Perché il contatore da 3 kW ti lascia arrivare a 4 kW

Preparato con l'aiuto dell'intelligenza artificiale · responsabile editoriale Andrea Bertolotti · come lavoriamo

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Un contratto domestico da 3 kW non stacca a 3 kW. La guida tecnica di e-distribuzione fissa la potenza disponibile al 10% in più, cioè 3,3 kW prelevabili senza limiti di tempo; sopra quella soglia si arriva a 4 kW per almeno tre ore. Oltre i 4 kW il dispositivo di controllo scatta entro due minuti.

La differenza pesa, perché per la maggior parte delle abitazioni italiane la potenza impegnata è appunto di 3 kW. Il forno acceso insieme al phon supera quel valore ogni giorno senza conseguenze. A far scattare il distacco non è il picco: è quanto a lungo il picco resta.

Come ragiona il limitatore

Il contatore non guarda l’istante, confronta la potenza media con la potenza disponibile e conta i minuti di supero. ARERA definisce la potenza disponibile come «la potenza massima che può essere prelevata senza che lo “scatto” automatico del contatore interrompa l’erogazione», pari alla potenza impegnata aumentata almeno del 10%.

La scatola che esegue questo conto è in casa dal 2001, quando Enel avviò il progetto Telegestore e cominciò a sostituire una trentina di milioni di misuratori elettromeccanici. L’apparecchio attuale, l’Open Meter di seconda generazione, è stato disegnato da Michele De Lucchi nel 2016 e e-distribuzione dichiara oltre 30 milioni di contatori intelligenti attivi in Italia.

Potenza prelevata (contratto 3 kW) Cosa succede
fino a 3,3 kW nessun limite di tempo
tra 3,3 e 4 kW display «RIDURRE CARICO SUPERO POTENZA» dopo 2 minuti; «RISCHIO DISTACCO» dopo 92 minuti; verifica finale al 182° minuto
oltre 4 kW «RIDURRE CARICO» dopo circa 1 secondo; «RISCHIO DISTACCO» dopo 1 minuto; distacco entro 2 minuti
oltre 14 kW distacco in 1-2 secondi

Le prime tre righe vengono dalla guida tecnica di e-distribuzione. La quarta compare nella nota informativa di ASM Bressanone, che chiama «potenza limite» il valore di 4,2 kW (potenza disponibile più 27%) e descrive superi rilevati e mediati al 2°, al 92° e al 182° minuto.

Perché la potenza istantanea sul display inganna

Il numero che leggi dopo un distacco non è il carico che ha causato il distacco: la potenza istantanea sul display riguarda gli ultimi due minuti.

ASM Bressanone porta un esempio preciso. Un cliente con 3 kW accende una stufetta da 2,8 kW e tiene 0,9 kW di luci: 3,7 kW costanti per 180 minuti. Al minuto 180 spegne la stufetta e restano le luci. Al minuto 182 l’interruttore stacca lo stesso, perché la media degli ultimi 90 minuti vale 3,67 kW. Sul display appare 0,9 kW, e sembra un guasto.

Qui va dichiarato un dubbio. E-distribuzione scrive «almeno tre ore» senza pubblicare la curva completa; il documento del distributore altoatesino indica invece i tre istanti di verifica. I due testi non si contraddicono, ma nessuno dei due dice quanto sia lunga la finestra su cui la media viene calcolata. Chi vuole prevedere il distacco al minuto resta senza numeri ufficiali.

Cosa non è vero

«Il contatore fa da salvavita.» No. La guida tecnica di e-distribuzione è esplicita: il contatore, coerentemente con le norme CEI, «non presenta nessuna funzione di salvavita e quindi non può sostituire i dispositivi previsti dalla legge sulla sicurezza degli impianti elettrici interni». Il differenziale nel quadro di casa resta l’unico apparecchio che protegge le persone.

«Superare i 3 kW fa saltare la luce subito.» Nemmeno. Fino a 3,3 kW il prelievo è illimitato nel tempo, e la fascia tra 3,3 e 4 kW regge ore. Se la luce va via nel momento esatto in cui accendi un elettrodomestico, il sospetto ragionevole è un guasto nell’apparecchio o nell’impianto che porta la corrente in casa, non un supero di potenza.

Quanto costa salire di mezzo kilowatt

Dal 2017 la potenza impegnata si sceglie a passi di 0,5 kW fino a 6 kW, mentre prima le opzioni domestiche erano solo 3, 4,5 e 6 kW. Lo spiega ARERA nella scheda sulla potenza del contatore, che indica un contributo fisso intorno ai 23 euro più 1,1 volte 62,30 euro per ogni kW aggiuntivo: passare da 3 a 4 kW costa 100,68 euro IVA inclusa, e ogni kW in più pesa circa 26 euro l’anno in bolletta.

Prima di firmare conviene contare i carichi veri. Un condizionatore e una friggitrice ad aria insieme stanno spesso sotto i 3,3 kW; il problema nasce quando si aggiunge una resistenza da 2 kW e la si lascia accesa mezzo pomeriggio. Con i mezzi kilowatt disponibili dal 2017, salire a 3,5 kW è una spesa molto più piccola del salto a 4,5.

Resta aperta una questione che riguarda tutti: ARERA non pubblica una curva di intervento uniforme per i contatori 2G, e le informazioni circolano attraverso documenti dei singoli distributori. Finché quella curva non è un dato pubblico e omogeneo, il comportamento del limitatore si deduce per esempi.

La prossima volta che salta, guarda l’orologio prima del display.

Fonti

e-distribuzione, Guida tecnica al contatore (soglie 3,3 e 4 kW, messaggi a display, assenza di funzione salvavita)
ASM Bressanone SpA, Il contatore elettronico (potenza limite 4,2 kW, verifiche al 2°, 92° e 182° minuto)
ARERA, Cosa è la potenza impegnata
ARERA, Potenza del contatore: maggiore scelta e agevolazioni
e-distribuzione, Open Meter

Ultimo aggiornamento: 8 settembre 2026

La prossima volta che salta, guarda l’orologio prima del display.