mondo e questo tuo pensiero deriva sicuramente dalla tua grande sensibilità.

Iniza a credere di più in te stesso e circondati di persone che possano aiutarti ad aumentare la tua autostima. Se ti rispecchia lasciaci un commento e non dimenticare di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara, condividi con i tuoi amici per confrontare il risultato.

Rosa arcobaleno

Questa rosa rivela che sei una persona molto creativa, dotata di una incredibile capacità di trasmettere idee; sei curioso e cerchi sempre il lato allegro della vita.

Nonostate tu possegga tutte queste qualità che farebbero invidia a chiunque, ti mancano la costanza e la disciplina, tendi ad abbandonare in fretta i tuoi progetti e raramente porti a termine ciò che hai iniziato. Cerca di concentrarti su una cosa alla volta, otterrai dei migliori risultati e potrai imparare più cose da ogni esperienza; la pazienza sarà la tua grande alleata. Se ti rispecchia lasciaci un commento e non dimenticare di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara, condividi con i tuoi amici per confrontare il risultato.

Rosa gialla

Sei un perfezionista; cerchi sempre sicurezza nel futuro, tanto da dimenticare il presente e questo aspetto influenza le tue relazioni ed i tuoi progetti. Vivi! Smetti di rinviare le cose pensando che in un futuro andrà meglio.

Quando meno to le aspetti, scoprirai che non sei riuscito a goderti il momento perché ti sei fermato a pensare a delle cose che non sapevi nemmeno se sarebbero accadute. Se ti rispecchia lasciaci un commento e non dimenticare di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara, condividi con i tuoi amici per confrontare il risultato.

Rosa blu

Sei una persona disciplinata, attenta e che possiede una grande sicurezza; i tuoi obiettivi sono sempre vincenti, dal momento che lavori molto duramente e con tanta motivazione per raggiungerli.

Avanzare e riuscire a sviluppare le tue capacità sono aspetti molto importanti nella tua vita, non ti poni limiti e non crei barrirere ogni volta che hai la possibilità di imparare da nuove esperienze. Se ti rispecchia lasciaci un commento e non dimenticare di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara, condividi con i tuoi amici per confrontare il risultato.

E tu quale rosa hai scelto? Lasciaci un commento e facci sapere se la descrizione ha rispecchiato la tua personalità. Condividi anche con i tuoi amici per confrontare il risultato. Seguici per altre curiosità sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Un bambino senzatetto non ha mai avuto un vero letto, un giorno però accade qualcosa di davvero inaspettato

Ci sono consuetudini che si faticano a ritenere privilegi e, praticamente, risulta quasi naturale e fisiologico ritenere che alla fine della giornata ci sarà un letto ad accoglierci.

Ci sono però delle persone per le quali appoggiare la schiena su un materasso morbido, su delle lenzuola fresche o sotto una coperta calda è una vera e propria utopia. Nel mondo sono milioni e, a volte, risultano invisibili. Molti di loro sono bambini che non hanno mai conosciuto le più comuni tra le normalità.

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Questa è la storia di una mamma e di un bambino di Detroit. Daerys ha 8 anni, più o meno da sempre deve vivere in alloggi di fortuna. Non sa cosa sia una casa e men che meno un letto.

Sua mamma Dionna era un’infermiera tirocinante, una volta perso il lavoro non ha più trovato un impiego che potesse permettere ai due di pagarsi almeno un appartamento.

Per diversi anni, hanno sperato di ottenere spazio negli alloggi popolari della città e quando l’hanno ottenuto si sono dovuti accontentare di vivere senza arredi.

Per loro era praticamente impossibile pensare di comprare anche un letto su cui dormire. Gli arredi si limitavano a poche sedie e ad un materasso gonfiabile.

Negli Stati Uniti, però, c’è un sito web di nome Humble Design che si occupa di dare dignità alle case di chi non ha la fortuna di poterle dotare nemmeno del minimo indispensabile. Ricevono delle donazioni da parte di chi deve disfarsi di alcuni mobili o semplicemente economiche, entrambe le risorse diventano strumenti per trasformare le case di chi è meno fortunato in dimore accoglienti.

Questo è quello che hanno fatto per Dionna e Daerys.

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Il piccolo dormiva sul pavimento adagiandosi su delle coperte, non sapeva cosa fosse un letto.

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Il video che racconta la sua reazione nel realizzare che da quel momento in poi avrebbe potuto avere un letto è commovente e allo stesso tempo motivo di riflessione per quanti lo ritengono una normalità e non un privilegio.

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Persino le nuove decorazioni della sua stanza passano in secondo piano, eppure adesso il suo ambiente sembra davvero la cameretta di un bambino e non una “fredda” stanza.

Le lacrime del piccolo apriranno molti cuori.

Il video racconta meglio di qualsiasi descrizione la commovente vicenda:

Speriamo che la vita per questo bimbo e per la sua mamma possa essere un po’ più semplice d’ora in poi. Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere questa commovente storia con i tuoi amici. Seguici per altre curiosità sulla pagina facebook Curiosando si impara.

Arriva l’estate: 6 piante che dovresti assolutamente avere per mantenere la tua casa fresca

L’estate è davvero alle porte e, soprattutto, al Sud il sole picchia già forte. Il clima è ancora godibile, ma presto arriverà il momento in cui si inizierà naturalmente a boccheggiare per il caldo.

Per molti le vacanze potrebbero essere lontane, così come il refrigerio del mare e della montagna.

Pertanto, l’unica soluzione diventa rilassarsi in casa, soprattutto nelle ore più calde. L’ultimo (o per qualcuno il primo) salvagente per scatenare la propria tattica difensiva nei confronti dell’afa diventa affidarsi al climatizzatore, ma sarebbe opportuno ricordarsi che non si tratta né del modo più salutare, né di quello più ecologico e più economico per risolvere il problema.

Non tutti sanno che, ad esempio, per abbassare la temperatura della propria abitazione può essere sufficiente affidarsi ad alcune specifiche tipologie di piante. Esse sono in grado di mantenere fresco l’ambiente perché perdono acqua durante la traspirazione, raffreddando l’aria e lasciandola purificata e fresca.

Il dott. Leonard Perry, professore presso l’Università del Vermont, afferma che “uno studio dell’USDA ha rivelato che l’uso delle piante sarebbe in grado di ridurre la temperatura dell’aria in un ufficio fino a ben 10 gradi e l’umidità del 30-60%, aiutando a a prevenire la rottura di materiali come il legno quando sono secchi”.

Le piante in questione sono sette:

1# Aloe Vera

Avere una pianta di aloe vera a portata di mano non sarà utile solo se si hanno brutte scottature, ma è anche efficace nel raffreddare la temperatura dell’ambiente e rimuovere la formaldeide dall’aria.

2# Areca

Una delle piante da salotto più popolari è la palma areca, una pianta decorativa che funge da deumidificatore naturale. Oltre a rinfrescare la casa, la palma areca può addirittura rimuovere dall’aria benzene, formaldeide e tricloroetilene.

3# Ficus

L’albero di ficus, noto anche come un fico piangente, aiuta a mantenere la temperatura dell’aria fresca oltre a ridurre l’inquinamento atmosferico e migliorare la qualità di ciò che respiriamo.

4# Felce

Questa pianta aiuta non solo a raffreddare e umidificare l’aria, ma come l’aloe vera, è utile per ripulire la formaldeide dall’ambiente. In effetti, gli scienziati della NASA affermano che la felce è uno dei più efficaci strumenti di purificazione dell’aria.

5# Pianta del serpente

La pianta del serpente, nota anche come lingua della suocera, è un’altra pianta raccomandata dalla NASA per aiutare a purificare l’aria. La pianta emette ossigeno durante la notte, mantendo l’ambiente fresco e assorbendo un gran numero di tossine.

6# Pothos

Il pothos d’oro è una grande pianta particolarmente indicata anche per chi non ha il pollice verde, dato che è estremamente facile prendersene cura. Richiede poca luce e poca cura e manterrà la tua aria fresca e purificata.

Le soluzioni alternative all’aria condizionata rappresentano un metodo economico per rinfrescare la casa, tenuto conto che le piante in questione andrebbero comprate solo una volta e poi coltivate e curate nel tempo.   E per chi ha l’hobby del giardinaggio non sarebbe nemmeno una grande fatica.

Sapevi che le piante possono aiutarci a rinfrescare gli ambienti di casa? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste interessanti informazioni con i tuoi amici. Seguici per altre curiosità sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Un cucciolo “sciocco” viene abbandonato da 5 proprietari. Poi il veterinario lo guarda da vicino e scopre il triste errore

I primi sette mesi di vita di questo cucciolo sono stati molto confusi.

Il piccolo è passato da una casa all’altra per ben 5 volte, in pratica, in meno di un anno ha avuto 5 proprietari differenti.

Ogni volta che sembrava avere trovato una casa sicura, lo mandavano via. Nessuna famiglia voleva tenersi questo cane di nome Ivor. “È strano“, “Non obbedisce“, dicevano tutti.

Verso la fine del 2017, Ivor era rimasto per la sesta volta senza casa e venne riportato al rifugio per animali RSPCA.

Tutti coloro che avevano tenuto Ivor a casa per un periodo, dicevano che era un cane con un carattere molto difficile e che abbaiava spesso.

Ma presto avrebbero scoperto una volta per tutte lo sconfortante motivo per cui nessuno lo voleva.

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Erano diverse le famiglie che, dopo poco, avevano riportato Ivor in un rifugio per animali, il cucciolo, purtroppo, nonostante la sua breve vita aveva già trascorso moltissimo tempo in questi centri di adozione.

Però, quando per la sesta volta è stato abbandonato da un’ennesima famiglia che non riusciva a capirlo, al personale del RSPCA è venuto il sospetto che ci fosse sotto qualcosa di più.

I veterinari che davano una mano nel centro gli fecero una prova dell’udito e capirono subito perché i suoi proprietari si erano sentiti tanto frustrati: Ivor non sentiva assolutamente nulla.

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Nessuno dei precedenti proprietari si era reso conto del fatto che Ivor fosse completamente sordo ed il personale del rifugio ha così deciso che la cosa migliore da fare sarebbe stata quella di insegnargli la “lingua dei segni”.

Ivor è riuscito ad impararla molto rapidamente. I volontari in un primo momento gli hanno insegnato ad avvicinarsi, poi, gli hanno piano piano insegnato altri comandi.

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Una volta riuscito ad imparare tutto questo, era di nuovo pronto per essere adottato. E fu proprio allora che comparve una ragazza che sarebbe diventata la sua nuova ed affettuosa proprietaria: Ellie Bromilow.

Tra i due è stato amore a prima vista e subito la ragazza ha convinto la propria famiglia ad adottare Ivor.

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I volontari dell’RSPCA avevano insegnato a Ivor come seguire un comando con i gesti ed Ellie era più che pronta per impararli a sua volta. Ellie voleva far scoprire ad Ivor tutto ciò che si era perso nelle altre case in cui aveva vissuto.

“Aveva imparato ordini come ‘siediti’ e ‘vieni’, però adesso capisce anche quando gli si dice ‘sdraiati’, ‘tranquillo’ e ‘girati”, racconta Ellie a Metro.

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Ivor è risultato essere un cane molto intelligente, il quale aveva solamente bisogno di imparare le cose a proprio modo.

Per via del suo problema di udito, gli altri suoi sensi sono più acuti.

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Gli piace usare il suo fine senso dell’olfatto per trovare il cibo che la sua padroncina gli nasconde per casa.

“Mentre altri cani non si accorgono di certe cose, i miei occhi sono allenati per osservare. Anche quando dormo vedo tutto, sento le vibrazioni della porta ed i passi e possono sentire il profumo di un prosciutto a chilometri di distanza”, scrivono sulla pagina Facebook di Ivor.

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Una cosa in cui Ivor è un vero esperto: dormire!

Gli piace salire sul letto e riposare in tranquillità dopo una giornata piena di avventure. Non è fantastico?

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Però quando non sta dormendo o passeggiando con la sua proprietaria, gli piace parlare con lei, perché si tratta di un qualcosa che non aveva mai potuto fare prima.

Adesso “ascolta” e vede tutto.

“Parliamo con lui tutto il tempo”.

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Vivere con un cane sordo richiede qualcosa in più ad un proprietario, qualcosa che indubbiamente Ellie ha.

Auguriamo il meglio ad Ivor e ad Ellie, ci rende felici sapere alla fine Ivor è riuscito a trovare una casa nella quale lo capiscono e lo amano.

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Una mamma si sveglia per il rumore fatto dal pitbull, si alza correndo e rimane scioccata nel vedere cosa è accaduto al figlio

Molte persone hanno opinioni differenti per quanto riguarda la razza di cani pitbull e, purtroppo, in tanti pensano che siano dei cani aggressivi. Però, chi ha avuto la fortuna di conoscere questi cani sa bene che sono degli animali leali ed amorevoli e che farebbero di tutto per i propri amici umani.

La famiglia Daniels ne è l’esempio, poiché in casa con loro vivono due pitbull. Quando adottarono il secondo, però, non avrebbero mai potuto immaginare cosa avrebbe potuto fare. Fin da subito, notarono che il nuovo membro della famiglia, Ember, non era il solito cane e ben presto, avrebbe cambiato le loro vite per sempre.

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Il cane fece immediatamente amicizia con tutti i membri della famiglia, ma in special modo con Tre, uno dei figli, il quale aveva 10 anni. Tracy, la mamma, era molto contenta del fatto che il proprio figlio Tre avesse un legame tanto speciale con il cane. Poi, accadde che una notte, la donna si svegliò per via dei grugniti di Ember, ma non gli diede importanza e continuò a dormire ignorandolo.

Ember, però, non si dava per vinto e continuava a grugnire stando al lato del letto di Tracy. Fino al punto che la donna decise di alzarsi dal letto per seguirlo e vide che il cane si stava dirigendo verso il bagno. Quello che vide quando aprì la porta le fece venire i brividi in tutto il corpo, il proprio figlio Tre era riverso nella vasca da bagno.

La mamma entrò nel panico, afferrò immediatamente il figlio e chiamò il numero di emergenza. Tre aveva avuto le convulsioni e se Ember non avesse agito tanto rapidamente, nessuno sa cosa sarebbe potuto accadere. La famiglia, ovviamente, è tutt’ora immensamente grata nei confronti di Ember per questo meraviglioso modo di agire.

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Vogliono salvare la reputazione di questi cani

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Da quando è accaduto questo fatto, sono state molte le persone che hanno condiviso la storia sui social network e l’associazione Adore-A-Pitbull, dalla quale Ember è stato adottato, spera che storie di questo tipo possano salvare la reputazione degli American Pitbull Terrier.

Probabilmente, non esiste nulla al mondo che possa dimostrare così tanta lealtà ed amore, speriamo che le persone a cui non piacciono i pitbull possano riflettere e cambiare idea dopo aver letto questo.

Aiutaci a far conoscere queste storia, per dimostrare una volta per tutte che quella dei pitbull è una razza amorevole e leale. Seguici per altre curiosità sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Addio carta igienica, alcune persone hanno scelto il “panno di famiglia” riutilizzabile

L’epoca di internet regala un privilegio a tutti coloro che la vivono: conoscere in anticipo quelle che sono le tendenze che si stanno diffondendo. Ben prima che ci raggiungano e persino in una fase a cui noi sembrano piuttosto strane.

Già, perché se pensavamo di averle viste tutte, stavolta inizieremo a convincerci del fatto che, probabilmente, non è così. A quanto pare la nuova moda è quella di mettere in discussione quello che è un caposaldo della nostra quotidianità: la carta igienica. E l’argomento farà storcere il naso ai più schizzinosi, ma non ci si può esimere dal raccontare la verità: tanta gente sta pensando di rimpiazzarla con il così detto “panno di famiglia”.

 

Non servono descrizioni esemplificative per raccontare quello che è l’uso principale della carta igienica, né tanto meno per raccontare la procedura attraverso cui questo pezzo di stoffa sarebbe destinato a rimpiazzarlo secondo quella che è l’ultima tendenza portata avanti da tante persone.

L’uso “topico” sarebbe praticamente il medesimo, quello che cambierebbe sarebbe la fase successiva. La carta igienica si butta, il panno, invece, dovrebbe essere lavato e riutilizzato.

Non servirebbero naturalmente stoffe pregiate, ma a quanto pare per l’uso in questione sarebbero particolarmente indicati, da chi ha già fatto esperienza in merito, il tessuto di indumenti che non si utilizzano più. In fondo tutti abbiamo quella maglia di cotone che non usiamo più perché ormai troppo consumata o semplicemente perché la nostra taglia è cambiata.

Il consiglio che danno i pionieri della nuova tendenza è quello di avere un cesto dedicato allo strumento destinato a mandare in pensione la carta igienica e magari di fare il bucato più spesso.

La notizia, soprattutto all’estero, ha sollevato un dibattito che ha avuto varie reazioni sui social network. Facebook e Twitter, si sa, sono le più importanti cartine tornasole per capire cosa il mondo pensa di qualsivoglia fenomeno.

Nel caso del “panno di famiglia” sono venuti fuori pareri contrastanti. C’è chi la considera una soluzione geniale per evitare le “irritazioni” da carta igienica, chi un metodo per evitare di produrre carta in un mondo che fatica a tutelare l’ambiente.

I più pragmatici, invece, considerano la cosa, sotto il profilo ambientale, un falso mito, tenuto conto che per fare più spesso la lavatrice occorrerebbe più detersivo per fare più volte il bucato e chi, semplicemente, prova un certo imbarazzo ad immaginare nella propria casa un cesto che ospita dei tessuti che hanno svolto la mansione che avrebbe dovuto avere la carta igienica.

In attesa di capire se davvero questa nuova moda diventerà davvero dominante, non resta che farsi una propria opinione e valutare il da farsi.

E tu cosa ne pensi di questa nuova tendenza? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere con i tuoi amici per sapere anche la loro opinione. Seguici per altre curiosità sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Altroconsumo mette in guardia sui pericoli dello “slime”: il giocattolo di moda tra i bambini

Alcuni di questi prodotti contengono livelli di boro che vanno oltre il limite stabilito, si tratta di una sostanza inodore ed incolore che in Europa è stata classificata come tossica e pericolosa.

L’associazione italiana di consumatori senza fini di lucro Altroconsumo, ha messo in guardia sui possibili rischi che possono essere causati dagli slime. Si tratta di un giocattolo che negli ultimi tempi è diventato molto popolare tra bambini e ragazzi, ha la consistenza della gelatina, viscosa e plasmabile ed è disponibile in moltissimi colori.

CommonsWikimedia/Nevit

Di fatto, questo gioco che all’apparenza risulta innocuo, contiene una sostanza chiamata boro, la quale, dipendentemente dalle quantità presenti e dalla sensibilità personale, può provocare irritazioni e bruciature alla pelle ed agli occhi, così come disturbi gastrointestinali gravi nel caso venissero ingerite. In un articolo, Altroconsumo afferma di aver analizzato 17 diversi slime che vengono venduti nelle edicole e, tra questi, ben 6 sono risultati non conformi alle direttive.

Altroconsumo, che ha già segnalato questi prodotti al Ministero della Salute, ricorda che sia gli Slime già pronti, che quelli venduti in kit per essere preparati, devono soddisfare i requisiti stabiliti dalla direttiva europea per la sicurezza.

Per evitare problemi, Altroconsumo invita i genitori a prestare molta attenzione anche alle preparazioni casalinghe, per le quali è possibile trovare moltissime ricette sul web.

naiyanab / 123RF Archivio Fotografico

I bambini non devono né bere né mangiare mentre stanno giocando con questo prodotto, in quanto aumenta il rischio di ingestione accidentale, bisogna lavarsi le mani dopo averlo usato ed è sconsigliato tenere il gioco vicino al letto mentre si dorme.

Inoltre, si consiglia di conservare sempre la confezione originale nel caso in cui si dovessero riscontrare dei problemi, sia per localizzare il produttore, ma anche per conoscere esattamente la composizione.

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Orgogliosa di pulire “culi”, un testo sul valore che diamo a certi lavori

Alcuni giorni fa, Sara Rodriguez Martinez, una ragazza che lavora come ausiliaria presso una casa di riposo, ha condiviso sul proprio profilo di Facebook un post che è diventato in breve tempo virale.

Si tratta della riflessione di una collega che ha voluto sfogarsi su questa piattaforma perché stanca di sentire per l’ennesima volta la solita frase fatta: “L’importante è lavorare, anche se fosse pulendo culi”.

L’orgoglio di pulire “culi”

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10216115286293017&set=a.3856232002394.2168950.1176168922&type=3

“Oggi sono tornata a sentire ‘L’importante è lavorare, anche se fosse pulendo culi’ e non è né la prima né l’ottava volta che lo sento dire. Ora sento la necessità di rivendicare il mio lavoro e di gridare al mondo quanto ne sono orgogliosa.

Si signori e signore, sono orgogliosa di pulire culi, tagliare unghie, lavare teste, vestire, fare la doccia, nutrire e prendermi cura delle persone, si si PERSONE che non possono farlo da sole. Ma riassumiamolo in “pulire culi”.

Sono un po’ stanca delle connotazioni negative di questa espressione intimamente legata alla mia professione. È chiaro che non tutti sappiamo fare tutto. Io per esempio non potrei lavorare in qualcosa che mi richieda di mentire, come un avvocato o qualcosa del genere. Eppure questa è una professione molto apprezzata, al contrario della mia che viene considerata tra le ultime.

Bene, io dico a voi utenti di Facebook, di cui la maggior parte non ha mai avuto bisogno di nessuno che gli “pulisse il culo”, che: spero che non vi serva mai nessuno che vi “pulisca il culo”. Ma se questo momento dovesse arrivare, io o qualsiasi delle mie colleghe che sono delle vere professioniste, saremo disposte ad aiutarti per fare in modo che possiate avere la miglior qualità di vita possibile e tutto questo sempre con il sorriso sulle labbra.

Ora spetta a voi decidere quali siano i lavori davvero importanti per tutti noi. Condividete questo testo, o non fatelo se non volete, però, per favore, non utilizzare l’espressione “pulire culi” con disprezzo, perché, forse, un giorno qualcuno lo dovrà fare per voi e credetemi, gliene sarete grati.

Firmato: Una pulisci culi”.

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Dopo che ho imparato a fare questo pane nel frullatore non sono più tornata in forneria. È semplicemente divino, veloce, pratico e molto facile da fare. Piace un sacco a tutta la famiglia

Se c’è una cosa che piace a tutti in casa, è proprio questo tipo di pane, perché risulta essere morbidissimo e gustoso.

Ingredienti:

  • 1Kg di farina di grano duro
  • 1 cucchiaio di margarina
  • 1/2 cucchiaio di sale
  • 1/2 tazza di latte
  • 1/2 tazza di zucchero
  • 2 patate bollite
  • 15 grammi di lievito
  • 2 cucchiai di olio d’oliva
  • 2 uova

Preparazione:

Youtube/Salud sana

Versa tutti gli ingredienti nel frullatore, tranne la farina.
Dopodiché, metti la farina su un tagliere ed aggiungi poco a poco il composto che hai ottenuto.
Impasta bene il tutto, fino ad arrivare ad ottenere una buona consistenza. Lascia riposare la massa per 30 minuti, poi aggiungi il ripieno che preferisci e metti in forno a 180°C per circa trenta minuti, fino a quando la superficie non è dorata.

Puoi inserire il ripieno che più ti piace, di seguito alcune idee:

Petto di tacchino con fontina a fette.
Prosciutto cotto e mozzarella.
Petto di pollo o di tacchino con formaggio spalmabile.
4 formaggi
Tonno

Spennella la superficie del pane con dell’uovo prima di infornarlo e buon appetito.

Conoscevi già questa ricetta? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividerla con i tuoi amici. Seguici per altre curiosità sulla Pagina facebook Curiosando si impara.

La divertente foto sulla spiaggia dei 17 cugini della famiglia per ordine di nascita

Fai parte di una grande famiglia? Se si, questa potrebbe essere una divertente idea che potrà esserti d’ispirazione per le tue foto da inserire nell’album di famiglia. Consiste nel fare una foto con tutti i cugini posizionati per ordine di nascita, nella quale i fratelli portano la maglietta dello stesso colore per poterli identificare meglio.

Quando ci si ritrova a guardare una foto di gruppo e si tratta di una grande famiglia nella quale ci sono molti bambini, quasi sempre, non si riesce a distinguere chi sono i fratelli ed i cugini. Per questo motivo, l’idea di contrassegnarli con il colore delle magliette è davvero geniale. La foto in questione è stata scattata su una bellissima spiaggia, ma risulterebbe ugualmente spettacolare anche se venisse fatta in montagna, o sul bordo di una piscina, o in qualsiasi altro posto, l’importante è che ci sia spazio sufficiente per tutti quanti.

Ogni famiglia con un colore diverso

Oltre ad averli numerati per odine di nascita, hanno pensato di utilizzare lo stesso colore di maglietta per ogni famiglia, di modo che anche i fratelli possano essere identificati e, proprio grazie ai colori, possiamo capire che i bambini appartengono a sei diversi nuclei familiari.

La storia dietro alla foto

https://www.facebook.com/rousselsixpack/photos/a.1630673117169606.1073741828.1619648984938686/1946592242244357/?type=1&theater

La foto è stata realizzata durante un viaggio di famiglia grazie ad un’idea di Chrissy Roussel, la quale ha tre fratelli e due sorelle; i sei fratelli sono andati in vacanza con la propria madre ed i rispettivi figli. Chrissy ha voluto scattare la foto nel giorno della festa del papà e poi l’ha pubblicata sulla propria pagina Facebook “Roussel Six Pack“, in memoria del padre che è venuto a mancare alcuni anni fa.

Dopo poco tempo dalla morte del padre, Chrissy ha saputo di essere incinta di tre gemelli (i bambini numero 13, 14 e 15 nella foto) e da quel momento ad oggi sono arrivati 5 nuovi membri in questa grande famiglia.

“Quando guardo questa foto dei 17 nipoti di mio padre, noto in particolare cinque bimbi arcobaleno che hanno portato tanta allegria nei mesi successivi al suo decesso. Ma penso anche che questi 17 bambini gentili, attenti e divertenti, siano la più grande eredità lasciata da mio padre. Una bellissima eredità d’amore. Ci manca tanto, però sentiamo la sua presenza ogni giorno attraverso l’amore e l’allegria di tutti questi bambini“.

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6 frutti naturali con molte proteine che possono rimpiazzare la carne

La carne è uno degli alimenti più importanti che dovremmo consumare, questo è dovuto alla grande quantità di proteine che ci fornisce anche solo una piccola porzione al giorno, però, non dobbiamo dimenticare che un consumo eccessivo potrebbe anche danneggiarci.

Le carni rosse, se consumate con troppa frequenza, possono essere pericolose per la salute, perché il modo in cui vengono lavorate per essere conservate e le diverse modalità di cottura, modificano le molecole presenti al loro interno ed il modo in cui interagiscono con il nostro organismo. Ma, di fatto, è possibile rimpiazzare queste proteine con altri tipi di alimenti.

Questi frutti ci offrono molti nutrienti che sono in grado di migliorare la nostra salute man mano li ingeriamo.

6 alimenti secchi che si possono consumare per rimpiazzare la carne

Arachidi

Questo alimento appartiene alla famiglia delle leguminose e contiene alti livelli di nutrienti, infatti, con soli 100 grammi di arachidi possiamo ottenere ben 22 grammi di proteine. Oltre a questo, sono ricche di vitamina B3 e molti minerali che mantengono il corpo in salute. La prima patologia che si può prevenire mangiando le arachidi è il diabete, in quanto contengono pochi grassi e zuccheri. Possono essere consumate da sole, o combinate con altri frutti per preparare ottimi frullati, creme e condimenti.

Fichi secchi

Oltre ad essere deliziosi, ogni 100 grammi di fichi contengono 4 grammi di proteine. Possono essere consumati a colazione o per merenda. Contengono molte fibre, per questo sono perfetti per ripulire l’intestino, ovvero, liberano l’organismo dalle tossine ingerite dutante la giornata. Le infusioni preparate con i fichi sono molto buone e salutari, ma possono anche essere consumati da soli o con i cereali.

Mandorle

Si possono consumare in qualsiasi periodo dell’anno, inoltre, i nutrizionisti consigliano di mangiarle a colazione, poiché la quantità di sostanze nutritive che contengono riforniscono il corpo di energia per tutto il giorno. 100 grammi di mandorle contengono 18 grammi di proteine.

Castagne

Sono eccellenti per combattere la costipazione, i problemi di stomaco e intestinali; circa 100 catsagne offrono 5 grammi di proteine, oltre a molte fibre e vitamine che sono essenziali per la nostra salute. Molte persone mangiano le castagne da sole, senza combinarle con altri alimenti, tuttavia, possono essere consumate insieme ai cereali o si possono preparare degli ottimi condimenti.

Pistacchi

Oltre ad essere deliziosi, 100 grammi di pistacchi ci offrono 18 grammi di proteine che possono aiutarci a migliorare il nostro sistema cardiovascolare e sanguigno. Inoltre, sono ottimi per prevenire malattie come il diabete, l’Alzheimer, l’obesità e lo stress ed aiutano a migliorare i livelli di colesterolo e trigliceridi. Bisogna ricordare però che non dobbiamo eccedere nel consumo, infatti si consiglia di mangiarli un paio di volte a settimana.

Nocciole

Regolano i livelli di trigliceridi e del colesterolo, contengono molte vitamine e ogni 100 grammi ci forniscono 13 grammi di proteine. Le nocciole ci aiutano ad evitare problemi della circolazione sanguigna e migliorano il lavoro del cuore.

lisa870 / 123RF Archivio Fotografico

È incredibile come la natura possa offrirci così tante risorse. Conoscevi già le proprietà di questi alimenti? Lasciaci un comento e non dimenticare di condividere queste interessanti informazioni con i tuoi amici. Seguici per altre curiosità sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Un terapeuta afferma che i bambini hanno bisogno di sculacciate. La mancanza di limiti genera delinquenti

Quando un genitore dà uno sguardo alla propria infanzia, è molto facile che si ricordi alcune frasi tipiche della propria madre: “Vedrai quando arriva tuo padre“, oppure “Quando saremo a casa vedrai“.

Queste semplici frasi erano la prefazione che conduceva ad una probabile punizione, la più ricorrente, le sculacciate. Ora che siamo noi i genitori è arrivato il momento di chiederci: è bene dare qualche sculacciata ai bambini?

L’educazione e la disciplina non hanno nulla a che vedere con la violenza; di fatto, la violenza fisica è un’azione che va condannata. Però, una sculacciata può essere considerata come un atteggiamento violento di un genitore nei confronti del figlio? Fino a che punto è bene o male sculacciare i bambini?

Si tratta di un argomento che può avere diversi punti di vista, ma quando si tratta di educare un figlio, ogni mamma ed ogni papà hanno il potere di decidere di farlo a proprio modo.

Questa terapeuta afferma che i bambini hanno bisogno di sculacciate per essere educati.

Come si può spiegare ad un bambino qual è il modo migliore di agire? Il dubbio, comune a molti genitori, divide gli specialisti.

Però, esiste un punto sul quale, attualmente, quasi tutti sembrano essere d’accordo: picchiare per educare sarebbe poco efficace e traumatico per il bambino. In pochi seguono l’altra linea di pensiero.

Si tratta del caso della terapeuta infantile Denise Dias, la quale ha scritto il libro in lingua portoghese che si intitola “Sculacciate. Come imporre limiti e stabilire una relazione sana con i bambini in tempi politicamente corretti”.

Dal 1998 il Consiglio dell’Unione Europea sta conducendo una campagna contro le sculacciate. In totale, sono 22 i paesi europei come la Svezia, l’Austria e la Germania che hanno criminalizzato le punizioni fisiche.

In un sondaggio condotto nell’aprile del 2010 dagli scienziati della Tulane University, negli Stati Uniti, è stato constatato che il 50% dei bambini che intorno ai tre anni di età viene educato anche con le sculacciate, intorno ai cinque anni rischierà di sviluppare più aggressività.

Denise Dias, Terapeuta

Da più di dieci anni Denise si occupa di bambini e adolescenti, anche per conto delle istituzioni statunitensi, ma non vede problemi nell’adottare come soluzione delle sculacciate educative.

I bambini hanno bisogno di ricevere alcune sculacciate“, afferma la donna, la quale dice di vedere la carenza di imposizioni di limiti ai bambini come uno dei principali problemi dell’attuale generazione.

È diventato un tale problema che oggi abbiamo una generazione di adolescenti delinquenti“, continua dicendo la donna durante un’intervista a Delas.

Denise crede che i genitori posseggano un’autorità indiscutibile sui propri figli e che si tratti di una questione di gerarchia.

Oltre a questo, la terapeuta non è nemmeno d’accordo con quei genitori che per educare i propri figli creano dei giochi di parole che finiscono per confondere i bambini che non riescono a cogliere chiaramente il messaggio.

Il libro scritto da Denise ha provocato molte polemiche e alcune persone che sono a favore della “legge contro le sculacciate”, hanno creato una campagna contro il libro, in quanto pensano che la donna sia favorevole all’aggressività nei confronti dei bambini.

erierika / 123RF Archivio Fotografico

Per Denise Dias, che è l’autrice del libro a favore delle punizioni fisiche con il fine di educare, dice che la mancanza di limiti creerà una “generazione di delinquenti“.

Esistono diversi punti di vista su come sia meglio educare un bambino. Tu sei a favore o contro il pensiero di questa terapeuta? Lasciaci un commento e condividi con i tuoi amici per sapere cosa ne pensano. Seguici per altre curiosità sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Il papà che si prende cura del proprio bambino non “aiuta”, esercita la paternità

Nel lessico di molte persone non è ancora stata inserita la parola “paternità“, capita che alcuni uomini non ne conoscano nemmeno il significato e non si tratta di sminuire le persone in questione, ma di fatto, sono pochi i papà che dedicano del tempo di qualità ai propri bambini, che si occupano di loro quando piangono consolandoli tra le proprie braccia, che mettono da parte la nausea e il disgusto cambiando loro i pannolini e che quando crescono ed iniziano a farfugliare le prime parole, sono lì per insegnargliene di nuove.

I papà si devono rendere conto che non stanno facendo un favore alla madre e tanto meno ai figli, bensì stanno sviluppando il senso più meraviglioso che possono provare nella loro vita, ovvero stanno esercitando la prorpia paternità.

Siamo talmente abituati a distinguere i diversi doveri di casa che vi abbiamo integrato anche le varie funzioni della mamma e del papà, tuttavia, è molto importante sapere che doveri condivisi non significa dire: “Oggi mio marito mi aiuterà a pulire la casa”, o “Mia moglie deve uscire e mi prenderò cura io dei nostri figli”, siamo in un’era moderna dove il genere non è più uno stereotipo, ma di fatto continuiamo a generalizzare.

“Padre non è colui che dà la vita, padre è colui che educa con amore”

A dire il vero, oggi la figura materna e paterna non hanno più un ruolo fisso come un tempo, ma è più variabile rispetto a prima; anche se quando il bimbo nasce è con la mamma che crea un legame indistruttibile durante i primi mesi di vita, la figura paterna è diventata ugualmente rilevante, perché l’immagine dell’uomo autoritario si è via via disciolta, lasciando il posto ad aspetti più importanti nella formazione del bambino, come l’amore e l’affetto.

Dobbiamo mettere da parte quel modo di vedere la vita all’antica, dove il padre dovrebbe solo prendersi cura dell’economia domestica senza svolgere altre attività. Prendi nota: “Un padre è colui che non esita a dedicare del tempo ai propri figli quando è il momento di fare i compiti, è colui che dedica attenzioni speciali a ciò che ritiene di estrema importanza nella propria vita: la propria famiglia e la propria casa”.

Il cervello degli uomini durante la crescita di un figlio

È importante sapere che durante la gravidanza, la fase dell’allattamento e la continua cura del bambino, il cervello di una donna subisce una sorta di ristrutturazione che ha lo scopo di adattarsi ai cabiamenti, i livelli di ossitocina aumentano ed anche la sensibilità delle sinapsi che permettono alla donna di riconoscere lo stato d’animo ed i bisogni del proprio bambino.

Anche nei papà il cervello subisce un cambiamento, ma solo se hanno un ruolo importante nella cura dei bambini, in quanto un padre può relazionarsi con il figlio proprio come la madre, sia in ambito emotivo che percettivo.

A dimostrarlo sono state le ricerche effettuate presso il Brain Research Center della Bar- Ilan University, diversi papà, sia eterosessuali che omosessuali, sono stati sottoposti a varie TAC al cervello che hanno evidenziato un aumento dell’attività dell’amigdala di 5 volte superiore al normale. Questa parte del cervello è relativa alla paura ed al pericolo, in pratica, si è rivelata una maggiore sensibilità al mondo emotivo dei propri bambini.

Maternità e paternità responsabili

Il lavoro che, probabilmente, comprende più sfide è quello del genitore e, come in tutte le cose, non tutti siamo uguali e non tutti reagiamo allo stesso modo; c’è chi non sa rimanere nelle vite dei propri figli, o madri che diventano dannose nell’educazione dei bambini, ragazzi meravigliosi che sanno essere ottimi padri nonostante siano soli senza l’appoggio di una donna e c’è anche chi non si sente preparato per affrontare l’enorme impegno che sta per arrivare nella propria vita.

“Dobbiamo smettere di sfidarci l’un l’altro.
È ora di vedere i generi come un insieme, non come un gioco di poli opposti “

Detto in altro modo, l’essere padre non dipende dal genere, ma dal senso di umanità, dall’essere consapevoli di ciò di cui abbiamo bisogno dall’altro e svilupparci nell’educazione dei nostri figli a seconda delle loro caratteristiche.

Deve essere chiaro che l’educazione di un bambino è un lavoro che va fatto in squadra, spalla a spalla e non un’esclusiva di un determinato genere, cercando sempre di dare il miglior esempio possibile per il bene dei nostri figli.

È ora di lasciarci alle spalle questi stereotipi e queste etichette, dobbiamo sensibilizzare la nostra società, dobbiamo smettere di giudicare le madri che vogliono eccellere in altri ambiti, perché non per questo sono “cattive madri” e, dall’altra parte, gli uomini che cambiano i pannolini esercitano al meglio la propria paternità e questo significa che hanno saputo assumersi responsabilmente i propri doveri.

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7 cose salutari da mangiare quando hai voglia di uno spuntino, anche durante la notte

Vivere in una zona del mondo sviluppata ha tantissimi “pro”, ma anche qualche “contro”. A tutti noi, infatti, sembrerà normale camminare per i corridoi di un supermercato e seguire con gli occhi scaffali pieni di ogni tipo di alimento. Non tutti salutari, non tutti ideali per una dieta equilibrata.

Molto spesso si tratta di alimentati trattati, ricchi di conservanti, zuccheri, sale e additivi. Gli esperti, invece, raccomandano di consumare prevalentemente cibi da acquistare quando sono ad uno status quanto più vicino possibile all’inizio della filiera alimentare.

Ed è proprio per questo che si dovrebbero privilegiare gli ortaggi o comunque le carni a Km 0. Ci sono, inoltre, fasi della giornata in cui si avverte la necessità di sgranocchiare qualcosa e in cui bisogna fare delle scelte oculate per evitare di alterare il naturale equilibrio del nostro metabolismo.

Non si dovrebbe fare, ma non si può negare che, talvolta, nel cuore della notte o prima di andare a dormire si generi in noi la necessità di dare ascolto a quel “buco allo stomaco” che richiede immissione di cibo.

Secondo gli esperti, ci sono alimenti più indicati di altri per soddisfare questa necessità e, di seguito, vi proponiamo sette soluzioni salutari che possono, evidentemente, essere riproposte anche in altre fasi della giornata:

Latte: contiene melatonina che aiuta a dormire, oltre ad una combinazione ottima di carboidrati e proteine in grado di dare senso di sazietà. D’inverno e nelle ore notturne prenderlo caldo può avere funzione rilassante.

Frutta e ricotta: l’abbinamento di ricotta (o fiocchi di latte) e frutta, è una combinazione sufficientemente nutritiva. Attenzione a scegliere la ricotta non troppo grassa e allo stesso tempo bisogna privilegiare frutti come uva, pesche e banane che non causano un drastico aumento della glicemia.

Sedano e burro di arachidi: il sedano è un alimento dal basso apporto calorico, la sua croccantezza lo rende molto sfizioso da masticare. Spalmarci su un po’ di burro d’arachidi darà quel tocco di proteine e grassi che serve. Occhio a non esagerare con quest’ultimo.

Pop corn fatti in casa, evitando di salarli troppo: abbondano di carboidrati complessi che hanno funzione rilassante e spolverandoli con un velo di parmigiano, il sonno sarà ulteriormente conciliato dalla presenza dell’amminoacido triptofano che si converte in serotonina.

Té senza caffeina: aiuta a frenare la fame, ma fornisce un aiuto naturale per prendere sonno come la camomilla, la lavanda ed il gelsomino.

Ciliegie: contengono fibre, carboidrati e antiossidanti, oltre alla melatonina come il latte. Recenti studi hanno rilevato che il succo di ciliegia aspro aiuta ad addormentarsi ma anche ad avere un sonno soddisfacente.

Fette di tacchino: una piccola porzione di proteine aiuta a rilassarsi e dona una sensazione di sazieta, facilitando di notte la preparazione al sonno.

evgenyatamanenko / 123RF Archivio Fotografico

I consigli che vi proponiamo sono, come al solito, disciplinati da basi scientifiche ed essendo totalmente naturali non contengono controindicazioni nei soggetti in salute che hanno l’unico onere di provarli per sperimentarne l’efficacia.

E tu, cedi alla tentazione per soddisfare il senso di fame prima di andare a letto, oppure riesci a trattenerti? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste interessanti informazioni con i tuoi amici. Seguici per altre curiosità sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

 

7 errori da evitare assolutamente che ti fanno invecchiare più velocemente

Avere una vita lunga è l’aspirazione di moltissime persone. Averla lunga e rimanere il più possibile nel pieno delle proprie funzioni risulta un obiettivo ancora più complicato.

Il tempo ci sfugge e non possiamo controllarlo, spesso si ci confronta con i suoi effetti ineluttabili. Esistono, tuttavia, degli strumenti e dei metodi consigliati dagli esperti che permettono di arginare la cosa.

Seguendo, ad esempio, il consiglio di evitare queste sette abitudini sbagliate, le probabilità di vivere a lungo e prepararsi ad una buona vecchiaia potrebbero aumentare in maniera sensibile.

1# Dieta scorretta: mangiare gli alimenti sbagliati o consumare troppe calorie è il primo degli errori da non fare.  Molte volte si sentono i centenari raccontare come uno dei loro trucchi sia quello di alzarsi sempre dal tavolo con un po’ di fame. L’ideale è mangiare cibi che siano ricchi di sostanze nutritive e soprattutto il più possibile vicini all’inizio della filiera alimentare. Risultano particolarmente indicati frutta, verdura, cereali e carni. Meglio evitare alimenti troppo trattati o pieni di zucchero, sale, additivi e conservanti.

2# Dormire poco: è dimostrato che riposare bene allontana il rischio di essere in sovrappeso, di sviluppare il cancro e qualsiasi altro tipo di problema di salute. Ci sono decenni di studi medici a raccontare che il sonno è una base fondamentale della qualità della nostra vita.

3# Stressarsi: quello occasionale fa bene perché stimola il rilascio di ormoni importanti come l’adrenalina. Quando, però, diventa cronico genera diversi problemi tra cui emicrania, ansia ed angoscia. Tutti stati che generano problemi e facilitano il processo di invecchiamento.

4# Inattività fisica: la pigrizia è uno dei sette peccati capitali. Stare troppo seduti disattiva i muscoli scheletrici, rallentando il metabolismo. Chi svolge un lavoro sedentario dovrebbe alzarsi più spesso, camminare di più a piedi e cogliere qualsiasi occasione che possa allontanare la sedentarietà.

5# Essere esposti a tossine: essere per molto tempo a contatto con piombo, mercurio o arsenico può generare gravi danni alla salute. Si tratta di sostanze che possono accumularsi nel sangue, nel tessuto adiposo ed in altre parti del corpo generando dei malfunzionamenti potenzialmente letali nella funzionalità dell’organismo.

6# Dipendenze: alcol e fumo guidano il gruppo delle abitudini da evitare. Si tratta di vizi che invecchiano il corpo molto più velocemente di quanto non si possa pensare. Trascorrere quindici minuti della propria vita a fumare è un arco temporale sufficiente per  danneggiare il dna secondo il Chemical Reaserch in Toxicology.

7# Ignorare i fattori di rischio: ipertensione, glicemia alta o colesterolo, quando non vengono rilevati possono portare alla distruzione dell’organismo. Le persone, a volte, non sanno di avere questi problemi fino a quando non si manifesta qualcosa come un infarto o un ictus. La cosa da fare è quella di sottoporsi il più possibile a dei controlli rispetto ai possibili rischi che avanzano con il progredire dell’età.

goodluz / 123RF Archivio Fotografico

Adesso non resta che provare a mettere in pratica questi consigli che potrebbero in qualche modo migliorare la qualità della nostra vita e magari della nostra vecchiaia.

Sapevi che qqueste abitudini possono farci invecchiare più velocemente? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste importanti informazioni con i tuoi amici. Seguici per altre curiosità sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Hai spesso problemi di stomaco? Dovresti provare questo rimedio naturale consigliato dalla scienza

I ritmi della vita di oggi risultano particolarmente frenetici. Capiterà a tutti di avere scarsa capacità di concentrarsi su se stessi, soprattutto quando la quotidianità corre via veloce e ci si trova nel bel mezzo della settimana, quando ci sono scadenze e impegni che ci privano della possibilità di sincerarci persino del nostro stato di salute.

Soprattutto se ci sono piccoli problemi cronici si commette l’errore di imparare a convincerci, senza andare ad approfondirne la natura e trovarne eventualmente i rimedi. In questi casi la cosa più opportuna da fare sarebbe quella di consultare un medico e venire a capo di una situazione che, se perpetuata nel tempo, rischierebbe di peggiorare le cose.

In questa gamma di fastidi si inseriscono indubbiamente quelli relativi al mal di stomaco. In questo caso, però, sotto la nostra lente d’ingrandimento finiscono quelli che possono essere dei problemi occasioni e per i quali, almeno in teoria e secondo la scienza, si può evitare di assumere farmaci particolari.

Può, ad esempio, capitare a tutti di imbattersi in fastidi come un’indigestione ed un gonfiore derivante da una cena o un pranzo troppo abbondante, al punto che l’unica soluzione rischia di diventare quella di andare a stendersi sul divano.

I guai occasionali dello stomaco possono essere trattati sfruttando le così dette “erbe amare”. Angelica, bardana, tarasacco e genziana si possono usare, poiché permettono l’aumento della secrezione degli enzimi digestivi. Andrebbero consumati, in qualsiasi modo si preferisce, prima di un pasto.

Il sito specializzato Prevention.com propone, ad esempio, una ricetta ritenuta ideale per creare un “tonico” destinato ad avere la funzione descritta.

antonioguillem / 123RF Archivio Fotografico

Per prima cosa va tritato un dente di leone (fiore) essiccato o una radice di angelica (sempre essiccata), da circa 30 grammi, insieme a circa 15 grammi di buccia d’arancia. Quanto ottenuto va messo in un barattolo insieme a dei semi di finocchio biologico (circa 30 grammi). A ciò vanno aggiunti circa 350 ml di brandy, dopo di che il coperchio va chiuso. Per due o tre settimane il composto ottenuto va agitato quotidianamente. Successivamente va filtrato attraverso la stoffa di mussola e versato in una bottiglia. La raccomandazione è quella di metterci sopra un’etichetta con la data di imbottigliamento (si conserva per 3 anni). A quel punto il consiglio è quello di assumerne un cucchiaino o mezzo prima del pasto principale.

Non resta che sperimentare la cosa, anche perché il fatto che si tratti di un composto totalmente naturale non prevede alcun tipo di effetto collaterale.

Conoscevi già questo metodo naturale? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste interessanti informazioni con i tuoi amici. Seguici per altre curiosità sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

 

Un giovane senzatetto non aveva da mangiare, ma amava studiare: adesso la sua vita è cambiata per sempre

Ci sono storie che meriterebbero più attenzione di altre. Soprattutto perché possono rappresentare l’estremizzazione positiva dei concetti che si vogliono inculcare ai nostri figli. La morale di questa vicenda, infatti, è abbastanza chiara e racconta, meglio di qualsiasi altra storia, come impegnarsi a fondo in qualcosa, qualunque essa sia, può portare a risultati insperati.

Per capire bene quanto straordinaria sia la sua storia bisogna partire dall’adolescenza di Richard Jenkins che oggi ha 18 anni. In classe era il tipico bambino più studioso della media, quello che alzava più spesso di altri la mano spinto dalla curiosità o dalla voglia di provare a manifestare ciò che aveva appreso dallo studio.

I compagni, per deriderlo, lo chiamavano Harvard. Era il loro modo di provare a bullizzare un coetaneo che aveva l’unico torto di avere più voglia degli altri di conoscere il mondo.

Raccontare di un ragazzo che viene ammesso ad Harvard costituisce di per se un evento straordinario, tenuto conto che si tratta di un istituto che raccoglie solo eccellenze e che risulta aperto a pochi eletti.

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Lui costruirà  lì il suo futuro con una prospettiva ben diversa da quella che sembrava avere in gioventù. La sua storia racconta di tantissime difficoltà economiche nella fanciullezza. Però ogni problema, stando al suo racconto, è stata una leva motivazionale in più per raggiungere il prestigioso traguardo raggiunto. Dato ulteriormente avvalorato dal fatto che ad Harvard ci è entrato con una borsa di studio che copre tutte le spese di vitto e alloggio, per via delle sue spiccate capacità.

Quando era piccolo la sua famiglia perse la casa per ragioni economiche e per svariati motivi furono spesso costretti a cambiare città. Tennessee, Florida, Philadelphia furono solo alcune delle tappe che fecero, molto spesso andando a risiedere in alloggi di fortuna riservati ai senzatetto.

Era proprio in quegli ambienti che Richard iniziò ad avere contezza che poteva uscire da quella situazione soltanto andando all’università e creandosi una nuova posizione sociale.

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“Questo è ciò che mi ha fatto capire che avevo bisogno di inseguire qualcosa”, ha detto alla CNN.

Fare i compiti, per lui, era una cosa normale. Nulla che lo mettesse in difficoltà o lo facesse sentire troppo impegnato, tant’è che studiava anche altro per dare sfogo alla sua innata curiosità.

Gli ottimi voti erano quasi una logica conseguenza. Quello delle ammissioni ai college americani resta sempre una delle grandi incognite per i giovani, a maggior ragione per un ragazzo che aveva necessità di trovare qualcosa che potesse permettersi.

Non credeva ai suoi occhi quando lesse la mail in cui Harvard gli dava il benvenuto. Studia informatica ed ha una grande passione per l’intelligenza artificiale, la nuova frontiera della tecnologia.

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La storia di Richard ha avuto naturalmente grande riscontro mediatico e, in occasione di una delle sue interviste, ha voluto dare un consiglio ai giovani: “Ci saranno dei momenti in cui si avrà l’impressione di andare fuori strada e si penserà di non voler continuare, ma quello sarà il momento in cui bisognerà andare avanto per inseguire i propri progetti”.

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Una ragazza deve consegnare la pizza in una roulotte arrugginita, ma apre la porta e fa una scoperta scioccante

Lavorare a contatto con la gente è uno di quei privilegi che non tutti possono permettersi. L’idea di essere costantemente esposti alla possibilità di coltivare rapporti personali può essere una delle più belle leve motivazionali che ogni persona può trovare quando si sveglia al mattino e sa che neanche una giornata faticosa potrà spaventarlo.

I sorrisi dei colleghi, una pacca sulla spalla dal capo o, semplicemente, una gentilezza da parte di un cliente sono quelle piccole gioie che diversi mestieri possono regalare.

Angela Nguyen ha una pizzeria. Tra i suoi più assidui clienti c’era Lee Haase.

Il loro era un rapporto neanche troppo profondo, ma che durava da diversi anni e si perpetuava ogni sabato.  Come un orologio svizzero Lee sceglieva quel giorno della settimana per godersi la sua pizza. Molte volte era lei stessa a consegnargliela.

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Capitò, però, che un sabato quell’ordine non c’era tra quelli previsti. Inizialmente Angela non diede molto peso alla cosa pensando che potesse trattarsi di una casualità. Il pensiero, un po’ più forzato, lo rinnovò sette giorni dopo, ma al terzo sabato in cui Lee non aveva dato tracce di sé iniziò ad immaginare che potesse essere successo qualcosa di grave.

Così, dopo qualche mese,  decise di recarsi al consueto indirizzo dove consegnava la pizza e si rese immediatamente conto di cosa fosse accaduto. Una tempesta aveva completamente scoperchiato la casa dove Lee viveva. Ben presto venne, inoltre, a conoscenza del fatto che il figlio dell’uomo era morto in un’incidente in moto slitta.

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Angela preferì non andare oltre nella ricerca di informazioni per rispetto dell’uomo, ma fu sua figlia a scoprire quanto difficile fosse la situazione, la sera in cui Lee era tornato ad ordinare una pizza. Viveva ormai in quella roulotte arrugginita, senza acqua, allaccio fognario ed elettricità.

Angela capì che non si poteva far finta di nulla. Un essere umano non poteva vivere in quel modo. Per prima cosa donò una stufa a Lee, poi decise di avviare una campagna di crowfunding con la quale riuscì a raccogliere circa 33.000 dollari. Le donazioni da parte di chi si sentì toccato da quella tristissima vicenda portarono all’acquisto di una nuova casa mobile.

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Angela, con molta modestia e realismo, dice che non avrebbe potuto farlo senza l’aiuto e il sostegno della comunità locale e un sacco di estranei generosi.

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La realtà è che senza il suo impegno e la voglia di aiutare il prossimo oggi non staremmo qui a raccontare una storia a lieto fine per un uomo che viveva in condizioni proibitive.

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