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La runa che scegli potrà rivelarti ciò che è necesssario per sapere come proseguire per raggiungere i tuoi obiettivi

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In passato, le rune venivano utilizzate per attirare la fortuna, inoltre, questi simboli venivano anche usati per risolvere i problemi, per prevedere il futuro e per sapere come agire di fronte alle diverse circostanze della vita.

Nella seguente immagine si possono osservare 10 rune, senza pensarci troppo, scegli quella che attira di più la tua attenzione, però, prima di farlo concentrati su qualcosa che desideri sapere.

Per le credenze popolari, le rune sono in grado di dare delle risposte certe.

Sei pronto per cominciare? Osserva la seguente immagine e scegli la tua runa:

1# Il cavallo (Ehwaz)

La runa indica che stai facendo dei progressi per raggiungere i tuoi obiettivi, però, dice anche che è arrivato il momento di apportare dei cambiamenti nelle tue azioni, perché a breve potresti cominciare a stancarti e questo potrebbe influenzarti in maniera negativa. Hai bisogno di muoverti e di fare delle cose nuove ed inimmaginabili, in qualsiasi ambito; per questo non scappare di fronte alle difficoltà, ma provvedi e fai qualcosa a riguardo in questo stesso istante. Se ti rispecchia non dimenticare di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara e di condividere il test con i tuoi amici per confrontare il risultato.

2# L’eredità (Othila)

La runa indica che per te la famiglia è la cosa più preziosa, rappresenta i legami familiari e la casa, tuttavia, ti mostra anche che stai per afforntare una fase di disperazione. È arrivato il momento di liberarsi del passato perché se continui ad aggrapparti ad esso, le cose potrebbero prendere una piega sbagliata nella tua vita. Quando lasciamo andare ciò che non serve, il vecchio e ciò che ferisce, nuove e grandi cose arriveranno nella nostra vita. Provaci! Se ti rispecchia non dimenticare di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara e di condividere il test con i tuoi amici per confrontare il risultato.

3# La forza (Uruz)

Successo! La tua energia, in questo momento, è più forte che mai e piena di positività, questo significa che puoi raggiungere qualsiasi obiettivo, tuttavia, è necessario apportare alcuni cambiamenti nel modo in cui ti poni agli altri, in quanto, troppo spesso, tendi a non dare fiducia alle persone. Quando lo farai, ti sentirai meglio con te stesso. Se ti rispecchia non dimenticare di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara e di condividere il test con i tuoi amici per confrontare il risultato.

4# Il dono (Gebo)

Si tratta della runa dell’equilibrio ed è possibile che in questo momento ti ritrovi a dover affrontare delle preoccupazioni che riguardano l’ambito personale o familiare. Per riuscire a mostrare esternamente il meglio di noi, è necessario serntirci bene dentro. Se guidiamo le nostre energie verso la positività, le cose migliori arriveranno nella nostra vita.  Se ti rispecchia non dimenticare di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara e di condividere il test con i tuoi amici per confrontare il risultato.

5# Il viaggio (Raido)

L’avventura fa proprio per te e sei pronto per questo, l’armonia predomina dentro di te ed è giunta l’ora di spiccare il volo. Il tuo pensiero è logico ed i tuoi ragionamenti sono ad un livello superiore, per questo devi approfittarne per ideare una strategia che ti aiuti ad evolverti nell’ambito lavorativo, così che tu possa migliorare la qualità della tua vita. Se ti rispecchia non dimenticare di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara e di condividere il test con i tuoi amici per confrontare il risultato.

6# La nascita (Berkana)

Una cosa memorabile e felice sta per accadere nella tua famiglia, perché questa è la runa che simboleggia la nascita e la rinascita. Così, se da tempo stavi pianificando qualcosa, è arrivato il momento di metterlo in pratica, i risultati saranno ottimi. Se ti rispecchia non dimenticare di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara e di condividere il test con i tuoi amici per confrontare il risultato.

7# La giustizia (Teiwaz)

Sei in grado di ottenere un’infinità di cose e questo è proprio il momento per farlo. Lascia da parte la paura e rischia, la risposta alla domanda che ti stai facendo da tempo e che riguarda quel preciso progetto è sicuramente un “si”. Segui i tuoi sogni, non lasciar passare altro tempo. Se ti rispecchia non dimenticare di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara e di condividere il test con i tuoi amici per confrontare il risultato.

8# L’uomo (Mannaz)

Colui che persevera raggiunge e tu sei una persona molto insistente, tuttavia, è giunto il momento di riflettere su alcuni tuoi atteggiamenti, dovresti cercare di essere un po’ più umile provando ad accettare anche i suggerimenti degli altri. Se cominci a vedere le cose da un altro punto di vista e con altri occhi, vedrai che tutto sarà più chiaro. Prendi le cose più alla leggera ed apri la tua mente, in questo modo sarà più facile affrontare le difficoltà della vita. Se ti rispecchia non dimenticare di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara e di condividere il test con i tuoi amici per confrontare il risultato.

E tu che runa hai scelto? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere il test con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Quando era ancora un bambino venne portato al manicomio senza alcun motivo per poi restarci per ben 42 anni, la sua storia ti farà riflettere

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La storia che racconteremo è davvero triste, quasi si stenta a credere che una cosa del genere sia potuta succedere in un paese come l’Italia.

Alberto Paolini: una tristissima storia

Alberto Paolini, classe 1933, aveva solamente se stesso nei 42 anni passati in manicomio. Egli divenne orfano all’età di 11 anni e da quel momento ha dovuto far fronte a molti problemi: in primis il fatto che l’orfanotrofio gestito dalle suore aveva assunto un clima insostenibile (dato che le “sorelle” erano molto severe con lui); inoltre nella fase successiva, il povero Alberto venne adottato da una ricca signora svizzera che aveva grandi aspettative, anzi, troppo grandi per un bambino di quell’età. La nuova madre si lamentò del fatto che il bambino non manifestava vivacità e (perciò) decise di portarlo da diversi psichiatri. Anche se alcuni di questi psichiatri capirono subito che il motivo della sua scarsa vivacità era data dal triste passato del povero bambino e non da altri motivi, la madre non si “arrese” di fronte alla sentenza appena comunicata e perciò decise di portare Alberto in un manicomio, l’istituto Santa Maria della Pietà (siamo intorno all’anno 1948). Senza alcun motivo che potesse testimoniare che lui fosse veramente turbato mentalmente, l’adolescente Alberto Paolini venne trattenuto inizialmente per 15 giorni, ma per cause sconosciute questo tempo si è allungato di ben 42 anni.

“Avevo solo le mie tasche”: il racconto autobiografico di Alberto Paolini

Gran parte delle cose che gli sono successe sono state scoperte grazie alle memorie che sono state scritte da Paolini stesso. Una cosa che ha turbato molto l’opinione pubblica è data dall’elettroshockterapia, una pratica molto crudele alla quale, purtroppo, Alberto Paolini non ha potuto opporre resistenza:

Il risveglio dal coma era sempre una cosa molto penosa. Rimanevo a lungo stordito e in uno stato di profonda prostrazione. Mi sentivo ferito dentro, nell’intimo sentivo come se qualcuno avesse violentato la mia anima, avesse voluto introdursi in un posto che apparteneva solo a me per devastarlo. E io non potevo fare nulla per sottrarmi da questa situazione! Dopo alcune ore di grande stordimento, e di difficoltà a tenermi in piedi, nel pomeriggio mi riprendevo. Tuttavia, mi stavo accorgendo che, anche nei giorni successivi un qualche cambiamento si stava verificando in me. Ero caduto in uno stato di apatia e di depressione e non avevo più voglia di niente e stavo perdendo ogni interesse. Avevo una sensazione di disorientamento permanente. Stavo anche perdendo la memoria, e facevo fatica, io che avevo sempre avuto grande facilità a ricordare tutto, a ripercorrere quanto mi era accaduto nel passato. Era, questa, una sensazione assai penosa”.

Marchiato per sempre

Alberto esce ufficialmente dal manicomio nel 1990 (all’età di 57 anni). Ciononostante, la sua lunghissima esperienza ha lasciato dei segni che non potranno mai essere cancellati: avendo passato un’intera vita in manicomio è alquanto “normale” supporre che Alberto Paolini non era assolutamente in grado di potersi ambientare nella società (Dato che fino a quel momento non aveva mai avuto alcun tipo di relazione con il mondo esterno). Ciononostante, Alberto si trasferì in una casa famiglia insieme ad altri ex pazienti e lì ha dovuto cominciare a provvedere a se stesso cercandosi un lavoro.

La vicenda di Alberto Paolini diventa di dominio pubblico

La vicenda assunse grande notorietà e visibilità nel 2016 quando la Mondadori pubblicò il libro autobiografico di Alberto Paolini. Molti si chiesero il motivo del titolo del libro “Avevo solo le mie tasche”; la risposta che darà lo stesso autore rivelerà molto più del previsto:

A partire dal 1962  ho cominciato a scrivere un diario, però non avevo modo di conservare le cose che scrivevo se non tenendole in tasca e così scrivevo in piccolo e il più conciso possibile, in modo che lo scritto non occupasse molto spazio nelle tasche. Questo accadeva perché io ho avuto sempre problemi per sistemare le cose, non sapevo dove metterle. Non è che al Santa Maria avevamo un armadio. Negli ultimi tempi avevano distribuito degli armadietti, dei comodini più che altro, però servivano a metterci i vestiti, le scarpe; io ci mettevo anche altre cose, però questi comodini non si potevano chiudere e quindi era facile che qualcuno andasse a rovistarci. Perciò, restavano solo le tasche.

Dalla vicenda che abbiamo appena descritto appare molto chiaro che il povero protagonista è stato sfortunatissimo nell’esser stato trascinato da una serie infinita di eventi che hanno finito col rovinargli la vita. Ciononostante, lui non si è mai perso d’animo ed ha deciso di sopravvivere a tutto questo grazie all’amore per la scrittura, lo stesso amore che gli ha dato la forza di poter raccontare tutto questo con estrema lucidità.

Il libro “Avevo solo le mie tasche. Manoscritti dal manicomio” si può trovare sulla piattaforma di Amazon. CLICCA QUI

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Smog, particolato e polveri sottili, cosa sono e come difendersi

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In questi ultimi anni e soprattutto nei periodi più freddi, sentiamo nominare molto spesso le parole: smog, particolato e polveri sottili. Purtroppo, si tratta di una triste realtà che colpisce molte zone del nostro paese e che mette seriamente a rischio la salute di tutti noi, perché respiriamo tutti questi elementi che sono dannosi per il nostro organismo.

“L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che le polveri sottili siano la causa
del decesso di 2 milioni di persone nel mondo ogni anno”

Tutto l’insieme delle sostanze sospese nell’aria viene definito particolato, queste sostanze possono essere di origine naturale come per esempio pollini o spore, o possono derivare dalla cenere degli incendi, oppure per mano dell’uomo attraverso le emissioni di particelle residue dalla combustione dei motori o dell’industria, in questo caso possono provenire da diversi tipi di materiali come metalli, plastiche e silice. Ne sono responsabili anche i trasporti su strada, non solo per le emissioni, ma anche per la polvere che sollevano durante il passaggio e per l’usura degli pneumatici, inoltre un altro fattore sono sicuramente i riscaldamenti domestici.

Di fatto, però, le polveri sottili non vengono distinte per la loro origine, bensì si differenziano in base alle loro dimensioni. Le tipologie sono diverse, ma quelle che si sentono nominare più spesso sono: PM10, PM5 e PM2,5; la sigla PM significa Particulate Matter (Materia Particolata) ed i numeri a fianco indicano l’ipotetico diametro in base all’unità di misura µm (micrometro).

Più le particelle sono piccole, più sono pericolose per la nostra salute. Dipendentemente dalle dimensioni, possono penetrare all’interno dei polmoni fino ad arrivare alla circolazione sanguigna.

PM10: polvere inalabile. Si tratta di particelle di dimensioni inferiori a 10 µmi, queste polveri sono in grado di depositarsi nel primo tratto respiratorio, interessando naso, laringe e trachea.

PM5: la polvere è di dimensioni inferiori a 5 µm, ma superiori a 2,5 µm, si deposita prima dei bronchioli.

PM2,5: polvere toracica di dimensioni inferiori a 2,5 µm ed è in grado di penetrare profondamente nei polmoni. Le particelle di dimensioni ancora più piccole, dette anche particolato ultrafine, possono addirittura arrivare agli alveoli dei polmoni e penetrare nella circolazione sanguigna.

I ricercatori stanno ancora studiando quali siano i meccanismi di azione del particolato sull’organismo umano, ma le sostanze che respiriamo, in quanto irritanti e cancerogene, possono provocare lievi disturbi come irritazione e tosse, fino ad arrivare a causare asma, bronchiti, gravi problemi polmonari e tumori. I soggetti più a rischio sono i bambini, gli anziani, le donne in gravidanza e le persone che soffrono di determinate patologie.

Come difendersi

La raccomandazione principale, soprattutto per i soggetti più deboli, è quella di non uscire di casa, di tenere chiuse le finestre e di arieggiare la casa solamente durante le prime ore del mattino quando i valori di particolato sono più bassi. Chiaramente, non tutti possono evitare di uscire, per questo è bene sapere che coprirsi bocca e naso con una sciarpa o con delle semplici mascherine chirurgiche in TNT è completamente inutile. L’unico modo che può aiutarci a respirare meno sostanze inquinanti possibili, è quello di utilizzare delle mascherine dotate di filtri a norma EN 149. Queste mascherine dispongono di un filtro che va sostituito quando diventa nero, la cosa impressionante è vedere quanto sporco si deposita su di esso e pensare che potrebbe essere tutto accumulato nei nostri polmoni.

Per essere sicuri che le maschere siano a norma, devono riportare la dicitura FFP, la quale viene accompagnata da un numero che va dall’1 al 3, in base alla percentuale di particelle che può filtrare.

FFP1: filtra fino all’80% di particelle;

FFP2: filtra fino al 94% di particelle;

FFp3: filtra fino al 99% di particelle.

Ovviamente, la mascherina impedisce alle polveri sottili di entrare all’interno del naso e della bocca, ma non può proteggerci gli occhi  e la pelle da eventuali depositi che possono causare dermatiti e congiuntiviti. Inoltre, la polvere si accumula ancge sui vestiti che riportiamo in casa.

Se si ha intenzione di acquistare un dispositivo che permetta di purificare l’aria in casa, è importante assicurarsi che sia dotato di un filtro HEPA. Oltre a questo, un’ulteriore precauzione potrebbe essere quella di avere nella propria casa una delle piante ornamentali tra quelle selezionate da una ricerca della NASA, le quali sono in grado di diminuire le sostanze inquinanti all’interno di un ambiente. Tra queste piante si possono trovare l’edera comune, la Dracena, il Crisantemo morifolium e diverse altre specie.

In questi giorni in cui i livelli di particolato sono molto alti è bene prestare molta attenzione e nel caso di difficoltà respiratorie è bene consultare subito il parere di un medico.

Le mascherine a norma EN 149 si possono trovare sulla piattaforma di Amazon. CLICCA QUI

Anche nella tua città i valori delle polveri sottili sono molto alti? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste informazioni con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Questa infermiera pensa che nessuno la veda, ma la mamma se ne rende conto e non può rimanere in silenzio

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Il cancro è una delle malattie peggiori che esistono al mondo, soprattutto, se a soffrirne sono bambini.

Quando Shelby e Jonathan si sono resi conto che la figlia Sophie non si sentiva bene e faticava a respirare, hanno subito pensato che la causa potesse essere un’allergia. Il medico che l’ha visitata ha pensato che potesse trattarsi di asma, ma disgraziatamente era qualccosa di peggiore.

Al principio i medici decisero di realizzare delle prove allergiche per conoscere la causa che provocava il suo malessere, però, non ne ebbero il tempo.

Aancora prima di poter cominciare a fare le analisi, la piccola, mentre si trovava a casa con i suoi genitori, ha avuto una crisi respiratoria ed è stata trasportata con urgenza in ospedale da un’ambulanza.

I medici la visitarono e dissero che non si trattava di nessun tipo di allergie e nemmeno di asma, bensì era qualcosa di molto più grave. Alla piccola Sophie era stato diagnosticato un Linfoma a cellute T.

Dopo che le è stata diagnosticata questa tremenda malattia, la piccola Sophie è rimasta per diversi mesi in ospedale per fare le chemioterapie e per ricevere le cure più adeguate. Nonostante la sua forza, il cancro si sta diffondendo per il suo corpo. Tuttavia, le chemioterapie non hanno influenzato le sue capacità per poter camminare, parlare e mangiare, ma sta ancora lottando duramente per riuscire a combattere la malattia.

Facebook / Sophie The Brave

Shelby è una donna molto attenta alla propria figlia, rimane sempre al suo fianco ed è presente in ogni situazione. L’unica cosa che le interessa è vederla stare bene.

I genitori di questa piccola hanno creato una pagina su Facebook per fare in modo che i familiari e gli amici possano rimanere informati sulle condizioni di salute di Sophie. La pagina si chiama Sophie The Brave (Sophie la coraggiosa), ma a quanto pare non si limitano a seguirla solamente i conoscenti, in quanto ha già più di 20 mila Like.

L’interesse degli utenti per questa pagina è arrivato grazie ad un post che ha pubblicato Shelby, sono state moltissime le madri di bambini malati che si sono identificate nell sue parole, le quali si riferiscono agli infermieri ed alle persone che, ogni giorno, si prendono cura dei malati ed in particolare della sua piccola Sophie.

Facebook / Sophie The Brave

Questo è ciò che ha scritto la mamma di Sophie:

“Ti vedo. Mi siedo su questo divano ogni giorno e ti vedo. Fai di tutto per passare inosservato da me e da mio figlio. Vedo la tua espressione cambiare quando ti viene da piangere. Cerchi in ogni modo di alleviare le loro paure e li aiuti a vincerle. Prima di rimuovere aghi o garze ti scusi; in un giorno chiedi “scusa” più volte di quante ti viene detto “grazie”. 

Vedo intorno al tuo collo lo stetoscopio e vedo i braccialetti di gomma intorno ai tuoi polsi, uno per ogni bambino che curi ed ami. Ti vedo spingere carrelli pieni di medicinali nelle stanze dei bambini, mentre il telefono che hai in tasca continua a squillare per le emergenze di altre stanze. Vedo che durante la notte, quando infili i guanti e la maschera, cerchi di non fare rumore. Ti vedo riordinare decine di pastiglie per i tuoi pazienti perché possano raggiungere il loro traguardo. Ti vedo accarezzare le loro teste calve e rimboccargli le coperte. Vedo come riesci a fare tante cose insieme nello stesso momento, come lavorare al computer mentre dai amore ad un bambino la cui madre non è presente in quell’istante.

 Metti da parte tutto ciò che riguarda la tua vita per ben 12 ore, per dedicarti a curare i malati e per assistere i bambini che stanno morendo. Non importa cosa sta succedendo, quando entri in una stanza hai sempre il sorriso sulle labbra. Se vedi il nome di Sophie nel programma, vieni a controllare come sta anche se, quel giorno, lei non è tra i tuoi pazienti. Chiami il medico, la banca del sangue e la farmacia in modo tempestivo ogni volta che la mia bambina ne ha bisogno. Controlli sempre che io stia bene, tanto quanto controlli lei. Ti siedi e mi ascolti, anche se il tuo telefono continua a squillare e la tua lista è più lunga di un miglio.

Facebook / Sophie The Brave

 

Ti vedo usare il telefono come se fosse un pennello per dipingere il cartone animato perfetto sulle finestre delle stanze dei nuovi bambini, ti vedo applaudire con entusiasmo al bambino che è riuscito a fare tutto il giro della stanza degli infermieri. Ti vedo fare il gesto della pistola con la mano e nasconderti dietro ad un angolo per far sorridere un bambino. Ti vedo mentre sostieni delle manine, mentre cambi delle lenzuola sporche, mentre traduci le parole dei medici per i parenti e mentre ti asciughi gli occhi quando esci da una stanza dove la situazione è molto dura. Vedo che indossi una tuta, dei guanti ed una maschera e, poi, fai una piccola pausa prima di appendere il quarto sacchetto di chemio per la mia bambina.

Io ti vedo. Ti vediamo tutti. Il numero di cestini riempiti o le carte di snack buttate, nonostante la quantità, non potranno mai dimostrare a pieno tutto l’apprezzamento che c’è nei tuoi confronti. Tu per noi sei come Gesù, ogni singolo giorno. I nostri figli non potrebbero avere ciò di cui hanno bisogno senza di te. Le mamme come me non starebbero bene e non sarebbero ascoltate senza di te. Tu salvi i nostri bambini e senza di te non potremmo farlo. 

Con amore, 

da una mamma che vede tutto ciò che fai e che ti ama”

Facebook / Sophie The Brave

Questo stupendo messaggio, in onore a tutti coloro che si prendono cura delle persone malate, ha ricevuto oltre 50 mila Like, oltre alle parole di conforto di tutte quelle mamme che si sono trovate o che tutt’ora si trovano in simili situazioni.

Fortunamente esistono ancora delle persone stupende che sanno dedicare la propria vita a chi ne ha più  bisogno. Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere le bellissime parole di questa coraggiosa mamma con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

 

Una madre disperata immergeva il suo bambino nell’acqua per intere giornate

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La gravidanza è una delle tappe più belle che può sperimentare una donna e, fin dal principio, si viene invasi dalla felicità e dell’allegria, ma anche dalle preoccupazioni. Bisogna sempre volere il meglio per i propri figli e non importa la loro età, le preoccupazioni non spariscono mai.

Stephanie Smith, una donna di 35 anni, è arrivata a pensare qualcosa che nessun genitore vorrebbe mai pensare, ovvero, ha sperato nella morte del proprio figlio perché potesse finalmente smettere di soffrire.

In molti l’hanno giudicata con leggerezza, però dietro alle sue parole si nascondeva una storia davvero molto triste.

Stephanie faceva il medico e, nel corso della sua carriera, aveva dovuto affrontare un’infinità di casi strazianti, però non avrebbe mai immaginato che qualcosa di brutto potesse accadere proprio a suo figlio. Il bimbo soffriva di una malattia che lo avrebbe condannato ad una vita di dolore e sofferenza.

Stephanie Smith

In molti l’hanno giudicata con leggerezza perché risulta sicuramente più facile fare questo,  piuttosto che informarsi sulla storia di qualcuno, però, per la donna la vera tortura era dover guardare ogni giorno il proprio figlio soffrire senza poter fare assolutamente nulla per riuscire a calmare la sua agonia.

Il suo piccolo, Isaiah Quinn di soli tre mesi, soffriva di una malattia che fece cadere Sthepanie nello sconforto perché nessuno era in grado di poter trovare una cura e non le rimaneva altro da fare che pregare per il proprio bimbo.

Stephanie Smith

Tutto era cominciato con un leggero arrossamento delle guance, però, con il passare dei giorni si aggravava sempre di più fino a provocare numerosi tagli sulla pelle del bambino e la fuoriscita di sangue.

Stephanie Smith

Il piccolo Isaiah era stato visitato da un pediatra che gli aveva diagnosticato una forte eczema (una malattia della pelle che si manifesta con delle macchie rosse accompagnate da un prurito intenso), il trattamento consisteva nell’applicazione di una crema contenente degli steroidi topici e, senza pensarci più di tanto, Stephanie cominciò la cura immediatamente seguendo alla lettera tutte le indicazioni del pediatra. Per alcuni giorni l’irritazione era completamente sparita, tuttavia, dopo poco ritornò ancora più forte, così la mamma pensò che probabilmente doveva continuare ad applicare il trattamento.

Stephanie Smith

In seguito, si resero conto che il bimbo era ipersensibile alla maggior parte dei prodotti contenenti prodotti chimici; saponi, ammorbidenti per vestiti, profumi, creme, shampoo e molti altri prodotti e, per il suo benessere, i genitori decisero di abbandonare l’utilizzo di qualsiasi cosa potesse arrecargli fastidio.

Stephanie Smith

Purtroppo però questo non è stato sufficiente, in quanto il corpicino del piccolo aveva cominciato a ricoprirsi di macchie rosse, la sua pelle era bollente e piangeva continuamente per il dolore, i suoi genitori non lo potevano nemmeno prendere in braccio perché qualsiasi tipo di attrito provocava al bimbo delle sofferenze enormi.

Stephanie Smith

Più il medico aumentava le dosi del trattamento, o raccomandava qualcosa di più forte, più il bambino peggiorava. Era arrivato il giorno in cui il piccolo smise di mangiare, aveva perso molto perso, aveva cominciato a perdere i capelli e sembrava debole ed esausto. La sua situazione era molto delicata, i medici consultati davano diversi pareri, ma nessuno riusciva a trovare un rimedio effettivo perché il bimbo potesse stare meglio. Erano arrivati a dire che il latte materno lo stava avvelenando, queste parole avevano completamente devastato Stephanie  perché, in pratica, le avevano detto che era lei stessa la causa delle sofferenze del suo piccolino.

Nessuna cura risultava essere efficace e non rimaneva altro da fare che continuare il trattamento con gli steroidi, i quali avevano fatto passare il rossore alla pelle che, però, era diventata bluastra. Il piccolo, dopo diversi giorni di ricovero in ospedale, tornò a casa, ma le sue condizioni erano veramente preoccupanti, la sua pelle rilasciava un cattivo odore ed i sintomi non cessavano.

Stephanie perse 10 chili ed il marito dovette fare i doppi turni al lavoro per riuscire a coprire le spese mediche, in quanto lei smise di esercitare la propria professione per dedicarsi completamente al piccolo Isaiah. La donna riusciva a dormire ed a riposare molto poco, entrambi i genitori erano devastati nel vedere il proprio figlio soffrire in quel modo. Un giorno, mentre il papà stava facendo delle ricerche sugli effetti collaterali degli steroidi, la mamma scoprì che immergendo il piccolo nell’acqua riusciva a fargli calmare un po’ il dolore. A quel punto, presero la decisione di sospendere il trattamento, chiaramente, prima consultarono un altro medico che diede loro il consenso.

Stephanie Smith

Per fortuna, questo metodo diede dei grandi risultati e, piano piano, il piccolo cominciò a migliorare. Oggi i suoi genitori condividono la loro storia con altri genitori per evitare che possa succedere ad altri bambini la stessa cosa.

Stephanie Smith

Ora, il piccolo Isaiah è un bambino molto forte. Probabilmente, le condizioni del piccolo erano peggiorate per via delle cure e per una cattiva diagnosi dei pediatri; i trattamenti più che farlo guarire lo stavano letteralmente uccidendo.

La vita per questo piccolino è cambiata radicalmente, per un intero anno i suoi genitori non hanno nemmeno potuto prenderlo in braccio, adesso invece, l’unica cosa che fanno è godersi al massimo ogni momento insieme a lui.

Stephanie Smith

Questa storia ci insegna che non bisogna mai darsi per vinti e che informandoci e facendo delle ricerche più approfondite potremmo trovare la soluzione ai nostri problemi. Stephanie è una mamma che ha rischiato di perdere il proprio bimbo per una decisione sbagliata, per il fatto di essersi accontentata di una diagnosi senza provare a guardare un po’ più in là, ma per fortuna è riuscita, insieme a suo marito, ad accorgersi in tempo di quello che veramente stava piano piano spegnendo il suo bimbo.

Stephanie spera che tutti i genitori possano conoscere la sua vicenda, di modo che possano prendere le dovute precauzioni. Condividi questa storia a lieto fine e non dimenticare di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

 

L’importanza delle zie nelle vite dei piccoli

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Il ruolo della zia è molto importante nella vita e nello sviluppo dei bambini, in quanto una zia non solo dona amore ed attenzioni ai propri nipoti, ma di fatto, esiste una connessione molto forte capace di renderla come una seconda mamma, un’amica ed una confidente che garantirà sempre il benessere ai piccoli.

La relazione dei bambini con le zie è diversa da quella che possono sviluppare con i genitori. Con le zie, solitamente, si crea una complicità molto speciale che, difficilmente, si ottiene con le mamme o con i papà e, proprio grazie a questo rapporto di sincerità, per una zia sarà più facile, rispetto ad un genitore, comprendere e vedere da un altro punto di vista i problemi dei bambini.

Le zie, anche se con molta prudenza, tendono ad essere un po’ più permissive dei genitori e per questo i bambini trovano in loro il mix perfetto tra amicizia e protezione che gli dà sicurezza e li rende felici. Nessuno come una zia può farti divertire, farti giocare e farti sentire protetto allo stesso tempo.

Una zia conosce un bambino dal momento in cui nasce, proprio come una mamma ed un papà, però conosce i genitori del nipote da molto tempo prima di lui; pertanto, è in grado di vedere la storia della famiglia da un punto di vista differente e può dare un notevole senso della prospettiva al bimbo che, solitamente, è molto curioso sulla vita dei propri genitori prima della sua nascita.

Le passeggiate insieme, le visite ai musei, i giochi, i consigli, gli incoraggiamenti e tutti i piccoli dettagli rendono le zie delle persone molto importanti nella vita di tutti noi.

Hai una zia speciale, oppure sei tu la zia speciale di qualche piccolo fortunato? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

 

Questi insoliti alberi contengono corpi umani al loro interno

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Ciò che a semplice vista potrebbe sembrare una delicata opera d’arte, può invece essere tanto forte da riuscire a contenere al proprio interno un corpo umano.

Capsula Mundi è un’impresa italiana che ha disegnato un’ottima alternativa ecologica per dimenticare le tristi lapidi e le bare che vengono utilizzate quando dobbiamo dire addio ad una persona cara. Questa compagnia mostra di essere molto vicina ai problemi dell’ambiente e spera che il proprio progetto possa essere accettato in tutto il mondo.

Per questa impresa l’uso di una bara è una cosa del passato, in quanto si tratta di un oggetto che ha una fruibilità di soli tre giorni. Per realizzare una bara è necessario abbattere un albero ad alto fusto ed il più delle volte si tratta di piante di specie pregiate, inoltre bisogna tenere in considerazione che un albero ha bisogno di almeno 30 o 40 anni per poter crescere. Così, pensando ad una ricongiunzione tra uomo e natura è nata questa rivisitazione dell’idea di bara e di cimitero.

In pratica, il corpo del defunto viene posto all’interno di una capsula fatta a forma di uovo, la quale viene sotterrata proprio come se fosse un seme nella terra, dopodiché, sopra di essa viene piantato un albero del quale potranno prendersene cura familiari ed amici. La speranza è quella di riuscire a creare dei “boschi sacri”, ovvero dei cimiteri liberi da cemento e monumenti commemorativi, dove le famiglie possono sentirsi vicine ai propri cari ed alla natura.

Le capsule sono fatte al 100% di un materiale biodegradabile ed attualmente la versione per il corpo è ancora in fase di start-up, mentre sono già disponibili  in commercio le urne in cui possono essere inserite le ceneri. I cimiteri “verdi” sono molto diffusi nei paesi di cultura anglosassone, purtroppo però, le sepolture “verdi” non sono consentite in tutti i paesi e tra questi c’è anche l’Italia dove l’attutale normativa cimiteriale è ancora dettata dal “Regio decreto” del 1934.

Chiaramente, ognuno di noi ha la propria opinione rispetto a questo argomento, però non si può negare che si tratta di un ottimo modo per onorare i nostri cari defunti.

Cosa ne pensi di questa idea? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere l’informazione con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

20+ foto spettacolari che non hanno bisogno di Photoshop per lasciarci senza fiato

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A volte, può capitarci di vedere una bellissima fotografia su internet e di avere dei dubbi sulla propria veridicità. Questo perché negli ultimi tempi sono moltissime le fotografie ritoccate con il programma Photoshop, tuttavia, non tutte le immagini che vediamo circolare in rete sono manipolate, esiste anche chi ha la fortuna di trovarsi nel posto e nel momento giusto e riesce ad immortalare in uno scatto una vera e propria opera d’arte.

Non dobbiamo smettere di credere nella natura, la quale riesce sempre a sorprenderci con innumerevoli meraviglie ed a regalarci degli scenari spettacolari.

Di seguito si può vedere una serie di fotografie che lasciano letteralmente senza parole, si tratta di immagini uniche che mostrano lo splendore della natura.

Il verde del bosco lascia spazio ai colori autunnali

L’iceberg e la sua ombra dividono il mondo in quattro quadrati perfetti

Un’incredibile albero in Bulgaria

La perfetta simmetria delle onde

Un’incredibile scultura di ghiaccio

Una maestosa autostrada nei Paesi Bassi

Una parete della Cattedrale del Justo a Madrid,
l’edificio è stato quasi interamente costruito con materiali riciclati

Un’incredibile ponte in Slovenia

Alba in Islanda

Il tempio di Ontake in Giappone, dopo essere stato sommerso da un’eruzione vulcanica

Gettando dell’acqua calda in Antartide

Nuvole su Sausalito in California

Le due facce di New York

Un tramonto in Giappone

Darius è il coniglio più grande del mondo, misura 1 metro e 21 centimetri e pesa ben 22 chili

Il fiume Yangtze in Cina mentre attraversa la famosa diga delle Tre Gole

Una bolla di sapone all’interno

La maestosa Tianzi Mountain in Cina

Un’imponente Luna nel cielo di Madrid in Spagna

Festeggiamenti per il centesimo anniversario della nascita
del defunto dittatore nordcoreano Kim Il-sung

Dal basso verso l’alto a Times Square, New York

Una casa con giardino nel bel mezzo di un terreno

Un’opera di George Rousse, un’artista che realizza dei lavori molto colorati
in luoghi che stanno per essere demoliti

Uno scalatore che è riuscito a raggiungere la cima di una maestosa montagna in Islanda

La Luna che bacia il mare durante un’eclissi totale

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Una ragazza di 15 anni è stata adescata su Facebook per poi essere rapita e brutalmente uccisa. I suoi genitori vi pregano di leggere la loro storia d’amore

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La vicenda che racconteremo oggi ha scosso il cuore di moltissime persone.

Il 31 ottobre del 2015, la 15enne Kayleigh Haywood venne contattata su facebook da un uomo di 28 anni di nome Luke Harlow. In brevissimo tempo l’uomo era riuscito a farsi apprezzare dalla ragazzina facendola divertire e dimostrandosi affettuoso ed affascinante nei suoi confronti, tanto è vero che con i suoi modi garbati era riuscito addirittura a far invaghire la giovanissima ragazza conquistando perciò la fiducia di Kayleigh stessa. Diverso tempo dopo Luke Harlow invitò la giovane per un appuntamento; la ragazza accettò e qualche giorno dopo si incontrarono fisicamente, quello che seguirà cambierà per sempre la vita della ragazza.

La tristissima vicenda

Luke Harlow (fonte immagine: YouTube)

Ci volle poco tempo per capire che Luke Harlow non era affatto il ragazzo di cui Kayleigh si era invaghita. L’uomo rapì la ragazza e la portò a casa sua; dopo averla fatta ubriacare decise che era arrivato il momento di stuprarla e non esitò a compiere l’orribile atto.

Stephen Bead (fonte immagine: YouTube)

Non contento di aver compiuto un tale abominio, l’aguzzino portò la sfortunata vittima a casa del suo vicino, Stephen Bead (un giardiniere). Purtroppo anche il vicino violentò Kayleigh Haywood e successivamente la uccise e nascose il corpo in alcuni terreni agricoli in prossimità della sua proprietà.

Tempo dopo il corpo di Kayleigh Haywood venne trovato dalla polizia ed i 2 furono processati per stupro, omicidio ed occultamento di cadavere.
Luke Harlow fu condannato a 12 anni e Beader, invece, venne condannato a scontare 35 anni di reclusione.

L’iniziativa della famiglia di Kayleigh: lei vive ancora

La famiglia della vittima ha intrapreso un’iniziativa degna di nota: sotto il suggerimento della polizia e con l’aiuto di diversi esperti nel mondo della cinematografia, sono riusciti a realizzare un breve documentario in modo tale da raccontare e testimoniare la vicenda di Kayleigh Haywood. L’intento finale della famiglia è quello di sensibilizzare i genitori quando si tratta di monitorare i propri figli dato che, purtroppo, di casi come quello appena descritto ce ne sono parecchi.

Al lancio del film, Stephanie Haywood (la madre di Kayleigh) ha rilasciato questo potente messaggio:

Kayleigh (Fonte immagine Facebook)

Non potremo mai più rivedere la nostra bellissima figlia.
Non saremo più in grado di coccolarla, di prenderci cura di lei e di proteggerla.
Il mio cuore si contorce ogni minuto della giornata, così come succede anche a suo padre Martin ed a suo fratello Kyle. Il nostro mondo è cambiato per sempre il giorno in cui Kayleigh ha ricevuto quel messaggio su Facebook. Ciononostante, noi siamo convinti che Kayleigh continuerà a vivere, non solo nei nostri cuori.
Quando la polizia ci ha chiesto, lo scorso dicembre, se volevamo fare un film su di lei, non abbiamo mai esitato a dare il nostro totale consenso.
Noi vogliamo che questo film sia un avvertimento ai bambini ed ai genitori.
Noi vogliamo che questo film venga visto da ogni bambino che ha dagli 11 anni in su, sia in questo paese che sia all’estero. Perché questo film è la tragica eredità della nostra bellissima figlia.

Il documentario è stato visto da milioni di persone che non hanno mancato di ringraziare la famiglia per il loro incredibile gesto: il loro coraggio nel riaffrontare la bruttissima vicenda (realizzando il documentario) non è passato inosservato. Ora vi mostreremo il documentario in memoria di Kayleigh.

 

Cosa ne pensi del messaggio di questi genitori? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere la storia di  Kayleigh con i tuoi amici e di appoggiarci con un ike sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Questa persona ha pagato la costruzione di 1000 case per le famiglie povere che abitano nelle Filippine

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Manny Pacquiao è uno dei pugili più forti di tutti i tempi, nel corso della sua immensa carriera ha conquistato più di 11 titoli mondiali che fanno di lui uno degli sportivi più famosi di sempre. Da diversi anni il famosissimo pugile è anche sceso in politica e negli anni che vanno dal  2010 al 2016 è stato il rappresentante della provincia di Sarangami (dove egli è nato). Ciononostante, il grande atleta non è un campione soltanto sul ring, egli è un campione anche e soprattutto nella vita di tutti i giorni ed il gesto che racconteremo ne è un’autentica prova.

Manny Pacquiao: il sostegno alle famiglie della sua città natale

Nel 2016 egli pagò di tasca sua i soldi necessari per la costruzione di  1.000 case per aiutare le famiglie svantaggiate della sua città natale; la sua iniziativa fu resa pubblica sul suo profilo Facebook spiazzando l’opinione pubblica delle intere Filippine.

La Star (un giornale) ipotizza che il pugile abbia avuto l’idea di donare i soldi (per aiutare le famiglie povere) dopo l’incontro con Floyd Mayweather. Anche se Manny Pacquiao perse il match di boxe, egli guadagnò comunque svariati milioni di dollari e perciò (secondo la Star) si era sentito in dovere di “restituirli“. Forse nessuno saprà il reale motivo di tutto ciò, tuttavia, esso lo si potrebbe intuire nel messaggio che ha scritto successivamente:

Come fedeli della grazia di Dio nelle sue varie forme, ognuno di noi dovrebbe usare qualsiasi dono che riceve per aiutare gli altri. Continuerò a costruirne di più perché credo sempre a ciò che dice la Bibbia ovvero offrire ospitalità all’altro senza brontolare.

Cosa ne pensi del fantastico gesto di Manny Pacquiao? Lasciaci con un commento e non dimenticare di condividere questa bella storia di solidarietà con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Curiosando si impara.

Tutte le donne devono sapere quanto tempo dura la menopausa e quali sono i suoi sintomi primari

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Il periodo nel quale una donna smette di avere le mestruazioni si chiama menopausa. Si tratta di uno degli argomenti che riguarda e preoccupa ogni persona di sesso femminile, perché a partire da quel momento non ci saranno più i fastidiosi (ma familiari) crampi mestruali e tutti gli altri sintomi che accompagnano in quei giorni, bensì ne appariranno altri che potranno anche essere un po’ più intensi.

Non tutte le donne provano questi sintomi. Solitamente compaiono tra i 45 ed i 55 anni di età, mentre altre volte non compaiono affatto. Non tutti gli organismi sono uguali e per questo è possibile che in alcune donne si presentino in anticipo o in ritardo senza delle precise ragioni.

Durante questa tappa della vita, la donna smette di produrre ovuli e di conseguenza non può più rimanere incinta, però esistono anche altre cose che accadono all’interno del corpo.

Se hai più o meno quest’età, sicuramente ci avrai già pensato, però devi sapere che la menopausa non arriva tutta in un colpo, bensì esistono delle fasi, ecco di seguito quali sono:

Esiste la premenopausa. Questa fase, proprio come dice il suo nome, si presenta giusto prima che inizi la menopausa, approssimativamente un anno prima che inizino ad apparire i sintomi. Bisogna sapere che durante questa fase si continueranno ad avere le mestruazioni, anche se ad intervalli irregolari, può darsi che durino più o meno tempo del solito, o che abbiano un flusso più o meno abbondante del normale; un’altra cosa importante da sapere è che durante questo periodo si è ancora fertili.

Dopo questo arriva la menopausa che, come già detto, è il periodo in cui le mestruazioni spariscono definitivamente e non si producono più ovuli.

Infine, c’è il post menopausa. In questa fase i sintomi della menopausa possono continuare o scomparire completamente. Il post menopausa tende ad apparire dopo i 65 anni di età e può, tuttavia, dare segni di debolezza. È per questo che si raccomanda di seguire una dieta salutare con l’obiettivo di mantenere l’organismo forte, inoltre è utile per evitare problemi alle ossa, come per esempio l’osteoporosi.

Di seguito sono elencati i sintomi che possono presentarsi durante la menopausa:

Vampate di calore: si tratta di una sensazione di calore che si estende per tutto il corpo, la quale potrebbe portare a far letteralmente gocciolare di sudore, inoltre si possono provare affatticamento e vertigini. Si potrebbe provare ansia, nausea e dolori di testa. Dopo una vampata di calore possono comparire i brividi, questo perché il corpo sta cercando di raffreddarsi. Le vampate sono dovute a cambiamenti ormonali come la diminuzione degli estrogeni.

Secchezza vaginale: anche in questo caso è la diminuzione degli estrogeni la causa di questo sintomo. Può presentarsi sotto forma di piccola irritazione, prurito, o sensazione di calore che interessa questa zona del corpo.

Cambiamenti di umore: bisogna sapere che gli ormoni non solo provocano cambiamenti nell’umore, bensì possono anche influenzare il modo in cui si vede il mondo. Si consiglia di provare a controllare questo sintomo per evitare danni al proprio benessere emotivo.

Insonnia: anche se l’insonnia colpisce molte persone, durante la menopausa può anche essere più forte.

Tra gli altri sintomi possono esserci vertigini, nausee, affaticamento, stress e depressione.

Si tratta di sintomi che possono essere affrontati:

Per quanto riguarda le vampate bisogna evitare il più possibile l’assunzione di alcol e caffè, in quanto sono come dei detonatori per questo sintomo. Quando ti prende una vampata di calore, prova a rilassarti ed a respirare lentamente, perché se ti agiti possono anche aumentare. Inoltre, utilizza degli indumenti freschi e morbidi.

Se si presenta la secchezza vaginale è possibile rivolgersi ad un medico per farsi consigliare un buon lubrificante. Per i cambiamenti di umore bisogna cercare di rilassarsi e di organizzare meglio il proprio tempo per ritagliarsi degli spazi liberi da trascorrere da sole o insieme agli altri. Un’altra cosa che può aiutare molto è praticare dell’esercizio fisico. Se si pensa che la situazione sia fuori dal proprio controllo è bene consultare un medico che ci possa aiutare.

Se si vuole combattere l’insonnia, si raccomanda di fare dell’attività fisica come per esempio lo yoga, in quanto aiuta a rilassarsi ed a stancarsi. Con la menopausa il corpo cambia e per questo è molto importante prestare attenzione alle abitudini alimentari per evitare di prendere peso.

Conosci altri consigli per superare al meglio i fastidi della menopausa? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste informazioni con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Catfulness: 7 cose che dovresti imparare dal tuo gatto

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Chiunque abbia un gatto in casa non può negare di aver pensato almeno una volta: “Che bello sarebbe poter vivere come lui!”, mentre stava osservando il proprio felino dormire placidamente.

Il fatto è che sembra proprio che i gatti abbiano le idee molto chiare su tutti gli aspetti della vita, molto più di noi. Mangiano quando hanno fame, dormono quando hanno sonno, chiedono l’amore quando ne hanno voglia e giocano liberamente quando preferiscono stare da soli.

Noi umani, invece, sappiamo solamente farci dei problemi per tutto. Abbiamo fame, ma non mangiamo a sufficienza per non ingrassare; abbiamo sonno, ma ci beviamo un caffé per poter continuare a lavorare; non esprimiamo i nostri sentimenti per paura di non essere corrisposti.

Dopo aver analizzato questa situazione, lo scrittore italiano Paolo Valentino ha scritto un libro intitolato “Il metodo catfulness. La felicità insegnata da un gatto”. Il libro spiega come fare per imparare a vivere meglio, proprio come i gatti.

Di seguito alcuni punti estratti dal libro:

1# Fermati e rilassati

Ti sei mai chiesto perché i gatti sembrano non avere preoccupazioni? Perché non ne hanno! Le uniche preoccupazioni sono avere cibo, acqua ed un posto dove poter dormire.

Quando ti stai preoccupando troppo di tutto, fermati per un attimo e chiediti se hai davvero bisogno di così tante cose per le quali non puoi più nemmeno prenderti un respiro. Il mondo continua a girare anche senza che tu sia tanto preoccupato.

Rilassati, fai un riposino, goditi il tuo tempo libero che è sacro. Dopotutto, hai molto più di quanto ti serve in questa vita.

2# Rimani curioso

La vita può essere un gioco. Intorno a te tutto deve essere ancora scoperto. Osservare un piccolo insetto può essere un’avventura straordinaria.

Quando perdi la motivazione di fronte a tutto, ricorda che anche nelle cose più piccole c’è qualcosa da scoprire, ci puoi giocare e scoprire quanto sia divertente. A volte, le sorprese più piccole sono le più impressionanti.

3# Se vuoi qualcosa, dillo

Alcune volte ti sei dimenticato di dare da mangiare al gatto? Sicuramente no, ma questo non solo per l’amore che provi per lui, bensì perché te lo ha fatto sapere all’istante.

Quando un gatto vuole cibo, oppure quando vuole uscire a giocare, o semplicemente quando vuole essere accarezzato, non rimane in silenzio ad aspettare. Al contrario, ti fà sentire forte la sua voce, fino ad obbligarti a prestargli attenzione. Senza mai stancarsi!

Questo è un grandissimo insegnamento che dobbiamo imparare dal nostro amico a quattro zampe. Quando hai bisogno di qualcosa, non aspettare che questa cada dal cielo senza che tu faccia nulla. Devi chiedere, senza paura e facendo sentire la tua voce.

Se, dopo aver insistito instancabilmente, nessuno ti ascolta… Beh, esci a cacciare!

4# Sii paziente

 

Una volta chiesero ad un maestro Sufi: “Chi ti ha insegnato a meditare?” ed il maestro rispose: “Un gatto accovacciato davanti alla tana di un topo”.

A volte c’è bisogno di tempo per raggiungere un obiettivo. Richiede concentrazione assoluta e, soprattutto, pazienza e perseveranza. Non abbandonare al primo contrattempo, continua ad andare avanti e ad avere fiducia fino alla fine, vedrai che le cose accadranno.

Quando sei sul punto di desistere, convinto che questo maledetto topo non uscirà mai dalla tana, ricordati del tuo gatto e aspetta ancora un po’.

5# Impara a dire no

Le persone a cui non piacciono i gatti, solitamente, dicono: “Non mi piacciono perché fanno ciò che vogliono”. È vero. Un gatto è indipendente, sa quando deve obbedire e sa quando dire no.

Nel nostro mondo la disobbedienza è vista come un peccato. Però, in realtà, saper dire no è liberatorio. Pensare a noi stessi, ascoltare i nostri desideri e seguirli senza dare importanza all’opinione degli altri, questa è l’arma che ci permetterà di mantenere la serenità.

6# Cambia prospettiva

Se le cose non si vedono bene da qui, a volte è meglio guardarle da sopra l’armadio. O da sotto il letto.

Sembra che, in molti casi, questa logica del gatto possa esserci utile anche nella vita. Perché continuare sempre a fare le stesse cose se non riusciamo ad ottenere risultati? Forse, possiamo provare a fare le stesse cose da un altro luogo.

Cambiare la prospettiva e realizzare nuove azioni, anche se sembrano non avere senso, sono le cose che ci permetteranno di avanzare nella vita. Avremo più fiducia in noi stessi, di modo da non doverci aggrappare alle abitutini.

7# Sii grato

Quando il tuo gatto è felice te lo fa sapere attraverso le coccole o con dei regalini.

Quando sei felice ringrazia. Sorridi a chi ti circonda, dedica delle belle parole a chi ha fatto delle cose buone e, soprattutto, ringrazia ogni giorno la vita per averti dato tutto ciò che hai.

Ama i gatti e vivi come loro.

Il libro “Il metodo catfulness. La felicità insegnata da un gatto” di Paolo Valentino si può trovare su Amazon. CLICCA QUI

Pensi che il modo di vivere dei gatti possa insegnarci ad essere più felici? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste informazioni con tutti i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Perché i bambini ci chiedono un bicchiere di acqua quando sono già a letto?

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Perché i bambini chiedono un bicchiere di acqua quando sono già a letto? Ti è mai capitato che questa richiesta sia la goccia che fa traboccare il vaso della pazienza, quando sei sul punto di far addormentare i bambini? Per caso, l’orologio biologico dei bambini chiede acqua solo quando stanno per dormire?

Secondo Alvaro Bilbao, neuropsicologo ed autore del libro “Il cervello del bambino spiegato ai genitori“, esiste una vera e propria motivazione a questo tipo di richieste che vengono fatte in un preciso momento della giornata.

Quasi tutti i bambini chiedono un bicchiere di acqua quando sono già pronti per dormire. In alcuni casi, si tratta di bambini che non hanno chiesto nemmeno un bicchiere di acqua durante tutta la giornata ed ai quali viene sete, mentre altri, invece, sono bambini ai quali bisogna sempre ricordare di bere un po’ d’acqua, ma non è questa la spiegazione.

Dall’altra parte, possono anche essere bambini che bevono abbastanza acqua durante la cena e che di notte non ne bevono nemmeno un sorso. Questo ci può far pensare che stiano cercando di attirare la nostra attenzione, però non è nemmeno questo il motivo.

Diciamo la verità, questo bicchierino di acqua che ci viene chiesto dai bambini prima di addormentarsi può arrivare ad esaurire la nostra pazienza, soprattutto, quando abbiamo avuto una pessima giornata. Potrebbe trattarsi del fatto che vogliano rimanere un po’ più di tempo con noi, questa potrebbe essere una buona spiegazione, ma la consegna di un bicchiere di acqua, di certo, non sembrerebbe offrire poi tanta compagnia.

La vera motivazione, per Alvaro Bilbao, sembra essere la seguente: quando ci chiedono un bicchiere di acqua prima di addormentarsi, ci stanno chiedendo qualcosa di più. Ci stanno chiedendo di confermargli che, se avranno bisogno durante la notte, noi ci saremo. I bimbi piccoli dipendono dai propri genitori e, ancora di più, quando si trovano in una stanza al buio. Per questo, prima di addormentarsi hanno bisogno di avere la certezza che possono fidarsi di noi. Quando ci chiedono questo ultimo bicchiere di acqua, non disperiamo. Non stanno mettendo alla prova la nostra pazienza, bensì la nostra capacità di stargli vicino quando ne hanno bisogno.

Il bicchiere di acqua è quindi un prestesto, come potrebbe essere la fame, o la richiesta di un ultimo abbraccio, o di un bacio, o un “mamma vieni, mi prude il braccio…”, o “mamma vieni, non spegnere la luce”, o “papà vieni a coprirmi”, ecc.

Vogliono solamente sapere che ci siamo per loro e che siamo affidabili, non dobbiamo di certo arrabbiarci o disperare, bisogna pensare solamente che questa situazione non durerà per sempre, anzi, si tratta di un periodo determinato che dobbiamo cercare di goderci al massimo, perché più in là nel tempo quasi certamente ci mancherà.

Il libro “Il cervello del bambino spiegato ai genitori” del neuropsicologo Alvaro Bilbao si può trovare in lingua italiana su Amazon CLICCA QUI

Anche il tuo bambino ti chiede sempre un bicchiere di acqua prima di dormire? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere questa interessante informazione con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Tinte per capelli: 6 rimedi naturali fai-da-te per una colorazione sicura

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Da che mondo è mondo, le persone si tingono i capelli e, in passato come oggi, si trattava di un trattamento di bellezza per potersi distinguere e per migliorare il proprio aspetto. Nel corso del tempo sono state ritrovate moltissime testimonianze riguardanti le tinture per capelli risalenti a diverse epoche storiche e provenineti da differenti parti del mondo.

Per tingere i capelli le donne egiziane utilizzavano oli ed henné, tra i Greci erano popolari le tinture vegetali ed uno dei metodi più diffusi consisteva nell’intingere un pettine di piombo nell’aceto per scurire i capelli grigi. In pratica, le mode ci sono sempre state, basti pensare che dopo le prime invasioni romane nel nord Europa, le donne dell’Impero hanno cominciato a desiderare dei capelli di colore più chiaro e per renderli tali, utilizzavano dei saponi che venivano fatti con diversi tipi di prodotti naturali, per esempio il sapo era composto da una miscela di sego e cenere, oppure si usava la cenere di betulla, o tuorli d’uovo e fiori di camomilla.

Le tinte non sono quindi un’invenzione dei nostri giorni, piuttosto, quello che in realtà abbiamo saputo inventare sono i prodotti chimici che vengono usati attualemente per colorare i capelli. Ad ogni modo, per chiunque avesse delle perplessità ad applicare sulla propria testa delle tinture che potrebbero irritare la cute e rovinare i capelli, esistono diversi rimedi naturali che aspettano solamente di essere provati.

Rimedi naturali per tingere i capelli

Di seguito puoi trovare gli ingredienti per realizzare 5 rimedi naturali direttamente a casa tua, sono un’ottima alternativa ai prodotti che si trovano in commercio e che contengono ammoniaca. I risultati dei seguenti rimedi si vedono dopo alcune applicazioni, ma in questo modo non rischiamo di stressare i nostri capelli sottoponendoli a dei trattamenti aggressivi. Le dosi indicate sono consigliate per capelli di media lunghezza, per questo, aumenta o diminuisci le proporzioni a seconda delle tue necessità.

Henné

L’henné è una polvere che viene ricavata dall’essicazione e dalla polverizzazione delle foglie della pianta Lawsonia inermis, viene utilizzata fin dai tempi più antichi per tingere tessuti e per ricavare prodotti per la colorazione di unghie, pelle e capelli. L’henné naturale ha un colore rosso, mentre quello di colore neutro e quello di colore nero (Indigo) vengono impropriamente chimati henné, ma di fatto derivano da altri tipi di piante. Si tratta dell’unica tintura naturale che si lega alla cheratina del capello ed ha un effetto che viene definito permanente, gli altri rimedi elencati hanno invece un effetto colorante o riflessante.

Ingredienti

  • 3 cucchiai di henné (60 gr)
  • 1/2 tazza di acqua (125 ml)

Preparazione e applicazione

Mescola bene l’acqua e l’henné di modo da ottenere una crema uniforme. Dopodiché, distribuiscila su tutta la lunghezza dei capelli e lasciala riposare per un’ora. Ricorda che l’henné tende a macchiare, pertando utilizza degli abiti vecchi o copriti con una mantella.

Curcuma e camomilla

Questa spezia è molto efficace, dona un colore più chiaro e dei riflessi dorati, inoltre l’effettto è ancora più soddisfacente se viene miscelata con della camomilla che ha la capacità di potenziare i toni chiari. Anche se si tratta di un rimedio molto potente, si consiglia di utilizzzarla su capelli tendenti al biondo.

Ingredienti

  • 1 cucchiaio di curcuma (10 gr)
  • 5 cucchiai di fiori di camomilla (50 gr)
  • 1 litro d’acqua

Preparazione e applicazione

Porta ad ebollizione un litro di acqua, dopodiché aggiungi i fiori di camomilla e la curcuma. Mescola bene e lascia riposare il tutto per mezz’ora. Filtra con un colino e applica su tutta la lunghezza dei capelli.

Mallo di noce

Il mallo di noce è la parte interna della buccia che riveste le comuni noci che siamo abituati ad avere sulle nostre tavole. Quando è ancora sulla pianta, il guscio di colore marrone è ricoperto da uno strato di polpa non commestibile e di colore verde. Dal mallo di noce essicato è possibile ricavare una polvere che, grazie ai suoi principi attivi, è molto efficace per le tinture.

Ingredienti

  • 200 grammi di polvere di mallo di noce
  • 1 litro di acqua
  • 1 cucchiaino di bicarbonato

Preparazione e applicazione

Fai bollire un litro di acqua, aggiugi la polvere di mallo di noce ed un cucchianino di bicarbonato e mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo. Dopodiché, lascia intiepidire e distribuiscilo su tutta la lughezza dei capelli che dovranno essere puliti, non importa se asciutti o bagnati. Copri la testa con una cuffia o con della pellicola trasparente per mantenere l’umidità e lascia in posa da 20 minuti a due ore, dipende dall’intensità di colore che desideri raggiungere. Indicato per capelli scuri.

Rosmarino

Il rosmarino è una pianta aromatica che oltre ad insaporire dei gustosi piatti, viene anche utilizzata nell’industria cosmetica ed è un’efficare tintura naturale. Inoltre le sue sotanze nutritive sono in grado di regolare il pH del cuoio capelluto e di stimolare la crescita del capello.

Ingredienti

  • 1 mazzetto di rosmarino
  • 1 litro di acqua

Preparazione e applicazione

Aggiungi il rosmarino in una pentola con un litro di acqua e portala ad ebollizione, dopodiché abbassa la fiamma e fai sobbollire il tutto per 15 minuti. Lascia riposare il composto fino a che non si raffredda ed una volta filtrato con un colino versa il liquido in un contenitore dotato di nebulizzatore. Spuzza due volte al giorno su tutta la lunghezza dei capelli, non c’è bisogno di risciacquo. Indicato per capelli scuri.

Salvia

La salvia è un’altra pianta aromatica molto conosciuta nella nostra cucina, inoltre l’estratto che viene ricavato dalle sue foglie è molto efficace per nascondere i capelli bianchi e per mantenere i toni scuri dei capelli.

Ingredienti

  • 1 manciata di salvia
  • 1 bustina di tè nero
  • 1 litro di acqua

Preparazione e applicazione

Porta ad ebollizione un litro di acqua, aggiungi la salvia e la bustina di tè, dopodiché, lascia andare il tutto per 5 minuti a fuoco lento. Una volta che il composto si è raffreddato filtralo con un colino. Lava i capelli con questa soluzione almeno tre volte a settimana.

Conosci altre tinture naturali? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste informazioni con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara. Indicato per capelli scuri.

45 (+5) lezioni di vita che ci fanno capire cosa davvero conta

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Non esiste, purtroppo, uno schema da seguire per avere una vita perfetta, ognuno di noi ha delle priorità differenti che ci contraddistinguono e, per questo, nessuno ha mai potuto darci la chiave per aprire la porta della vera felicità.

Di fatto, non ci sono regole e, spesso, tendiamo a non ascoltare i consigli delle altre persone, capita però che con il passare del tempo ci rendiamo conto che le parole che ci dicevano erano vere. Una giornalista statunitense di nome Regina Brett, quando ha compiuto 45 anni, ha deciso di scrivere le 45 lezioni che ha imparato lungo il corso della propria vita e ne ha aggiunte altre 5 quando ha festeggiato il 50° anno di età. La donna dice di aver voluto mettere per iscritto quello che la vita le ha insegnato, sono il riassunto della lotta di una madre single che si è battuta per i propri figli e per trovare il vero amore, sono il riassunto di un’infanzia infelice e della sua battaglia contro il cancro.

Di seguito le 45 + 5 lezioni di vira di Regina Brett:

1# La vita non è sempre giusta, ma è ugualmente bella.

2# Quando hai un dubbio, fai un piccolo passo in avanti.

3# La vita è troppo breve per non godersela al massimo.

4# Il tuo lavoro non si prenderà cura di te quando sarai malato. La tua famiglia ed i tuoi amici lo faranno.

5# Non comprare cose di cui non hai bisogno.

6# Non hai bisogno di vincere in ogni discussione. Devi solo mantenere sempre le tue convinzioni.

7# Piangi in compagnia. È più salutare che piangere da soli.

8# Va bene arrabbiarsi con Dio. Lui sa capirlo.

9# Risparmia per le cose importanti.

10# Quando si tratta di cioccolata, resistere è inutile.

11# Fai pace con il tuo passato.  È il miglior modo per non rovinare il presente.

12# Non c’è niente di male se i tuoi figli ti vedono piangere.

13# Non paragonare la tua vita a quella degli altri. Non hai la minima idea di come sia stato il loro viaggio fino a lì.

14# Se una relazione deve rimanere segreta, non dovresti viverla.

15# Tutto può cambiare in un battito di ciglia. Però non ti preoccupare: Dio non strizza l’occhio.

16# Fai un respiro profondo. Calma la mente.

17# Sbarazzati di tutto ciò che non ha un’utilità. Il disordine può influenzarti in molti modi.

18# Ciò che non ti uccide ti rende più forte.

19# Non è mai troppo tardi per essere felici. Però dipende solo da te e da nessun altro.

20# Quando si tratta di ottenere ciò che veramente vuoi nella vita, non accettare mai un no come risposta.

21# Accendi le candele, usa le tue lenzuola nuove, indossa della biancheria sexy. Non conservare tutto per un’occasione speciale: oggi è speciale.

22# Preparati. Poi, lasciati trasportare.

23# L’organo sessuale più importante è il cervello.

24# Sii eccentrico qui e adesso. Non aspettare di essere vecchio per vestirti di viola.

25# Nessuno a parte te è responsabile della tua felicità.

26# Quando credi che qualcosa sia davvero un disastro, domandati: “Avrà importanza tra 5 anni?”

27# Scegli sempre la vita.

28# Perdona, ma non dimenticare.

29# Ciò che le persone pensano di te non è un problema tuo.

30# Il tempo cura tutto, dai tempo al tempo.

31# Non importa quanto possa essere bella o brutta una situazione: prima o poi cambierà.

32# Non prenderti troppo sul serio. Gli altri non lo fanno.

33# Esci di casa ogni giorno. I miracoli ti stanno aspettando ad ogni angolo.

34# Credi nei miracoli.

35# Dio ti ama perché è Dio; non per ciò che hai fatto per far sì che ti ami.

36# Non analizzare ogni cosa della tua vita. Vivi e approfitta al massimo di ogni occasione.

37# Non odiare il fatto di invecchiare. È meglio che morire giovani.

38# I tuoi figli saranno bambini solo per una volta.

39# Alla fine, ciò che veramente conta è ciò che ami davvero.

40# Se tutti potessimo buttare i nostri problemi in un mucchio, nel vedere quelli degli altri, sceglieremmo di nuovo i nostri.

41# L’invidia è una perdita di tempo. Accetta ciò che hai, prima di pensare a ciò che ti piacerebbe avere.

42# Rinuncia.

43# Non importa come ti senti: alzati, vestiti e mostrati.

44# La vita non è legata con un fiocco, ma è comunque un regalo.

45# Non importa l’età: il meglio deve ancora venire.

46# Se non chiedi non avrai.

47# Raccogli.

48# Leggi i Salmi. Essi si occupano di ogni emozione umana.

49# La vita è troppo breve per odiare.

50# Uno scrittore scrive, se vuoi essere uno scrittore scivi.

Spesso non ci soffermiamo sui dettagli più piccoli della nostra vita, ma sono proprio quelli che possono renderci davvero felici. Cosa ne pensi di questi consigli? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste preziose informazioni con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Bebè sorda sente la mamma dire “ti amo” per la prima volta, il video ha fatto commuovere tutto il web

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Non ci hanno messo molto tempo i genitori di Charly per capire che nella loro piccola appena nata c’era qualcosa che non andava. Purtroppo, la bimba non reagiva a nessun tipo suono e, ben presto, scoprirono che aveva dei problemi di udito.

Instagram / theblushingbluebird

 

I bambini, fin da piccoli, imparano a sviluppare i pensieri con l’aiuto dei suoni. Inoltre, poter sentire è molto importante per lo sviluppo emotivo.

Non riuscire a sentire, non è una cosa molto comune per i bambini piccoli, ma se esistono dei sospetti è importante rivolgersi ad un medico che potrà approfondire la questione. Al giorno d’oggi, esistono diversi tipi di strumenti che possono aiutare i bimbi che hanno problemi simili ed è fondamentale agire il prima possibile, in quanto potrebbero insorgere complicazioni anche nello sviluppo della parola.

I genitori di Charly hanno scoperto il suo problema molto presto, ma hanno comunque avuto dei dubbi sul fatto che un apparecchio acustico potesse funzionare. Non sapevano come poter interagire con la bimba, pensavano che non sarebbe stato così facile capire se lei potesse sentirli o meno.

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Quando hanno messo l’apparecchio alla piccola, la mamma era molto nervosa, ma con il cuore colmo di speranza. Dopo pochi secondi, la bimba ha reagito alla voce della madre, però sentirla è stato talmente travolgente che gli occhietti di Charly si sono riempiti di lacrime.

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La reazione della bimba è stata fantastica, il suo viso dolcissimo fa capire tutte le emozioni che sta provando, soprattutto, la felicità per sentire la voce della propria mamma per la prima volta.

 

Guarda il bellissimo video:

Di la verità, ti sei commosso anche tu? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Il modo in cui parli ad un bambino farà la differenza nella sua vita

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Il modo in cui ci relazioniamo con i bambini lascerà dei segni sulle loro anime, nella loro vita e nel loro futuro, ogni bambino rappresenta una nuova opportunità per poter cambiare le cose e per fare sempre meglio, forgiando in loro il giusto sentimento. Più amore si da ad un bambino, più allegria ci sarà nel suo cuore.

Molte volte, non diamo peso al modo in cui parliamo con i nostri figli o con i bambini in generale, facciamo promesse che non manteniamo, diciamo sempre “adesso no, più tardi”, gridiamo, disprezziamo e, purtroppo, capita anche di negare amore ed attenzioni, non ci rendiamo conto di quanto siamo importanti per loro, di quanto siamo preziosi nella loro vita e dell’esempio che siamo.

Bisognerebbe avere un po’ più di tatto quando ci rivolgiamo ai bambini, quando gli parliamo, quando registriamo delle parole nei loro pensieri ed i sentimenti nelle loro anime. Sicuramente, se potessimo aprire una piccola finestra che ci permetta di vedere come agiamo con i nosri figli, sapremmo cosa cambiare.

Dobbiamo prestare attenzione. Prima di tutto, bisogna prestare attenzione al modo in cui parliamo ai nostri figli. Al modo in cui manifestiamo loro la nostra angoscia, i nostri fastidi ed il nostro amore; non si tratta solamente di prestare attenzione al modo in cui li si rimprovera, bensì anche alla maniera in cui li amiamo e come gli facciamo sapere che sono la cosa più importante della nostra vita, perché esiste una linea sottile che separa l’amore dalla manipolazione.

Sono molti i bambini che manipolano con il proprio comportamento, diventano capricciosi, arroganti ed incontrollabili. Così, li incolpiamo, li rimproveriamo, li castighiamo e ripetiamo loro un sacco di volte quanto ci hanno deluso e che non desideriamo stargli vicino. Tuttavia, siamo incapaci di riconoscere che non prestiamo mai attenzione alle parole che escono dalla nostra bocca ed il modo in cui parliamo loro, sia per amarli che per correggerli.

Anche se non sembra, i bambini stanno attenti a tutto, alle conversazioni esterne, alle discussioni dei genitori, alle offese che si dicono quando si è alla guida, alle grida ed ai gesti di amore delle altre persone. Si rendono conto di tutto ciò che gli succede intorno. Però, non hanno la nostra stessa visione delle cose, non hanno malizia o sfiducia, di fatto, lo fanno con la loro pura innocenza. Sono come un contenitore che dispone di molto spazio, che registra tutto e che presto o tardi riprodurrà il contenuto. Questo lo puoi verificare tu stesso con qualche ricordo che ha segnato la tua infanzia.

Chiramente, non dobbiamo abituare i nostri bambini a vivere sotto a delle campane di vetro, dove tutto è perfetto e dove rimangono lontani dal dolore, dalla sofferenza e dalle cadute. Però, non è nemmeno necessario insegnare loro la crudeltà della vita senza prestare attenzione al modo in cui lo facciamo. Ogni parola che esce dalla nostra bocca rappresenta un intero mondo per loro, per questo è possibile deviare facilmente la vita di un bambino, la sua innocenza e la sua fragilità.

Non è mai troppo tardi, presta attenzione alle parole che usi con un bambino, ricorda che sei responsabile di ciò che si registra in lui, fagli conoscere l’amore e dagli sempre dei buoni consigli, di quelli che ci accompagnano per tutta la vita e di cui siamo grati.

“Non esiste nulla di tanto pericoloso come un buon consiglio
accompagnato da un cattivo esempio”

Madame de Sablé

Le parole che utilizziamo con i nostri bambini ed il nostro atteggiamento, possono influire molto sul loro futuro, cosa ne pensi? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste preziose informazioni e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Il leone di montagna è stato rinchiuso per 20 lunghi anni, guarda la sua reazione quando viene liberato

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Chiunque ami gli animali penserà sicuramente che il cassone di un pick-up non sia di certo un luogo adeguato per far vivere un animale, in particolar modo un leone di montagna adulto.

Però, questo è ciò che è successo al leone di montagna Mufasa.

È stato obbligato a vivere in questo modo, quando con il circo ambulante veniva portato da una parte all’altra del Perù.

Essere un’attrazione per la gente, non è un buon motivo per dover vivere in catene, ma questo è proprio ciò che è accaduto a Mufasa.

Tristemente, al giorno d’oggi, estistono un sacco di animali che vivono nelle stesse condizioni di Mufasa, in pratica vivono solamente per essere esibiti nei circhi, negli zoo o in altri tipi di spettacoli.

Questi poveri animali devono vivere in spazi ristretti e, difficilemente, hanno la possibilità di vivere la vita che davvero meritano.

Mufasa però, a differenza di molti altri, nella cattiva sorte ha avuto un po’ di fortuna. La sua situazione è migliorata quando alcune persone, le quali fanno parte di un’organizzazione che si occupa della tutela degli animali, sono riuscite a liberarlo dopo diversi mesi di dura lotta e lavoro.

Adesso Mufasa sta molto meglio. Ora non vive più una vita piena di insicurezze, dove le persone lo utilizzano solamente per far divertire i visitatori del circo. Mufasa adesso ha l’opportunità di vivere la vita che tutti gli animali meritano, la vita in libertà. Mufasa potrà trascorrere gli ultimi anni della propria vita nella giungla insieme ad altri puma.

Fortunatamente questa storia ha avuto un lieto fine. Nel seguente video puoi vedere i primi passi in libertà del leone Mufasa.

Cosa ne pensi degli animali che vengono sfruttati solo per il piacere delle persone? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere questa bella storia con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

19 fratelli si siedono ed aspettano il padre biologico. Guarda il meraviglioso incontro

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Quando Michael Rubino aveva circa 30 anni, prese l’importante decisione di aiutare altre famiglie donando il proprio sperma.

“A quell’epoca, io e la mia ex moglie non riuscivamo ad avere figli e, per questo, partecivamo a degli incontri di consulenza insieme ad altri genitori, i quali ci avevano parlato di una banca del seme in California”, racconta Michael a People.

È stato proprio allora che gli è venuta l’idea.

“Ho pensato, perchè no? Io potevo aiutare altre coppie con problemi di fertilità!, ha detto l’uomo.

Nel riempire i moduli per la propria donazione aveva spuntato la casella nella quale indicava che gli eventuali figli, dopo aver compiuto 18 anni, avrebbero potuto mettersi in contatto con lui. Pensava che, forse, in un futuro gli sarebbe piaciuto conoscere questi bambini. Voleva lasciare una porta aperta nel caso in cui qualcuno di loro avesse avuto il desiderio di incontrarlo.

Michael aveva un profilo che attirava molto le future mamme, era un artista con un fisico asciutto, con gli occhi di colore azzurro e senza nessuna malattia genetica.

Nonostante il contratto firmato, una delle mamme, Karen Strassberg, chiese a Michael se fosse disposto ad incontrare il figlio Jake.  Il ragazzo è stato il primo dei propri figli che l’uomo ha conosciuto ed ora tra di loro si è creato un legame molto speciale.

Gli anni sono passati e sempre più ragazzi hanno voluto conoscere il proprio padre biologico. Michael ha donato il proprio seme ben 929 volte ed oltre a Jake ha avuto molti altri figli, dei quali ne ha potuti conoscere 19.

Quando l’uomo è stato contattato dai propri figli, ha subito accettato di incontrarli e la sorpresa più grande è stato vedere quanto questi ragazzi fossero simili tra loro, nonostante non fossero cresciuti insieme.

Grazie ad un programma televisivo è stato organizzato l’incontro a quale hanno potuto partecipare tutti i fratelli, benché provenissero da diverse parti del mondo. Di seguito il video del primo incontro tra i 19 gratelli ed il padre:

Cosa ne pensi di questa bella riunione di famiglia? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere questa storia con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

 

Un poliziotto ferma un uomo che assomiglia al figlio morto. Alcuni secondi dopo vede cosa c’è sul cruscotto

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Perdere un figlio è la cosa più difficile che un padre o una madre possono affrontare nella vita.

Una mattina, mentre William Jazwinski stava guidando la propria auto, ha visto nello specchietto retrovisore i lampeggianti blu della polizia.

Così, ha ridotto la velocità e si è fermato, poi, quando il poliziotto si è avvicinato all’auto William gli ha chiesto se stava andando troppo veloce. Il poliziotto ha risposto di no, infatti lo aveva fermato solamente per ringraziarlo per il suo fedele servizio.

In principio William non aveva capito a cosa si stesse riferendo l’agente, però poi si è ricordato di avere un adesivo nella parte posteriore dell’auto il quale dice che ha servito il paese come soldato.

Il poliziotto ha chiesto a William dove avesse lavorato ed il giovane ha raccontato di essere stato in servizio per 15 mesi in Irak.

È stato proprio in quel momento che l’ufficiale di polizia ha iniziato a lasciarsi andare con questo sconosciuto, con il quale aveva qualcosa di molto importante in comune.

Il poliziotto ha raccontato che anche suo figlio aveva prestato servizio in Irak, però lui non era mai più tornato a casa.

William si è subito commosso per la storia del poliziotto ed ha detto all’uomo di essere molto dispiaciuto e di essergli vicino per questo dolore.

Prima che William se ne andasse, l’agente ha notato una piccola bandiera americana appoggiata sul cruscotto dell’auto. Era esattamente la stessa bandiera che aveva ricevuto insieme alla notifica della morte del proprio figlio.

In quell’istante il poliziotto ha fatto una strana domanda all’ex soldato.

Gli ha chiesto se poteva abbracciarlo.

“Mi ricordi mio figlio, credevo fossi lui”.

William non ha potuto contenere le lacrime ed è sceso dala macchina per abbracciare l’uomo.

Facebook/William Jazwinski

Si sono sciolti in un lungo abbraccio pieno di lacrime.

Non era solo il poliziotto ad avere bisogno di questo abbraccio. William aveva da poco superato la sindrome postraumatica dopo una lunga riabilitazione e quell’abbraccio era proprio quello che ci voleva.

William ha condiviso la storia sul proprio profilo di Facebook ad aprile ed è stata condivisa ed apprezzata da migliaia di persone.

Un gesto davvero emozionante, non credi? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere questa bella storia con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.