Il 18 maggio 1897, nel piccolo paese siciliano di Bisacquino (Palermo), nasceva Francesco Capra, che il mondo avrebbe conosciuto come Frank Capra: il regista italo-americano simbolo del sogno americano e autore di capolavori come La vita è meravigliosa. A 129 anni dalla sua nascita, ripercorriamo la storia di un emigrante siciliano che cambiò il volto di Hollywood.
Da Bisacquino a Los Angeles: una storia di emigrazione
Frank Capra nacque come Francesco Rosario Capra il 18 maggio 1897 in Sicilia, in una famiglia di contadini di Bisacquino, in provincia di Palermo. I genitori, Salvatore Capra e Rosaria Nicolosi (detta Sariddha), decisero nel 1903 di tentare la fortuna in America come milioni di altri italiani del Sud. Francesco aveva appena sei anni quando salpò da Palermo a bordo del piroscafo Germania, con destinazione New York.
Dopo l’estenuante viaggio via Ellis Island, la famiglia si stabilì a Los Angeles. Vivevano in una piccola casa nel quartiere italiano della città, con padre, madre, fratelli e sorelle stipati in pochi metri quadrati. Frank, come tutti i bambini emigranti, parlava siciliano in casa e imparava l’inglese a scuola.
L’infanzia povera e l’istruzione
L’infanzia di Capra fu durissima. Vendeva giornali per le strade di Los Angeles, lavorava come lustrascarpe, suonava il mandolino in locali di basso rango per pochi spiccioli. Eppure trovò il modo di studiare. Si iscrisse al California Institute of Technology (Caltech), allora chiamato Throop College of Technology, laureandosi in ingegneria chimica nel 1918. Era l’unico della famiglia ad aver conseguito un titolo universitario, e questo gli costò non poche tensioni con i parenti, che vedevano lo studio come una perdita di tempo.
Per qualche anno si arrangiò con lavori vari: venditore porta a porta, suonatore, giocatore di poker. Fu un periodo difficile, durante il quale rischiò più volte di scivolare nella povertà più nera. La svolta arrivò quasi per caso, nel 1922.

L’incontro con il cinema
Nel 1922, Capra rispose a un annuncio di un piccolo studio di San Francisco che cercava qualcuno per dirigere un cortometraggio tratto da una poesia di Rudyard Kipling. Mentì sulle proprie competenze ed ottenne il lavoro. Il film, Fultah Fisher’s Boarding House, fu un piccolo successo e venne acquisito dalla Pathé.
Cominciò così, quasi per scherzo, una carriera che lo avrebbe portato in cima a Hollywood. Lavorò come gagman per le comiche di Mack Sennett, scrisse copioni per Harry Langdon e nel 1928 firmò un contratto con la Columbia Pictures, allora una piccola casa di produzione di Poverty Row. La sua collaborazione con Harry Cohn, il temibile capo della Columbia, divenne leggendaria.
L’età dell’oro: gli Oscar e i capolavori
Tra la fine degli anni ’20 e gli anni ’40, Capra divenne uno dei registi più potenti di Hollywood. Vinse tre premi Oscar come miglior regista, un record assoluto per l’epoca:
- 1934: Accadde una notte con Clark Gable e Claudette Colbert (5 Oscar, primo film a vincere i 5 principali)
- 1936: È arrivata la felicità con Gary Cooper
- 1938: L’eterna illusione con Jean Arthur e James Stewart
Tutti questi film avevano in comune un elemento: la fiducia incrollabile nell’uomo comune, la celebrazione dei valori democratici americani, l’ottimismo come reazione alla Grande Depressione. Nacque così l’espressione Capra-corn (gioco di parole con popcorn) per indicare il suo stile genuino, sentimentale e profondamente americano.

La vita è meravigliosa: il film che lo rese immortale
Nel 1946, dopo la Seconda guerra mondiale (durante la quale Capra diresse la celebre serie di documentari Why We Fight per l’esercito americano), firmò quello che sarebbe diventato il suo film più amato: La vita è meravigliosa (It’s a Wonderful Life), con James Stewart e Donna Reed.
Il film racconta la storia di George Bailey, un piccolo banchiere di provincia salvato dal suicidio la vigilia di Natale da un angelo custode che gli mostra cosa sarebbe stata la sua città senza di lui. All’uscita nel 1946 fu un mezzo flop commerciale e un insuccesso ai premi (perse l’Oscar contro I migliori anni della nostra vita). Ma negli anni successivi, grazie alle trasmissioni televisive di Natale, è diventato uno dei film più amati di tutti i tempi: oggi è considerato un classico assoluto e l’American Film Institute lo colloca all’11° posto tra i 100 migliori film americani.
5 cose da sapere su Frank Capra
1. Era profondamente italiano
Pur essendo emigrato a 6 anni, Capra mantenne sempre il legame con la Sicilia. Tornò a Bisacquino diverse volte e nell’autobiografia The Name Above the Title (1971) dedicò pagine emozionanti al suo paese natale. Il piccolo comune palermitano gli ha dedicato un museo.
2. Vinse il primo «Grand Slam» della storia degli Oscar
Accadde una notte (1934) fu il primo film a conquistare i cinque Oscar più importanti (miglior film, regia, sceneggiatura, attore protagonista, attrice protagonista). L’impresa è stata replicata solo da altri due film: Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975) e Il silenzio degli innocenti (1991).
3. Fu presidente della Directors Guild of America
Capra contribuì a fondare la Directors Guild of America, il sindacato dei registi di Hollywood, e ne fu presidente dal 1939 al 1941. Si batté per i diritti dei registi e per il riconoscimento del loro ruolo autoriale.
4. I suoi film hanno influenzato Steven Spielberg e Robert Zemeckis
Capra è considerato uno dei padri putativi della Nuova Hollywood. Registi come Steven Spielberg, Robert Zemeckis e Frank Darabont hanno dichiarato apertamente il loro debito verso il suo modo di mescolare emozione, commedia e dramma civile.
5. Morì a 94 anni
Frank Capra si spense il 3 settembre 1991 a La Quinta, in California, all’età di 94 anni. Lasciò una moglie (Lucille Reyburn), tre figli e una filmografia di oltre 50 titoli. Aveva fatto in tempo a vedere il suo capolavoro natalizio diventare un’istituzione culturale.

L’eredità di Capra nel cinema italiano
Anche se la sua carriera si svolse interamente negli Stati Uniti, Frank Capra rimase una figura ammirata anche in Italia. Vittorio De Sica, Federico Fellini e altri grandi del cinema italiano riconobbero il suo influsso. In particolare, il neorealismo italiano e il cinema di Frank Capra condividono una stessa attenzione per la gente comune, anche se trattata con stili molto diversi.
Nel 1977 Capra ricevette dal Presidente della Repubblica italiana l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Il suo paese natale, Bisacquino, gli ha dedicato un museo (la Casa Museo Frank Capra) che conserva fotografie, documenti, premi e ricordi della sua vita.
Domande frequenti
Dove è nato Frank Capra?
Frank Capra è nato il 18 maggio 1897 a Bisacquino, un piccolo paese in provincia di Palermo, in Sicilia. La famiglia emigrò a Los Angeles nel 1903, quando lui aveva sei anni.
Quanti Oscar ha vinto Frank Capra?
Capra ha vinto tre Oscar come miglior regista: nel 1934 per Accadde una notte, nel 1936 per È arrivata la felicità e nel 1938 per L’eterna illusione. Un record per l’epoca.
Qual è il film più famoso di Frank Capra?
Il film più amato è La vita è meravigliosa (1946), con James Stewart. Pur essendo stato un parziale insuccesso all’uscita, è diventato negli anni un classico assoluto del cinema natalizio.
Quando è morto Frank Capra?
Frank Capra è morto il 3 settembre 1991 a La Quinta, in California, all’età di 94 anni. È sepolto al Coachella Valley Public Cemetery.
Quanti film ha diretto?
Capra ha diretto oltre 50 film tra lungometraggi di finzione e documentari, in una carriera che si è estesa dal 1922 al 1961. Ha anche realizzato la celebre serie di documentari bellici Why We Fight per l’esercito americano.
Esiste un museo dedicato a Frank Capra?
Sì, a Bisacquino (Palermo) si trova la Casa Museo Frank Capra, allestita nella casa natale del regista. Espone fotografie, documenti, premi e oggetti personali. È visitabile su prenotazione.
Per approfondire la biografia di Capra, consulta la voce su Wikipedia in italiano. Se ti interessa la storia di altri grandi registi italiani, leggi anche l’articolo su Roberto Rossellini, padre del Neorealismo.